Michael Valgren ©Giro d'Italia/LaPresse
Giro d'Italia

È il giorno di Michael Valgren. Fuga catturata e vittoria al Giro d'Italia

Il danese della EF è il più forte e il più scaltro in un bellissimo finale ad Andalo. Leknessund ancora secondo, battuti anche Caruso, Vlasov, Rubio e Arrieta

Il peggio è passato, il grande giorno è arrivato. A 34 anni, dopo un incidente che aveva rischiato di mettere fino alla sua carriera, Michael Valgren vince la sua prima tappa in carriera in un Grande Giro, arricchendo un palmarès che comprendeva già grandi classiche come Omloop Het Nieuwsblad e Amstel Gold Race, il bronzo mondiale del 2021 e una tappa alla Tirreno-Adriatico di qualche mese fa, che già era stata una bellissima storia di riscatto e sembrava un punto d'arrivo. 

Il danese della EF Education-EasyPost vince la diciassettesima tappa del Giro d'Italia con arrivo ad Andalo, forse la più divertente di questa edizione, emergendo come uno dei più forti di una fuga numerosa e poi piazzando l'attacco giusto prima dell'ultimo chilometro, cogliendo l'attimo per battere grandi protagonisti di questa Corsa Rosa come Andreas Leknessund (ancora secondo), Igor Arrieta o Einer Rubio, e scalatori esperti come Aleksandr Vlasov e soprattutto Damiano Caruso, che grazie alla sua prima fuga rientra in classifica generale.

Giro d'Italia 2026, la cronaca della diciassettesima tappa

Tappa lunga (202 chilometri) e chiaramente favorevole a una fuga numerosa, ma con un'ora interamente pianeggiante in cui non è facile andare via. Dopo una trentina di chilometri si sgancia un gruppo di sette con Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United), Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets) il solito Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e un pericoloso Jan Christen (UAE Team Emirates-XRG). Inseguono Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), Lorenzo Milesi (Movistar), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) e Frank van den Broek (Team Picnic PostNL Raisin), ma non è ancora finita. 

La lotta per la fuga si riapre sul Passo dei Tre Termini (8.2 km al 5.9%), dove anche Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) prova a infilarsi per riguadagnare il tempo perso nelle ultime due tappe di montagna, ma non ha libertà. C'è invece spazio per Giulio Ciccone (Lidl-Trek), a caccia di una tappa e dei punti per la maglia azzurra, per Jhonatan Narváez con Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG) e per le speranze Movistar con Enric Mas, Einer Rubio e Juan Pedro López. Nel gruppo inseguitore ci sono anche Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Jardi Van der Lee (EF Education-EasyPost), Simone Gualdi (Lotto Intermarché), Jan Hirt (NSN Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-BORA-hansgrohe), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL Raisin), Florian Stork (Tudor Pro Cycling), Mark Donovan e David de la Cruz (Pinarello Q36.5 Pro Cycling), Gianmarco Garofoli e Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step).

Poco prima che i due gruppi si ricongiungano e si formi una fuga di ventinove elementi, Cavagna riparte in solitaria, prende i punti al gpm di Cocca di Lodrino e prosegue nella valle successiva, guadagnando oltre due minuti su tutti. Il vantaggio si stabilizza e il gruppo arriva a oltre sette minuti, portando Jayco AlUla e Tudor a tirare per difendere i rispettivi piazzamenti di classifica. Il più vicino in classifica è proprio Caruso, a 13'47" da Jonas Vingegaard e a poco più di quattro minuti dalla top ten. 

Mentre il gruppo viene sorpreso da un temporale, Cavagna prova a conservare il suo vantaggio sul resto della fuga, ma viene ripreso prima dello sprint intermedio di Roncone. Narváez vince la volata per i 12 punti e torna davanti a Paul Magnier (Soudal Quick-Step) nella classifica della maglia ciclamino, con Van den Bossche che prova a rendergli la vita difficile ma senza successo. Ai -48 Garofoli lancia il primo tentativo di formare una fuga nella fuga, e qualche chilometro dopo riesce ad allungare insieme a Caruso, Valgren e López. Li raggiunge anche Leknessund, l'uomo decisivo per consentire a questa azione di prendere corpo.

