Carlos Betancur circondato dai compagni dopo la vittoria nella Hammer Climb a Vaals © Movistar Team
Carlos Betancur circondato dai compagni dopo la vittoria nella Hammer Climb a Vaals © Movistar Team

Carlos Martello tornato dai bagordi

Il battesimo delle Hammer Series: interessanti, divertenti, migliorabili, con un Betancur formato fuoriclasse. E un bravo Filosi

Partiamo dalla fine, ovvero dall’arrivo: Carlos Betancur giunge solo sullo strappetto su cui è posto il traguardo della prima prova delle Hammer Series di Vaals, in Olanda. Vi giunge solo dopo aver letteralmente dominato la gara, sprintando per primo 6 volte su 10 (due volte è stato secondo), con la settima equivalente per l’appunto all’arrivo. Un protagonista oversize, ma stavolta non nel senso della taglia, tutt’altro!

Da una vita non vedevamo il colombiano della Movistar così tirato a lucido, o così tirato tout court, nel senso di magro, agile, scattante, prestante, ficcante. Un piacere per gli occhi, un corridore che ormai disperavamo di poter rivedere in tali condizioni, e invece, magia della Grande M Verde, nel sodalizio di Eusebio Unzué lo ritroviamo rinato. Che bello, che ritorno di gran classe! Non sappiamo se Carlitos saprà convincere i suoi direttori sportivi a buttarlo nella mischia del Tour, o se si terrà per la Vuelta, forse più adatta a lui, certo che se dovesse sperperare in qualche modo creativo (e ancora una volta) questa condizione attuale, sarebbe da crocifiggere in sala mensa (ovvero la sala che troppo spesso in passato ha depredato…).

Bananito è una risorsa per il ciclismo, e non aveva senso che si buttasse nel modo in cui si è buttato negli ultimi 3-4 anni. Speriamo che non gli passi di nuovo la voglia di impegnarsi, perché ogni volta che ci prova sul serio dà prova di essere sempre un fuoriclasse, un numero uno, un corridore in grado di numeri spettacolari.

 

Hammer Climb subito indirizzata da un bel gruppetto
Chiusa la parentesi di entusiasmo dedicata a Betancur, dobbiamo pur dire che la gara in cui tanto ha brillato era una corsetta, appena 77 chilometri di lunghezza, undici giri di un circuito da 7 km con due salitelle, la seconda delle quali sede d’arrivo. A ogni giro, uno sprint sulla salitella: la cosiddetta Hammer Series Climb, ovvero la prima delle tre prove che caratterizzano questo nuovo formato battezzato oggi a Vaals, in Olanda. Domani si disputerà la Hammer Series Sprint, quindi domenica la Hammer Series Chase: cioè, i velocisti si misureranno nella seconda prova, destinata a svolgersi sullo stesso copione della prima (tot giri, una volata a ogni tornata); il gran finale sarà una cronosquadre a inseguimento, con posizioni di partenza stabilite in base ai risultati dei team nei primi due giorni.

Brevemente, la gara di oggi: sin dall’inizio un gruppetto si è avvantaggiato in maniera definitiva sul resto del gruppo. Il primo sprint l’ha vinto Daniel Oss (BMC), e dopo il secondo (conquistato da Tim Wellens della Lotto Soudal) ha preso forma un quintetto con Tao Geoghegan Hart (Sky), Victor Campenaerts (LottoNL-Jumbo), Carlos Betancur (Movistar), un notevole Iuri Filosi (Nippo-Vini Fantini) e – udite udite! – il vincitore del Giro d’Italia, Tom Dumoulin (Sunweb), che correva praticamente in casa (ma che non disputerà le altre due prove).

Sbagliato pensare che la formula celasse una sorta di criterium più o meno aggiustato: per quanto breve ed estemporanea, è stata gara vera. Il terzo e il quarto sprint sono stati vinti da Betancur su Geoghegan, quindi un secondo gruppetto è rientrato a 46 km dalla conclusione: in questo drappello c’erano Stefan Küng e Samuel Sánchez (BMC), Lennard Kämna (Sunweb), Gianluca Brambilla e Rémi Cavagna (Quick-Step Floors), Luke Durbridge (Orica-Scott) e soprattutto Marc Soler e Nelson Oliveira (Movistar). Con un terzetto del team spagnolo guidato dal magistrale Betancur di oggi, inevitabilmente la classifica (basata sulle squadre e non sulle individualità) ha iniziato a indirizzarsi con chiarezza abbastanza presto.

