Primoz Roglic cerca l'allungo verso San Martino di Castrozza © LaPresse - Fabio Ferrari
Primoz Roglic cerca l'allungo verso San Martino di Castrozza © LaPresse - Fabio Ferrari

Ranking UCI, Roglic balza al secondo posto. Viviani esce dalla top 10

Con la conclusione del Giro d’Italia e delle altre prove disputatesi nella settimana appena terminata, si è assistito a notevoli variazioni nelle graduatorie relative al ranking UCI. Per quanto riguarda la classifica individuale, prolunga ancora il periodo come leader Julian Alaphilippe: il francese della Deceuninck-Quick Step è forte di 3745.95 punti.

Ma ad insidiarlo da vicino è giunto Primoz Roglic: lo sloveno del Team Jumbo-Visma, grazie al podio del Giro, scala tre piazze issandosi al secondo posto con 3695.28 punti. Rimangono stabili, invece, Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) terzo a quota 2991 e Alejandro Valverde (Movistar Team) quarto a quota 2943.

Pur senza gareggiare, guadagnano rispettivamente uno e due posti Greg Van Avermaet (CCC Team), quinto con 2666.57, e Geraint Thomas (Team Ineos), sesto con 2615.82. L’assenza dal Giro non ha inficiato il piazzamento di Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), sempre settimo con 2526 punti.

Gran balzo, invece, per Pascal Ackermann: il tedesco della Bora Hansgrohe, protagonista nelle volate del Giro, fa registrare un +11, diventando ottavo con 2450 punti. Gran balzo anche per Michael Matthews (Team Sunweb), nono con 2331.86 punti e in rialzo di quattro posti; chiude la top ten, guadagnando un posto e facendo per la prima volta capolino, Mathieu van der Poel (Corendon-Circus), in possesso di 2278 punti.

Da segnalare diverse crescite esponenziali per alcuni protagonisti del Giro d’Italia: è il caso di Vincenzo Nibali (Bahrain Merida), passato dal 67° al 23° posto, e di Richard Carapaz (Movistar Team), la cui vittoria gli consente di essere 27° e in crescita di 35 piazze. Viceversa ci sono diversi elementi che hanno perso enorme terreno: innanzitutto lo sfortunato Tom Dumoulin (Team Sunweb), che da secondo si ritrova addirittura dodicesimo. Sei posizioni perse anche per Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step), ora quindicesimo ma sempre miglior azzurro. Il gambero della settimana è però, e non poteva essere altrimenti, Chris Froome (Team Ineos), la cui mancata difesa del titolo lo fa precipitare al 77° posto, lui che era ventiduesimo.

Ci sono cambiamenti, ma meno copiosi, anche nella classifica per nazioni. La Francia incrementa il proprio margine, arrivando ora a quota 13328.95 punti. Non mutano le altre piazze del podio, con il Belgio secondo a 12835.8 e i Paesi Bassi terzi a 11853.36. Guadagna, invece, un posto l’Italia, ora diventata quarta con 10419.84 punti. Salgono di una posizione anche la Spagna, quinta con
10255.43, e la Germania, sesta con 9924.45. Ben tre, invece, le piazze lasciate dalla Gran Bretagna, settima con 9455.75. Piazzamenti immutati nel resto della top ten: la Colombia è ottava con 8881.76 punti, l’Australia è nona con 8338.96 e la Slovenia è decima con
8205.41.

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