Juan Pedro López esulta per la vittoria di Champex Lac al Giro della Valle d'Aosta © Kometa Cycling Team
Juan Pedro López esulta per la vittoria di Champex Lac al Giro della Valle d'Aosta © Kometa Cycling Team

López va al massimo anche in Svizzera

Giro della Valle d’Aosta, lo spagnolo della Kometa vince a Champex Lac battendo Hailemichael e Buitrago. Vansevenant controlla, domani la chiusura a Cervinia

Dal nostro inviato

Già dalla vigilia era considerata la tappa regina dell’edizione 2019 del Giro del Valle d’Aosta e così è stato. Tanta, tanta fatica per i corridori e il successo andato a chi, forse più degli altri, ha saputo amministrarsi tra le tante salite del Canton Vallese. E non è un caso che a vincere sia un corridore “esperto” – sempre ricordando che stiamo parlando di under 23 che, dopo numerosi piazzamenti, ha finalmente centrato il primo successo nella carriera in gare UCI.

Tappa esigente in Svizzera, gli attacchi non mancano
Frazione dura, come detto, quella da Orsières a Champex Lac: soli 128 km ma ben 4400 metri di dislivello con cinque gpm, fra cui il trittico conclusivo Col de Lein, Col des Planches e Champex Lac senza un metro di pianura e collegato da discese tutt’altro che agevoli. Partenza ritardata di qualche minuto, per evitare la concomitanza con il transito del treno verso Martigny: il via viene dato alle 11.44 ed è subito un susseguirsi di tentativi.

Anche perché la strada subito sale verso Champex Lac, dal versante opposto a quello finale; ma gli 8.9 km al 6.9% non sono di certo un antipasto leggero per i corridori. Si forma così un gruppetto in più momenti: dentro ci sono Laurens Huys (Lotto Soudal Under 23), Matteo Petrucci e Cristian Scaroni (Groupama-FDJ Continental), Samuele Battistella (Dimension Data for Qhubeka), Alessandro Monaco (Casillo Maserati), Alexander Evans (SEG Racing Academy), Davide Botta (Team Colpack) e Mark Donovan (Team Wiggins-LeCol). È proprio lui, però, l’unico a cedere prima dello scollinamento (km 9.5), dove Battistella passa per primo, con il gruppo ad una ventina di secondi.

Quattordici in testa, Battistella si mette in mostra sui gpm
Tortuosa la discesa, ma non spaventa di certo Ide Schelling: il neerlandese del SEG Racing Academy si lancia giù senza remore e in un battibaleno rientra davanti, imitato poco dopo da Giacomo Cassarà (Velo Racing Palazzago), Davide Baldaccini (Team Colpack), Samuel Jenner (Team Wiggins-LeCol), Jesper Pallesen (Danimarca), Mason Hollyman (Holdsworth Zappi) e Valter Ghigino (Team Cinelli). Il loro margine al km 23, ai piedi della breve ma durissima salita de la Petite Forclaz, ammonta ad una cinquantina di secondi sul gruppo e ad una ventina su Rémi Capron, unico portacolori della squadra di casa (ma veramente di casa, dato che proprio a Champex Lac c’è la base).

Su quella che sarà l’asperità caratterizzante del percorso iridato del 2020 il plotone se la prende comoda, consentendo alla fuga di viaggiare. In vetta (km 28) è ancora una volta Battistella a prendersi il massimo dei punti; niente da fare per Capron che passa dopo 1’20” e che, soprattutto, nel falsopiano seguente viene indirizzato in una strada errata. Vanamente hanno cercato di contrattaccare Émile Brenans (Haute Savoie) e Alex Narbonne (AVC Aix-en-Provence), che scollinano con 2’30”, mentre il gruppo si appalesa dopo 4′.

La DimData lavora, Hailemichael ci prova ma Vansevenant risponde
Dopo che gli inframezzati vengono riassorbiti, la corsa vive finalmente una fase di moderata tranquillità, con quasi 40 pressoché pianeggianti dove le uniche cose da segnalare sono i transiti ai traguardi volanti di Saxon (km 48.7) e Riddes (km 62), conquistati rispettivamente da Ghigino e Scaroni. Tra i campi di quelle albicocche utilizzate per i liquori e sotto un caldo asfissiante, con le temperature sopra ai 30°, il gruppo ci dà dentro con la Dimension Data for Qhubeka che porta a meno di 2′ il disavanzo ai piedi del duro, durissimo Col de Lein (13 km al 9%).

Nei primi metri dell’asperità prova l’attacco Botta con Monaco: il comasco della Colpack si sbarazza della compagnia del collega mentre il plotone, nel quale i Dimension Data, compreso Battistella, fanno il proprio lavoro a turno andando a riprendere diversi fuggitivi. E l’opera ha il suo effetto: a circa 5 km dalla vetta attacca chi del club italo-sudafricano è diventato leader strada facendo, vale a dire l’etiope Mulu Hailemichael. Solo che la maglia gialla Mauri Vansevenant non si fa minimamente sorprendere e gli si incolla alla ruota.

Altri uomimi decisamente pimpanti sono José Felix Parra e Juan Pedro López che, in un secondo momento, evadono dal plotone riportandosi sui due rivali di classifica nonché su Evans, Jenner, Schelling e su Botta, scollinando tutti assieme – il primo è Hailemichael – nell’ultimo km finale di sterrato (km 82.5). Disavanzo di 1’20” per il ridotto drappello di Inkelaar, che si lancia a testa bassa in discesa.