 

Filosi battagliero, Dumoulin presente, Betancur inesorabile
Il gruppetto di 13 formatosi nel corso del quinto giro non è durato troppo, e già al successivo sprint – coi correlati allunghi e scatti di questo e quello – c’è stata di nuovo selezione, e davanti son rimasti solo Betancur, Geoghegan, Dumoulin, Durbridge, Filosi, Brambilla e Küng (transitati in quest’ordine al quinto sprint).

Il nuovo drappello di sette è rimasto saldamente al comando, Filosi ha vinto il sesto sprint su Betancur anticipando ottimamente, poi ha provato ad andarsene da solo (il settimo sprint, così come il terzo e l’undicesimo, prevedevano punteggi raddoppiati) ma è stato ripreso a un km dal successivo passaggio. Settimo sprint vinto da Tao su Carlitos e Dumoulin, quindi proprio Geoghegan ha tentato l’allungo in discesa, ma è caduto malamente per un errore da principiante (voleva pedalare mentre era curvato e in velocità…), ed è rimasto fuori: era stato fin lì il principale contendente di Betancur, che difatti da lì in avanti non ha avuto problemi a vincere nettamente i successivi tre sprint.

Solo all’ultimo giro, complice una bella trenatona di Campenaerts, lo stesso Tao è riuscito a riportarsi – con l’olandese e con Oliveira – sul sestetto di testa. Campenaerts, non contento, ha rilanciato in contropiede ai 3.5 km, ed è rimasto solo al comando fin oltre la flamme rouge. Ovvero, fino a quando il solito Betancur non ha deciso che era abbastanza, ed è uscito fortissimo dal gruppetto per andare a riprendere il corridore della LottoNL ai 500 metri, e staccarlo ai 250. Vittoria limpidissima e meritata per il vero mattatore di giornata.

Alle sue spalle al traguardo si sono piazzati Dumoulin (ancora bella gamba per Tom dopo il Girone di cui è stato protagonista), Durbridge, Campenaerts, Küng, Geoghegan, Filosi e Brambilla. Quel che conta, però – come detto – è il computo delle squadre. E qui la Movistar ha trionfato con imbarazzante superiorità: 144.8 punti per i bluverdi (e 15″ di abbuono conquistati), contro i 98.9 punti della Sunweb (12″ di bonus); terza la Sky con 84.7 punti (10″ di bonus), quindi Orica (83.3 punti, 8″ di abbuono), BMC (75.2 punti, 6″ di abbuono), e Nippo-Fantini (53.6 punti, 5″ di abbuono), ottima sesta. Top ten completata da Quick-Step, LottoNL, Lotto Soudal e Cannondale (con abbuoni a scalare da 4″ a 1″).

 

Prime impressioni su questo nuovo format
Che dire, il format delle Hammer Series ha un potenziale notevole, a giudicare dalle prime impressioni. La gara, breve e mossa, risulta divertente; lo stesso si potrà dire dei tanti sprint in programma domani, per non parlare poi della finale a inseguimento tra le varie squadre. Le precondizioni sportive e tecniche affinché il tutto sia un successo ci sono, insomma (poi ci torneremo ovviamente domenica, alla fine di tutto il giochino).

Altro aspetto interessante per tale formula è la possibilità che anche zone d’Europa (o del mondo) che non hanno una propria corsa d’elezione, possano ospitare una tappa della challenge, respirando così un po’ di grande ciclismo fuori dalle consuete traiettorie del calendario.

Buona anche la volontà (che è un po’ anche necessità, per il momento) di diffondere le immagini delle prove in maniera semplice e completa, diretta integrale sia in tv che sul canale Facebook della corsa. Quello che è risultato un po’ carente è stata la grafica nel corso della gara, per non parlare poi dei cervellotici punteggi coi decimali: costava tanto moltiplicare tutto per 10 onde evitare virgole e frazioni?

In definitiva, per ora siamo sul promosso andante. Il pubblico, a giudicare dei dati delle persone connesse via FB, ha gradito: si è partiti da 5mila utenti connessi, e si è chiuso a oltre 9mila. Cifre ancora molto piccole, va da sé; ma era il primo appuntamento, per il quale tra l’altro la promozione non è stata certo capillare. Ci si aspettava – essendo nel Limburgo, con Tom Dumoulin presente – più pubblico sul percorso, ma vale lo stesso discorso: forse la cosa non è stata pubblicizzata a dovere. Ci sarà tempo per crescere. Intanto aspettiamo con curiosità le volate di domani.

 

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