L'ammiraglia e i corridori del Bahrain-Merida durante un allenamento a Parenzo © Bettiniphoto
L'ammiraglia e i corridori del Bahrain-Merida durante un allenamento a Parenzo © Bettiniphoto

Il Bahrain-Merida al ballo delle debuttanti

Alla scoperta dell nuove formazioni 2017: tra le Professional ecco la Aqua Blue, si rivede la Coldeportes. Boom in Argentina

Fra poco più di un mese la stagione agonistica 2017 entrerà nel vivo con il Tour Down Under, anticipato di qualche giorno dalla Vuelta al Táchira, abituale banchetto per i corridori venezuelani; a partire dalla prova australiana si potrà ammirare la prima tra le nuove formazioni affiliate all’UCI a debuttare ufficialmente, per un’esperienza che ci si augura proficua e duratura.

Bahrain-Merida con Nibali, Rodríguez e molti altri
La squadra in questione è, ovviamente, il Bahrain-Merida Pro Cycling Team. Nata per volere del principe Nasser bin Hamad Al Khalifa, già attivo nello sport (anche in prima persona) con l’immancabile scuderia equestre e nel triathlon, la squadra inizia a prendere forma nell’estate con l’arrivo dalla Lampre del team manager, il sudafricano Brent Copeland, e del co sponsor nonché fornitore di bici, ossia il gigante taiwanese Merida.

Non dilungandoci eccessivamente su temi già ampiamente trattati, per quel che concerne il gruppo di corridori, il perno del progetto nonché primo acquisto è Vincenzo Nibali; in un team costruito quasi a sua immagine (presenti fra gli altri, oltre al fratello Antonio e all’amico Valerio Agnoli, anche il responsabile dei preparatori Paolo Slongo e il suo manager Alex Carera, che riveste il ruolo di responsabile marketing e business) il siciliano è chiamato a raccogliere risultati pesanti, provando a riconfermare la maglia rosa nel mese di maggio.

Ma il primo team World Tour del Medio Oriente ha diverse altre frecce al proprio arco: ci sono, ad esempio, gli spagnoli Ion Izagirre e Joaquim Rodríguez (se il catalano, come sembra, abbia deciso di continuare l’attività), piuttosto che gli azzurri Niccolò Bonifazio, Sonny Colbrelli, Enrico Gasparotto e Giovanni Visconti. Il tutto senza dimenticare l’australiano Heinrich Haussler, il lituano Ramunas Navardauskas ed eventuali, possibili sorprese, per un team che punta a diventare uno dei fari del ciclismo contemporaneo.

Dall’Irlanda con ambizione: ecco l’Aqua Blue Sport
Come nel caso precedente, anche la creazione dell’Aqua Blue Sport si deve alla passione di un singolo individuo: il protagonista di questa storia è Rick Delaney, businessman irlandese (ma trapiantato nel Principato di Monaco) con la passione per le due ruote, che si pone l’obiettivo di creare il primo team professionistico irlandese e di portarlo, nel giro di pochi anni, a partecipare al Tour de France.

Se il primo desiderio è stato raggiunto, per il secondo, pur restando in attesa della comunicazione delle wild card da parte di ASO, si dovrà attendere qualche stagione. Tuttavia, i corridori messi sotto contratto per il 2017 permettono di coltivare buone speranze per qualche invito di peso per le prossime gare; in particolar modo per le prove vallonate, dove il norvegese Lars Petter Nordhaug garantisce buona competitività. Per le volate terzetto interessante formato dai britannici Adam Blythe e Andrew Fenn e dall’australiano Leigh Howard.

Le nuove Continental europee: fermento in Germania, Zanotti trova casa alla Monkey Town
Ben più numerose, come d’abitudine, le novità fra le formazioni Continental. In Germania torna, dopo due anni di stop, il vivaio del Team Giant: il Sunweb-Giant Development Team conterà su dieci atleti, fra i quali l’austriaco Felix Gall (campione del mondo juniores 2015), i tedeschi Max Kanter e Leo Rohde e gli olandesi Jarno Mobach (primo all’ultima Paris-Roubaix juniores) e Joris Nieuwenhuis. Si affaccia invece per la prima volta sulla scena internazionale il Dauner D&DQ-Akkon, gruppo amatoriale attivo in patria: il sodalizio, con sede a Colonia, ha sotto contratto dodici corridori di casa, il più “noto” dei quali è il ventunenne Moritz Backofen.

