Ryan Lochte ritratta la versione iniziale © Getty Images
Ryan Lochte ritratta la versione iniziale © Getty Images

Contala giusta, Ryan

Le bugie di Lochte e soci, che si inventano una rapina subita. Ma invece…

Un gruppetto di americani che escono per una notte di baldoria, una pompa di benzina, una rissa, una pistola, una rapina, o meglio una finta rapina. Sembrano gli ingredienti perfetti per uno di quei film demenziali americani della serie American Pie. E invece no. La storia è vera ed è anche demenziale. È successo a Rio de Janeiro, sede dei Giochi Olimpici 2016. E i protagonisti sono degli atleti americani, i nuotatori Ryan Lochte (medaglia d’oro nei 200 m misti e nella staffetta 4×200 m stile libero), Jimmy Feigen, Jack Conger e Gunnar Bentz.

I quattro membri della squadra di nuoto statunitense sono usciti nella notte di sabato 13 agosto per festeggiare la fine delle gare e le medaglie conquistate dal loro paese. Al rientro la domenica mattina successiva hanno denunciato una rapina. In particolare, Lochte ha dichiarato che, dopo essere arrivati in taxi a una pompa di benzina della città carioca, i quattro malcapitati sono stati aggrediti da alcuni uomini travestiti da poliziotti che, agitando un distintivo, li hanno costretti a stendersi a terra. Il buon Ryan, convinto di essere vittima di un’ingiustizia, avrebbe chiesto spiegazioni ad uno degli aggressori (in ogni buon film demenziale che si rispetti c’è sempre il duro che tenta di risolvere con coraggio la situazione) che, per tutta risposta, gli avrebbe puntato una pistola alla testa. Dopo averli derubati dei portafogli, dei telefonini e di altri oggetti di valore, i brutti ceffi si sarebbero allontanati, lasciando tornare al Villaggio Olimpico i quattro nuotatori senza alcun graffio.

La notizia ha sollevato, subito, un grande clamore, facendo il giro del web e suscitando l’indignazione, soprattutto del comitato olimpico americano, che ha chiesto l’intervento delle autorità brasiliane. Il magistrato Keyla Blank, giudice della sezione “Tifosi e grandi eventi” del Tribunale di Rio, ha avviato immediatamente le indagini per fare chiarezza sull’accaduto.

Già il giorno successivo, la versione di Lochte e soci ha iniziato a fare acqua da tutte le parti (qualcuno potrebbe dire che è normale trattandosi di nuotatori). Il campione olimpico ha modificato la sua versione, sostenendo che la pistola gli era stata puntata a distanza. Ma ci può stare un po’ di confusione in uno che ha appena subìto una rapina. I problemi veri per gli atleti statunitensi sono iniziati quando sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza della pompa di benzina e i filmati dell’entrata del Villaggio Olimpico. Quello che ne è venuto fuori è un quadro tutt’altro che drammatico per i quattro presunti malcapitati.

Scesi dal taxi completamente ubriachi, nel filmato si vedono chiaramente i quattro dementi sfondare a calci la porta di un bagno e poi prendersela col portasapone e col porta salviette, vere vittime dell’assurda vicenda. La sicurezza, intervenuta per fermare i nuotatori, davanti all’indifferenza dei quattro ai richiami, si è vista costretta ad estrarre la pistola. All’arrivo della polizia, la situazione era già risolta e Lochte e compagni erano già rientrati al Villaggio Olimpico. E qui avviene il capolavoro. Le telecamere di sorveglianza mostrano i ragazzi, al passaggio dal metal detector, riprendere i loro effetti personali (quelli che gli sarebbero stati estorti con la forza e le minacce dai rapinatori) e tornarsene allegri e sorridenti, e anche un po’ barcollanti, verso le loro camere.

Nel frattempo Ryan Lochte ha pensato bene di prendere letteralmente il volo per tornarsene a casa sua, negli Stati Uniti, seguito da Feigen, che inizialmente risultava irreperibile ma che, in realtà, aveva preso un altro volo pur avendone prenotato uno insieme agli altri compagni. Invece, gli altri due protagonisti, Conger e Bentz, sono stati tirati giù dall’aereo poco prima della partenza per rispondere ad alcune domande davanti al giudice. Sbugiardati davanti a tutti, non hanno più potuto negare l’evidenza. Nessuna rapina, soltanto una bravata da ragazzi (stupidi verrebbe da aggiungere, per essere magnanimi).

Sia il comitato olimpico Usa che i quattro nuotatori hanno presentato delle pubbliche scuse al popolo brasiliano e a tutti gli atleti presenti a Rio. Le conseguenze per i fantasiosi atleti saranno decise al rientro in patria. Intanto Feigen ha pensato di risolvere tutto con una donazione di 11 mila dollari a un ente benefico carioca.

Alla fine, resta da capire il motivo che ha spinto Lochte e soci a inventare una storia così assurda e, soprattutto, a credere che potesse passare per vera. O erano così ubriachi da essere convinti di averla vissuta veramente, oppure i protagonisti di American Pie non sono proprio frutto dell’immaginazione dello sceneggiatore.

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