Alcuni dei corridori della Biesse Carrera Gavardo © Biesse Carrera Gavardo
Alcuni dei corridori della Biesse Carrera Gavardo © Biesse Carrera Gavardo

Il gran ballo delle debuttanti

La rassegna delle nuove formazioni 2018. In Italia la Biesse Carrera Gavardo diventa Continental, molte new entry in Australia e Portogallo

C’è chi lascia e c’è chi arriva. Dopo aver analizzato quali saranno le squadre che non saranno presenti nel gruppo internazionale nel 2018 è oggi la volta di passare in rassegna le formazioni che faranno il grande salto nel panorama UCI. Per tutte, o quasi, si tratta di una prima volta, così come solo un caso riguarda una neonata compagine Professional, con il resto della truppa che fa il proprio ingresso come Continental. E non è detto che questa lista sarà quella definitiva perché qualche movimento, in particolar modo in Asia, potrebbe essere ancora in fieri.

In Italia la bella novità del Biesse Carrera Gavardo: i giovani al centro del progetto
Una delle new entry è italiana che, in concomitanza del cinquantesimo anno di attività, effettua il salto. È la Biesse Carrera Gavardo, storica squadra bresciana attiva tra i giovani e per la quale hanno militato fra gli altri Bruno Leali e Matteo Montaguti. Il ritorno come team manager di Maurizio Rabbaglio ha dato slancio al progetto, che sarà guidato in ammiraglia da Marco Milesi, ex pro’ e reduce dall’esperienza come ds in Trevigiani.

Sono quindici i giovani atleti in rosa, con i soli Simone Ravanelli e Enrico Salvador già reduci da esperienze internazionali. Destano interesse Simone Moro e Luca Rastelli, con il primo già nel giro della nazionale assoluta su pista e il secondo reduce dall’argento juniores al Mondiale di Bergen. Completano il quadro i passisti-scalatori Alberto Amici, Stefano Bertoletti, Kevin Colleoni, Nicolò Gozzi, Enrico Logica, Michel Piccot e Andrea Zanardini, assieme ai passisti-veloci Raul Colombo, Nicolò Gozzi, Federico Orlandi e Stefano Taglietti.

Non bisogna attendersi risultati e piazzamenti immediati, dato che il giusto obiettivo prefissato è quello della crescita dei ragazzi, praticamente tutti ancora a digiuno di prove all’estero. Vederli progredire durante il corso della stagione deve essere il leitmotiv di un progetto interessante e che, si spera, venga imitato nel prossimo futuro da altre formazioni dilettantistiche italiane.

Un’altra Professional in Francia: è la Vital Concept di Coquard & co.
L’unica formazione Professional di nuova costituzione è, tanto per cambiare, di matrice e licenza francese. A guidarla sarà Jérôme Pineau che, dalla fine della primavera scorsa, ha iniziato a creare le basi per fare del Vital Concept Club, questo il nome scelto, uno dei principali sodalizi del secondo scalone internazionale. Il budget è importante, più del doppio di una qualsiasi formazione parigrado italiana, giusto per rimanere in tema.

E anche il roster è importante: il faro del progetto è Bryan Coquard, che cerca il rilancio dopo una annata opaca e difficile anche a fuori dalle corse. Attorno al venticinquenne ruotano altri diciannove elementi, quasi tutti comunque utili in pianura o in volata, con il solo Yoann Bagot come eccezione. Kris Boeckmans, Johan Le Bon, Lorrenzo Manzin e Jonas Van Genechten sono i nomi su cui aspettarsi risultati di un certo livello. Riusciranno ad ottenere una wildcard per il Tour de France? Non è affatto scontato, al momento. Servirà accumulare sin dalle prime esibizioni un buon numero di piazzamenti di qualità.

In Spagna si muovono i big, ed ecco Euskadi e Polartec
Un ritorno, graditissimo, si registra in Spagna. Dopo tre stagioni torna nel panorama internazionale una delle squadre più iconiche del panorama, ovvero sia la Fundación Euskadi. Il merito principale va ascritto al nuovo presidente dell’ente promotore, vale a dire Mikel Landa. Sì, proprio lo scalatore del Movistar Team che in questa compagine ha effettuato le prime pedalate tra i grandi. Dodici i corridori in rosa, con nomi interessanti per una Continental come Egoitz Fernández, Ricardo García, l’ex Bahrain Jon Ander Insausti e il promettente Txomin Juaristi. Gareggeranno anche in Italia, e sarà l’occasione per rivedere dopo qualche anno il tanto simbolico colore arancione.

Nomi nobilissimi anche nella dirigenza dell’altra piacevole novità nel paese castigliano. Ivan Basso e Alberto Contador sono infatti i dirigenti della Polartec-Kometa, compagine creata sulla scia della fondazione che porta il nome del campione di Pinto e ancora attiva tra gli under 23. La nuova squadra rappresenterà il vivaio della Trek-Segafredo con undici elementi tutti giovanissimi. Fra di essi spiccano gli azzurri Michele Gazzoli e Matteo Moschetti, con il primo reduce dall’oro europeo e dal bronzo mondiale tra gli juniores e il secondo vincitore del titolo nazionale under 23. Un buon progetto per scoprire le realtà del ciclismo di domani.

