L'arrivo vincente di Giacomo Nizzolo © ANSA - Claudio Peri
L'arrivo vincente di Giacomo Nizzolo © ANSA - Claudio Peri

Nizzolo, una freccia nel deserto

Nella prima tappa dell’Abu Dhabi Tour il campione d’Italia supera nettamente Degenkolb e Cavendish

Il 2016 che si sta per chiudere rimarrà l’anno della svolta nella carriera di Giacomo Nizzolo: dopo un inizio molto incoraggiante, con piazzamenti in serie tra Tour Down Under e Dubai Tour, il ventisettenne ha un po’ deluso alla Milano-Sanremo rimanendo staccato da quanti si sono giocati lo sprint. Le prime vittorie (due) nella stagione sono giunte al Tour of Croatia, preambolo del Giro d’Italia; dove l’obiettivo primario, quello del successo, è sfumato con la beffa del declassamento nella frazione finale di Torino.

Tuttavia il corridore della Trek-Segafredo ha indossato, per il secondo anno di fila, la maglia rossa della classifica a punti. Proprio la rabbia per l’esito della giornata sabauda pare avergli dato la spinta necessaria: da lì due vittorie in fila, prima al GP d’Argovie e poi, soprattutto, al Campionato italiano, al termine di una gara eccellente. I piazzamenti estivi, a cui hanno fatto seguito le vittorie alla Coppa Bernocchi e al Giro del Piemonte, gli hanno conferito i gradi di capitano azzurro per la spedizione mondiale.

Che si è conclusa con un positivo alla vigilia quinto posto; ma che, per come si erano messe le cose, un pizzico di amaro in bocca lo ha lasciato. Nelle dichiarazioni a caldo il lombardo ha ammesso, probabilmente a ragione (e con la serietà che tutti gli riconoscono), di non essere al livello dei primi quattro che lo hanno preceduto a Doha. Oggi però, in quella che è stata la frazione inaugurale del secondo Abu Dhabi Tour, Nizzolo ha saputo battere chi ha vinto svariate tappe in tutti i grandi giri (e che sarà con lui in squadra da gennaio) e chi, degli sprint, è uno dei principali maestri di sempre.

Quattro in fuga, c’è anche Matthews
Alle 13.15 ora locale, le 11.15 ora del Centro Europa, centosei corridori hanno preso il via della prima tappa dell’Abu Dhabi Tour, con partenza e arrivo a Madinat Zayed sulla distanza di 147 km. Un’assenza dell’ultima ora, quella del trevigiano della Wilier Triestina-Southeast Matteo Busato. La fuga che caratterizza la giornata nasce attorno al km 10 e, sorprendentemente, a proporla sono due compagni di squadra: si tratta del belga Jens Keukeleire e dell’australiano Michael Matthews della Orica-BikeExchange.

I due sono stati raggiunti al km 15 da un’altra coppia, formata dal neozelandese Dion Smith (ONE Pro Cycling) e dal lettone Gatis Smukulis (Astana Pro Team). Il margine, nell’ordine dei 30″, è rapidamente andato a crescere: al km 25 è di 4’05”, al km 40 di 5’10” e al km 48.7, ossia allo scoccare dell’ora di gara, tocca i 5’40”. Il vantaggio massimo di 6′ tondi viene registrato al traguardo volante di Liwa (km 54.5) con Keukeleire che transita davanti a Smith.

Keukeleire superstar, ma il gruppo si avvicina
Il gruppo però decide di reagire: al km 60 il gap è sceso a 5’20” mentre a metà gara è diminuito fino a 3’55”. Nel secondo sprint intermedio di Liwa (km 87.3) si assiste ad un nuovo successo di Keukeleire su Smith; il belga si assicura così la vetta della classifica dei traguardi volanti, ricompensata con la maglia nera. Dopo due ore, con la media generale abbassatasi a 45.2 km/h, il margine è sceso a 2’50”, divenuto 2’20” ai meno 50 km.

