La Nice Métropole Côte d'Azur festeggia Victor Papon © Xavier Pereyron / LNC
Mondo Continental

La Nice Métropole Côte d'Azur fa la storia a Dunkerque

Victor Papon ha regalato alla formazione transalpina la prima storica vittoria in patria dopo quattro anni e mezzo nel mondo Continental. Il merito va anche a una campagna di rafforzamento ben eseguita

27.05.2026 23:15

Quindicesimo appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Tour of Albania, Paris-Troyes e la Nice Métropole Côte d'Azur, che ha centrato la prima storica vittoria in una corsa professionistica.

Le corse della settimana

Tour of Albania

Il podio del Tour of Albania
Il podio del Tour of Albania © Niels Reemeijer

In settimana è andata in scena l’ottantunesima edizione del Tour of Albania, corsa a tappe di cinque giorni, entrata nel calendario UCI nel 2017. Al via si sono presentate diciotto squadre: due Continental (la slovacca Dukla Banska Bystrica e la greca P.A.S. Ioanninon-P&I), nove formazioni dilettantistiche e sette selezioni nazionali.

La prima tappa presentava un paio di salite poco dopo metà gara, ma il finale era molto agevole e dava ampie possibilità di recupero. Due corridori sono riusciti ad anticipare il gruppo e Kjell Cooman (B-Close Bal-Enzo) ha conquistato il primo successo internazionale in carriera, nella sua prima gara fuori dal Belgio. Il ventitreenne ha anticipato di 2” Iustin-Ioan Văidian (Nazionale Romania) e di 12” il plotone principale, regolato allo sprint da Alin Toader (Nazionale Romania).

La seconda frazione non prevedeva difficoltà altimetriche, anche se il finale tendeva leggermente a salire. A differenza del giorno precedente, il gruppo non si è lasciato sorprendere ed è stata volata: si è imposto lo slovacco Samuel Fedor (Dukla Banska Bystrica), bravo a mettersi alle spalle lo svizzero Guillaume Haldimann (Humard VP) e il belga Lance Decabooter (B-Close Bal-Enzo). Kjell Cooman ha conservato la testa della classifica generale.

Nella terza tappa qualche strappetto c’era, ma era situato a più di 100 km dall'arrivo e non presentava pendenze particolarmente impegnative. Ciononostante, c’è stata grande selezione e Kjell Cooman è rimasto irrimediabilmente staccato. Guillaume Haldimann ha centrato la classica accoppiata tappa e maglia, superando allo sprint Niels Reemeijer (Wielerploeg Groot Amsterdam), già protagonista nella prova albanese lo scorso anno, e l’esperto Cristian Raileanu (Nazionale Romania).

La quarta frazione era la più impegnativa della corsa, con diverse salite impegnative, che erano, però, situate nei primi 80 km di gara. La selezione c’è stata e, alla fine, Niels Reemeijer ha staccato tutti e ha tagliato il traguardo con 8” di margine su un gruppetto di venti uomini, conquistando anche la maglia di leader. Il professionista della Burgos Burpellet BH Georgios Bouglas, in gara con la nazionale greca, si è aggiudicato la volata per il secondo posto, davanti a Jip Schouren, compagno di squadra del vincitore.

L’ultima tappa era molto semplice e il breve strappetto situato a 3500 metri dal traguardo non era sufficientemente impegnativo per fare selezione. Come prevedibile, è stata volata e lo spunto migliore è stato quello di Gabriele De Fabritiis (Nazionale Albania). Il ventunenne, che fino al 2024 rappresentava l’Italia, ha preceduto Georgios Bouglas e Alin Toader.

Niels Reemeijer ha conquistato il successo finale, con un margine di 10” su Guillaume Haldimann e 21” su Burak Abay (Nazionale Turchia). Oltre alla vittoria nella generale, la Wielerploeg Groot Amsterdam si è portata a casa anche la graduatoria dei giovani, grazie a Jip Schouren, e quella a squadre. Georgios Bouglas ha vinto la classifica a punti, mentre Halil İbrahim Doğan si è preso la maglia di miglior scalatore.

