Strizza gli occhi Caleb Ewan: secondo successo in carriera al Giro © LaPresse
Strizza gli occhi Caleb Ewan: secondo successo in carriera al Giro © LaPresse

Non era una fuoriserie: era Ewan Il Terribile XXXII

“The Pocket Rocket” brucia Viviani e Ackermann sul congeniale arrivo della tortuosa Tortoreto Lido-Pesaro. Valerio Conti rimane in rosa

Più che di scogli, dovremmo parlare di frangiflutti. La carovana rosa dalla partenza ad oggi ha superato una serie di frangiflutti, tra Frascati, San Giovanni e L’Aquila. Tappe trappola, piccole e grandi insidie, che però non hanno effetti sulla classifica, con l’eccezione di quanto avvenuto a Frascati, e la costante sensazione di essere ancora ai preliminari, e come potrebbe essere altrimenti, quando sai che dovrai penare ancora altri 5 giorni(!) per vedere la prima salita vera a questo Giro d’Italia.

La Tortoreto LidoPesaro se non altro ha regalato momenti ad altissima tensione, su un percorso nervosissimo nei chilometri finali ma graziato dalla pioggia, ed ha visto emergere nella volata finale l’australiano Caleb Ewan, tagliato su misura con la sua esplosività per il rettilineo finale: non a caso il precedente successo di Ewan al Giro è stato ottenuto in una tappa sostanzialmente simile nel disegno, la Castrovillari-Alberobello, dove bruciò di poco Fernando Gaviria in un teso testa a testa. Stavolta le “vittime” sono Elia Vivani e Pascal Ackermann: il primo ancora poco coordinato coi compagni ed in ritardo nelle posizioni finali, il secondo brillantissimo in salita ma non evidentemente meno portato alla volata “corta”.

Lunga distanza, poco coraggio: Cima e Frapporti al massacro
Dopo la tiratissima tappa di ieri, era lecito aspettarsi una condotta più “tranquilla” in gruppo nella Tortoreto Lido-Pesaro, che coi suoi 239 km è la tappa più lunga di questo Giro d’Italia. Ma così rinunciataria da parte di eventuali attaccanti forse no: prendono subito il largo i soli Damiano Cima (Nippo-Vini Fantini-Falzanè), Marco Frapporti (Androni Giocattoli-Sidermec) e Nathan Brown (EF Education First) senza nessuna reazione da parte delle altre squadre senza velleità di classifica.

È una situazione così poco vantaggiosa che Nathan Brown si rialza dopo 18 km, lasciando a Frapporti e Cima l’onere di comandare la tappa per 200 km e cumulare km preziosi nella relativa classifica fughe. La fuga viene controllata con facilità come in poche altre occasioni dalle squadre dei velocisti (Groupama-FDJ, Bora-Hansgrohe, Lotto Soudal), restando in bilico tra i 5’ e i 6’ fino all’inizio della sezione nervosa della tappa, inaugurata dal GPM di Monte della Mattera a 70 km dal traguardo.

Piove o non piove? Nell’attesa Ciccone infiamma i GPM
Una fuga così risicata permette movimenti in gruppo, con Arnaud Démare che anticipa Ackermann nel traguardo volante di Senigallia, (ma il tedesco ha ere geologiche di margine nella classifica punti), mentre i big si disinteressano al secondo di abbuono in palio a Calcinelli (regolamento dei traguardi volanti decisamente da rivedere…). Tra un TV e l’altro si vedono le prime gocce di pioggia, ma le precipitazioni rimarranno un fenomeno isolato ed endemico su tutto il finale di tappa.

