Lucinda Brand vince in fuga a Palinuro © Anton Vos/Cor Vos
Lucinda Brand vince in fuga a Palinuro © Anton Vos/Cor Vos

Brand più forte di tutti gli intoppi

Giro Rosa: Lucinda vince a Palinuro dopo un bel testa a testa con Riabchenko. Van der Breggen sempre in testa

Dopo una giornata e una nottata di pura apprensione, seguite al terribile incidente occorso a Claudia Cretti, le cui condizioni, come riportato nell’ultimo bollettino medico ufficiale emesso nell’odierna mattinata, restano critiche ma stabili, il Giro Rosa è ripartito questa mattina alla volta di Palinuro per l’ottava fatica di questa edizione.

Ci si avvicina sempre più all’epilogo finale e comprensibilmente il grande marcamento operato da tutte le maggiori pretendenti al successo sta finendo per giovare a coloro che hanno voglia ed energie per tentare l’azione a lunga gittata. Così, per la seconda giornata consecutiva, ha avuto buon gioco chi ha avuto il coraggio di osare proprio nel momento in cui la corsa s’immergeva nello splendido scenario del Parco Nazionale del Cilento. Un successo che ha sorriso ad una delle atlete più coriacee del gruppo, che nelle annate ha saputo distinguersi tanto per le ottime qualità di gregaria (in favore di capitane del calibro di Marianne Vos e Anna Van Der Breggen) quanto per quelle di finalizzatrice, che l’avevano portata già in due occasioni (nel 2015 a Mantova e Loano) a lasciare il segno al Giro Rosa: stiamo parlando di Lucinda Brand, approdata in questa stagione nel Team Sunweb dopo quattro ottime annate vissute in Rabobank, che ha confermato ancora una volta come quando tenti l’azione da lontano difficilmente sbagli, al punto che l’azione odierna le ha permesso addirittura di risalire in quinta posizione nella classifica generale.

Una vittoria di pregevole fattura quella dell’olandese, 28 anni compiuti lo scorso 2 luglio, frutto di un’ottima condizione e di una capacità di guida del mezzo che durante l’inverno viene affinata anche dalla pratica del ciclocross, dove pure è riuscita ad emergere come una delle atlete migliori a livello mondiale (a Bieles, in Lussemburgo, andò vicinissima al salire sul podio iridato, classificandosi al quarto posto). Non si può però non rendere il giusto tributo e i relativi applausi anche all’ucraina Tetyana Riabchenko, portacolori della Lensworld-Kuota e altra habitué di spettacolari azioni da lontano, che ha avuto il merito di movimentare per prima la tappa sulla principale asperità di giornata e arresasi alla strapotenza della Brand soltanto negli ultimi 2 chilometri della frazione, dopo aver cullato per diversi chilometri il sogno di una splendida vittoria in solitaria. Tra le big invece un nuovo sostanziale no contest e la sostanziale convinzione che sarà il Vesuvio a stabilire se ci saranno clamorosi colpi di scena o se per Anna Van Der Breggen la seconda affermazione rosa diverrà realtà.

Prima parte senza sussulti, poi si muove Riabchenko
Nuova frazione dal chilometraggio importante quella da Baronissi a Palinuro, con 141,8 chilometri caratterizzati da una prima parte decisamente agevole e da una seconda molto più complicata ed estenuante tra continui saliscendi e tratti con pendenze anche importanti. Sono state in 150 a riprendere il via questa mattina, con le defezioni delle francesi Fournier e Rivat e di Marta Cavalli, una delle portacolori di una Valcar ancora visibilmente scioccata per quanto accaduto ieri. La frazione non ha vissuto particolari sussulti per i primi 100 chilometri, anche a causa del gran caldo che ha condizionato non poco la marcia delle atlete: in particolare a farne le spese è stata la norvegese Katrine Aalerud dell’Hitec, costretta al ritiro a causa di un colpo di calore.

Così, dopo il traguardo volante di Castelnuovo Cilento (vinto da Ane Santesteban), la frazione si è improvvisamente animata lungo l’irregolare ascesa di Cuccaro Vetere, il cui scollinamento era posto a circa 28 chilometri dalla conclusione: dal gruppo è scattata con decisione Tetyana Riabchenko, che ha subito guadagnato un margine importante sul gruppo (in vetta il gap ha raggiunto i 3 minuti e mezzo). L’ucraina della Lensword non è stata però l’unica a muoversi, visto che al suo inseguimento si sono portate in tre, tutte olandese: Anouska Koster della WM3, Janneke Ensing dell’Alé Cipollini e Lucinda Brand del Team Sunweb. Il passo della Brand però è stato nettamente migliore di quello delle connazionali, cosicché l’atleta originaria di Dordecht si è portata tutta sola alla caccia della Riabchenko.

Nel frattempo il gruppo principale si è notevolmente frazionato, con diverse atlete irrimediabilmente staccate (a farne le spese anche la maglia bianca Floortje Mackaij, tredicesima al mattino e naufragata a quasi 22 minuti sul traguardo di Palinuro) e circa una trentina di ragazze a comporre l’avanguardia, dove la Boels ha controllato agevolmente la situazione ed anche l’Orica con Amanda Spratt si è fatta vedere in testa al plotone.

