Chris Froome impegnato nella cronometro della Vuelta a España © Photo Gómez Sport
Chris Froome impegnato nella cronometro della Vuelta a España © Photo Gómez Sport

Froome in rosso Ferrari, la crono è affar suo

Vuelta a España, a Logroño il britannico vince e aumenta il margine in classifica. Secondo Kelderman, terzo un ottimo Nibali, ora a 1’58” dal rivale

E così la tanto attesa giornata della cronometro della Vuelta a España è finalmente giunta. E, con essa, la classifica che, come da previsioni, ne esce rivoluzionata. La Circuito de Navarra-Logroño era da tutti indicata come la frazione svolta della ronda spagnola: e le attese non sono andate perdute. In un tracciato ancora più filante di quanto appariva leggendo l’altimetria, gli uomini di classifica si sono sfidati a viso aperto.

Cinque non partenti. Ottime prova per Daniel Oss
Primo a scattare è Conor Dunne, ovvero sia il lungagnone del gruppo; l’irlandese della Aqua Blue Sport, ancora presente con i suoi 204 cm, si esprime in 52’54”. Dopo di lui avrebbe dovuto prendere il via Svein Tuft (Orica-Scott), ma l’esperto canadese è uno dei non partenti di giornata; con lui anche gli AG2R La Mondiale Nico Denz e Alexandre Geniez, ritirati dalla squadra a causa di un traino nella frazione domenicale, e la coppia BMC Racing Team formata da Rohan Dennis e Kilian Frankiny, costretti allo stop per noie fisiche.

Un primo parziale interessante è quello fatto segnare da Lasse Norman Hansen; il danese della Aqua Blue Sport scende sotto il muro dei 50′ con 49’30”. A scalzarlo il compagno di squadra Peter Koning; il passista olandese lo supera con 49’19”, a quasi 49 km/h di media. È un italiano a rovinare l’uno-due degli irlandesi, vale a dire Daniel Oss; il trentino del BMC Racing Team disputa un’ottima prova e, con il tempo di 48’49”, batte ampiamente la concorrenza.

Anche oggi bene Trentin, Gougeard beffato di un’incollatura
Al valsuganotto devono accodarsi anche due specialisti come il belga Yves Lampaert e l’olandese Niki Terpstra (quest’ultimo resosi protagonista di un brutto episodio via Instagram, con allusioni poco educate nei confronti della Manzana Postobón), che concludono rispettivamente con 49’07” e 49’17”. Fra di loro si inserisce un altro Quick Step Floors, vale a dire Matteo Trentin: il tre volte vincitore di tappa prosegue la sua Vuelta d’oro con un bel 49’12”.

Pochi minuti prima Oss ha dovuto tremare a lungo per colpa di Alexis Gougeard. Il francese dell’AG2R La Mondiale gli è davanti sia nel primo che nel secondo intermedio (in questo caso di 11″) ma, negli ultimi 12 km, la prestazione dell’italiano è di gran lunga superiore. E così il ventiquattrenne normanno viene beffato per 1″29, facendo comunque registrare un ottimo 48’50” che lo pone al secondo posto.

Due outsider si confermano: ottime prove di Kämna e Ludvigsson, Jungels si inchina
Il riccioluto rocker del BMC Racing Team deve lasciare la hot seat a uno dei più giovani del plotone, qui alle prese con il suo primo grande giro. È Lennard Kämna colui che rovina i piani dell’azzurro: progressiva la prova dell’iridato juniores e del campione europeo under 23, che ferma il cronometro in 48’30”. Dopo una lunga fase interlocutoria, in cui sfilano ampiamente dietro nomi buoni come Alexey Lutsenko (Astana Pro Team) e Thomas De Gendt (Lotto Soudal), il baby teutonico del Team Sunweb nulla può contro Tobias Ludvigsson.

Il campione nazionale svedese della FDJ esegue una prova costantemente di alto livello, riuscendo a guadagnare su di lui in ogni tratto. E all’arrivo il suo tempo di 48’07” pare difficilmente battibile; stremato al traguardo, lo scandinavo è il primo a tenere una media superiore ai 50 km/h. La prima seria minaccia per il neo capoclassifica viene portata da Bob Jungels; il lussemburghese della Quick Step Floors parte alla pari con Ludvigsson, ma perde progressivamente e taglia il traguardo in terza piazza provvisoria con 48’41”.

Moscon si riposa, Bardet si sbuccia. Crescendo rossiniano per Poels
Chi, invece, proprio non riesce a digerire tale sforzo è Romain Bardet. Il francese della AG2R La Mondiale, già archiviati i sogni di classifica, scivola in una delle prime curve. Giornata di riposo per Gianni Moscon: il campione italiano della specialità, dotato di una fantastica divisa tricolore, mestamente disputa una prova a risparmio. Alla fine sarà sì secondo, ma leggendo la graduatoria dal fondo.

Giunge così il momento degli uomini di classifica. Secondo le attese, giornata difficile per Louis Meintjes (UAE Team Emirates) con 50’42”. I suoi rivali diretti fanno decisamente meglio; se per Tejay van Garderen (BMC Racing Team) un 48’55” lo si poteva aspettare, meno atteso il 49’09” del finora abulico Steven Kruijswijk (Team Lotto NL-Jumbo). Tutto sommato sufficiente l’esibizione di David De la Cruz (Quick Step Floors) con 49’27”. Eccellente, invece, quanto riesce a produrre Wout Poels: l’olandese parte sornione e poi cresce fragorosamente nel finale. L’alfiere del Team Sky mette paura a Ludvigsson chiudendo con 48’11” che gli vale il secondo posto provvisorio.

