Matteo Trentin esulta per la vittoria a Tarragona alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport
Matteo Trentin esulta per la vittoria a Tarragona alla Vuelta a España © Photo Gómez Sport

Trentin si mette la coroncina

Dopo Giro e Tour, Matteo vince anche alla Vuelta a España. Froome sempre leader, a terra Pozzovivo

Lione e Nancy al Tour de France, Pinerolo al Giro d’Italia e adesso anche Tarragona alla Vuelta a España: a 28 anni Matteo Trentin entra oggi nel club dei corridori capaci di vincere tappe in tutti e tre i grandi giri, una tripla coroncina proprio come aveva fatto già ieri Vincenzo Nibali che però i tre GT li ha anche vinti tutti. Due giorni fa il lavoro di squadra della Quick-Step Floors aveva premiato il belga Yves Lampaert con Matteo Trentin che aveva quindi solo sfiorato sia la vittoria che la maglia rossa: oggi lo squadrone belga ha lavorato compatto per l’italiano, cosa non scontatissima trattandosi di un corridore che cambierà squadra a fine anno, e lui non ha sbagliato un rettilineo finale in leggera pendenza che sembrava disegnato apposta per quelle che sono le sue caratteristiche.

Sette minuti e mezzo per la fuga
La tappa di oggi era una delle poche di questa Vuelta dedicata ai velocisti, anche se il finale era tutto tranne che banale. Ma in assenza di grandi nomi tra le ruote veloci il dubbio era su quali sarebbero state le squadre con l’interesse e le forze di tenere sotto controllo l’eventuale fuga di giornata: pochi chilometri dopo la partenza hanno provato ad approfittare di questa incertezza Juan Felipe Osorio (Manzana-Postobón), Stéphane Rossetto (Cofidis), Diego Rubio (Caja Rural) e Nick Schultz (Caja Rural), poi raggiunti anche da Johan Le Bon (FDJ), che hanno dato vita alla fuga di giornata.

Inizialmente è stato il Team Sky a mettersi in testa al gruppo, ma tra i cinque battistrada il più vicino alla maglia rossa di Chris Froome era Rossetto a dieci minuti esatti; la corazzata britannica aveva quindi assai poco interesse a tenere alta l’andatura e basso il ritardo. Chilometro dopo chilometro i fuggitivi si sono ritrovati a pedalare con un vantaggio sempre più ampio che ai 130 all’arrivo ha toccato addirittura i sette minuti e mezzo: a quel punto è stata la Quick-Step Floors a rompere per prima la situazione di stallo ed a mettere davanti a tirare un proprio uomo. A quel punto diverse altre squadre sono andate dietro agli uomini di Patrick Lefévère: la prima a rispondere alla chiamata è stata l’Aqua Blue Sport dove il morale era alto grazie al terzo posto di Adam Blythe di due giorni fa, poi a seguire sono arrivate anche la UAE Team Emirates di Sacha Modolo e la Lotto Soudal di Jens Debusschere.

Rossetto e Rubio ci provano da soli
Nella seconda metà di corsa il gruppo ha quindi iniziato a premere un po’ di più sull’acceleratore, mentre davanti il vento contrario iniziava ad appesantire le gambe di Le Bon, Osorio, Rossetto, Rubio e Schultz che vedevano calare il proprio vantaggio in maniera abbastanza costante e regolare. Sulla salitella dell’Alto de Belltall, unico gran premio della montagna di giornata, il plotone si era riportato a meno di tre minuti dai battistrada e così Stéphane Rossetto ha provato a dare nuova linfa all’azione con un attacco quando mancavano 69 chilometri all’arrivo: l’unico a resistere al francese della Cofidis è stato Diego Rubio (Caja Rural) e i due hanno quindi iniziato a spingere a tutta tornando a guadagnare sugli inseguitori fino a 5’05”.

Il gruppo maglia rossa è andato a riprendere facilmente prima Le Bon e Schultz, poi anche il colombiano Osorio, mentre davanti Rossetto e Rubio non volevano saperne di mollare: il vento contrario però in alcuni tratti era anche abbastanza intenso e così il lavoro delle squadre dei velocisti ha avuto la meglio. A 45 chilometri dall’arrivo il plotone si era già riportato a quattro minuti, poi due minuti ai meno 25 chilometri ed un minuto al cartello dei 15 al traguardo: il ricongiungimento definitivo è avvenuto quando di chilometri all’arrivo ne mancavano otto.

