Maria Giulia Confalonieri con la medaglia d'oro ottenuta nella Corsa a Punti all'Europeo di Glasgow © UEC - Bettiniphoto
Maria Giulia Confalonieri con la medaglia d'oro ottenuta nella Corsa a Punti all'Europeo di Glasgow © UEC - Bettiniphoto

Ma.Gi.Co. Europeo, e Viviani sfiora l’impresa

Confalonieri vince una fantastica Corsa a Punti a Glasgow, in serata Elia è secondo nell’Omnium

Un oro e un argento ieri, un oro e un argento anche oggi: l’Italia ci ha preso gusto a salire sul podio a questi Campionati Europei di Glasgow ed è sulla strada buona per provare ad eguagliare o addirittura migliorare il bottino record di sei medaglie ottenuto l’anno scorso a Berlino. Se nella prima giornata erano state le prove a squadre a portare gloria ai colori azzurri, oggi sono state due gare individuali a vederci sul podio: a far risuonare l’inno di Mameli nel pomeriggio scozzese è stata la 25enne brianzola Maria Giulia Confalonieri protagonista di una Corsa a Punti perfetta sia per la condizione fisica che per la gestione tattica; in serata invece è mancato poco ad Elia Viviani che nell’Omnium si è fermato alla seconda posizione, non male comunque per essere appena tornato alla pista dopo due anni in cui si è focalizzato principalmente sulla strada.

Confalonieri, una Corsa a Punti perfetta
La vittoria di Maria Giulia Confalonieri della Corsa a Punti è stata assolutamente fantastica ed ancora incredibilmente emozionante per come è arrivata, con il sorpasso decisivo proprio all’ultima volata. Quando parliamo della 25enne lombarda della Valcar-PBM, almeno per quanto riguarda il ciclismo su strada, ci troviamo sempre ad elogiare una grande regolarità prendendo atto però di come le manchi sempre quel qualcosa in più che possa trasformare alcuni degli innumerevoli piazzamenti in vittorie: oggi in pista invece non ha sbagliato assolutamente nulla in una disciplina che le piace e che nel 2011 da juniores le aveva regalato un titolo mondiale ed uno europeo, prima di salire tre volte sul podio tra le Under23.

La gara era iniziata nel segno della campionessa del mondo in carica Kirsten Wild che si era subito lanciata a caccia di punti con le volate, ma a quel punto tutte le rivali hanno lasciato la responsabilità di controllare la corsa all’esperta olandese e approfittando di una fase di studio un gruppetto di atlete abbastanza numeroso è riuscito a conquistare un giro di vantaggio ed i relativi 20 punti: tra loro non c’era Maria Giulia Confalonieri che però ha subito rimediato andando in caccia assieme a Lotte Kopecky. L’azzurra e la belga hanno preso anche loro i 20 punti abbastanza rapidamente, anche troppo perché hanno provato in tutti i modi a non rientrare troppo velocemente per prendersi anche uno sprint, ma il rallentamento del gruppo non le ha aiutate.

A quel punto la situazione vedeva la bielorussa Ina Savenka in testa con 32 punti, la russa Gulnaz Badykova seconda a 30, quindi Maria Giulia Confalonieri terza a 26: la situazione era molto favorevole ed a quel punto sarebbe stato anche giustificabile marcare le rivali per assicurarsi almeno il podio, ma l’atleta brianzola ha fatto all-in per provare a vincere, si è presa con forza i cinque punti del penultimo sprint e poi all’ultimo ha avuto ancora le forze per lottare per un piazzamento e trovare quei due punti che le servivano, tra l’altro proprio davanti alla russa, per ribaltare la classifica e conquistare l’oro. Alla fine la classifica ha detto Italia 33, Bielorussia 32, Russia 30.

Omnium-Viviani, c’è feeling anche col nuovo formato
Elia Viviani invece ha chiuso il suo grande ritorno al ciclismo su pista con una medaglia d’oro, un argento ed un quarto posto in tre gare disputate: qualcuno temeva che i due anni di lontananza dai velodromi potessero farsi sentire, ma il veronese ha messo in mostra una notevole brillantezza. Quello che forse oggi è mancato nell’Omnium è stato un briciolo di esperienza in più: il formato di gara è infatti diverso a quello che gli regalò l’oro olimpico a Rio de Janeiro due estati fa, adesso sono quattro prova in una giornata unica con la novità assoluta della Tempo Race che mai si era vista nelle gare internazionali fino al 2016.

