Fernando Gaviria vince la tappa di Cagliari al Giro d'Italia 2017 © Bettiniphoto
Fernando Gaviria vince la tappa di Cagliari al Giro d'Italia 2017 © Bettiniphoto

Nando Vai? A prendere la rosa!

I Quick Step sventagliano negli ultimi 12 km della Tortolì – Cagliari, per Gaviria determinante Jungels. Nizzolo terzo

 La carovana del Giro d’Italia lascia dopo 3 giorni la Sardegna con la volontà di tornarci al più presto, vista la splendida accoglienza ricevuta. E anche i tifosi hanno avuto il loro pane oggi, dopo due tappe piuttosto anonime, grazie al forte maestrale che ha condizionato il finale di tappa, rendendo naturali i ventagli negli ultimi 10 km.

Ed in queste condizioni è emersa la formazione maestra, la Quick Step, che grazie a uno spettacolare Bob Jungels e ad altri 4 gregari volenterosi è riuscita nell’obiettivo di portare il suo velocista di punta Fernando Gaviria ad un successo di tappa a Cagliari, e soprattutto alla sua prima maglia rosa, che potrà godersi per 2 giorni, grazie al riposo (non di più, a meno che l’Etna non decida improvvisamente di eruttare).

Altra fuga “facile”: Sbaragli per il TV
Come ieri, anche oggi alla partenza da Tortolì si è sviluppata una fuga senza replica da parte del gruppo, con impegnate sempre le stesse squadre (grande assente la Bardiani): a prendere le mosse sono stavolta Eugert Zhupa (Wilier Triestina-Selle Italia), Jan Tratnik (CCC Sprandi Polkowice), Ivan Rovny (Gazprom-RusVelo) e, un po’ a sorpresa, Kristian Sbaragli (Team Dimension Data), il quale rafforza la convinzione che il suo principale obiettivo sia la maglia ciclamino. Il toscano difatti partecipa alla fuga solo per 35 km, per poi rialzarsi dopo il traguardo volante di Ponte Su Santu, mentre i suoi compagni cercavano di contrastare Stuyven, l’unico che si stia concretamente impegnando per la classifica.

Fuga che non decolla, vento e forature dietro
Per i 3 davanti non è affatto vita semplice, coi Lotto Soudal della maglia rosa Greipel che tirano in maniera sempre abbastanza intensa, senza permettere loro di avere più  di 3’20” di margine (distacco registrato al km 27). Nel gruppo c’è tensione per via del vento, ma finché non si giunge nell’abitato di Villasimius la situazione è molto tranquilla, visto che è tendenzialmente favorevole (difatti le prime due ore di gara scivolano via a 45 km/h di media senza eccessivo impegno). Cambia la situazione quando si entra nella zona vallonata che porta al facile Gpm di Capo Boi, più che altro per l’elevato numero di forature (almeno 15) che viene segnalato in questo tratto, evidentemente esposto a detriti. La prima vittima è Bob Jungels, ma capiterà anche a Ilnur Zakarin, ancora. Non sarà però un elemento condizionante della gara.

Fuga ripresa ai -30, estenuante attesa per i ventagli
Fiaccati dal vento che diventa sempre più frontale, i tre di testa devono piegarsi al ritorno del gruppo ai meno 30; ultimo ad arrendersi Tratnik, il quale resiste per altri 4 km. Dopodiché, tutti gli atleti cominciano la rincorsa alla testa della corsa, consci che presto o tardi si dovrà sventagliare: gli ultimi 12 km ‘aperti’ non lasciano scampo, e l’intensità del vento non fa che aumentare, mettendo a dura prova anche l’equilibrio degli atleti: ne sanno qualcosa Patrick Konrad (Bora-Hansgrohe) e Twan Casteljins (Team LottoNL-Jumbo), letteralmente sbalzati fuori strada. Si susseguono le spallate, più necessarie che volontarie, attendendo l’ingresso nella ‘zona calda’.

