Nathan Haas supera Greg Van Avermaet nella seconda tappa del Tour of Oman © Getty Images
Nathan Haas supera Greg Van Avermaet nella seconda tappa del Tour of Oman © Getty Images

Oman, Nathan Haas festeggia con tappa e maglia. Felline e Nibali con lo stesso tempo

Al termine di una tappa mossa, Nathan Haas (Team Katusha-Alpecin) si è imposto in uno sprint di 14 uomini su Greg Van Avermaet (BMC Racing Team) e Alexey Lutsenko (Astana Pro Team). L’australiano si prende anche la leadership della classifica generale. Vincenzo Nibali tiene bene sugli strappi e arriva a stesso tempo.

Al contrario della prima frazione, adattissima alle ruote veloci, la Sultan Qaboos University-Al Bustan di 167.5 km favorirà gli amanti degli strappi: il percorso presenta ben quattro GPM con pendenze oltre il 9%, l’ultimo dei quali (la salita di Al Jissah) terminerà a soli 4 km dall’arrivo. L’anno scorso, con il finale posto però in cima alla salita, Ben Hermans sconfisse Rui Costa e Fuglsang in una volata a tre, con il gruppo di Aru e Bardet a 7 secondi.

Anche quest’oggi non c’è troppa lotta per la fuga e quattro uomini riescono a formare l’attacco di giornata al chilometro 8: Loïc Chetout (Cofidis), Markel Irizar (Trek-Segafredo), Fabricio Ferrari (Caja Rural-Seguros RGA) e Danny Pate (Rally Cycling); in meno di 10 chilometri il loro vantaggio ha già toccato i 4 minuti. Nella prima parte di gara Chetout passa primo sia sul GPM di Fanja sia allo sprint intermedio, precedendo sempre Ferrari. Al chilometro 100 il distacco è pressoché invariato, con gli uomini della maglia rossa Bryan Coquard (Vital Concept Cycling Club) che dettano il passo.

Il francese non è sazio e conquista anche il GPM di Al Jabal Street, assicurandosi la maglia oro di corridore più aggressivo (soffiandola al connazionale Pierre-Luc Perichon). Ai 50 dall’arrivo il gap dal plotone è sceso a 2 minuti e mezzo. In corrispondenza del secondo GPM di giornata, 9 uomini cercano di avvantaggiarsi dal gruppo principale ma il tentativo viene annullato in pochi chilometri. Con lo stesso vantaggio, i quattro battistrada affrontano il penultimo GPM ai meno 22: Danny Pate perde le ruote dei fuggitivi e Chetout passa in testa per l’ennesima volta.

A questo punto la BMC di Greg Van Avermaet impone un forte ritmo e il distacco scende velocemente sotto il minuto quando ci si avvicina all’ultima asperità di giornata (1.4 chilometri al 9%). Markel Irizar è l’ultimo a resistere all’inseguimento di un gruppo di 50 unità e deve arrendersi proprio all’inizio della salita. Il primo a passare in cima è Omar Fraile (Astana Pro Team) con a ruota i compagni Miguel Ángel López e Alexey Lutsenko. Nella discesa tenta di contrattaccare Niki Terpstra (Quick-Step Floors) ma una quindicina di uomini lo seguono senza lasciargli spazio.

All’arrivo se la giocano in una volata ristretta ed è Nathan Haas (Team Katusha-Alpecin) a spuntarla davanti a Van Avermaet e Lutsenko. In quarta posizione Dries Devenyns (Quick-Step Floors) precede Merhawi Kudus (Team Dimension Data). L’ordine d’arrivo prosegue con Niki Terpstra (Quick-Step Floors), Gorka Izagirre (Bahrain-Merida) e Jesús Herrada (Cofidis). Al nono posto Fabio Felline (Trek-Segafredo) e al decimo Miguel Ángel López. Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida) chiude 13° con lo stesso tempo del vincitore. Molto bene anche il 21enne Nicola Conci (Trek-Segafredo) arrivato a soli 5 secondi dai primi.

Domani altra tappa mossa ma meno selettiva, con la salita di Wadi Dayqah a soli 8 km dal traguardo. Non è da escludere che le ruote veloci possano comunque arrivare a giocarsi la vittoria.

Anche oggi l’organizzazione ha pubblicato le immagini dell’ultimo chilometro al termine della corsa

https://twitter.com/tourofoman/status/963784103903617024

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