Sfortunato Domenico Pozzovivo
Prima che il gruppo raggiungesse Rossetto e Rubio ci sono state anche un paio di cadute da registrare. Il primo a scivolare a terra è stato l’olandese Wilco Kelderman, uomo di classifica del Team Sunweb che era tredicesimo questa mattina: i compagni di squadra lo hanno atteso e sfruttando la scia delle varie ammiraglie sono riusciti a rientrare, comunque non senza qualche brivido visto che davanti erano impegnati per andare a chiudere sui fuggitivi della prima ora. Appena Kelderman è rientrato in gruppo a cadere è stata un’altra maglia di colore bianco, ma stavolta era quella del britannico Mark Christian della Aqua Blue Sport: per lui una lunga attesa per una ruota di ricambio, ma alla fine è riuscito a raggiungere il traguardo senza grossi problemi.

Purtroppo però c’è anche a chi è andata peggio. Con la fuga ripresa ed i treni dei velocisti già schierati a darsi battaglia in testa al gruppo, c’è stata un’altra caduta quando mancavano esattamente 3200 metri all’arrivo, ossia appena 200 metri del fatidico punto da cui poi sarebbe scattata la neutralizzazione: tra i coinvolti due uomini di classifica, lo spagnolo Dani Moreno della Movistar (14° a 1’20”) ma soprattutto il nostro Domenico Pozzovivo che dopo la bellissima frazione di ieri si trovava in nona posizione a 43″ da Froome. Sul traguardo Moreno ha perso 1’38” senza compagni vicini, Pozzovivo invece ha pagato ben 3’25”: ed in più ci sarà da valutare l’entità delle varie botte.

Volata perfetta di Matteo Trentin
Negli ultimi chilometri sono state soprattutto la Quick-Step Floors e la Bora-Hansgrohe a sfidare treno contro treno a suon di accelerazioni, ma all’ultimo chilometro un’ampia rotonda ed una curva abbastanza stretta verso destra hanno rimescolato un po’ le carte. Il rettilineo finale di circa 500 metri presentava una leggerissima pendenza a salire che poteva effettivamente trarre in inganno: lo spagnolo Juan José Lobato (LottoNL-Jumbo), specialista di arrivi del genere, è partito lungo ma non ha sorpreso Matteo Trentin che gli si è incollato a ruota e lo ha saltato con facilità negli ultimi 50 metri vincendo con più di un bici di margine.

Lobato è riuscito comunque a tagliare il traguardo in seconda posizione certificando quindi la bontà di una volata lunga che è fallita solo per il grandissimo stato di forma che sta attraversando Matteo Trentin che con questa vittoria è balzato in testa alla classifica punti, contraddistinta dalla maglia verde. Il podio di giornata è stato completato dal belga Tom Van Asbroeck davanti ai connazionali Edward Theuns e Jens Debusschere: ancora piazzato anche Sacha Modolo che dopo il quinto posto di Gruissan oggi ha portato a casa una sesta posizione.

Domani si arriva in salita
In classifica generale gli unici cambiamenti di oggi sono proprio quelli dovuti alle cadute di Moreno e Pozzovivo: Chris Froome resta quindi in maglia rossa con 2″ di vantaggio sul terzetto composto da David De La Cruz, Nicolas Roche e Tejay Van Garderen. Con una classifica così corta, nella tappa di domani potremmo assistere a delle scintille nel finale proprio da parte chi vuole strappare il simbolo del primato al Team Sky: la tappa si concluderà infatti ad Alcossebre sull’Ermita de Santa Lucía, una salita di terza categoria che misura 3.4 chilometri con un pendenza media che il sito della Vuelta indica al 4.2% ma che nella realtà è praticamente il doppio con punte anche al 18%. È uno dei classici muri tipici della Vuelta e gli abbuoni al traguardo, uniti ai probabili buchi tra i corridori, potrebbero produrre dei cambiamenti anche significativi nella generale.

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