Beppe Rivolta con Megan Guarnier al Giro d'Italia 2016 © Bettiniphoto
Beppe Rivolta con Megan Guarnier al Giro d'Italia 2016 © Bettiniphoto

Il GiroRosa sogna il mito e aspetta un’italiana

Intervista al patron della corsa Beppe Rivolta che anticipa il desiderio di inserire una salita leggendaria nel 2018. Intanto spera in una vittoria azzurra nel 2017

Tutto iniziò, all’improvviso, nel 2001. L’allora presidente della Federazione Ciclistica Italiana Gian Carlo Ceruti lo chiamò e gli disse: «Beppe, devi organizzare il Giro d’Italia femminile». E lui, che per anni aveva curato la realizzazione di gare dilettantistiche e non nella sua Brianza (non ultima la Settimana Tricolore 2001), accettò. Fu l’inizio di un percorso che per Giuseppe Rivolta, per tutti Beppe, continua tutt’oggi. Un Giro Rosa che ha nel frattempo riconquistato un ruolo precipuo nel panorama mondiale e che per tante protagoniste rappresenta l’obiettivo di una stagione intera.

Abbiamo incontrato questo mite lombardo al termine della presentazione delle gare femminili organizzate nel vicentino dal Team Wilier Breganze e dalla Polisportiva Perlena, a cominciare dal Giro dei Cinque Comuni di sabato 22 aprile. È stata l’occasione per parlare dell’universo rosa del pedale italiano e per introdurre l’argomento Giro Rosa, in programma dal 30 giugno al 9 luglio.

Mancano tre mesi al via dell’evento, come procede l’aspetto organizzativo?
«Stiamo lavorando alacremente per la presentazione ufficiale del 12 aprile. Si partirà dal Friuli Venezia Giulia con una cronometro a squadre e si terminerà in Campania, tornando ad abbracciare gran parte della penisola. Sarà un Giro più facile rispetto a quello dell’anno scorso; abbiamo pensato ad un’edizione più umana, alla portata di tutte le ragazze»

Qualche indiscrezione sul percorso è già emersa (un arrivo ad Occhiobello, due impegnative frazioni marchigiane, ndr), così come si parla del Vesuvio come ultima difficoltà: conferma?
«Sì, saliremo sul Vesuvio ma il traguardo sarà posto altrove. Il percorso complessivo darà la possibilità alle atlete di combattere dall’inizio alla fine per la maglia rosa, nonché di mettersi in mostra nelle varie frazioni che affronteranno; in cuor mio spero che a vincere la classifica sia un’italiana»

Il nome che ovviamente balza in mente è quello di Elisa Longo Borghini, che ha iniziato il 2017 nel migliore dei modi
«Elisa sinora è stata fantastica: sta viaggiando alla perfezione e spero che potremmo ritrovarla con la medesima condizione anche al Giro. Le salite, forse più abbordabili rispetto al recente passato, potranno essere il suo terreno per provare a far sua la corsa»

Come sarà la partecipazione (le prime 15 formazioni della classifica a squadre in data 8 gennaio 2017 hanno la facoltà di gareggiare, ndr) alla corsa?
«Qualificata come sempre: tutte le squadre (ciascuna con sette elementi, ndr) aventi diritto (Boels-Dolmans, Wiggle High5, WM3, Team Sunweb, Canyon SRAM, Orica-Scott, Cervélo-Bigla, Alè Cipollini, Cylance, Team Veloconcept, BePink Cogeas, Hitec, Lares-Waowdeals, Lensworld-Kuota, FDJ) hanno comunicato la loro presenza. Oltre a loro inviteremo altre nove squadre, fra cui tutte le italiane, per un gruppo di livello assoluto»

Organizzare una corsa a tappe di alto livello nel ciclismo femminile è sempre più complicato, come testimoniano le difficoltà relative all’Emakumeen Bira e alla cancellazione, almeno per quest’anno, della Route de France. Come si riesce ad andare avanti in un simile panorama?
«In questi quindici anni siamo riusciti a crescere grazie agli sponsor che credono in noi e grazie alla forza dei tanti volontari che contribuiscono alla buona riuscita di questo evento. Il quale, non lo dico io quanto il mondo del ciclismo, rappresenta il momento clou della stagione. Di questo non possiamo che essere profondamente orgogliosi»

Quale sarà la copertura televisiva?
«Molto probabilmente avremo una trasmissione quotidiana su Rai 2 al termine del Tour de France o, come avvenuto talvolta l’anno scorso, inserita all’interno della gara maschile. Gli ascolti della scorsa stagione sono stati particolarmente positivi. Per quanto riguarda i quotidiani sportivi ci riserveranno ancora più spazio»

Volgendo lo sguardo al futuro, qual è il suo desiderio per il Giro Rosa 2018?
«Vorrei inserire nel finale della corsa una salita storica, che ha già fatto la differenza in diversi Giri d’Italia maschili. Ed avere, come sempre, la miglior partecipazione possibile da parte delle squadre più competitive e delle tante campionesse attuali».

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