La volata del gruppo alla Milano-Sanremo © Bettiniphoto
La volata del gruppo alla Milano-Sanremo © Bettiniphoto

I velocisti? Tutti pronti o quasi

Le pagelle della Milano-Sanremo: Alaphilippe in rampa di lancio, Colbrelli attento, belgi e Cavendish deludenti

Michal Kwiatkowski – 10
Il primo anno di Kwiatkowski alla Sky era iniziato bene con una vittoria all’E3 Harelbeke proprio al termine di un bel duello con Peter Sagan, poi l’ex campione del mondo è entrato in crisi e ha collezionato una serie incredibile di ritiri e controprestazioni. Quest’anno invece il polacco si è ritrovato subito e dopo la fantastica vittoria alla Strade Bianche è andato a conquistarsi il primo successo in carriera in una Monumento. Fin da juniores Kwiatkowski è stato indicato come uno dei corridori più forti della sua generazione, quella di oggi è solo un’ulteriore conferma: nessuna classica sembra essergli preclusa, neanche quelle del pavé o quelle delle Ardenne. Negli ultimi 500 metri è sembrato quasi di assistere ad una volata su pista: Kwiatkowski ha usato Sagan come punto d’appoggio per lo sprint, gli ha lasciato prendere un paio di metri di vantaggio inducendolo a partire lungo e poi lo ha rimontato sfruttando la scia e bruciandolo proprio negli ultimi metri.

Peter Sagan – 8
Non è facile scegliere il voto da dare oggi a Peter Sagan: lungo la salita e la discesa del Poggio ha dato spettacolo realizzando un capolavoro da dieci a lode che solo lui era in grado di fare, tutti i velocisti più forti che sulla carta lo potevano impensierire in caso di arrivo allo sprint sono stati tagliati fuori. Ma nel giudizio devono rientrare anche i 300 metri finale in cui Sagan ha perso lui la corsa invece che essere battuto da Kwiatkowski: dopo un numero fantastico il campione del mondo ha voluto strafare, o più semplicemente è caduto nella trappola del polacco della Sky, e ha impostato una volata lunghissima quando non ce n’era assolutamente il bisogno ed è stato battuto proprio di un soffio. I tifosi si sono comunque divertiti, lui e la Bora forse meno: ma brucia di più questo secondo posto battuto da un corridore che già in passato lo ha fatto penare non poco o quello del 2013 dietro al sorprendente Ciolek?

Julian Alaphilippe – 8.5
Un altro podio per il talento francese della Quick-Step Floors che, dopo essere arrivato secondo alla Liegi e due volte alla Freccia Vallone, a Sanremo è terzo: attenzione perché appena riuscirà a vincere una classica poi potrebbe non fermarsi più. Oggi tutta la squadra ha corso alla grande e dalla Cipressa in poi c’erano sempre uno o due uomini in tutte le azioni più pericolose: prima si sono visti Matteo Trentin e Philippe Gilbert, poi quando è scatta Sagan sul Poggio è uscito da gruppo Alaphilippe, dimostrando un’ottima condizione (ma si era già vista alla Parigi-Nizza) e capacità di saper leggere la corsa. Nel terzetto di testa il 24enne transalpino è quello che ha collaborato di meno per favorire il rientro dal dietro del gruppo con il compagno di squadra Gaviria: Alaphilippe, però, era anche il meno veloce dei tre e puntualmente si è piazzato terzo.

Alexander Kristoff – 7.5
Quello che doveva fare lui l’ha fatto: il norvegese, vincitore tre anni fa, ha vinto la volata del gruppo, ma questa volta pochi secondi più avanti c’erano tre corridori che hanno monopolizzato i gradini del podio. Kristoff non può recriminarsi nulla al termine della gara di oggi, l’unico rimpianto potrebbe essere quello di non aver avuto alcun compagno accanto che potesse spendersi all’inseguimento dei primi tre dopo il Poggio: oggettivamente il Team Katusha-Alpecin non era tra le formazioni più forti in gara oggi, questo potrebbe essere costato caro.

Fernando Gaviria – 7
Il colombiano della Quick Step Floors ha gareggiato con un polso fasciato a causa di una caduta avvenuta giovedì durante un allenamento: difficile dire quanto questo problema possa averlo limitato in gara ma non crediamo di essere in errore se diciamo che comunque oggi non avrebbe potuto lottare per il successo. Alla fine ha anche perso la volata del gruppo da Alexander Kristoff e porta a casa un quinto posto: era uno dei principali favoriti e forse anche lui sognava qualcosa in più, ma ha 22 anni e tanto tempo davanti a sé per migliorare questo risultato.

Arnaud Démare – 7
Pur essendo in ottima forma, si sapeva che per Démare non sarebbe stato semplice riuscire a bissare la vittoria dell’anno scorso: eppure il forte corridore francese ci ha creduto e fin dall’inizio ha messo i suoi uomini in testa al gruppo a controllare la corsa in vista di un arrivo in volata. Nonostante quanto fatto vedere alla Parigi-Nizza, soprattutto nella prima tappa, lo scatto di Sagan è stato troppo anche per lui e si è dovuto accontentare di un piazzamento nella volata dei battuti: il sesto posto non è certo un risultato da disprezzare.

