Wout Van Aert si appresta ad affrontare un tratto in discesa a Fiuggi © Bettiniphoto
Wout Van Aert si appresta ad affrontare un tratto in discesa a Fiuggi © Bettiniphoto

Fiuggi: Il sigillo di Van Aert, lo stampo di Aerts

Il percorso laziale regala spettacolo e cadute: Sorprende Meisen 2°, per il campione europeo clavicola KO (forse). Magie di Bertolini tra gli Under 23

Il grande ciclocross è tornato in Italia, e stavolta senza disonorare la tradizione di uno sport che nella campestrità ha la sua pecularità. Anzi, spolverandola e riportandola alle origini, con un circuito insolito, quello di Fiuggi, che si snoda come un labirinto di saliscendi all’interno del Parco dell’Anticolana: la neve di venerdì, quella cara vecchia neve che in Belgio non si vede più, lo ha reso scivoloso il giusto per far tornare gli atleti a “correre” e a scendere volentieri di sella. Inutile dire che Wout Van Aert nel fango ci ha sguazzato con piacere, andando a vincere un’altra prova di Coppa del Mondo e la seconda edizione della coppa stessa, con una tappa d’anticipo, permettendogli di concentrarsi unicamente sul Mondiale. E tale percorso ha permesso anche qualche sorpresa, come il secondo posto di Marcel Meisen, mai così in alto a livello internazionale, e un unico neo, il brutto capitombolo di Toon Aerts, che ha fatto saltare la clavicola sinistra del campione europeo, fino all’incidente autore di una prova gagliarda.

Aerts al rischiatutto, Van Aert risponde presto
È stato difatti Toon Aerts a prendere l’iniziativa sin dalla partenza, attaccando e prendendo un margine di 10″ sulle prime avvisaglie della testa della corsa. Wout Van Aert, in assenza di Mathieu Van Der Poel (che ha preferito prepararsi al caldo, forse influenzato dalle previsioni di neve poi non concretizzate), ha dovuto presto prendere il controllo della situazione, memore di altre giornate nel quale Aerts è riuscito a fargli lo scherzetto, con la collaborazione del francese Clement Venturini, indemoniato all’inizio ma poi scoppiato in maniera impietosa fino a scivolare in 39esima. Van Aert è così addosso ad Aerts nel corso del terzo giro, e lo stacca alla sua maniera nel quarto. Game over, o almeno così pare.

Il ruzzolone di Aerts, il rimontone di Meisen
A metà gara viene su molto bene anche Michael Vanthourenhout, che parte da solo all’inseguimento di Van Aert e si ritrova ad agganciare Aerts. E per sua fortuna è davanti a lui quando accade l’irreparabile per il campione europeo; in una delle tante discese prende una buca e finisce con la spalla su un albero. Clavicola ko e stagione finita, dalle prime indiscrezioni, anche se si attende ancora un bollettino medico definitivo (l’ospedale nel quale è stato portato non è riuscito a emettere un responso in tempi decenti…ah, la sanità italiana!)
Se il successo finale è ormai deciso, la lotta per il secondo posto è un susseguirsi di emozioni. Vanthourenhout ne ha poco e viene ripreso e superato, prima da Tom Meeusen, poi da Tim Merlier e Marcel Meisen. Ed è proprio il tedesco, che in Italia quest’anno ha corso e vinto due volte (Guerciotti e Faè) a scatenarsi negli ultimi due giri, arrivando addirittura a siglare il tempo più veloce e riducendo il margine di Van Aert: d’ora in poi il tedesco richiederà maggiore considerazione. “Ho trovato il percorso perfetto per me, pieno di brevi salite e rilanci” dirà il tedesco in conferenza stampa.

Coppa del Mondo a Van Aert con un turno d’anticipo
Meisen arriva a 18″, Tom Meeusen torna a salire sul podio di Coppa dopo tanti piazzamenti a 27″ (“Ho provato a partire veloce come al solito, ma Toon lo è stato più di me“), quarto si classifica un Kevin Pauwels completamente invisibile fino agli ultimi giri, a 39″. Poi Merlier a 46″, Vanthourenhout a 1’12” e Vantournout, da sempre favorito quando si deve correre tanto a piedi, a 1’16”. Lars Van Der Haar dà timidi segnali di ripresa e si classifica ottavo a 1’24”, precedendo di poco Jim Aernouts, mentre Corné Van Kessel, partito bene e poi calato, chiude la top ten a 1’42”. Con 111 punti di vantaggio su Pauwels, Van Aert è nettamente il vincitore della Coppa del Mondo con una tappa d’anticipo. “Potrò preparare più serenamente il mondiale“, ha detto. “Questo percorso mi è piaciuto molto rispetto a quelli che facciamo di solito, anche se esalta meno le mie caratteristiche rispetto a un percorso veloce e con tutti questi alberi, forse ci voleva qualche barriera protettiva in più“.
Gli italiani? Assente Marco Aurelio Fontana, che ha chiuso la sua stagione di ciclocross, se l’è cavata discretamente Luca Braidot, 20esimo a 2’44” andando in rimonta. Gli altri sono lontani dal top: il gemello Daniele è 33esimo a 4’20”, Cristian Cominelli 35esimo a 4’34 precede Nicolas Samparisi a 4’53”, Franzoi a 5’45”, Stefano Capponi a 5’55” e Lorenzo Samparisi a 7’35” sono gli ultimi classificati dalla 41esima alla 43esima senza essere doppiati, mentre Stefano Valdrighi si è fermato a metà gara.

