Edvald Boasson Hagen impegnato nella cronometro © Getty Images
Edvald Boasson Hagen impegnato nella cronometro © Getty Images

Il treno Boasson Hagen non sbaglia stazione

Volta a la Comunitat Valenciana, la crono d’apertura va al norvegese del Team Dimension Data. Battuti Izagirre e Martin

Che corridore strano, Edvald Boasson Hagen. Pochi ciclisti danno l’impressione di poter spaccare il mondo o, viceversa, di rimanere passivamente in balia degli eventi senza dar cenni di riscossa: passato pro’ con le stimmate del nuovo Merckx, a conti fatti si è visto che col Cannibale ha in comune solamente il nome. Tuttavia, quando le cose girano per il meglio, questo norvegese dal volto compatto è comunque una potenza: la portentosa vittoria al Tour 2017, l’accoppiata sempre alla Grande Boucle nel 2011 piuttosto che le vittorie sparse fra Gent-Wevelgem, Amburgo e Plouay.

Nel suo palmares ormai ricco (oltre 70 le affermazioni da élite) spiccano, con quella di oggi ottenuta in terra spagnola, la bellezza di quindici cronometro; certo, dieci sono state conquistate nel non sempre irresistibile campionato nazionale della specialità, tuttavia il nostro ha dimostrato in passato di sapersela cavare alla grande nell’esercizio individuale. Dopo una stagione con “sole” due vittorie, EBH è pronto a ripartire alla grande, in vista di una maturità agonistica ormai pienamente raggiunta.

Apertura con una crono, De Marchi va in testa
La terza edizione della rinata Volta a la Comunitat Valenciana (la settantesima in assoluto) si apre con una cronometro individuale di 10.2 km a Orihuela, in un tracciato pianeggiante se si eccettua la dura rampetta negli ultimi 700 metri finali. Il primo dei 167 iscritti a scattare è stato Stefano Oldani: sceso dalla pedana alle 11.58, il talento del Kometa Cycling Team si esprime in 14’15”. In primo a scendere sotto la barriera dei 13′ è Thomas Boudat: il francese della Direct Énergie balza in testa con 13’51”.

Il suo interregno dura poco perché a batterlo, anche piuttosto nettamente, è Hermann Pernsteiner: il minuto scalatore austriaco (con pesoforma attorno ai 55 kg) esce alla distanza e balza al comando con 13’39”. Neppure il tempo di sedersi e l’alfiere della Bahrain Merida viene spodestato da un Alessandro De Marchi in gran forma: il friulano con 13’23” conferma ancora una volta di essere abile anche nell’esercizio individuale.

Gli italiani vanno forte, Rosa si piazza davanti. Buone risposte da Chaves
Il rosso di Buja, nella nuova fiammante tenuta orange del CCC Team, ha subito conferma della qualità della propria prova: nomi come Matej Mohoric (13’31”), David De la Cruz (13’27”) e l’interessante Colin Joyce (13’26”) vanno dietro. Stesso discorso per uno specialista come Mads Würtz Schmidt: il danese del Team Katusha Alpecin è alle sue spalle per questione di centesimi, arrivando a 13’24”. Nulla da fare, invece, nel confronto con Alberto Rui Costa: il portoghese della UAE Team Emirates si prende la prima piazza con 13’20”.

L’iridato in linea di Firenze viene però immediatamente scalzato da Sonny Colbrelli: il bresciano della Bahrain Merida comincia al meglio il nuovo anno con un 13’20”, superando il lusitano per 4 decimi. Può essere soddisfatto della propria esibizione anche Esteban Chaves: il colombiano della Mitchelton-Scott, che non gareggiava dal Giro d’Italia, si esprime con un più che discreto 13’31”. Chi con lui battagliò fino all’ultimo metro de Il Lombardia 2016 è Diego Rosa: il piemontese, che quando è in forma viaggia nelle crono, piazza il colpo balzando in vetta con un significativo 13’15”.

Bene Gasparotto e Bilbao, Van Emden balza al comando
Il magic moment della pattuglia azzurra prosegue con Enrico Gasparotto: alla prima uscita con il Team Dimension Data, il friulano si inserisce al secondo posto con 13’18”. Si piazzano dietro al trio italiano nomi come José Gonçalves (13’25”), Iván García Cortina (13’25”) e Gijs Van Hoecke (13’23”); rompono invece il filotto prima il canadese Hugo Houle (Astana Pro Team) con 13’23” e poi l’australiano Jack Haig (Mitchelton-Scott) con 13’18”.

