Evenepoel e Skjelmose all'Amstel Gold Race 2026 ©amstelgoldrace.nl
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Skjelmose: "Remco mi ha battuto lealmente, era il più forte". Evenepoel: "Valutiamo la Freccia"

Le dichiarazioni dei protagonisti della Amstel Gold Race 2026: Frigo vorrebbe un podio, Skjelmose ammette la superiorità di Evenepoel, Cosnefroy credeva di poter fare meglio, Grégoire senza rimpianti

La sessantesima edizione dell'Amstel Gold Race (Maastricht-Valkenburg, 257,2 km) va a Remco Evenepoel, che conquista il suo settimo successo stagionale e il 74° da professionista battendo allo sprint il campione uscente Mattias Skjelmose dopo una corsa dominata con intelligenza tattica e potenza. Il belga della Red Bull segue l'attacco di Romain Grégoire sul Kruisberg, gestisce la propria energia sul penultimo Cauberg sgretolando la resistenza del giovane transalpino della Groupama, poi si aggiudica il duello finale con il danese della Lidl-Trek con una progressione perentoria lanciata a 200 metri dal traguardo. Terzo posto a 1'59" per Benoît Cosnefroy (UAE Emirates), che regola in volata uno sprint di gruppo per il gradino più basso del podio precedendo Grégoire, Emilien Verstrynge (Alpecin), Mauro Schmid (Jayco-AlUla), Mauri Vansevenant (Soudal), Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek), Ewen Costiou (Groupama) e Marco Frigo.
In una giornata avara di soddisfazioni per il ciclismo italiano, Frigo si distingue come il migliore della compagine tricolore, a pari merito con la vittoria di Filippo Ganna alla Dwars door Vlaanderen. Il 26enne veneto della NSN, ultimo superstite della fuga mattutina a nove, tiene il passo dei contrattaccanti sul Kruisberg, resiste fino al Keutenberg prima di cedere agli attacchi di Evenepoel, poi si mantiene nel gruppo degli inseguitori e tenta persino un'ultima stoccata nel finale per anticipare lo sprint: il decimo posto non gli rende piena giustizia, ma la prestazione è di spessore. Da segnalare le cadute nel finale che hanno coinvolto Matteo Jorgenson (Visma) e Kévin Vauquelin (INEOS), così come le due forature che hanno compromesso la corsa del campione francese Dorian Godon (INEOS Grenadiers). L'Amstel lancia Evenepoel verso la Liegi-Bastogne-Liegi di domenica prossima con un segnale inequivocabile alla concorrenza.

Greogiore, Skjelmose ed Evenepoel all'Amstel Gold Race 2026 ©amstelgoldrace.nl
Greogiore, Skjelmose ed Evenepoel all'Amstel Gold Race 2026 ©amstelgoldrace.nl

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della Amstel Gold Race 2026

Remco Evenepoel: "Mi sentivo meglio dell'anno scorso nel finale"

“Significa molto per me. Ho avuto un buon mese con il Catalunya e le Fiandre, ma vincere davvero è sempre un'altra cosa. Amo questa corsa con le tante salite brevi e difficili. La corsa si è più o meno aperta su una breve salita”- ha raccontato nel flash interview post-gara- "Avevo molta fiducia. Mi sentivo meglio dell'anno scorso nel finale. Lo sprint lo ha dimostrato. Avevo ancora qualcosa. Sono orgoglioso di aver portato a termine il lavoro della squadra. Danny van Poppel e Tim van Dijke hanno controllato molto all'inizio e gli altri compagni mi hanno lanciato alla perfezione per le salite. Con la pioggia non è stato sempre facile, ma questo si sente davvero bene. Avevo dei flashback, ma ora avevo più fiducia. Sulle salite mi sentivo il più forte. Sentivo che [Sjkjelmose] era al limite quando ho accelerato sui muri e che non stava così bene come quando eravamo appena andati via. Avevo la certezza di poterla portare a casa. È la mia vittoria più bella di quest'anno. Ogni vittoria è bella, ma metto questa corsa appena sotto le monumento, quindi occupa sicuramente un posto alto nella mia lista. Significa molto per me. Analizzeremo la corsa di oggi e domani prenderemo una decisione sulla Freccia Vallone. Dipende da come recupero. Mi sento bene, quindi spero di essere al via”.

