Annemiek Van Vleteun esulta in maglia rosa sullo Zoncolan © Ossola
Annemiek Van Vleteun esulta in maglia rosa sullo Zoncolan © Ossola

Annemiek van Zoncolan

Van Vleuten domina anche la tappa regina ed ipoteca il successo finale del Giro Rosa; ottima seconda Moolman, sul podio anche Spratt

Lo Zoncolan non ha tradito le grandi attese che si erano riversate su questa nona tappa del Giro d’Italia Femminile: poteva essere un enorme azzardo proporre una salita così dura, ma alla fine l’organizzazione ha vinto la propria sfida. A trionfare in cima alla celebre salita carnica è stata come da pronostico la maglia rosa Annemiek Van Vleuten che ha sugellato il suo straordinario Giro Rosa conquistando anche la tappa regina: tutta la superiorità dell’olandese della Mitchelton-Scott era già emersa nella cronoscalata di Campo Moro e quindi non sorprende che oggi sia arrivata tutta sola al traguardo, in fondo su un traguardo di tale prestigio era impossibile pensare di fare regali o di limitarsi a controllare la situazione.

Valsecchi in fuga con altre due atlete
La tappa di oggi partiva di Tricesimo e misurava complessivamente 104.7 chilometri: ovviamente la parte decisiva era l’ascesa finale al Monte Zoncolan dal terribile versante di Ovaro, quello che presenta una pendenza media dell’11.9% in 10.1 chilometri di salita. Il tratto di gara precedente alla montagna finale era prevalentemente pianeggiante con un solo una breve salitella che era stata classificata anche come gpm di terza categoria: nei primi chilometri ci si poteva aspettare una sorta di passerella di riscaldamento per la grande soggezione che potevano incutere pendenze del genere, ed invece c’è stata azione anche prima di iniziare a salire.

Una caduta di alcune atlete dopo una decina di chilometri ha un po’ bloccato la situazione, ma poi tutte le atlete sono riuscite a rientrare in gruppo e sono iniziati gli attacchi per provare a portare via una fuga: un tentativo ha visto protagoniste Eri Yonamine (Wiggle) e Christine Majerus (Boels), poi si è fatta notare in fuga Claudia Koster (Virtu), ma alla fine lo scatto giusto è stato quello portato da Silvia Valsecchi (BePink), Olena Pavlukhina (BTC City) e Sara Penton (Virtu) quando mancavano poco più di 60 chilometri al traguardo.

Gruppo compatto ai meno 14
Il terzetto di fuga non rappresentava una grande minaccia per atlete di alta classifica visto che la meglio posizionata aveva mezzora di ritardo, inoltre per caratteristiche Pavlukhina, Penton e Valsecchi avrebbero avuto bisogno di un margine di vantaggio molto ampio ai piedi dello Zoncolan per sperare di resistere al rientro delle migliori da dietro. Insomma, la maglia e la vittoria di tappa non erano messe in pericolo dalla fuga ed il plotone ha quindi potuto lasciare spazio per un po’: il vantaggio massimo delle atlete al comanda è stato di tre minuti con Silvia Valsecchi che è transitata per prima sia al gran premio della montagna di Bordano, sia al traguardo volante di Tolmezzo.

Nell’avvicinamento alla salita finale, ovviamente, l’andatura in gruppo è aumentata perché tutte le squadre volevano portare la loro capitana nella posizione migliore in vista delle prime rampe dello Zoncolan; a rendere le cose più complicate a Pavlukhina, Penton e Valsecchi ci ha pensato anche un acquazzone molto violento che si è abbattuto sulle atlete dopo aver colpito poco prima anche la zona di arrivo. L’inevitabile ricongiungimento tra gruppo e fuggitive è avvenuto quando mancano 14 chilometri al traguardo e da quel momento l’unico pensiero è stato ovviamente lo Zoncolan.

Moolman attacca per prima, poi show di Van Vleuten
Fin dai primi metri di salita c’è stata selezione in gruppo, ma è stato nel tratto più impegnativo di scalata a circa 6 chilometri dall’arrivo che ha allungato la sudafricana Ashleigh Moolman, terza in classifica generale questa mattina e intenzionata ad andare a prendersi il primo podio in carriera al Giro d’Italia Femminile. L’unica a tenere il passo della Moolman è stata ovviamente la maglia rosa Annemiek Van Vleuten e così in testa alla corsa si è formata una coppia con la prima e la seconda della cronoscalata dell’altro giorno in Valmalenco. Van Vleuten e Moolman hanno iniziato a guadagnare molto velocemente sulle inseguitrici tra cui si segnalava la maglia verde di miglior scalatrice di Amanda Spratt, ma soprattutto quella di campionessa spagnola della scalatrice Eider Merino, peso piuma della Movistar e molto attiva nei tratte con le pendenze più dure.

