Buoni risultati per l'Inseguimento italiano a Rio © Bettiniphoto
Buoni risultati per l'Inseguimento italiano a Rio © Bettiniphoto

Bagliori d’azzurro in una serata all british

Parte il ciclismo su pista a Rio: bene i quartetti italiani, la Gran Bretagna domina gli Inseguimenti ed è d’oro nella Velocità a squadre

Arrivare a Rio a pochi giorni dalla propria gara, richiamati letteralmente all’ultimo in seguito ai guai del quartetto russo; dover trovare subito la giusta concentrazione, caricarsi con la dovuta adrenalina stando attenti a non farsi schiacciare dall’improvvisa pressione. E poi esprimere una prova di tutto rispetto, al cospetto del meglio che il mondo del ciclismo su pista può offrire oggi.

Tutto questo è il team dell’Inseguimento a squadre italiano, buttato nell’arena olimpica e capace di dare un senso importante alla propria partecipazione. Liam Bertazzo, Simone Consonni, Filippo Ganna e Francesco Lamon si sono immediatamente scrollati di dosso l’emozione, del resto non potevano fare altrimenti, visto che erano i primi a gareggiare nel torneo.

Non hanno avvicinato il record italiano (3’56″393, da loro stessi – con Davide Plebani al posto di Bertazzo – stabilito agli ultimi Europei Under 23 un mese fa), ma sono stati capaci di restare sotto il limite dei 4′ (per la precisione, 3’59″708), preparandosi il terreno per un agevole accesso al primo turno.

 

Italia seduta al tavolo dei grandi, Wiggins subito regale
Cina (4’05″152), Olanda (che non ha neanche finito la prova in seguito alla caduta di Joost Van der Burg), Svizzera (4’03″845, quanto è pesata l’assenza di Stefan Küng, infortunato) e Germania (4’00″911) sono rimaste tutte alle spalle degli azzurri, che hanno così conquistato un incoraggiante quinto posto, a un passo dalla “semifinale” per accedere alla finalissima.

Poi in realtà per l’Italia non sarà facile lottare per il bronzo, domani, ma una top five sarebbe comunque un risultato alla portata di Ganna e compagni, e di sicuro un esito di tutto rispetto – soprattutto in prospettiva – per il nostro giovane quartetto.

La gara dei più forti era in ogni caso su tutto un altro livello rispetto a quello degli azzurri. Danimarca, Nuova Zelanda e Australia (invero un po’ deludente) hanno girato tutte sul piede dei 3’55” (rispettivamente 3’55″396, 3’55″977, 3’55″606), mentre la Gran Bretagna del mitologico Bradley Wiggins ha avvicinato il record del mondo con il tempo di 3’51″943 (il primato è 3’51″659, stabilito sempre dalla UK alle Olimpiadi di Londra).

Domani dalle sfide Gran Bretagna-Nuova Zelanda e Danimarca-Australia usciranno le due finaliste; le perdenti andranno alla bagarre (in base ai migliori tempi) con le altre quattro nazionali per accedere alla finale del terzo e quarto posto. L’Italia gareggerà con la Cina, ma non è tanto importante il vincere o perdere la propria sfida del primo turno, quanto fissare un ottimo tempo. Staremo a vedere se i quattro ragazzi schierati dal ct Marco Villa sapranno andare oltre i propri limiti.

 

Turno superato e record italiano per le inseguitrici azzurre
L’Olimpiade azzurra era già cominciata benino con le qualificazioni dell’Inseguimento a squadre femminile. Scese in pista per terze, le quattro italiane (Tatiana Guderzo, veramente rimarchevole la sua prova, e con lei Silvia Valsecchi, Francesca Pattaro e Simona Frapporti) hanno centrato subito due obiettivi su tre della loro partecipazione ai Giochi: si sono qualificate per il primo turno, facendo segnare un tempo migliore rispetto a Polonia e Germania che erano scese in pista prima di loro. Soprattutto, hanno abbassato il primato italiano sulla distanza, fermando i cronometri sui 4’25″543 (laddove il precedente limite era di 4’26″162).