Con l’inizio delle salite si affaccia, puntuale come un orologio svizzero, Giulio Ciccone, intento anche oggi a raccogliere punti manco fosse un trasfertista a caccia di scontrini: 8 i punti raccolti oggi dallo scalatore teatino sui 4 GPM in programma. Sul Monte della Mattera, oltre che Ciccone, si intravede che il passo di Cima si è appesantito parecchio, ma nonostante ciò Frapporti aspetterà il compagno di allenamento, andando per i fatti suoi sul secondo GPM di Monteluro (36 km all’arrivo) dove fa sudare i 3 punti ad un rimontante Ciccone

Vervaeke, Ciccone e Bidard mettono in difficoltà i velocisti
Da Monteluro in poi le cose si fanno serie, con le squadre dei velocisti, Lotto Soudal in primis, che tengono i loro uomini nelle prime posizioni in attesa dell’ultimo GPM, lo strappo di Gabicce Monte, il quale inaugura la travagliata panoramica di quasi 20 km, con scollinamento a Monte San Bartolo. Un falso piano senza un metro di pianura e rettilineo ideale per degli attaccanti volenterosi e organizzati.

Lo intuisce Louis Vervaeke (Team Sunweb) che inaugura le danze sullo strappo di Gabicce Monte, attirando alla sua ruota ancora una volta Ciccone e François Bidard (AG2R La Mondiale). E stavolta Ciccone non è disposto ad accontentarsi dei punti: i tre collaborano e macinano vantaggio a dispetto di un gruppo ancora incerto, con le squadre dei velocisti che temono di fare troppo male ai propri uomini alzando subito l’andatura. E così il trio di testa si trova a 18 km dal termine con un vantaggio di 40”.

In discesa prevale la prudenza. Ewan fa valere la sua esplosività
Nonostante l’ottima situazione creatasi, non sarà la giornata della fuga: decisivo l’ultimo tratto di falso piano, dove la Bora Hansgrohe prende con decisione in mano la situazione e comincia a tirare dimezzando il gruppo ed arrivando ad azzerare il vantaggio del trio, complice anche la rottura della collaborazione da parte di Bidard che ha vanificato le speranze di successo. Vervaeke, Bidard e un arrabbiato Ciccone vengono ripresi proprio al debutto della discesa a mare di 4 km e mezzo, che termina a 2 km dall’arrivo.

Discesa tecnica ma larga e asciutta, che vede dominare la prudenza da parte del gruppo, guidato da Capecchi e Jungels della Deceuninck: Elia Viviani è presente per la volata. Arrivati in rettilineo, sono i treni di Bora Hansgrohe e Deceuninck a farsi avanti, con Sénéchal e Fabio Sabatini a fare il ritmo per Viviani: peccato però che il veronese sia molto dietro, presentandosi in ritardo all’ultima curva secca ai 300 metri dall’arrivo.

Chi invece è in ottima posizione davanti a lui e Caleb Ewan, a sua volta in controllo di Pascal Ackermann che viene prontamente superato dal reattivo australiano. Anche Viviani passa Ackermann, e deve accontentarsi di un altro piazzamento in questo Giro che sembra per lui stregato, davanti alla maglia ciclamino. Con la volata corta Sabatini riesce addirittura a piazzarsi quarto, precedendo il quasi casalingo Manuel Belletti (Androni Giocattoli-Sidermec), Arnaud Démare (Groupama-FDJ), Davide Cimolai (Israel Cycling Academy), Marco Canola (Nippo-Vini Fantini-Falzanè), Giacomo Nizzolo (Team Dimension Data) e Rüdiger Selig (Bor Hansgrohe).

Conti resta in rosa. Domani l’importante crono di San Marino
A differenza della tappa precedente, nessun patema d’animo per Valerio Conti, ancora in rosa e destinato a rimanerci, a meno di evidenti tracolli, almeno fino alla Cuneo-Pinerolo di giovedì: nonostante i titoli a cronometro di Giovanni Carboni, il vantaggio di 1’41” per la Riccione-San Marino di domani sembra rassicurante. Il gruppo oggi è arrivato selezionato, ma nei 69 del gruppo principale non manca nessuno degli uomini di classifica, che resta pesantemente condizionata dalla fuga di San Giovanni Rotondo.

Per gli uomini di classifica sarà comunque importante la prova di domani, considerata sin dalla vigilia un importante spartiacque sul quale costruire il proprio successo o insuccesso: è l’asso nella manica di Primoz Roglic, che se domani dovesse dare effettivamente distacchi importanti a tutti i rivali come già successo nella crono del San Luca potrà poi correre una seconda e terza settimana interamente in difesa.

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