Mattias Skjelmose: "Remco mi ha battuto lealmente, era il più forte"

Remco era sicuramente il più forte -ha detto il corridore ai microfoni della NOS- sono stato battuto lealmente. Remco quasi mi staccava quasi già sulle salite più corte. Ho dato tutto e sono contento del secondo posto. Ero già al mio limite e speravo di fare uno sprint corto, ma Remco era chiaramente più forte. Ho provato, ma non c'era nulla da fare. Da bambino guardavo volentieri le classiche del pavé. Io non sono in grado di vincerne una, ma l'Amstel è la corsa che ci si avvicina di più, con i suoi numerosi ostacoli, le strade strette e le salitelle. Alla fine sei completamente a pezzi, ma è così bello correre questa gara. Devi restare concentrato per tutto il giorno per ottenere un buon risultato. Questo la rende così bella. È una delle mie corse preferite in calendario, nonostante sia una gara così esigente”.

Benoit Cosnefroy: "Finire sul podio è sempre bello, ma con le gambe che avevo oggi..."

“Finire sul podio è sempre bello, però con le gambe che avevo oggi sentivo di poter fare meglio. La mia forma è davvero ottima in questo momento e spero di ricompensare presto la squadra per il loro lavoro e la fiducia che ripongono in me. Chapeau al vincitore, ha fatto anche lui una gran corsa. Spero di ottenere un altro buon risultato alla Liegi di domenica.”

Romain Grégoire: "Sono distrutto, ma non ho troppi rimpianti"

“La cooperazione era buona, ma nessuno voleva fare troppo" -ha dichiarato Romain Grégoire ai canali ufficiali della Groupama-FDJ United- ”Il finale non era facile con quella successione di salite, quindi non potevamo permetterci di andare all-in nei cambi. Ognuno si è alternato, ma forse avremmo potuto andare più forte. Negli ultimi due o tre chilometri non mi sono guardato molto indietro, ero davvero concentrato sulla vittoria. Non avevo troppi rimpianti perché non credo di aver potuto gestirlo diversamente, ma sono distrutto. Penso di aver corso bene tatticamente. Ho reso la corsa dura e mi sono davvero messo nella posizione giusta per vincere. Ma non si tratta solo di avere le gambe, a volte hai anche bisogno di un po' di fortuna per vincere, e oggi ne mancava un po'”.

Tibor del Grosso: "Neanche io sono Van der Poel"

“Dietro di me si è formato un gruppo che stava già lottando per l'undicesimo posto piuttosto rapidamente, perché nessuno aveva più i gregari o la forza per colmare il distacco. Io stesso non ero molto avanti e non stavo avendo una giornata molto buona”, ha detto Del Grosso, a Wielerflits. "Avevo già detto a Senna [Remijn]che doveva correre per se stesso. Quello che sta facendo qui è incredibilmente impressionante. Non sorprende che stia faticando un po' alla fine. Ha solo 19 anni e ha corso poche gare di 260 chilometri. Ma sta dimostrando di essere fatto della pasta giusta. Cosa manca per essere competitivo? Gambe migliori. Come ho detto prima della gara: questa corsa si avvicina più allo stile vallone che a quello fiammingo. Credo di essere ancora più un corridore fiammingo. Neanch'io sono Mathieu van der Poel , quindi questa gara potrebbe rivelarsi un po' troppo dura per me. Ma sicuramente ci riproverò."

Marco Frigo: "Il mio unico rimpianto è come ho gestito il finale"

“Sapevo che il mio punto forte non è [restare in gruppo a] lottare per le posizioni, e ieri dopo la ricognizione e vedendo quello che è successo negli ultimi anni, la scelta migliore per me era restare davanti e andare al mio ritmo.- ha detto Frigo a Cycling Pro Net- E sappiamo che una volta che sono davanti a fare il mio passo, è probabilmente la mia specialità. Quindi sono riuscito ad arrivare fino al traguardo. Ho un grande rimpianto per il finale, perché alla fine l'Amstel era una buona opportunità per fare un risultato, ma oggi è andata così. Nel gruppo non c'era molta collaborazione. Tiravano più o meno solo Benôit [Cosnefroy] e Alex [Baudin]. Era difficile riprendere i battistrada, ma per me era meglio restare in ruota e preservare le gambe fino al traguardo, diciamo. Il mio unico rimpianto è come ho gestito il finale. Devo imparare a gestire questi momenti. Ho aperto lo sprint troppo presto. E alla fine non sono qui per fare un decimo posto: meglio un podio. Quindi è stata comunque la scelta giusta.”

Una Amstel doppio malto per Evenepoel: Remco piega Skjelmose a Valkenburg, 3° Cosnefroy