Nacer Bouhanni vince alla Paris-Nice © AFP - Kenzo Tribouillard
Nacer Bouhanni vince alla Paris-Nice © AFP - Kenzo Tribouillard

I grandi elettori hanno votato Cofidis

Il bilancio delle wild card 2016: i francesi richiestissimi, bene Direct Énergie e Bora. Tra le italiane Bardiani pluripresente

Far parte del World Tour permette alle diciotto formazioni di fregiarsi di appartenere alla crème della crème del ciclismo internazionale, avendo la garanzia ogni anno di poter correre ogni anno i tre grandi giri, le cinque classiche monumento e quasi tutte le corse più prestigiose del panorama delle due ruote.

Ad aggiungersi a loro agli eventi sono, come noto, alcune fra le ventitré squadre Professional, ovvero sia quelle che compongono il virtuale secondo livello della piramide del ciclismo, che gareggiano ottenendo degli inviti da parte degli organizzatori di ciascuna competizione. In alcuni casi il calendario di gara disputato da tali rappresentative è però assai simile a quello delle cugine del piano di sopra, con il vantaggio di evitare la scocciatura di trasferte dall’altro capo del mondo o in paesi non centrali nelle strategie economiche dei patrocinatori.

Cofidis pigliatutto, la Direct Énergie cala ma si difende bene. Cresce Bora
Come d’abitudine, a fare la parte del leone è una squadra francese; ma non come un anno fa la Direct Énergie quanto la Cofidis, Solutions Crédits. La formazione per cui gareggia Nacer Bouhanni ha preso parte a ben sedici dei ventisette eventi World Tour in programma, compresi due grandi giri e quattro classiche monumento, per un totale di ben 87 giorni di gara. Lo stakanovista è stato Luis Ángel Maté: la lince andalusa ha disputato la bellezza di 61 giorni di gara nel World Tour grazie alla partecipazione a Paris-Nice, Milano-Sanremo, Vuelta al País Vasco, Flèche Wallonne, Liège-Bastogne-Liège, Tour de France, Clásica de San Sebastián, Vuelta a España e Il Lombardia.

Alle spalle dei biancorossi con tredici inviti vi è la Direct Énergie, che vede però calare del quasi 20% i propri giorni di gara passando dagli 86 del 2015 ai 67 del 2016. Il team di Jean-Réné Bernaudeau è stato tallonato da chi nel 2017 non sarà più della contesa causa promozione al piano di sopra: la Bora-Argon 18, prossima squadra fra gli altri di König, Majka e Sagan, ha racimolato quest’anno dodici inviti per complessivi sessantaquattro giorni di gara. Le tre formazioni sul podio hanno in comune la presenza sia al Tour de France che alla Vuelta a España, accoppiata che permette di scavare un solco sul resto della compagnia.

Dramma e gioia per la Wanty; la Caja Rural esce dai propri confini
Dodici sono anche le presenza raccolte dalla Wanty-Groupe Gobert. Per i valloni due sono state le gare che rimarranno nella storia della squadra: prima la tragedia alla Gent-Wevelgem con la morte di Antoine Demoitié, poi, tre settimane più tardi, la vittoria all’Amstel Gold Race con Enrico Gasparotto. Oltre alla consueta partecipazione a tutte le gare del Benelux anche tre corse a tappe all’estero (Volta a Catalunya, Tour de Romandie e Critérium du Dauphiné) hanno contribuito a far buon bottino per una delle formazioni più competitive tra le Professional.

Importante in termini di giorni il risultato della Caja Rural-Seguros RGA: gli spagnoli, sicuri degli inviti alle quattro corse di casa, hanno visto premiato il loro buon 2015 con la presenza ad inizio anno alla Tirreno-Adriatico, che ha permesso loro di collezionare quarantun giorni di corsa a fronte di sole cinque prove.

Inviti a pioggia per la CCC; Roompot e Topsport sottopremiate
La maggior sorpresa è però rappresentata dalla CCC Sprandi Polkowice: gli arancioni, reduci da un 2015 positivo (con tanto di sorprendente presenza al Giro), non hanno presenziato ad alcun grande giro ottenendo però ben dieci inviti sui ventisette disponibili, cifra più che ragguardevole per un team di un paese periferico rispetto a Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi o Spagna. I polacchi si sono visti in tre monumento (Milano-Sanremo, Ronde van Vlaanderen e Il Lombardia), numeri non da tutti.