Salita e discesa del Col des Planches sono toste, Schelling viaggia che è un piacere
La discesa modifica la situazione: Vansevenant, Jenner, Hailemichael, Parra e López si portano assieme ai piedi del Col des Planches, a 35 km dalla fine, con 41″ su Botta ed Evans e 1’13” su un gruppetto comprendente Inkelaar, Petrucci, Schelling, Hartley, Hollyman, Oldani, Ries, Van Wilder, Conca e Rigollet. E, ancora una volta e come d’abitudine in questa edizione del Petit Tour, tutto si ribalta sulla lunga e arcigna salita: basti pensare che a 4 km dalla vetta attacca da solo Vansevenant, cui si accodano dopo qualche centinaio di metri Hailemichael, López e Parra. Il loro passo, però, non è all’altezza di alcuni degli inseguitori: Inkelaar, Oldani e Van Wilder, infatti, macinano un bel rapporto e poco prima del km dallo scollinamento si aggiungono alla testa, andando a formare così un plotoncino di sette unità.

I Dimension Data monopolizzano un nuovo gpm (km 103) con Hailemichael; è comunque migliore il ritmo di chi ha iniziato il colle con ritardo, dato che Ries, Conca, Rigollet, Schelling, Monaco, Buitrago, Jenner e Oldani, non riuscito a tenere il passo degli altri, pagano solo mezzo minuto. Ancora una volta il declivio è terreno dove Schelling può esaltarsi, in questo caso in una discesa con alte velocità: il neerlandese non solo si riporta sul gruppetto maglia gialla ma persino si invola, inseguito da Hailemichael e López. Gli altri, invece, non riescono nell’opera.

Hailemichael e López da soli, numero di Buitrago nel finale. A vincere, però, è lo spagnolo
Ai piedi della salita finale di 11 km la situazione vede Hailemichael, López e Schelling guidare con 23″ su Conca, altro che in discesa è andato alla grande, e 1’10” sul gruppetto maglia gialla. Non appena inizia la pendenza, però, Schelling alza definitivamente bandiera bianca. Collaborano, i due di testa, aumentando km dopo km il vantaggio su Conca e sugli altri, entrando con quasi 1′ di margine sulla concorrenza negli ultimi 3 km. López testa la resistenza dell’avversario, ma non ha risposte positive. Chi non sente la gamba e si rende protagonista di un numero d’alta scuola è Santiago Buitrago: il colombiano del Team Cinelli scatta negli ultimi 3000 metri e tutto solo guadagna, guadagna e guadagna ancora sul duo di testa, riuscendo persino a rientrare a mezzo km dalla conclusione.

Si giunge così ad uno sprint a tre nel breve rettifilo finale: a fare la differenza, come detto, è la maggior sagacia tattica di Juan Pedro López. L’andaluso della Kometa taglia l’arrivo a braccia alzate, vivendo la miglior giornata della sua ancor breve carriera. E per la compagine gestita da Basso e Contador e qui diretta da Andriotto è il secondo centro consecutivo, dopo quello di ieri con Michel Ries.

Ancora podio per Buitrago, Conca e Oldani nei 10
Lo sprint dell’iberico è talmente secco che riesce persino a creare un buco, quantificato in 2″ nei confronti di un Mulu Hailemichael (Dimension Data for Qhubeka) che, almeno, si può consolare con la maglia di miglior scalatore. Terzo come ieri Santiago Buitrago (Team Cinelli), che paga 5″. Quarta piazza a 18″ per un Ilan Van Wilder (Lotto Soudal Under 23) che esce alla distanza, fatto non banale per un primo anno. Certo di talento, come l’ex rivale di Evenepoel.

Con il medesimo tempo del fiammingo anche Kevin Inkelaar (Groupama-FDJ Continental) e la maglia gialla Mauri Vansevenant (EFC-L&R-Vulsteke), mentre è settimo a 21″ Michel Ries (Kometa Cycling Team). Ottavo e miglior italiano a 1’06” Filippo Conca (Biesse Carrera), completano la top ten Adam Hartley (SEG Racing Academy) a 1’31” e Stefano Oldani (Kometa Cycling Team). Da segnalare l’eccellente dodicesimo posto a 2’52” dell’unico valdostano superstite Laurent Rigollet (Casillo Maserati). Da segnalare che due formazioni, l’Aran Cucine Vejus e l’UC Monaco, hanno terminato oggi la loro prova: non hanno, infatti, nessun superstite tra i 75 atleti ancora in gara.

Vansevenant è ormai vincitore, domani si chiude a Cervinia
Ha ormai la maglia gialla in pugno Mauri Vansevenant: il figlio di Wim guida con ben 4’30” su Adam Hartley e addirittura 9’18” su Kevin Inkelaar. Tutti gli altri sono ben sopra quota dieci minuti, nell’ordine Maxime Chevalier a 11’38”, Mulu Hailemichael a 11’57”, Juan Pedro López a 12’39”, Filippo Conca a 13’21”, Santiago Buitrago a 13’24”, Ide Schelling a 14’26” e José Félix Parra a 19’17”.

Domani cala il sipario sull’edizione 56 del Petit Tour con una tappa abituale, la Valtournenche-Cervinia di 120.2 km. Rispetto al recente passato il tracciato è meno complesso, con la solita salita di seconda categoria di Fabiole a metà tracciato prima della lunga, irregolare ma non certo impossibile scalata ai piedi del Cervino.

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