Le donne: Marianne sublime, Eva 5°, Arzuffi cade
Una gran gara a forti tinte olandesi tra le donne, nonostante l’assenza della campionessa del mondo Thalita De Jong e di Lucinda Brand. È stata una campionessa ancor più grande a dare una lezione a tutte, Marianne Vos, candidata anche a riconquistare l’iride col secondo successo di fila in Coppa del Mondo. Ci ha fatto ben sperare Eva Lechner, partita forte col piglio di comandare. Ma la benzina della Lechner è durata solo un giro, ripresa e saltata da Marianne, da Katarina Nash, e poi anche da Sophie De Boer e Annemarie Worst, sorpresa di giornata. La Vos vince con 40″ sulla Nash e 59″ sulla De Boer, che conquista la Coppa del Mondo anch’ella con un turno d’anticipo grazie all’inattesa assenza della principale rivale, Sanne Cant. Eva Lechner giunge quinta a 1’34”. Buona prova per Chiara Teocchi, alla prima top ten in Coppa del Mondo (nona a 2’17”) e anche per Sara Casasola, 16esima, mentre la gara finisce nelle retrovie per Francesca Baroni (25esima), Alessia Bulleri (28esima), la giovanissima Nicole Fede (37esima) e Silvia Persico (41esima). Come avrete notato, non figura nell’ordine d’arrivo Alice Arzuffi: la brianzola se l’è vista brutta al primo giro, volando fuori dal tracciato in una discesa molto scivolosa. Gara finita, ma per lei niente di rotto.

Under23 e Juniores: grandi prove per Bertolini e Fontana
“Er Cittì”, come ci piace chiamare Fausto Scotti, non nascondeva attese di risultato per tutte le prove esclusa la élite maschile, e difatti ottime prestazioni si sono viste nelle categorie giovanili maschili: Gioele Bertolini è protagonista e mattatore di una gara tutta in rimonta (causa pedale mancato in partenza), che lo ha visto dipingere traiettorie da biker in discesa meglio di chiunque altro tra tutte le categorie (è anche vero che in prima mattinata il terreno ancora congelato permetteva almeno di provare a stare in piedi). Dall’ottava alla seconda posizione, Bertolini ha recuperato su tutti men che sul campione del mondo Eli Iserbyt, bravo a tenersi le cartucce migliori per il finale, staccando di 18″ Bertolini e di 50″ Quinten Hermans. Il leader di Coppa Joris Nieuwenhuis, fiaccato da una foratura, chiude decimo, ma per vincere la Coppa a Hoogerheide gli basterà un 24esimo posto. Indietro gli altri azzurri: Folcarelli, Dorigoni e Bassani tra 17esima e 19esima posizione, Smarzaro 21esimo, Todaro 26esimo, Sala 29esimo, Pellizon 30esimo, Molinari 32esimo e Cibrario e Pozzato ultimi a tagliare il traguardo senza doppiaggio, 34esimo e 35esimo.
Forti tinte francesi nella gara juniores, con Antonie Benoist che ha gagliardamente condotto la prova sin dalla prima curva: attenzione a questo atleta nel futuro. Secondo il connazionale Maxime Bonsergent a 22″ e terzo il leader di Coppa Toon Vandebosch a 44″. Quarto, come a Namur, Filippo Fontana a 52″: il trevigiano ha anche provato a guidare l’inseguimento ma non è poi riuscito a tenere il passo del podio, costruendo comunque una prova incoraggiante. Come è incoraggiante il nono posto di Moreno Marchetti, il 14esimo di Tommaso Della Valle ed il 17esimo di Leonardo Cover, gli ultimi due all’esordio assoluto in Coppa del Mondo. Tanti gli azzurrini impiegati in questa prova: 20esimo Favaro, 22esimo Calloni, 23esimo Taffarel, 25esimo Ceolin, 29esimo Galli, 32esimo Xillo, 33esimo Brancati (da questi ultimi due ci si attendeva qualcosa in più), ultimo Di Mattia al 37esimo posto.

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La vignetta di Pellegrini

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