Il distacco fra le due parti diminuisce ancor più ai meno 40 km quando è di 1’45” mentre si stabilizza nei minuti seguenti, nonostante a tirare il gruppo siano Dimension Data, Lotto Soudal, Team Giant-Alpecin e Team Sky. Vuoi per il margine non insormontabile e vuoi per la collaborazione tra i quattro di testa (dove svetta Keukeleire, infaticabile come fu domenica al Mondiale), ma ai meno 20 km il gap è risalito fino a 2’15”.

Fuga riassorbita, scampato il pericolo ventagli
Mentre si entra in una fase con forte vento contrario a lavorare in testa al plotone si aggiungono anche uomini della Trek-Segafredo fra cui Niccolò Bonifazio; segno che, a far la volata, sarà Giacomo Nizzolo. La rinnovata vigoria del gruppo fa in modo che, a 15 km dalla conclusione, il ritardo sia diminuito a 1’50” per poi più che dimezzarsi al cartello dei meno 10 km. Merito del lavoro compiuto in questi ultimi km da CCC Sprandi Polkowice, Dimension Data e Team Sky.

Con il gruppo sempre più vicino Matthews, Smith e Smukulis si rialzano ai meno 8 km e vengono riassorbiti ai meno 7.4 km. Keukeleire prova stoicamente a resistere, desistendo definitivamente ai meno 7 km. Proprio quando il percorso procede con una svolta a destra nel quale il vento si fa laterale; condizione ideale per creare ventagli, tanto che molte squadre sgomitano per rimanere davanti. Dopo un paio di km una svolta a sinistra toglie tutti d’impaccio, senza che alcuna frattura si sia creata.

Gran lavoro di De Kort, ma in volata Nizzolo è imbattibile
Imboccano gli ultimi 4 km in testa gli uomini di ONE Pro Cycling e Team Sky, ai quali si affiancano successivamente i CCC Sprandi Polkowice e i Dimension Data. Ad transitare per primi sotto l’arco dell’ultimo km sono i nerazzurri, immediatamente sopravanzati da Koen De Kort (Team Giant-Alpecin), autore di una pregevole accelerazione per portare in testa i due restanti vagoni, ossia Sinkeldam e Degenkolb. L’olandese lavora fino ai meno 350 metri quando entra in azione il connazionale Sinkeldam.

Alla sua destra si affianca Mark Renshaw (Dimension Data) ma l’australiano, voltandosi, vede che alla sua ruota non vi è capitan Cavendish ma l’intruso Nizzolo; il brianzolo decide di partire proprio lì, quando mancano ancora 200 metri alla conclusione. La sua volata non ammette repliche, da parte di nessuno, e il campione d’Italia va a vincere in maniera netta, risultando particolarmente felice nei minuti successivi all’affermazione.

Degenkolb e Cavendish a podio, domani la rivincita
Secondo posto, a debita distanza, per il tedesco John Degenkolb (Team Giant-Alpecin); terzo invece il britannico Mark Cavendish (Dimension Data). La top 10 vede poi il danese Magnus Cort Nielsen (Orica-BikeExchange), il britannico Christopher Latham (Team Wiggins), lo slovacco Michael Kolar (Tinkoff), il russo Roman Maikin (Gazprom-RusVelo), l’italiano Marco Coledan (Trek-Segafredo), il lussemburghese Jempy Drucker (BMC Racing Team) e l’olandese Ramon Sinkeldam (Team Giant-Alpecin).

La classifica generale vede Nizzolo guidare con 4″ su Degenkolb, 6″ su Cavendish, 7″ su Keukeleire, 9″ su Smith e 10″ su tutti gli altri. Domani nuova occasione per le ruote veloci nei 115 km della frazione di Abu Dhabi, con l’arrivo nella zona di Al Marina. Nuova occasione per Nizzolo di dimostrare che lui, con certi nomi, può battersi senza paura.

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