Paris-Troyes

Silas Koech vince la Paris-Troyes
Silas Koech vince la Paris-Troyes © BC Sport Agency/Paris-Troyes

In settimana si è corso anche in Francia, dov’è andata in scena la Paris-Troyes, corsa in linea di 180 chilometri, giunta alla sessantottesima edizione. La start list era composta da diciannove squadre: dieci Continental e nove formazioni dilettantistiche.

Il percorso era ricco di strappetti, ma quelli più duri erano piuttosto lontani dal traguardo e le asperità situate nel finale erano troppo brevi per fare selezione. L’azione che ha caratterizzato la gara è nata a circa 170 km dal traguardo e ha visto sei protagonisti: Simon Goossens (Alpecin-Premier Tech Development), Ville Merlöv (BHS-PL Beton Bornholm), Silas Koech (Lotto-Kern Haus), Paul Conor (Vendée U Primeo Energie), Louis Dudek (Vittel N’side) e Augustin Lecolley (Bricquebec Cotentin). A poco più di 20 km dall’arrivo, Merlöv e Koech sono rimasti da soli al comando e, nonostante il vantaggio non si fosse mai dilatato, hanno sfruttato al meglio il poco accordo in gruppo, per resistere fino alla fine.

Il duo di testa ha rallentato molto nell’ultimo km e, per evitare il rientro del plotone, Ville Merlöv ha dovuto lanciare una volata lunga. Silas Koech lo ha saltato con facilità e si è preso il successo. Lo svedese è riuscito, comunque, a salvare il secondo posto dalla rimonta dell’avanguardia del gruppo, a cui non è stato attribuito alcun distacco sul traguardo. Bohémond Barrillot (AVC Aix Provence Dole) si è preso la terza posizione, relegando ai piedi del podio Marius Macé (SCO Dijon Matériel-Velo.com) ed Enzo Boulet (VC Villefranche Beaujolais).

Le Continental tra i big

Jesús David Peña vince l'ultima tappa del GP Beiras e Serra da Estrela
Jesús David Peña vince l'ultima tappa del GP Beiras e Serra da Estrela © Tiago Ferreira/Efapel

Le quattro Continental storiche francesi hanno preso parte alla 4 Jours de Dunkerque. La Nice Métropole Côte d'Azur ha compiuto una grande impresa, vincendo la seconda tappa con Victor Papon, che alla fine si è portato a casa anche la maglia di miglior scalatore. Proprio nella frazione vinta da Papon, hanno ottenuto ottimi piazzamenti anche la CIC Academy, con il secondo posto di Maël Guégan, e la Van Rysel Roubaix, che ha centrato la terza e la quarta posizione con Kévin Avoine e Daniel Årnes. In classifica generale il miglior risultato è stato della CIC Academy: Maxime Vezie, infatti, ha chiuso ventunesimo.

Ben quattordici formazioni di terza divisione hanno partecipato al GP Beiras e Serra da Estrela. A fare il colpo grosso è stata l’Efapel, grazie all’ex Jayco AlUla Jesús David Peña, che ha conquistato l’ultima tappa e la classifica generale. L’Anicolor/Campicarn, formazione di riferimento del movimento lusitano, si è dimostrata ancora solidissima, ma si è dovuta accontentare del secondo posto di Alexis Guérin. Si è tolta una grande soddisfazione anche la Credibom/LA Alumínios, che ha vinto una frazione con Hugo Nunes. Sono salite sul podio finale anche la China Anta-Mentech, con Lucas De Rossi, vincitore della maglia di miglior scalatore, e la Feira dos Sofás-Boavista, che si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

Dodici Continental si sono schierate al via della Veenendaal-Veenendaal, ma, di fronte a una concorrenza di alto livello, solo due hanno centrato la top ten. Nella volata finale, è stata la EEW-VDK a centrare il miglior risultato: Lars Rouffaer è riuscito a concludere in settima posizione, precedendo di poco David Dekker, che ha portato la BEAT p/b Saxo all’ottavo posto.

