
Amstel Ladies: le big si controllano, Blasi ne approfitta e interrompe il dominio della FDJ
La 23enne spagnola della UAE ADQ attacca nel corso del penultimo giro in compagnia dell'olandese Vinke e - approfittando dei reciproci veti alle sue spalle - accumulerà un margine sufficiente per difendersi nel finale. Battute Niewiadoma e Vollering
La lezione di Samuel Beckett è sempre valida: l'attesa di Godot può essere vana. Lo sanno bene le favorite annunciate della Amstel Gold Race Ladies, che hanno colpevolmente aspettato l'ultimo Cauberg per uscire dall'inerzia e prendere l'iniziativa. Uno sforzo a quel punto vano, considerato che la fuggitiva solitaria Paula Blasi - scattata a poco meno di 25 chilometri dal traguardo in compagnia di Nienke Vinke - aveva ormai accumulato un margine sufficiente per difendersi sull'ultima salita della corsa e involarsi tutta sola verso il successo più bello della sua carriera, con il quale la UAE ADQ ha interrotto il monocolore della FDJ United-Suez, fin qui dominante nelle classiche del Nord. Alle spalle della 23enne spagnola - che avevamo scoperto un anno fa al GP Liberazione, dove si impose con un altro attacco da lontano - Kasia Niewiadoma e Demi Vollering hanno nettamente seminato la concorrenza, giocandosi allo sprint gli altri posti sul podio: verdetto favorevole alla campionessa polacca, che ha bruciato al fotofinish la campionessa del Fiandre. A dispetto di una primavera fin qui avara di soddisfazioni per il movimento italiano, il 4° posto di Letizia Paternoster - che ha regolato allo sprint un gruppetto di una decina di cicliste - è un risultato senz'altro confortante.
La cronaca della Amstel Gold Race Ladies
Il giro di boa della stagione delle classiche: la 12ª Amstel Gold Race Ladies (Maastricht-Vakenburg, 158,1 km) ricalca in parte il disegno della corsa maschile, alla quale si sovrappone nel finale, che prevede un circuito di 17,8 chilometri da ripetere per quattro volte, caratterizzato dalle scalate multiple al Geulhemmerberg (900 metri al 6,3% e punte dell'8%), al Bemelerberg - altri 900 metri che salgono al 4,8% e si spingono fino al 7,4% - e al Cauberg, poco meno di un chilometro di salita con una pendenza media del 7% che raggiunge l'11,7% nel punto più impegnativo. Non che manchino le difficoltà nel lungo tratto in linea: poco dopo la partenza, si affronta il Maasberg (300 metri lastricati al 7,1% medio che sfondano il 10%), seguito dal Bergseweg (2,6 chilometri al 3,3% e un massimo dell'8,4%) e dal Korenweg, 900 metri regolari con una pendenza media del 3,8% e un massimo del 5,2%. Completato il primo terzo di corsa, il menu prevede il Nijswillerweg (300 metri, pendenza media del 7,1% e un picco in doppia cifra), il Kruisberg (700 metri al 7,9% e un massimo del 13,9%) e l'Eyserbosweg, poco meno di 1000 metri che sfiorano il 9% medio e si arrampicano fino al 13,9%. La sequenza di côtes che precedono l'ingresso nel circuito finale si conclude con il Fromberg (1,7 chilometri, pendenza media del 3,8% e punte dell'8.5%) e il più breve e impegnativo Keutenberg (1300 metri al 6,2% e picchi del 16%). A poco meno di 75 chilometri dall'arrivo, infine, il primo transito sul Cauberg, che dista poco meno di 2 chilometri dal traguardo, posto in fondo a un rettilineo di circa 1000 metri.
Nella prima parte della corsa, si avvantaggiano cinque atlete: la belga Annelies Nijssen (Lotto-Intermarché Ladies), la canadese Kiara Lylyk (Mayenne Monbana-My Pie), le olandesi Scarlett Souren (VolkerWessels) e Nicole Steigenga (AG Insurance-Soudal) e la statunitense Heidi Franz (St. Michel-Preference Home-Auber93). Il quintetto al comando - vanamente rincorso dalla canadese Sarah Van Dam (Visma-Lease a Bike), dall'olandese Ilse Grit (Citymesh- Customm) e dalla statunitense Natalie Quinn (Mayenne) - guadagna un vantaggio massimo di poco superiore ai 3' sul gruppo, che aumenterà sensibilmente il passo prima di superare la soglia di metà gara.
