Alejandro Valverde vince alla Route d'Occitanie © Route d'Occitanie
Alejandro Valverde vince alla Route d'Occitanie © Route d'Occitanie

Route d’Occitanie, rientro con vittoria per Alejandro Valverde. Nono Carboni

Avvio subito duro alla Route d’Occitanie, con la Gignac-Saint Geniez d’Olt et d’Aubrac di 175.5 km caratterizzata nel finale da due passaggi sulla Côte d’Aubignac, salita di 4 km all’8.3% di pendenza media, l’ultimo transito che coincide con il traguardo finale della prova transalpina.

La fuga di giornata si forma già nei km inaugurali con quattro elementi: presenti i francesi Loïc Chetout (Cofidis, Solutions Crédits) e Mickaël Delage (Groupama-FDJ), il tedesco Nikodemus Holler (Bike Aid) e il ceco Daniel Turek (Israel Cycling Academy). Il loro margine massimo tocca quota 6′ attorno il km 20 ma vengono riassorbiti già a 27.7 km dal termine, quando le squadre sono impegnate a lavorare per approcciare il primo transito Côte d’Aubignac nelle prime posizioni.

Ad inizio salita si muove subito Quentin Jauregui (AG2R La Mondiale) che riesce ad avvantaggiarsi; a lavorare dietro è la Movistar, che assottiglia il gruppo e va a riprendere l’attaccante a circa 2 km dalla vetta. Allo scollinamento, con Nans Peters (AG2R La Mondiale) che guadagna qualche metro, sono sola una ventina i componenti del gruppo.

Tirano sempre i Movistar con Eduard Prades, Rafael Valls e Antonio Pedrero ad aprire la strada a capitan Alejandro Valverde; presenti poi Edward Dunbar, Pavel Sivakov e Iván Ramiro Sosa (Team Ineos), Joe Dombrowski e Rigoberto Urán (EF Education First), Valentin Madouas (Groupama-FDJ), Alexandre Geniez e Tony Gallopin (AG2R La Mondiale), Rein Taaramäe (Total Direct Énergie), Giovanni Carboni (Bardiani CSF), Javier Moreno (Delko Marseille Provence), Elie Gesbert (Team Arkéa-Samsic), Quentin Pacher (Vital Concept-B&B Hotels), Garikoitz Bravo (Euskadi Murias), Thibault Ferasse (Natura4Ever-Roubaix Lille Métropole), Alex Aranburu e Cristián Rodríguez (Caja Rural-Seguros RGA).

Peters viene subito ripreso dopo lo scollinamento, con Prades che lavora fra discesa e pianura sino all’imbocco della salita finale, dove il ritmo di Valls spezza il drappello: davanti rimangono solo Valls, Pedrero, Valverde, Urán, Dunbar, Sosa, Taaramäe, Gesbert e Aranburu, mentre a pochi metri provano, vanamente, a rientrare Sivakov, Gallopin e Carboni. Pedrero prende il testimone dal compagno di squadra ai meno 3 km fino ai meno 2.1 km, quando attacca Rigoberto Urán.

Con il colombiano vanno via solo Eddie Dunbar e il solito Alejandro Valverde, ma un loro rallentamento fa sì che possano rientrare Sosa, Gesbert, Taaramäe, Aranburu e anche Gallopin. Un’accelerazione di Gesbert poco prima dell’ultimo km non fa la differenza. In contropiede a 300 metri si lancia di nuovo Urán, ma tale mossa è propedeutica all’inizio della volata di Alejandro Valverde.

A 150 metri dalla fine il murciano prende la testa, l’unico che prova a contrastarlo è Eddie Dunbar; per l’irlandese, però, con un Valverde del genere non c’è nulla da fare. Rientro dunque vittorioso (non gareggiava dalla Liège-Bastogne-Liège) per il campione del mondo del Movistar Team, che precede un ottimo Eddie Dunbar.

Terzo a 2″ l’altrettanto valido Elie Gesbert, arrivato con Rigoberto Urán e Tony Gallopin. Iván Ramiro Sosa è sesto a 3″, quindi Alex Aranburu settimo a 7″, Rein Taaramäe ottavo a 10″, Giovanni Carboni buon nono a 34″ e Pavel Sivakov decimo a 35″.

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