In entrambe le corse belghe disputate negli ultimi giorni erano presenti nove squadre di terza divisione, anche se solo cinque hanno preso parte a tutte e due. Al GP Criquielion è stata la ColoQuick a ottenere il miglior risultato con Sebastian Nielsen, che ha concluso in tredicesima posizione. La NSN Development ha ottenuto lo stesso risultato alla Antwerp Port Epic, con Oscar Amey, anche se il miglior rappresentante del ciclismo di terza divisione è stato il crossista Victor van de Putte, tesserato per la Lotto-Groupe Wanty, ma in gara con il ramo WorldTour del team: protagonista dell’azione decisiva, ha ottenuto un eccellente sesto posto.

Il ritratto della settimana: Nice Métropole Côte d'Azur

La Nice Métropole Côte d'Azur sul palco alla 4 Jours de Dunkerque
La Nice Métropole Côte d'Azur sul palco alla 4 Jours de Dunkerque © Xavier Pereyron / LNC

Se si escludono le squadre aderenti al progetto Conti Fédérale, che non possono, a meno di deroghe, partecipare alle corse professionistiche in patria, e i vivai delle formazioni professionistiche, solo quattro compagini francesi possono essere considerate Continental a tutti gli effetti: oltre alle storiche St.Michel-Preference Home, che, purtroppo, chiuderà a fine stagione, e Van Rysel Roubaix, ci sono la CIC Academy e la Nice Métropole Côte d'Azur, entrate nella categoria nel 2022. Queste quattro squadre sono considerate, per la legge francese, professionistiche a tutti gli effetti e la formazione nizzarda è sempre stata la più debole, anche a causa di alcuni ingaggi abbastanza discutibili.

In effetti, nei primi quattro anni di attività, la Nice Métropole Côte d'Azur è rimasta a secco di vittorie UCI in Europa e, nonostante i cinque successi in Africa e i due corridori lanciati a livello superiore (Paul Hennequin dell’Euskaltel-Euskadi e Andrea Mifsud della Polti-VisitMalta), in Francia è sempre stata vista come una formazione che doveva il suo status di squadra professionistica al fatto che alcune formazioni di livello superiore avessero deciso di rimanere nel mondo dei dilettanti. 

Quest’anno, la compagine diretta da Jérôme Pulidori ha deciso di cambiare registro e si è rinforzata molto in fase di ciclomercato, anche grazie alle occasioni dovute alle chiusure dell’Arkéa e della Wagner Bazin. La campagna di rafforzamento ha dato i suoi frutti: il successo di Victor Papon nella seconda tappa della 4 Jours de Dunkerque rappresenta non solo la prima vittoria europea da quando il team ha la licenza Continental, ma anche il primo trionfo in una corsa professionistica, per di più nella categoria ProSeries, il massimo livello in cui possono competere le formazioni di terza divisione. I nizzardi possono anche contare su otto top ten stagionali, la maggior parte delle quali arrivate in corse professionistiche transalpine.

Nonostante l’evidente crescita di livello, il roster 2026 è composto da soli dieci elementi, il numero minimo permesso per una Continental. Con il successo di tappa (e la maglia di miglior scalatore) alla 4 Jours de Dunkerque, Victor Papon ha conquistato la prima vittoria internazionale in carriera, assumendo, contestualmente, lo status di leggenda della squadra. Il venticinquenne, che lo scorso anno era professionista con la Wagner Bazin WB, si era già fatto notare in questa stagione con il quinto posto finale all’Istrian Spring Trophy.

Grande merito per la vittoria di Papon va anche a Jaakko Hänninen, che era nella stessa fuga e si è sacrificato lavorando per il compagno. Il ventinovenne, entrato a far parte del team lo scorso anno, è probabilmente l’uomo più noto del team, dato che è stato professionista nel WorldTour per cinque stagioni e mezza. Bronzo mondiale tra gli under 23 nel 2018, non è mai esploso del tutto e il suo palmares fra i grandi si limita al titolo finlandese, conquistato nel 2024.