Ulteriore motivo di soddisfazione, una tecnicalità che però fa curriculum: essendo la prova riservata ai terzetti (sulla lunghezza di 3 km) fino alle Olimpiadi di Londra, ora che l’Inseguimento a squadre femminile è stato allungato a 4 km e le squadre sono diventate quartetti, ecco che i record olimpici erano tutti da scrivere da zero. E l’Italia, bontà sua, col suo tempo ha appunto fissato il nuovo record (strappandolo alla Polonia che l’aveva realizzato poco prima), destinato a durare cinque minuti, infatti è stato subito abbassato dalla Nuova Zelanda; ma in ogni caso, Guderzo-Valsecchi-Pattaro-Frapporti se ne torneranno a casa con la soddisfazione di aver detenuto – seppur per poco – un record olimpico.

 

Laura Trott trascina le britanniche al record del mondo
Avuta la certezza che le azzurre avrebbero partecipato ai turni di finale, abbiamo potuto prendere nota delle prove delle altre sei nazionali, destinate tutte a far meglio dell’Italia. La Nuova Zelanda, testè citata (4’20″061), poi la Cina (che ha preceduto l’Italia di poco: 4’25″246), quindi l’Australia, al cui quartetto le botte rimediate nella caduta in allenamento hanno causato qualche impasse, tenendolo lontano dal record mondiale fissato nel 2015: 4’19″059 per Nettie Edmondson e compagne, a fronte di un primato di 4’13″683.

Perché citiamo questo record, stabilito ai Mondiali di Saint-Quentin un anno e mezzo fa? Perché subito dopo l’Australia, è scesa in pista la Gran Bretagna della meravigliosa Laura Trott, per definire la quale non troviamo ulteriori aggettivi. Con una seconda parte di gara da ovazione, il quartetto UK ha fermato i cronometri sul 4’13″260, nuovo primato della specialità. Applausi.

Dopo il trenino by Trott è toccato a Canada (“solo” 4’19″599) e infine agli Stati Uniti: sotto l’impulso di Sarah Hammer e della giovanissima Chloe Dygert, le americane sono partite col botto, rimanendo a lungo nettamente davanti rispetto ai parziali delle britanniche; ma hanno poi chiuso in calando, fino al 4’14″286 conclusivo.

Quindi, sabato (a partire dalle 21.17 ora italiana) la lotta per le medaglie andrà in questo modo, in base agli accoppiamenti usciti dalle qualificazioni di oggi: Usa-Australia e Gran Bretagna-Canada, le due vincenti si giocheranno l’oro; i tempi delle perdenti verranno confrontati con quelli delle sfide Nuova Zelanda-Polonia e Italia-Cina: i migliori due si giocheranno il bronzo. Unica eliminata oggi, la Germania.

 

Serata all british, oro nella Velocità a squadre per Kenny e soci
Il programma olimpico è stato aperto dal torneo maschile della Velocità a squadre, e la prima giornata nel velodromo è stata chiusa dalle finali di questa specialità. A imporsi – con un po’ di sorpresa, a dire il vero – la Gran Bretagna, vera mattatrice di questo avvio della pista a Rio.

Dopo aver fatto segnare il miglior tempo in qualifica, con un 42″562 che ha rappresentato anche il nuovo record olimpico, Philip Hindes, Jason Kenny e Callum Skinner hanno affrontato in finale la Nuova Zelanda di Ethan Mitchell, Sam Webster ed Edward Dawkins, che partiva coi favori del pronostico.

Ebbene, il terzetto europeo ha battuto di un soffio gli avversari, abbassando ulteriormente il primato dei Giochi a 42″440; agli oceanici non è bastato un gran 42″542 per fregiarsi dell’oro e stoppare questa partenza sprint della rappresentativa britannica. In particolare, per Jason Kenny si tratta del quarto titolo olimpico dopo la Velocità a squadre 2008 e 2012 e quella individuale a Londra.

Nella finale per il bronzo, poco prima, gli infiniti francesi (Grégory Baugé, François Pervis, Michael D’Almeida) avevano battuto in rimonta l’Australia con il tempo di 43″143 contro 43″298.

Domani (a partire dalle 21 ora italiana) si disputerà il torneo della Velocità a squadre femminile, inizierà quello della Velocità individuale maschile e si completerà il torneo dell’Inseguimento maschile. Alle 21.50 circa toccherà al quartetto azzurro, unico a rappresentare l’Italia nella seconda giornata.

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