Importante novità in Gran Bretagna, con l’ingresso nel panorama ciclistico di un editore televisivo: sulle strade d’Oltremanica pedalerà il BIKE Channel-Canyon, squadra nuova di zecca con quindici elementi fra i quali il velocista ex ONE Chris Opie. Nei Paesi Bassi ha deciso di fare il salto dai dilettanti la Monkey Town: per ora sono dodici i ciclisti sotto contratto con nomi interessanti come l’ex Roompot Ivar Slik e l’azzurro Marco Zanotti, ormai trapiantato tra i tulipani. Raddoppia invece il Voster UNIWHEELS Team: la compagine polacca continuerà ancora tra gli amatori e schiererà, agli ordini dell’ex CCC Mariusz Witecki, nove elementi (la cui identità non è ancora stata svelata) a livello internazionale.

Tutti in Kuwait: anche Rebellin e Schumacher?
In Asia si contano al momento due nuovi team e, curiosamente, entrambi riguardano un paese non certo sulla cresta dell’onda come il Kuwait. Il Nice Pro Cycling Team ha sinora annunciato cinque elementi, dalla provenienza alquanto eterogenea: si va dalla Svizzera con il giovanissimo Cédric Jolidon all’Australia con il solido Ryan MacAnally, si vola in Colombia con Jaime Vergara e si torna ad oriente con il franco-laotiano Ariya Phounsavath e l’indonesiano Bernard Van Aert, ovviamente solo omonimo dell’iridato del ciclocross.

Ha basi spagnole la Kuwait-Cartucho.es, con il secondo sponsor che patrocina (e continuerà a farlo) una formazione dilettantistica in patria. Già ufficiali tre reduci della Massi-Kuwait come gli spagnoli Axel Costa e José Manuel Gutiérrez e il veterano tedesco Andreas Keuser a cui si aggiunge l’altro castigliano Fernando Grijalba, già della Caja Rural. I pezzi grossi potrebbero però essere altri: sono in trattativa avanzata due corridori assai più famosi (e non certo alle prime armi) come l’italiano Davide Rebellin e il tedesco Stefan Schumacher. Se son rose, fioriranno.

Così in America: due new entry negli USA. Un benvenuto in Bolivia e un ritorno in Colombia
L’incremento più sostanzioso si registra nelle Americhe dove ben nove gruppi sportivi hanno chiesto ed ottenuto licenze Continental. Negli Stati Uniti decide di fare il balzo il CCB Racing, sodalizio del Massachusetts attivo da oltre quarant’anni a livello nazionale con la missione di sviluppare i talenti locali; il medesimo scopo li guiderà nella nuova esperienza. Di nuova costituzione ma con il medesimo obiettivo è l’Aevolo Pro Cycling, squadra che sarà diretta dall’ex pro’ Michael Creed: nove i corridori (tutti under 23) sotto contratto fra cui l’interessante cronoman Zeke Mostov.

Andando in Sudamerica, si registra con piacere la nascita di un team boliviano, sostenuto direttamente dal governo del paese andino: la Equipo Bolivia, con cinque corridori locali, può vantare corridori di esperienza come il colombiano Marvin Angarita e soprattutto lo spagnolo Egoitz García, ex Cofidis e che meriterebbe ben altri palcoscenici. In Colombia si riaffaccia un altro programma governativo, la Coldeportes-Claro: tanti i nomi noti, come quelli di Alex Cano, dell’ex Etixx Rodrigo Contreras, del veterano Luis Felipe Laverde e di Miguel Ángel Rubiano, vincitore di tappa al Giro d’Italia 2012.

Il caso Argentina: quando una corsa smuove le acque
Il primato però spetta, e di gran lunga, all’Argentina: sono addirittura cinque le squadre, tutte già esistenti tra i dilettanti, che saranno registrate dall’UCI. Il merito va esclusivamente agli organizzatori del Tour de San Juan che, con la loro decisione di diventare una corsa 2.1, hanno “costretto” le squadre della provincia più occidentale del paese a fare il salto per prendere parte alla corsa, dove sfideranno campioni quali Gasparotto e Nibali.

Queste le formazioni, in rigoroso ordine alfabetico, con cui dovremmo familiarizzare: Agrupación Vírgen de Fátima (in rosa Adrián e Mauro Richeze), MardanMunicipalidad de Chimbas (c’è anche el ruso Andrey Sartassov), Municipalidad de Pocito e Municipalidad de Rawson. Un incremento questo chiaramente propiziato dalla corsa; e se l’UCI facesse tesoro di questa esperienza cercando di aumentare e sostenere la promozione di squadre (e soprattutto con un rinvigorito calendario) in Africa, Asia e Oceania, con numerose formazioni dilettantistiche già presenti in alcune prove .2?

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