Un altro che prometteva molto e che non è riuscito a rispettare le attese è Laurens Huys. Il ventisettenne, arrivato a Nizza dopo la chiusura dell’Arkéa-B&B Hotels, ha corso da professionista per sei stagioni, vestendo anche le maglie di Bingoal e Intermarché, e ha mostrato le sue qualità di scalatore solo a tratti: sesto al Tour de Hongrie 2021 e settimo al Tour of Norway 2022, il belga si era messo in mostra anche al Giro d’Italia, con due top ten di tappa nel 2023.

Arriva dal WorldTour anche Clément Davy, che aveva difeso i colori della Groupama-FDJ dal 2021 al 2025. Ai massimi livelli è sempre stato relegato al ruolo di gregario e ha ottenuto gli unici risultati degni di nota nel campionato francese a cronometro, che ha concluso in sesta posizione sia nel 2021 che nel 2022. Nonostante il doppio salto indietro, si è dimostrato molto motivato ed è stato protagonista di varie fughe, una delle quali, al Tour de Provence, gli ha portato in dote un buon sesto posto di tappa.

Come Huys, anche Baptiste Gillet ha trovato nella Nice Métropole Côte d'Azur un rifugio dopo la chiusura dell’Arkéa-B&B Hotels. A differenza del belga, il ventunenne correva nella formazione di sviluppo del team diretto da Emmanuel Hubert, anche se aveva disputato diverse gare con la prima squadra. Quest’anno non ha ancora ottenuto risultati particolarmente importanti, ma nel 2025 è stato quarto alla Gent-Wevelgem under 23.

L’arrivo nella compagine nizzarda è stato, invece, un salto di qualità per Tom Mainguenaud, che nel 2025 ha vinto diverse corse del calendario nazionale francese con la maglia della Mayenne-V, una formazione dilettantistica. Non si tratta, comunque, di un esordio per il venticinquenne, che aveva già gareggiato a livello Continental nel biennio 2022-2023, con la maglia della Van Rysel-Roubaix. Quest’anno è stato ottavo alla Classic Adélie de Vitré.

Alexander Konijn è entrato a far parte del team nel 2024 e si è messo in luce in più occasioni per le sue doti di velocista, raccogliendo diversi piazzamenti in gare professionistiche: nel 2025 è arrivato quattro volte nei primi dieci, con un terzo posto di tappa al Tour de la Provence come miglior risultato. Anche quest’anno, il ventiseienne neerlandese ha saputo ritagliarsi i suoi spazi: è stato quinto alla Classic Var e decimo in una tappa del Tour de la Provence.

Chiudono l’organico tre giovanissimi: i confermati Carter Guichard e Dylan Massa e il nuovo arrivo Jahkim Carty. Guichard, neozelandese di diciannove anni, non ha ancora ottenuto risultati di spessore, ma si è messo in mostra con diversi tentativi di fuga. Massa, francese di vent’anni, si è messo in luce nelle corse croate di inizio stagione, con il quarto posto nell’ultima frazione dell’Istrian Spring Trophy e l’undicesimo all’UMAG Classic. Carty, diciannove anni, è un francese originario dell’isola caraibica di Saint-Martin ed è stato campione caraibico a cronometro fra gli juniores nel 2024. Già stagista del team nel finale della scorsa stagione, quest’anno è stato quindicesimo alla Classic Var.

Il successo alla 4 Jours de Dunkerque ha certamente avuto una grandissima importanza per la Nice Métropole Côte d'Azur. Essersi sbloccati in Francia dopo quattro anni e mezzo di attività porterà certamente i corridori ad affrontare le prossime gare con il morale alto. Ripetersi non sarà facile, ma i corridori in grado di ben figurare non mancano. La squadra tornerà in azione domani per la Boucles de la Mayenne, altra gara del calendario ProSeries. 

Bici + barca: un trend fra marketing, sport e turismo
Caruso: "Le energie erano rimaste al lumicino, ho dato tutto"; Valgren: "Resterà nella storia"