Tra gli inseguitori emerge Arrieta, che porta via un secondo gruppo con Rubio e Vlasov per rientrare sui cinque davanti e distanziare il resto della fuga, in cui non sembra esserci più accordo. Si accodano anche De la Cruz e Van Dijke, ma nei chilometri successivi la situazione si riapre ancora. Ai piedi della salita di Andalo ci sono appena 30" tra il primo gruppo e un secondo composto da Ciccone, Narváez, Mas, Donovan, Stork, Hirt, Gualdi, Van der Lee e Tonelli, in cui però il campione nazionale dell'Ecuador non trova l'aiuto di cui avrebbe avuto bisogno per rientrare in corsa.

Davanti Caruso e Rubio provano ripetutamente a forzare, e ai -17 il colombiano riesce ad andare via da solo. Per un attimo sembra essere l'attacco decisivo, ma prima del Red Bull KM viene stoppato da Valgren, che già sulle accelerazioni precedenti aveva mostrato una grande gamba. Con loro c'è anche Arrieta, che poi si stacca e viene raggiunto da Leknessund, Caruso e Vlasov, che inseguono fino al gpm a una manciata di secondi di distanza. Per tutti gli altri, la tappa è finita.

Rubio prova più volte a strappare in salita, ma Valgren rimane sempre lì, un po' lo fa innervosire e un po' si porta in testa a fare il suo passo. Sulla salita finale i due riescono a darsi un po' di cambi, ma i quattro inseguiotri sono sempre lì. Ai -3 il colombiano rinforza per tenere lontano Arrieta, uscito da solo dal secondo gruppetto, ma poco dopo lo spagnolo completa un altro inseguimento dopo quello che lo aveva portato alla vittoria a Matera. A quel punto salta qualsiasi tipo di intesa, e negli ultimi due chilometri sono di nuovo tutti e sei in gioco.

Damiano Caruso, Rubio e Valgren ©Team Bahrain-Victorious
Damiano Caruso, Rubio e Valgren ©Team Bahrain-Victorious

Lo scenario è perfetto per un contropiede, e Caruso ci prova per primo, a 1.7 dall'arrivo. A seguire è ancora una volta Rubio, che poi chiude anche sull'allungo poco convinto di Vlasov, quando la salita finisce e la strada spiana verso il traguardo. A 1100 metri dal traguardo, mentre tutti si controllano e preparano la prossima mossa, coglie l'attimo Valgren, che piazza la stoccata buona, si separa dagli altri cinque e se ne va. Leknessund reagisce troppo tardi e si ferma al terzo secondo posto di questo Giro, mentre il trentaquattrenne danese coglie il suo primo successo in carriera in un Grand Tour, e sul traguardo ha il tempo di esultare mostrando un portafortuna fatto dal figlio, che richiama a una Poké Ball. Gli avversari sono catturati, e Michael Valgren oggi è l'uomo più felice del mondo.

Caruso vince la volatina per la terza posizione, prendendosi anche 4" di abbuono oltre ai 5'09" di vantaggio sul gruppo maglia rosa. Un distacco che gli consente di salire al nono posto in classifica generale, con oltre un minuto di margine su Egan Bernal (Netcompany INEOS), scivolato fuori dalla top ten. Ottiene qualcosa anche Narváez, che dopo aver rinunciato alla vittoria di tappa sprinta per il nono posto e guadagna altri 2 punti per la ciclamino, portandosi a +12 su Magnier. Per la ciclamino sarà fondamentale la tappa di domani, che arriva a Pieve di Soligo dopo il passaggio sul Muro di Ca' del Poggio nel finale. 

È il giorno di Michael Valgren: i risultati

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