L’attacco Quick Step: davanti restano in 10
Sono i Trek a lasciar intendere che i ventagli si possono fare eccome, aprendone uno involontariamente ai -11 (lasciando però indietro Nizzolo). Al ché entra in campo Bob Jungels che con grande disinvoltura, si porta in testa al gruppo, aspettando che i suoi si organizzino per picchiare duro. Ed è ciò che avviene: non appena il treno blu è davanti, a ruota restano in pochi. Jungels attende giusto il rientro di Gaviria, per poi scatenare la sua potenza, e lasciarsi dietro solo 9 corridori, dei quali 5 appartenenti alla Quick Step.

Molta sfortuna per la maglia rosa André Greipel: risale il gruppo non appena capisce che la situazione sta degenerando, entra nel ventaglio, ma un contatto con uno dei gregari gli fa perdere l’attimo, costringendolo a finire dietro con Thomas, anch’egli fuori dal ventaglio per un amen.

Con i Quick Step uno spettacolare Nizzolo
Grazie alle trenate di Bob Jungels e degli altri gregari il vantaggio della testa della corsa continua a salire fino a 30″, almeno finché gli uomini rimasti dietro non si riorganizzano fino a formare un gruppo nutrito da 50 atleti. Con Jungels e Gaviria ci sono De Plus, Keisse, Martinelli e Richeze già pronto come ultimo uomo; gli intrusi sono invece un sorprendente Giacomo Nizzolo (Trek-Segafredo), già in fortissima almeno sul passo ed il più reattivo tra gli sfidanti, il campione bielorusso Konstantin Siutsou (Bahrain Merida), probabilmente una testa di ponte mancata per Nibali, Nathan Haas (Team Dimension Data) e Rüdiger Selig (Bora-Hansgrohe). Quello che è appare evidente è la superiorità del lussemburghese, che spezza più volte il gruppo di testa quando si mette davanti.

Gaviria evade il rischio buco e vince facile
Dal modulo lunare Quick Step si staccano Martinelli ai -3.4, Keisse ai -2.4 e De Plus a -2. A questo punto resta tutto sulle spalle di Jungels, che esagera un po’ e crea il buco portandosi dietro Haas: ci pensa Richeze a porre rimedio, evitando, un clamoroso autogol. Per riparare all’errore il lussemburghese si spreme fino alla fine con Richeze a ruota, finché Haas non tenta di anticipare la volata, permettendo a Fernando Gaviria di lanciarsi a ruota di un Richeze abbastanza finito. Tutto facile per il colombiano, con Nizzolo ormai stanco e chiuso di mestiere dall’argentino, e Selig non alla portata per fare più di un secondo posto: Gaviria, Selig, Nizzolo, Richeze, poi Siutsou ed Ewan a 3″, questo l’ordine d’arrivo. Il primo gruppo arriva a 13″, con Caleb Ewan a vincere la volata su Sacha Modolo e André Greipel.

Nessun big perde terreno, Dennis cade
Nel gruppo maglia rosa alla fine ci sono un po’ tutti i big: Quintana, Nibali, Thomas, Landa, e compagnia cantante non si sono scomposti più di tanto, nonostante c’è chi abbia reagito più prontamente (Thomas e Zakarin ad esempio) e chi meno (Quintana non si è mai visto nelle fasi calde). Chi esce un po’ danneggiata è l’Astana (Kangert a 48″, Cataldo a 1’18”) e Rohan Dennis, letteralmente sobbalzato fuori strada dal vento ai -8: finirà nell’ultimo gruppo, a 5’22”. La nuova classifica vede Gaviria davanti, con Greipel a 9″, Pöstlberger, Jungels e Siutsou a 13″, ma verrà completamente riscritta dalla Cefalu – Etna, primo arrivo in salita (e che salita!) del Giro d’Italia numero 100.

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