Van Der Poel si sollazza con le acrobazie sul trampolino dell'Azencross © Belga
Van Der Poel si sollazza con le acrobazie sul trampolino dell'Azencross © Belga

Van Der Poel versus Aerts per un DVV in apnea

A Loenhout il mostro del ciclocross recupera quasi tutto il gap che restava da colmare dopo la debacle di Oudenaarde

Fossi, fango scivoloso, una pedana perfetta per le acrobazie ed un rettilineo intero di sole gobbe: questo è l’Azencross di Loenhout, tradizionale appuntamento natalizio del DVV Trofee, che si compone di queste caratteristiche e soprattutto di un’altra: la pressoché totale assenza di difficoltà altimetriche, che lo rende il percorso più facile di tutto il circuito. Cosa che sembra non importare a Mathieu Van Der Poel, chiamato alla vicina a recuperare i 51″ restanti di ritardo dopo la clamorosa falsa partenza del Koppenbergcross. Detto-Fatto, o quasi, dato che la dirompente azione dell’olandese, partito a tutta sin dal primo giro, non ha demoralizzato del tutto il leader Toon Aerts, che riesce a rimanere in testa al challenge di pochissimi secondi grazie ad un’ultima tornata col coltello tra i denti e il solo Van Aert a ruota. E’ il risultato finale di una gara in totale apnea, sembrata più un inseguimento che una prova per il successo individuale.

Via dal primo giro
Era prevedibile che la gara di Mathieu sarebbe cominciata in testa e così è stato: Wout Van Aert e Michael Vanthourenhout si sono subito tenuti alla sua ruota, cercando curva dopo curva di non perdere contatto con la motrice olandese. Alla fine del primo giro han dovuto però desistere, ma a differenza di altre circostanze la gara del campione europeo era appena cominciata: mentre continuava a spingere come un dannato, dietro Toon Aerts doveva organizzarsi, tra Van Aert che gli concedeva qualche cambio, Tom Meeusen che ne rompeva parecchi, Tim Merlier, Vanthourenhout e Laurens Sweeck che restavano invece a ruota. Prima 8″, poi 22″, 29″ fino ad arrivare a 42″ a due giri dal termine: considerando anche i 5″ di abbuono presi all’inizio, Van Der Poel si trovava già in situazione di quasi pareggio.

La reazione di Aerts negli ultimi due giri
La musica cambia nel finale, con Van Der Poel che continua ad andare col cruise control, mentre Aerts, rimasto abbastanza passivo nella parte centrale della gara, pronto a innestare la quinta per dare tutto nel finale: la sua prima accelerazione manda all’aria Laurens Sweeck (poi fuori anche dalla top ten per problemi meccanici) e Tim Merlier, lasciando in 4 all’inseguimento. Non basta perché il vantaggio di Van Der Poel aumenta ancora, toccando i 51″ sul finire del penultimo giro. Nell’ultimo Aerts si rivela però perfetto, cercando di emulare Van Der Poel in qualunque cosa, persino nelle acrobazie in volo: solo Van Aert riesce a stare in scia all’atleta della Telenet-Fidea, superandolo anche sulla linea per il secondo posto. Van Aert 40″, Aerts 41″: ossia, 10″ recuperati nell’ultimo giro dove Van Der Poel non ha affatto mollato, tanto da non esultare neanche al traguardo. Vanthourenhout termina quarto a 49″, quinto Meeusen a 52″; poi Corné Van Kessel e Joris Neuwenhuis terminano sesto e settimo ad un minuto, dopo una gara all’inseguimento dei migliori, avendo superato Merlier, ottavo ad 1’07”. Eli Iserbyt ad 1’17” e Jens Adams a 1’22” chiudono la top ten, non lontano dalla quale giunge anche un pimpante Zdenek Stybar, oggi tredicesimo ad 1’57”, che vedremo in azione anche a Diegem e Baal. Curiosità: l’ultimo classificato è un italiano, il piemontese Loris Tursi, agonista di livello modesto il quale ogni tanto si concede questa anomala forma di turismo ciclistico.
Nel challenge, restano 11″ a separare Aerts da Van Der Poel: troppo poco a 3 prove dal termine per non poter confidare unicamente in un miracolo per il povero belga che tra Coppa del Mondo e  DVV ha fatto la formichina e ora si ritrova a stringere i denti per mantenere quanto faticosamente ottenuti. Ben lontani tutti gli altri (Michael Vanthourenhout terzo a 2’58”).

Le altre gare: Dorigoni perde la volatona degli under 23
L’Azencross non si presta effettivamente a grossi gap e divari, quando in gara non c’è Van Der Poel. E dunque tra le donne e gli under 23 la prova si è conclusa con uno sprint: nella prova donne Lucinda Brand trovava la quarta vittoria stagionale battendo Sanne Cant, saldamente al comando del challenge, Denise Betsema e Laure Verdonschot; non c’erano le nostre protagoniste, Alice Arzuffi ed Eva Lechner si tengono entrambe cariche per il Superprestige. La gara under 23 uomini ha avuto un che di anomalo, con addirittura 15 atleti a giocarsi il successo fino in fondo: la gara si è conclusa in volata, col britannico Ben Turner che ha fatto valere il suo sprint contro Timo Kielich e Loris Rouillier tra i primi; Jakob Dorigoni era presente ed ha dovuto accontentarsi del sesto posto, sperando possa rifarsi nei prossimi appuntamenti e vincere un’internazionale. C’erano anche Luca Cibrario (45esimo) e Dario Gargantini (48esimo). Un altro azzurro che ha fatto bella figura è Luca Pescarmona, concludendo nono la prova juniores vinta da Ryan Cortjens.

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