Il Portogallo torna ad antichi livelli con tre nuovi team
Il fermento nella penisola iberica tocca il picco in Portogallo, con la bellezza di tre nuove squadre. Tutte provengono dal panorama dilettantistico nazionale e, con il loro ingresso tra le Continental, portano a nove il numero di sodalizi lusitani nel terzo livello internazionale. In ordine alfabetico si trova per prima la Liberty Seguros-Carglass che, in rosa, presenta tredici elementi tutti under 23. Il nome più noto alle nostre latitudini è quello di André Carvalho, vicecampione nazionale della categoria tra gli juniores e visto nel 2017 con la maglia della Cipollini Iseo Rime.

Undici invece gli atleti della Miranda-Mortagua, che ha messo sotto contratto come capitano António Barbio, vincitore nel 2017 di una tappa alla Volta a Portugal. C’è da buttare un occhio anche sul ventenne Francisco Campos, uno dei giovani più attesi del panorama nazionale. Età media più elevata per la Vito Feirense BlackJack che, con un roster di dieci corridori, punta anche a qualche risultato tangibile. Il leader sarà lo scalatore Edgar Pinto, che ha ottenuto buoni risultati anche all’estero in maglia SkyDive Dubai. Dopo tale esperienza ritroverà il marocchino Soufiane Haddi pronto, assieme a Joao Matias, ad essere la ruota veloce. L’esperienza di Hugo Sancho, prossimo alle trentasei primavere ma reduce da un bel 2017, sarà utilissima.

Fermento anche nei Paesi Bassi e in Gran Bretagna, con due italiani interessati
Due anche gli ingressi nei Paesi Bassi. È ancora in fase di definizione il roster del BEAT Cycling Club, sodalizio ambizioso nato quest’anno a livello di ciclismo su pista (ne fa parte anche Theo Bos) che, per ora, conta su sette stradisti. Il belga Arjen Livyns, l’estone Aksel Nömmela e gli olandesi Piotr Havik e Bas Tietma sono i nomi più conosciuti. Stessa alternanza asfalto/ovali per l’altra compagine neerlandese, ossia il Vlasman Cycling Team, che fa il salto dopo l’esperienza tra i dilettanti. Dion Beukeboom, Yoeri Havik e Wim Stroetinga sono gli atleti più noti, soprattutto all’interno dei velodromi.

Un marchio storico del ciclismo britannico, attivo fino a pochi anni fa a livello giovanile dove ha sfornato nomi come Blythe, Mullen e Stannard, è l’Holdsworth Racing Team. Nel 2018 fa il suo debutto tra le Continental, con l’esperto Russel Downing a fungere da corridore e dirigente. Nel gruppo anche due giovani italiani, ossia Seid Lizde e Mattia Viel, che proveranno a mettersi in luce con questo piccolo ma ambizioso progetto.

Rebellin emigra in Algeria, con una formazione di buon livello
Anima belga ma licenza algerina per quello che si annuncia come una sicura protagonista delle corse africane e come una outsider per le prove belghe di medio livello. Dopo un anno trascorso solo tra i dilettanti Geoffrey Coupé torna a gestire una formazione Continental. E la Sovac-Natura4Ever di altissimo livello, con i migliori algerini (Youcef Reguigui su tutti, così come Islam Mansouri), con alcuni belgi di valore (Gaëtan Bille, Alexander Geuens e Robin Stenuit) e il veterano per eccellenza del ciclismo mondiale, vale a dire Davide Rebellin. Con questa maglia il vicentino potrà togliersi grosse soddisfazioni, così come i suoi compagni.

Da segnalare anche un progetto anglo-serbo, il Java-Partizan Pro Cycling, con quattordici elementi di livello bassino (il più competitivo è il greco Charalampos Kastrantas). New entry negli Stati Uniti, precisamene in Colorado, con il 303 Project, la cui rosa è ancora da ultimare (al momento solo cinque corridori sotto contratto) ma che si concentrerà ovviamente sulle gare nordamericane.

Sono ben quattro le nuove formazioni in Australia
Ma la palma di nazione più vivace spetta all’Australia che, nel 2018, presenta la bellezza di ben quattro nuove formazioni, tutte di categoria Continental. L’ultimo progetto a concretizzarsi è quello della Australian Cycling Academy, creato dall’attuale ds della Mitchelton Matthew Wilson. Tredici i corridori in rosa, con l’ex Orica e IAM Leigh Howard come chioccia dei tantissimi giovani presenti. Punta a risultati interessanti la Brisbane Continental Cycling Team, continuazione di una squadra dilettantistica. Nomi come l’ex Drapac Jordan Kerby, Ryan Thomas e il neozelandese Michael Vink possono raccogliere molto nelle prove asiatiche.

Roster numericamente importante per la Mobius-BridgeLane, che presenta la bellezza di diciassette atleti. I neozelandesi Brad Evans e Nick Kergozou assieme agli australiani Alistair Donohoe, Angus Lyons e Dylan Newbery saranno le principali pedine a disposizione. Chiude la rassegna la Oliver’s Real Food, l’unica a non aver ancora comunicato con quali ciclisti affronterà la prima stagione nei ranghi internazionali.

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