Thomas De Gendt festeggia sul podio di Calella © Volta a Catalunya

Ops, he did it De Gendt!

La Volta a Catalunya si apre con un’altra spettacolare fuga vincente del belga della Lotto Soudal. Schachmann anticipa il plotone ed è secondo

Il re indiscusso delle fughe da lontano ne ha combinata un’altra delle sue: Thomas De Gendt ha vinto infatti la frazione inaugurale della Volta a Catalunya restando in testa alla corsa per più di 150 chilometri, di cui gli ultimi 60 da solo. Quest’anno il 32enne belga della Lotto Soudal si era già messo in evidenza alla Parigi-Nizza dove i suoi attacchi gli avevano fruttato un secondo posto e la maglia dei gran premi della montagna, ma la prima vittoria non poteva che arriva in uno dei suoi terreni di caccia preferiti: per De Gendt questa è l’ottava partecipazione consecutiva al Catalogna ed il quarto successo di tappa dopo quelli ottenuti nel 2013 (Barcellona), nel 2016 (Port Ainé) e nel 2018 (Camprodon).

Dopo pochi chilometri subito in sei all’attacco
Come ormai è usata da diversi anni, è stata la cittadina di Calella ad ospitare partenza ed arrivo della prima tappa della Volta a Catalunya, ma stavolta il percorso era un po’ più impegnativo rispetto ai precedenti: nei 163.7 chilometri previsti spiccava la presenza della salita di prima categoria Port de Santa Fe del Montseny, seguita poi dai classici Coll Formic e Collsacreu, quest’ultimo affrontato sia in avvio che in conclusione di tappa. E proprio nei primi chilometri di giornata s’è formata la fuga che poi si sarebbe rivelata vincente: assieme a Thomas De Gendt c’erano anche Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), Álvaro Cuadros (Caja Rural-Seguros RGA), Ángel Madrazo (Burgos-BH), Luis Ángel Maté (Cofidis) e Huub Duyn (Roompot-Charles).

A dover allarmare il gruppo non era solo la presenza di De Gendt, ma proprio l’intera composizione del drappello di battistrada visto c’erano anche altri uomini abituati a pedalare con il vento in faccia, come Gougeard e Maté. E nel plotone sembrava che le svegliero fosse suonate molto presto perché il vantaggio massimo non ha superato i 4’30” e poi dopo il gran premio della montagna del Port de Santa Fe del Montseny il gap aveva iniziato a calare: insomma, a 100 chilometri dall’arrivo gli inseguitori sembravano essere in pieno controllo della situazione come se fosse una classica tappa per velocisti.

De Gendt se ne va da solo a 60 chilometri dall’arrivo
A 75 chilometri dal traguardo per la fuga veniva segnalato un vantaggio di appena due minuti e mezzo, in che renderebbe incredibilmente clamoroso quanto fatto da Thomas De Gendt nei chilometri successivi: in realtà in belga ci ha già abituato a numeri simili in passato, ma lo stesso ha fatto in passato la Volta a Catalunya con i cronometraggi sballati che consentirono ad una fuga di avere successo sempre a Calella nella prima tappa del 2015. All’inizio della salita del Coll Formic, quindi a circa 60 chilometri dall’arrivo, De Gendt ha salutato i compagni di fuga e ha iniziato la sua fantastica cavalcata solitaria incrementando il proprio vantaggio sul plotone principale dove nel frattempo stavano iniziando a perdere contatto alcuni velocisti, uno su tutti il colombiano Álvaro Hodeg (Deceuninck-QuickStep).

Tra la salita (gpm al km 109) e la prima parte della lunghissima discesa che seguiva il Coll Formic, nel gruppo hanno lavorato prima la Arkéa-Samsic e poi la Movistar, che proprio allo scollinamento s’è portata davanti per fare un bel ritmo in discesa. Ma evidentemente il ritmo non doveva essere poi così elevato perché a 30 chilometri dalla conclusione il nuovo rilevamento dei distacchi segnalaca Thomas De Gendt con addirittura quattro minuti e mezzo di vantaggio sul plotone, tanto quanto la fuga aveva conquistato quando però c’erano anche altri cinque corridori. La strada tutta in leggera discesa favoriva l’azione de De Gendt che per tanti chilometri ha matenuto praticamente inalterato il proprio vantaggio: alle sue spalle alcune squadre avevano già alzato bandiera bianca, le uniche che provavano ancora ad organizzare un inseguimento erano la Arkéa-Samsic e la Euskadi-Murias, aiutate da una poco convinta Sunweb.

Abbuoni per Valverde e Bernal
A 21 chilometri dall’arrivo, in località Vallgorguina, era posto il secondo traguardo di volante di giornata e lo segnaliamo perché alle spalle di Thomas De Gendt – che aveva vinto anche il primo – c’è stata un minimo di battaglia tra i favoriti per la vittoria finale: Alejandro Valverde è andato a prendersi 2″ di abbuono davanti al colombiano Egan Bernal che ha preso 1″, pochi ma che possono essere importanti in una corsa di appena una settimana. A quel punto il ritardo del plotone era ancora di 3’55” e prima del traguardo restava solo l’ultima salitella del Port del Collsacreu come unica difficoltà altimetrica: Thomas De Gendt si è gestito benissimo, perdendo pochissimo nel confronto dei sempre più sfiduciati inseguitori e ipotecando la vittoria.

Negli ultimi chilometri c’è stato un piccolo sussulto nel plotone che in un tratto di discesa si è anche leggermente spezzato con la Movistar e la Bora-Hansgrohe nelle prime posizioni: questa sfuriata, se così si può chiamare, è durata poco perché la seconda parte è rientrata rapidamente e la velocità è di nuovo calata. Proprio questo rallentamento, però, ha ispirato l’attacco di Maximilian Schachmann che a circa 6 chilometri dall’arrivo è partito tutto solo annusando la possibilità di guadagnare qualche secondo prezioso in classifica generale, tra vantaggio e abbuono al traguardo.

Tappa e maglia per De Gendt, Schachmann anticipa il gruppo
Alla fine Thomas De Gendt è arrivato al traguardo con tutto il tempo per esultarsi e godersi appieno questo ennesimo trionfo. In seconda posizione con 2’38” di ritardo è arrivato Maximilian Schachmann che è riuscito ad anticipare il plotone principale di 4″: lo sprint per il terzo posto è stato vinto dallo sloveno Grega Bole che al colpo di reni ha superato Michael Matthews, poi a seguire Mikel Aristi, André Greipel, Daryl Impey, Egan Bernal, Nick van der Lijke e Patrick Bevin hanno occupato le posizioni dalla quinta alla decima dell’ordine d’arrivo. Tra i corridori attardati troviamo tanti uomini veloci: Ryan Gibbons ha perso due mezzi e mezzo dal gruppo per un problema meccanico nel finale, distacchi più ampi per Mihael Albasini, Phil Bauhaus, Nathan Haas, Alvaro Hodeg, Hugo Hofstetter, Aleksandr Riabushenko e anche l’australiano Robert Power.

La classifica generale della Volta a Catalunya vede quindi al comando Thomas De Gendt con 2’48” di vantaggio su Maximilian Schachmann, 2’54” su Grega Bole, 2’56” su Alejandro Valverde, 2’57” su Egan Bernal e Luis Ángel Maté, 2’58” sul resto del gruppo con tutti i favoriti. Domani a Sant Feliu de Guíxols occasione per i velocisti, anche se una salitella a 24 chilometri potrebbe mescolare un po’ le carte in tavola.

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