Stupendo Contador, molto bene López. Male Aru, disastro Chaves
Lo svedese deve però allontanarsi dal sogno del successo per colpa di colui che è alle prese con l’ultima cronometro della carriera. Alberto Contador disputa un esercizio molto regolare, mostrandosi pimpante e pieno di energie per il prosieguo della Vuelta. Il capitano della Trek-Segafredo eccelle con 47’59”, meritandosi una dose di applausi ancora superiore a quella tradizionale. I due che seguono il madrileno vanno sotto le rispettive attese: 50’40” per il canadese Michael Woods (Cannondale-Drapac), al primo grande giro della carriera tutto fuorché un cronoman. 50’03” invece per Fabio Aru: il sardo dell’Astana Pro Team deve di fatto dire addio ai sogni di podio.

Considerando le caratteristiche, bella prova per Miguel Ángel López. Il minuto scalatore dell’Astana Pro Team riesce ad essere il migliore della squadra al traguardo con un 49’34” che gli regala una spinta non indifferente per il morale. Per un colombiano che ride, uno che piange. E a dirotto, vedendo il risultato. Esteban Chaves disputa la peggior prova della carriera, considerate le attese. Il leader della Orica-Scott, che appare affaticatissimo, conclude addirittura in 51’01”, risultando il peggiore tra i big. Vuelta sinora da dimenticare per la compagine australiana. di fatto trasparente ai fini del successo.

Kelderman spettacolare, Zakarin sempre benissimo. Nibali cresce ed è ottimo
Continua a disputare una Vuelta da applausi scroscianti Wilco Kelderman. L’olandese del Team Sunweb parte fortissimo, prendendosi con ampio margine la leadership al primo intermedio. Continua la sua ottima giornata anche nella fase centrale e in quella conclusiva, dove riesce comunque a resistere alla fatica galoppante. Al traguardo il suo 47’29” gli permette di sognare in grande. Discorso simile per Ilnur Zakarin. Il russo del Team Katusha-Alpecin continua, zitto zitto, nella sua prova costante ad alto livello e va ad installarsi al secondo posto provvisorio con 47’59”, precedendo Contador per questione di centesimi.

Il penultimo a partire è Vincenzo Nibali. Il siciliano, come da suo solito, vive le cronometro in crescendo: partenza tutto sommato controllata, parte centrale di sostanza, tratto finale a tutta. E così avviene anche oggi: di 25″ il ritardo da Kelderman al primo intertempo, che diventano 31″ al secondo. Ma che scendono a 28″ al traguardo. Il rush finale permette al messinese della Bahrain Merida di varcare la linea bianca con 47’57”, riuscendo a battere tutti a parte Kelderman.

Froome spazza via tutti: dominio incontrastato con una parte finale incredibile
E a parte Christopher Froome. Per capire la prova del keniano bianco, basta analizzare quanto fatto in precedenza da Poels. Solo che, in questo caso, il leader del Team Sky ripete tutto a marce ancor più alte. Se paga da Kelderman 23″ nel tratto iniziale, in quello centrale fa un altro sport rispetto a tutti gli altri: all’olandese rifila 30″ tondi in meno di 19′ di segmento. Per gli altri, il gap è ancora più alto.

Il tutto viene ripetuto anche nel terzo e decisivo settore. Il britannico distanzia di 22″ Kelderman (e di 19″ Nibali), andando a conquistare il suo secondo successo di tappa con il tempo di 47’00”, alla media astronomica di 51.319 km/h, unico a superare tale barriera. Lo seguono Kelderman a 29″, Nibali a 57″, Zakarin e Contador a 59″, Ludvigsson a 1’07”, Poels a 1’11”, Kämna a 1’36”, Jungels a 1’41” e Oss a 1’49”.

Nibali paga meno di 2′, gli altri più distanti. Domani la temuta rampa al 31%
In classifica Froome rafforza ancor più il suo vantaggio e si presenta alla cinque giorni conclusiva con 1’58” su Nibali. Verosimilmente, in cuor suo, sperava che il distacco fosse maggiore; e, viceversa, Nibali sinceramente non può dirsi deluso dalla situazione, ora che si entra nella “sua” terza settimana e arrivano le salite a lui più congeniali. Kelderman è tornato in terza posizione a 2’40” dal leader mentre Zakarin è quarto a 3’07”.

Più distanti gli altri, a cominciare da Contador, quinto a 4’58”. Seguono López a 5’25”, Aru a 6’27”, Poels a 6’33”, Chaves a 6’40” e Woods a 7’06”. Domani si torna a salire nella Villadiego-Alto de los Machucos di 180.5 km. Finale molto interessante con due gpm di prima categoria negli ultimi 25 km; l’ascesa finale di 7 km è una di quelle rampe da garage amate dagli organizzatori della Vuelta. Il secondo km è al 20% di pendenza media (sottolineiamo, media) ed ha una rampa al 31%. Le differenze che si fossero qui create verranno poi aumentate nel tratto dai meno 5 ai meno 2 km, con pendenze sempre sopra al 10%.

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