In questo Omnium, il leader della nazionale azzurra vinto con autorevolezza lo Scratch e poi con disarmante facilità anche la prova dell’Eliminazione, ma proprio nella neonata Tempo Race ha accusato un passaggio a vuoto finendo solo tredicesimo: la lettura tattica poteva forse essere migliore, ma non facile adattarsi subito ad una gara così particolare. Nonostante tutto, Viviani si è presentato alla Corsa a Punti finale in terza posizione a sole quattro lunghezze dai leader Benjamin Thomas e Szymon Sajnok: esattamente a metà corsa, con Elia fin lì molto nascosto, c’è stata l’azione decisiva con cinque corridori a guadagnare il giro ed il britannoc Ethar Hayter ed il danese Casper Von Folsach che si sono ritrovati ai primi due posti.

Negli ultimi 50 giri è uscito fuori Elia Viviani che ha vinto due sprint consecutivi e si è piazzato in altri due: Hayter, ragazzino terribile di neanche 20 anni, ha continuato a fare punti ed è risultato imprendibile a quota 133, Viviani invece ha fatto bene i calcoli e pareggiato a 113 punti Casper Von Folsach e lo ha scavalcato per il miglior risultato all’ultima volata; appena un punto più indietro c’era il polacco Sajnok, a tre punti invece il francese Thomas per un finale davvero equilibrato in cui poteva succedere di tutto fino all’ultimo metro.

Buchli oro nel Chilometri, ma che bravo Lamon!
Il programma di giornata prevedeva altre due finali, oltre ai primi turni del torneo della Velocità Femminile che domani sera ripartirà dalle semifinali, una tra Miriam Welte e Anastasia Voinova, l’altra tra Daria Shmeleva e Mathilde Gros; eliminate ai sedicesimi di finale le due azzurre in gara Miriam Vece e Gloria Manzoni. L’altra gara odierna del settore veloce era il Chilometro da fermo maschile dove, un po’ a sorpresa, abbiamo visto una maglia azzurra in finale: non quella dello specialista e primatista italiano Francesco Ceci, fuori in qualifica col 17° tempo, bensì quella di Francesco Lamon che ha fatto segnare un bellissimo 1’01″342 a mezzo secondo dal record nazionale e che gli è valso un sesto posto; nella finale Lamon ha lievemente peggiorato il tempo e ha chiuso ottavo, ma resta un grandissimo risultato.

Nell’Inseguimento a Squadre, dove ha conquistato la medaglia d’oro, Francesco Lamon è proprio il designato ad effettuare la partenza dal blocco ed a portare il quartetto alla velocità di crociera nei primi giri: ha quindi caratteristiche che lo possono rendere adatto anche al Chilometro, ma non essendo questa una specialità olimpica sarà difficile vederlo allenarsi con continuità. Comunque Lamon non è il primo a fare bene nelle due specialità: ai Mondiali 2009 Taylor Phinney vinse l’Inseguimento Individuale e fece secondo nel Chilometro, mentre il britannico Kian Emadi-Coffin e l’australiano Scott Sunderland si sono spostati agli Inseguimenti dopo un buoni risultati nella velocità. Il titolo europeo è andato all’olandese Matthijs Buchli, unico a scendere sotto al minuto, con Joachim Eilers secondo e Sam Ligtlee terzo.

Brennauer batte l’idola di casa Archibald
Si è disputato oggi anche l’Inseguimento Individuale femminile dove il pubblico di casa aveva riposto grandi speranze proprio nella scozzese Katie Archibald. Nonostante la grande spinta degli appassionati locali, la Archibald ha trovato sulla propria strada una fortissima Lisa Brennauer: la tedesca ha fatto segnare il miglior tempo già in Qualificazione, poi in finale si è migliorata ancora arrivando a 3’26″879 che non ha lasciato scampo alla Archibald che si è dovuta accontentare del secondo posto, quasi sicuramente con pochi rimpianti vista la forza della rivale.

La finale per la medaglia di bronzo ha visto prevalere la polacca Justyna Kaczkowska davanti alla bielorussa Ina Savenka; per l’Italia la migliore è stata Martina Alzini, nona in 3’37″881, mentre Simona Frapporti ha chiuso tredicesima con un tempo superiore di circa due secondi a quello della connazionale.

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