Elia Viviani – 6.5
Il veronese campione olimpico dell’Omnium ha fatto la sua miglior Sanremo in quattro partecipazioni e per la prima volta è arrivato nel gruppo con tutti i velocisti più forti: purtroppo lo sprint aveva in palio solo la quarta posizione e lui è arrivato nono. La prova comunque è incoraggiante perché Viviani ha dato prova di grande solidità in corsa e sia sul Poggio che sulla Cipressa non è mai apparso in difficoltà: la maggior resistenza forse gli è costato qualcosa in termini di velocità, ma una stagione con la mente rivolta esclusivamente alla strada può portare ad ulteriori miglioramenti.

Sonny Colbrelli – 7
Quando Sagan è scattato sul Poggio, il bresciano della Bahrain-Merida ha capito subito che quello sarebbe potuto essere il momento decisivo della corsa e ha provato a seguire l’azione del campione del mondo: purtroppo le gambe gli hanno fatto capire velocemente che non era cosa per lui. Colbrelli comunque non si è dato per vinto e anche nella discesa del Poggio è stato uno dei più attivi, senza però ottenere grossi risultati: il 13° posto finale non rispecchia del tutto una prestazione molto generosa.

Michael Matthews – 5
Quest’anno l’australiano ha cambiato maglia passando al Team Sunweb e la sua stagione è iniziata ad un ritmo non elevatissimo: ha esordito alla Parigi-Nizza con qualche buon piazzamento, impossibile che fosse al meglio oggi. Eppure la squadra ha lavorato molto per lui, tirando sia sulla Cipressa che sul Poggio, ma alla fine in volata non è riuscito a centrare quel piazzamento tra i primi 10 che avrebbe dato in automatico la sufficienza: adesso per lui il grande obiettivo potrebbe chiamarsi Amstel Gold Race.

Mark Cavendish – 4
La Sanremo l’ha vinta nel 2009 al primo tentativo, da allora non è mai riuscito neanche a salire sul podio. In questa prima parte di stagione Mark Cavendish ha conquistato una sola vittoria, la prima tappa dell’Abu Dhabi Tour, e durante la Tirreno-Adriatico erano sorti dubbi sul suo reale stato di forma, anche per via di una situazione di salute forse non ottimale: vedere un uomo della Dimension Data in testa al gruppo fin dalle prime battute poteva far pensare che Mark stesse bene, e invece è naufragato appena si è alzata la velocità del gruppo sulla Cipressa.

I fuggitivi – 8
Partire praticamente al chilometro 0 quando davanti ce ne sono 290 da percorre denota senza dubbio una grande coraggio e per questo i 10 protagonisti della fuga del giorno si meritano un grande applauso: i protagonisti sono stati Julen Amezqueta (Wilier), William Clarke e Toms Skujiņš (Cannondale), Alan Marangoni (Nippo), Federico Zurlo (UAE), Ivan Rovny (Gazprom), Mattia Frapporti (Androni), Mirco Maestri (Bardiani), Nico Denz (AG2R) e Umberto Poli (Novo Nordisk) a cui il gruppo non ha mai neanche concesso l’illusione di avere cinque minuti di vantaggio. Nonostante il vento contrario nella prima parte di gara, i 10 fuggitivi sono stati bravi a tenere duro fino alle fasi decisive della corsa: Rovny, Clarke e Amezqueta si sono arresi per ultimi solo sulla rampe della Cipressa.

Francesco Gavazzi e Marco Canola – 7
Le pochissime squadre italiane rimaste hanno piazzato due corridori nei primi 20 dell’ordine d’arrivo di questa Milano-Sanremo numero 108: Francesco Gavazzi (Androni Giocattoli) e Marco Canola (Nippo-Vini Fantini) hanno chiuso rispettivamente 15° e 20°, non sono stati i migliori tra i corridori Professional (Nacer Bouhanni è arrivato ottavo) e neanche i migliori italiani in assoluto, ma per le loro formazioni questo è stato un buon risultato in una classifica di altissimo livello.

Greg Van Avermaet – 4.5
La Sanremo non è certo la classica in cui il corridore della BMC ha più chance di conquistare la prima vittoria in una Monumento, ma proprio per questo motivo è più grave che non si sia fatto trovare nel gruppo di testa nell’anno in cui questo è arrivato fino al traguardo. Sulla Cipressa si era anche mosso bene, sul Poggio invece Van Avermaet è sparito, forse per gambe o forse solo per essersi fatto sorprendere in una posizione troppo arretrata: proverà a rifarsi già a partire dalla settimana prossima nelle corse del pavé.

Jurgen Roelandts – 5
Sul podio l’anno scorso, oggi il belga Jurgen Roelandts non si è praticamente mai visto. Ma a girare sotto le attese è stata un po’ tutta la Lotto Soudal che con corridori del calibro di Tim Wellens, Tony Gallopin e Tiesj Benoot avrebbe potuto fare di più negli ultimi 30 chilometri: Wellens e Gallopin ci hanno provato uno salendo la Cipressa e l’altro sull’Aurelia, ma non sono mai sembrati particolarmente organizzati o convinti.

Ciclismo in Tv

Non ci sono eventi imminenti.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile Versione stampabile