Annemiek Van Vleuten e Ashleigh Moolman hanno pedalato assieme fino a circa 3 chilometri dall’arrivo ma, come abbiamo detto in apertura, lo Zoncolan non era il terreno per fare regolari o calcoli esasperati: a 2900 metri dal traguardo c’è stato infatti il cambio di ritmo dell’olandese della Mitchelton-Scott a cui la sudafricana della Cervélo-Bigla non ha potuto rispondere continuando a salire del proprio passo. Van Vleuten è quindi arrivata al traguardo da sola e sorridente per cogliere una vittoria che rimarrà certamente tra le migliori perle della sua carriera: da applausi anche la prestazione di Moolman che ha chiuso in seconda posizione perdendo solo 40″ dalla scatenatissima olandese.

Classifica quasi chiusa?
Il podio di tappa è stato completato dall’australiana Amanda Spratt che proprio nel finale è riuscita a scrollarsi di dosso la combattiva Eider Merino: 2’54” e 2’59” rispettivamente i loro distacchi dalla vincitrice. A 4’00” esatti è arrivata la statunitense Megan Guarnier, a 4’06” l’olandese Lucinda Brand, a 4’39” la spagnola Ane Santesteban della Alé Cipollini, a 4’52” la danese Cecilie Uttrup Ludwig, a 5’16” l’altra spagnola Mavi García e a 5’28” la sorprendente norvegese Katrine Aalerud, una che forse vedremo davanti più spesso se ci fossero più percorsi con grandi salite. Non bene oggi Katarzyna Niewiadoma che ha chiuso undiceima a 5’42” mentre in scia della polacca, rispettivamente a 5’43” e 5’59” sono finite Erica Magnaldi ed Elisa Longo Borghini, le migliori italiani dell’ordine d’arrivo.

In classifica generale la situazione sembra ormai ben definita quando manca una tappa alla conclusione: è vero, domani ci sarà una salita abbastanza impegnativa a 10 chilometri dal traguardo, ma il tratto duro è di circa tre chilometri e sembra impossibile che Annemiek Van Vleuten possa essere insidiata da Ashleigh Moolman che dista 3’35”, figuriamoci dalla compagna di squadra Amanda Spratt che pure ha 5’53” di ritardo. Difficile anche che Lucinda Brand possa salire sul podio visto che si trova a 7’05” con Megan Guarnier quinta a 8’43” e tutte le altre a più di dieci minuti. Da segnalare che in gara ci sono ancora 130 atlete, tutte quelle che avevano preso il via questa mattina: non era un dato scontato con una salita come lo Zoncolan.

Longo Borghini miglior italiana, Bertizzolo miglior giovane
Per quanto riguarda le altre maglie, quella blu di prima delle italiane è sempre di Elisa Longo Borghini che nella generale è nona a 12’14” e che ha 2’21” sulla corregionale Erica Magnaldi (BePink). Lotta tutta italiana anche nella maglia bianca di miglior giovane dove oggi Sofia Bertizzolo ha fatto un bel balzo in avanti: la veneta dell’Astana indossava il simbolo del primato già da alcuni giorni, ma oggi è riuscita a staccare la rivale Nadia Quagliotto (Top Girls) portando a 3’14” il proprio vantaggio che può significare un po’ di tranquillità in più nell’ultima tappa anche se il finale non sarà certo rilassante.

Molto aperta la lotta per la maglia verde con Amanda Spratt che comanda con 40 punti, Annemiek Van Vleuten è a 36 e Ashleigh Moolman a 34: domani ci sarà un gpm di prima categoria che assegna 13 punti alla prima a transitare. Le stesse tre atlete che lotteranno per il gran premio della montagna sono anche quelle in lizza per la vittoria nella classifica a punti: oggi non sono partite Marianne Vos (malattia) e Kirsten Wild (riposo) che occupavano le prime due posizioni, così adesso troviamo Annemiek Van Vleuten davanti a tutte con 42 punti, a sei lunghezze di distanza c’è Amanda Spratt, a otto Ashleigh Moolman.

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