Trascorrono quasi 20′ per i seguenti pericoli al trono di Rosa: se Silvan Dillier (AG2R La Mondiale) lo fa tremare con 13’15”, chi lo fa spostare è Jos van Emden. Il forte specialista del Team Jumbo-Visma si esprime in 13’05”, andando ampiamente al comando. In vista della classifica generale assume un valore importante la prova di Pello Bilbao: lo spagnolo dell’Astana Pro Team si piazza al secondo posto con 13’07”. Piace anche il passista belga Jurgen Roelandts (Movistar Team) che, con 13’18”, si inserisce al quinto posto provvisorio.

Che tempone di Boasson Hagen! Ottimi Tratnik, Oliveira e Tanfield
Il trend dei passisti prosegue: se Damien Gaudin (Direct Énergie) si esibisce in 13’20”, chi va alla grandissima è Edvald Boasson Hagen. Già in testa all’intermedio, il norvegese del Team Dimension Data guadagna ancora nel finale, stampando un notevolissimo 12’55” a 47 km/h di media: un altro modo rispetto a come stava 365 fa, quando era reduce da un’operazione alla cistifellea. Va forte uno specialista puro come Jan Tratnik: lo sloveno della Bahrain Merida è quarto in 13’13”.

Uno che delude è, invece, Luis León Sánchez (Astana Pro Team) con un per lui mediocre 13’38”, facendo ben peggio del tris Matteo Trentin (13’23”), Lukasz Wisniowski (13’22”) e Salvatore Puccio (13’25”). Si infila sul podio provvisorio uno specialista del tic tac come Nélson Oliveira: il portoghese del Movistar Team parte forte e riesce a tenere fino al 13’06” finale. Nell’ultima tranche di partenti è insufficiente l’attesissimo Raúl Alarcón (W52-FC Porto) in 14’24” mentre non è affatto male il rendimento di Jesús Herrada (Cofidis, Solutions Crédits) con 13’19”. Si adatta alla perfezione con il professionismo Harry Tanfield: il britannico del Team Katusha Alpecin si inserisce all’ottavo posto con 13’15”.

Molto bene i due Martin; sorpresa Teuns, Izagirre è una garanzia
Tra i vincitori morali di giornata vi è, senza ombra di dubbio, Daniel Martin: l’irlandese della UAE Team Emirates va particolarmente forte nel secondo tratto inserendosi al sesto posto con un gran bel 13’14”. Fa ancora meglio il suo omonimo Tony Martin: il campione nazionale tedesco, alla prima con il Team Jumbo-Visma, va molto forte con 13’02”, approcciando al meglio una stagione per lui importante.

Nuova maglia e subito una garona anche per Dylan Teuns: il belga, nuovo leader nelle Ardenne per la Bahrain Merida, stupisce in positivo con un 13’03” frutto di una prova equlibrata. Chi lo segue nell’ordine di partenza è un altro debuttante: alla prima con il celeste dell’Astana Pro Team, Ion Izagirre dimostra di essere tra i favoriti per il successo conclusivo e con 13’00” diventa il primo inseguitore di Boasson Hagen.

Thomas e Valverde discreti ma non al top. Vince Boasson Hagen, domani probabile sprint
Non lascia una buona impressione Adam Yates: certo, è meno adatto del gemello nelle crono, ma il 13’36” del britannico della Mitchelton-Scott non può farlo felice. Senza infamia e senza lode la giornata di Greg Van Avermaet (CCC Team) con 13’25”, Ne rimangono solo due prima della conclusione: il penultimo partente è Geraint Thomas che, con il body di campione britannico, conferma di essere indietro di condizione: il tempo finale per il leader del Team Sky è un per lui modesto 13’15”.

Rimane, dunque, il solo Alejandro Valverde: incitato a gran voce da una buona cornice di pubblico, il murciano non dispiace nel primo tratto ma in salita non è al massimo. Al traguardo il capitano del Movistar Team è infine ottavo con 13’09”. Vince così Edvald Boasson Hagen, che dopo il traguardo si lancia in un largo sorriso come raramente gli capita di mostrare. Primo successo stagionale anche per il Team Dimension Data, che dopo un’annata da dimenticare inizia bene il 2019.

Dietro allo scandinavo, si piazzano Ion Izagirre a 5″, Tony Martin a 7″, Dylan Teuns a 8″, Jos van Emden a 10″, Nelson Oliveira a 11″, Pello Bilbao a 13″, Alejandro Valverde a 14″, Jan Tratnik a 19″ e Daniel Martin a 20″. Undicesimo a 21″ il migliore degli italiani, vale a dire Diego Rosa. Domani tappa di 166 km con partenza e arrivo ad Alicante; nonostante un tracciato particolarmente ondulato, probabile che la vittoria si giochi in volata. Fra Bouhanni, Groenewegen, Kristoff, Nizzolo e Trentin c’è già un bel parterre per iniziare la stagione.

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