Neppure una scivolata ferma la Brand, che rimonta e va a vincere in solitaria

Il tratto successivo al GPM di Cuccaro Vetere è continuato sotto il segno dell’irregolarità, con tratti di discesa alternati da strappetti, alcuni dei quali impegnativi. Proprio nei tratti di discesa la Riabchenko ha visto notevolmente scendere il proprio vantaggio nei confronti della Brand, che nella foga agonistica è stata vittima anche di una scivolata fortunatamente senza conseguenze, con l’olandese prontamente rimontata in sella e decisa a riportarsi sull’ucraina, autrice comunque di un’azione notevole. 

Nel gruppo, proprio come nella tappa di ieri, è stata principalmente l’Astana ad incaricarsi dell’inseguimento, con una brava Sofia Bertizzolo e con l’azera Olena Pavlukhina a spendersi per cercare di ricucire il gap e favorire così l’eventuale sprint della cubana Arlenis Sierra ma il distacco superiore al minuto e le difficoltà dell’inseguimento causate da un profilo altimetrico per nulla pianeggiante hanno fatto sì che le fuggitive potessero ancora lecitamente sperare nel colpaccio. Si è così giunti agli ultimi 5 chilometri, con la Riabchenko che ha iniziato a veder ridursi sempre più le proprie energie mentre da dietro Lucinda Brand rinveniva fortissimo, confortata anche dal contatto visivo. Ai -3 dall’arrivo l’ucraina era ormai nel mirino e a 2 chilometri e mezzo dal traguardo, su un tratto di salita con pendenza prossima al 10%, la Brand ha completato l’opera, raggiungendo e lasciando sul posto l’atleta della Lenworld.

I restanti duemila metri sono divenuti così una passerella trionfale per l’olandese, che ha continuato a spingere con convinzione, giungendo in perfetta solitudine sul traguardo per andare ad ottenere la seconda affermazione stagionale (in febbraio si era imposta nell’Omloop Het Nieuwsblad). A 12” ha chiuso in seconda posizione una bravissima Tetyana Riabchenko, che ha avuto un moto d’orgoglio nel finale ma nulla ha potuto contro la Brand odierna, mettendo comunque a referto una prestazione egregia. A 1’33” invece ha concluso il drappello delle big, ulteriormente frazionatosi negli ultimi 3 chilometri, con Megan Guarnier che è andata ad imporsi nella volata per la terza posizione, precedendo Annemiek Van Vleuten, un’Elisa Longo Borghini sempre molto attenta e la maglia rosa Anna Van Der Breggen. Niewiadoma, Spratt, Canuel e, leggermente più staccata, Lichtenberg hanno poi completato la top ten. 

A 1’51” invece Arlenis Sierra ha regolato il successivo drappello, comprendente anche Elena Cecchini, dodicesima e decisamente in crescita di condizione in queste ultime giornate, e la trevigiana Nadia Quagliotto della Top Girls, con l’ex campionessa europea juniores che ha concluso la sua buona giornata in diciassettesima posizione. A 2’26” invece hanno chiuso quelle che sono ora divenute le principali contendenti per la maglia bianca di miglior giovane, con l’insegna del primato che dalle spalle della Mackaij è passata sulle spalle dell’interessante danese Cecilie Uttrup Ludwig della Cervélo, che ora dovrà gestire 1’04” di vantaggio nei confronti della ceca Nikola Noskova della BePink

Van Der Breggen sempre al comando, risale la Brand. Domani fuga o volata?
Ancora una volta nulla è cambiato nelle prime quattro posizioni, con Anna Van Der Breggen che ha conservato la maglia rosa col medesimo distacco registrato nelle ultime giornate, ossia 1’03” nei confronti di Elisa Longo Borghini e 1’39” su Annemiek Van Vleuten mentre Megan Guarnier, in virtù dell’abbuono conquistato, è ora a 3’07”. La spettacolare affermazione odierna ha invece permesso un gran balzo a Lucinda Brand, risalita dal dodicesimo al quinto posto con un ritardo di 3’26” mentre torna in top ten anche Claudia Lichtenberg, ora nona a 5’05”. Ingresso tra le prime venti invece per Elena Cecchini, seconda atleta italiana nella generale, ora diciassettesima a 8’47”.

Domani la Palinuro-Polla, nona e penultima tappa di questo Giro Rosa 2017, potrebbe vedere un’altra giornata di transizione con le big che potrebbero decidere nuovamente di lasciare campo libero alle fuggitive prima della sfida finale di Torre del Greco. La prima parte di tappa, particolarmente irregolare, potrebbe favorire la nascita di un’azione a lunga gittata ma, in caso di rimonta da parte del gruppo, non è possibile escludere l’arrivo a ranghi compatti di un cospicuo drappello di atlete.

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La vignetta di Pellegrini

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