Non sono state invece premiate Roompot-Oranje Peloton e Topsport Vlaanderen-Baloise le quali, reduce da un più che buon 2015, hanno ottenuto poche soddisfazioni al di fuori delle tradizionali prove franco-fiamminghe-vallone. Per gli olandesi viaggi alla Volta a Catalunya e al Tour de Suisse (con tanto di tappa vinta da Pieter Weening). Per i belgi niente di niente: il viaggio più lontano è stato quello intrapreso per la Paris-Roubaix.

Così in Italia: benissimo Bardiani, il peggio pare alle spalle per l’Androni 
Situazione differente per le quattro Professional italiane. Chi sorride è sicuramente la Bardiani CSF che è passata dalle cinque wildcard del 2015 alle otto del 2016: oltre alle quattro gare italiane il team della famiglia Reverberi ha preso parte a Gent-Wevelgem, Amstel Gold Race (arrivando terza con Sonny Colbrelli), Tour de Pologne e GP de Plouay. Conferma invece le cinque presenze la Wilier Triestina-Southeast: con Milano-Sanremo, Giro d’Italia e Il Lombardia si ripropone anche la E3 Harelbeke mentre la novità (e ché novità) è nientemeno che la Ronde van Vlaanderen.

Identici inviti del 2015 per la Nippo-Vini Fantini, presente a Amstel Gold Race, Giro d’Italia e Il Lombardia, prove dove però non ha minimamente brillato. Chiude la lista la Androni Giocattoli-Sidermec, che ha vissuto uno degli anni più difficili della sua storia causa assenza dalla Corsa Rosa e, rispetto al 2015, pure da E3 Harelbeke e Ronde van Vlaanderen. Il team di Gianni Savio si è quindi visto solo a Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo e Il Lombardia, complessivamente non dispiacendo: il 2017 si preannuncia come la stagione di una nuova partenza, in tutti i sensi.

A secco solo Funvic e UnitedHealthcare, ancora Sanremo per la Novo Nordisk
Sul fondo della graduatoria sono due le squadre a secco: ma non è, come un anno fa, la Gazprom-Rusvelo, invero invitata (con profitto) al Giro d’Italia, al Tour de Pologne e a Il Lombardia, quanto due delle tre squadre d’Oltreoceano. Per i brasiliani della Funvic Soul Cycles-Carrefour era assai prevedibile, complice un team quasi interamente autoctono e per nulla accattivante. Situazione per certi versi simile per la UnitedHealthcare che ha scelto di concentrarsi nel 2016 soprattutto sul calendario continentale per far fronte ad una diminuzione di budget.

Un invito per la neonata ONE Pro Cycling (al Tour de Pologne) che, nelle restanti corse, ha però mostrato un rendimento sopra la media delle formazioni rivali: il 2017 sarà per loro sicuramente più redditizio. Una presenza anche per la Drapac, ovviamente al Tour Down Under di casa: gli australiani non esisteranno più in tale forma nella prossima stagione, così come i tedeschi dello Stölting Service Group, invitati a Flèche Wallonne e EuroEyes Cyclassics. Due infine le partecipazioni del Team Novo Nordisk, progetto più interessato al messaggio sociale (lotta al diabete) che a quello agonistico: vi è stato il bis alla Milano-Sanremo e l’aggiunta del Tour de Pologne.

A questo link è possibile consultare la classifica completa degli inviti ottenuti dalle formazioni Professional per le prove World Tour 2016.

Nel World Tour 2017 dieci gare in più: quali conseguenze per i team Professional?
Bene, questo è ormai il passato. Il futuro invece è alle porte e prevede una semi rivoluzione: il World Tour 2017 prevede ben dieci prove in più rispetto al 2016, elemento che ha trovato la ferma contrarierà del pianeta francese il quale, timoroso di ripercussioni sulla minor qualità dei partecipanti alle gare di maggior tradizione, ha addirittura citato in giudizio l’UCI. Da Parigi e dintorni l’intenzione è quella di creare un fronte comune fra le nazioni tradizionali per opporsi alla mondializzazione del ciclismo adottata da Aigle con la gestione attuale e da quella precedente.

Le nuove gare del massimo circuito, come confermato oggi dalla federazione internazionale, non saranno obbligatorie per le diciotto formazioni del World Tour ma vedranno una partecipazione volontaria. Più nebulosa la posizione relativa ai team Professional: quanti di loro potranno partecipare? Saranno invitati dalle corse o saranno “precettati” per fare in modo di comporre un campo gara quantomeno dignitoso (la mente corre subito al Giro di Turchia)? Ai posteri o, per meglio dire, fra un paio di mesi, le prime risposte.

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