Un momento della Orbetello-Frascati © Giro d'Italia
Un momento della Orbetello-Frascati © Giro d'Italia

La rubrica pensieRosa #4 – Landamento della corsa? Peggiora!

Pillole di Giro 2019 in libertà: Landa che insulta Yates, Frapporti&Maestri che continuano a viaggiare insieme, Savio&Sgarbozza sempre più mitici, il GPS sempre più scassato…

I promossi della Orbetello-Frascati
Non perché è lui, ma Vincenzo Nibali – che con un equilibrismo da gatto riesce a non cadere con Puccio che gli va giù immediatamente davanti – non può che stare in questo novero. Promosso ovviamente Richard Carapaz, che per il secondo anno di fila timbra in una tappa del Giro, e più che promosso il vero monetizzatore della giornata laziale, Primoz Roglic che in un colpo solo allunga in classifica su tutti i rivali e si sbarazza in maniera praticamente definitiva del più pericoloso, Tom Dumoulin. Il tutto, senza sprecare un soldo di cacio di energia.

I rimandati stavolta l’hanno fatta grossa
Arnaud Démare non può continuare con quest’andazzo: far lavorare sodo i compagni, poi non trovare la posizione, o non trovare lo spunto, o non trovare (il caso odierno) le gambe per finalizzare. Il finale della tappa di Frascati si presta comunque ad accogliere molte nomination per questa sezione: accorpiamo i componenti dell’UAE Team Emirates, che erano in tre nel gruppetto decisivo e si son fatti fregare sul più bello. Imperdonabile poi la distrazione di Salvatore Puccio, andato giù insieme a tanti altri, e motore degli eventi dei ritardi di moltissimi; e degli infortuni (ahinoi) di qualcuno.

Sgarbozza è sempre er mejo
Altro che editto bulgaro, altro che trasmissioni chiuse a tre puntate dalla fine, altro che lottizzazione selvaggia, altro che tutta questa robetta: nulla in confronto alla cortina di silenzio calata anni fa su un protagonista dei nostri pomeriggi al Giro (e col ciclismo in generale), Gigi Sgarbozza. Oggi l’abbiamo rivisto al Processo alla Tappa e ci ha subito fatto sognare; in partenza su Change.org la petizione per averlo ospite fisso da qui a Verona.

Il Giro degli altri
Cambia di nuovo la classifica a punti, Pascal Ackermann si riappropria della maglia ciclamino approdando a quota 68, mentre Démare è secondo a 61 e Gaviria scivola in terza posizione a 58; non muta invece la lotta per i Gpm, Giulio Ciccone è sempre in azzurro con 24 punti e 18 lunghezze su Bidard, mentre Frapporti appaia Roglic a 4; Miguel Ángel López allunga tra i giovani e conserva la bianca con 32″ su Carthy e 40″ su Sivakov. Damiano Cima è il dominus di Traguardi volanti e Combattività, e rileviamo cambi rilevanti nella Classifica della Fuga (Marco Frapporti vola al comando con 411 km, Mirco Maestri lo insegue a 374) e in quella a squadre, con la Bora-Hansgrohe passata a guidare con 29″ sulla Mitchelton-Scott e 36″ sulla UAE Emirates: la Jumbo-Visma è crollata dal primo al 13esimo posto, ma il suo capitano continua a godere della massima salute.

Frapporti e Maestri, chilometri e chilometri di amicizia
Come avevamo già correttamente segnalato l’altro giorno, il rapporto tra Marco&Mirco continua più ravvicinato che mai. Anche oggi uno è partito e l’altro l’ha seguito, e si son ritrovati insieme in una fuga da oltre 200 km; c’era pure Damiano Cima, ma a un certo punto hanno ben pensato di lasciarlo sul posto, per continuare insieme verso l’impossibile. Poi Frapporti&Maestri sono stati ripresi, fatto sta che dominano la classifica dei chilometri in fuga (vedi sopra), e soprattutto mandano definitivamente in pensione Andy Warhol e il suo quarto d’ora di celebrità: qui come esposizione mediatica siamo già quasi ai livelli di un capo di stato di una media potenza…

Il senso di Savio per l’obiettivo
Nel corso della citata fuga abbiamo avuto anche modo di ammirare una volta di più l’innato senso di Gianni Savio per l’obiettivo: obiettivo non nel senso di “target” ma di strumento di ripresa televisiva. A un certo punto Frapporti ha infatti forato, si è fermato, il meccanico gli ha cambiato la ruota, e senza il minimo motivo valido il Principe dei team manager è sceso dall’ammiraglia Androni affettando una supervisione superflua. Vero scopo del mitico: 10″ di presenza nelle tv di todoelmundo. Una capacità di pierraggio che supera qualsiasi master in comunicazione!

GPS o clessidra?
Uno spettro si aggira per l’Europa, facendo cadere una cortina fumogena tra i vari appassionati del ciclismo: si chiama GPS, e si prende il gusto di fornire quasi quotidianamente dei dati sballati in merito ai distacchi tra fuggitivi e gruppo nelle grandi gare a tappe. Oggi siamo passati in breve da quattro a sei a tre minuti in favore degli attaccanti di giornata. Niente paura, comunque, a breve Elon Musk lancerà sul mercato un nuovo strumento molto più preciso di quello in questione: la clessidra.

Se pure il mite Landa perde la brocca
Quanto nervosismo ci sarà stato nel finale della lunga tappa di Frascati? Potremmo da oggi inaugurare una Scala Landa per misurare appunto questa grandezza. Una scala in cui il livello minimo è “firmare ogni anno per una squadra che ha già un capitano per i GT”, il livello medio è “piangere perché non ti fanno fare il capitano nei GT” e il livello massimo è “dare del ritardato mentale a Simon Yates per un motivo ics”. Oggi ci siamo attestati sul livello massimo, il motivo ics è stato una caduta su una rotonda provocata – a dire dell’alavese – proprio dal gemello. Per la cronaca, il mite Mikel si è poi scusato. Dopo aver ordinato una museruola per uso personale su AliExpress.

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