Perse per strada Lylyk e Souren, le superstiti della fuga proseguiranno la loro azione fino ai -67 dalla linea bianca. Ancor prima di scalare il Cauberg, si registra il primo episodio-chiave della corsa: la campionessa iridata in carica, la canadese Magdeleine Vailleres (EF Oatly), finisce nelle retrovie per colpa di una foratura. Il verdetto del cronometro sulla linea del traguardo è impietoso: 1' da recuperare sul resto della compagnia. Nei fatti, la nordamericana è fuori dai giochi.
Qualche schermaglia sul primo Geulhemmerberg, poi un attacco più deciso ai -50 della campionessa svizzera Steffi Häberlin (SD Worx-Protime) e dalla sudafricana Ashleigh Moolman-Pasio (AG Insurance), rincorse dalla belga Fleur Moors (Lidl-Trek), dall'italiana Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco) e dall'olandese Karlijn Swinkels (UAE ADQ), che riporteranno sotto anche le altre. Nel tratto che precede il nuovo passaggio sul Cauberg, entrano in azione altre due atlete di casa, Mischa Bredewold (SD Worx) e Lorena Wiebes (SD Work). La vincitrice della In Flanders Fields proverà invano ad anticipare la concorrenza, rassegnandosi all'evidenza sulle prime rampe della salita-totem dell'Amstel.
Il secondo passaggio sul Geulhemmerberg mette in seria difficoltà l'olandese Marianne Vos (Visma): l'atleta giallonera durerà non poca fatica per rientrare sul treno buono, occupato da non più di 20-25 cicliste, tra le quali spiccano le atlete di casa Riejanne Markus (Lidl), Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech), la campionessa europea Demi Vollering (FDJ United-Suez), Shirin van Anrooij (Lidl) e Anna van der Breggen (SD Worx), senza dimenticare le italiane Letizia Paternoster (Liv AlUla Jayco) e Silvia Persico (UAE ADQ) e la campionessa polacca Katarzyna Niewiadoma-Phinney (Canyon//SRAM-Zondacrypto). Dopo una nuova serie di allunghi e accelerazioni senza pretese, a poco più di 25 chilometri dal capolinea si muovono l'olandese Nienke Vinke (SD Worx) e la spagnola Paula Blasi (UAE ADQ). La nuova coppia di attaccanti prende subito un buon vantaggio sulle inseguitrici, che affidano l'onere dell'inseguimento alle atlete della FDJ United. Nel mentre, Blasi prende il largo sul penultimo Cauberg, transitando sulla linea d'arrivo con un margine di 14" su Vinke e 35" sul primo gruppo delle inseguitrici.
La spagnola prosegue la sua sortita anche all'inizio dell'ultima tornata, affrontando di slancio il terzo e ultimo Geulhemmerberg, dove vanno in difficoltà la svizzera Elise Chabbey (FDJ United), che aveva lavorato al pari della francese Juliette Berthet (FDJ United) per Vollering, Pieterse e Vos. L'andatura moderata nel gruppo delle migliori consentirà alle due oranje di rifarsi sotto nel tratto di alleggerimento che precede il terzo e ultimo Bemelerberg. Il controllo tra le big favorisce la giovane atleta spagnola, che vanta poco meno di 40" su Vinke e circa un minuto sul gruppo sul limitare dei -10.
Esaurito il lavoro delle FDJ United, tocca alle Lidl-Trek organizzare un inseguimento sempre più complicato, al punto che Vinke resisterà al rientro delle 22 atlete del primo gruppo fino ai piedi dell'ultimo Cauberg. Mentre Blasi - ancorché affaticata - conserva poco meno di 1' sul resto della concorrenza, alle sue spalle prende l'iniziativa Niewiadoma-Phinney, a cui si accoda la sola Vollering. In ogni caso, è troppo tardi: 4° successo della carriera (il primo del 2026) per la 22enne spagnola, che vince per distacco (27") davanti a Niewiadoma e Vollering, beffata al fotofinish dalla campionessa nazionale della Polonia. A 44" le altre battute di giornata, regolate da Paternoster, che ha preceduto la svizzera Noemi Rüegg (EF Oatly), Swinkels, Van Dam, Markus, van der Breggen e Pieterse.

