Vuelta a España 2019

La 74esima edizione della Vuelta a España sarà caratterizzata da una ricerca del compromesso tra tradizione ed edizione recenti e da una netta localizzazione geografica in 4 settori, che esclude del tutto l’Andalusia. Già dalla cartina sono nettamente distinguibili 4 fasi della corsa: la partenza è valenciana, con la cronometro a squadre di Torrevieja, località marittima e naturalistica dell’Alicante. Alla quinta tappa avremo già un importante arrivo in salita (inedito) all’Osservatorio Astrofisico di Javalambre, 11 km al 7.8% con pendenze spesso in doppia cifra, mentre alla settima si torna al consueto garagismo con Mas de la Costa (4 km al 12.3% con punte del 25%). La seconda fase, breve ma importante, è catalano-pirenaica; prima il mini-tappone di Andorra con Ordino, Coll de la Gallina e arrivo a Cortals D’Encamp a chiudere la prima settimana, poi riposo a Pau (si, anche qui!) e crono individuale tutta francese di 36 km.

La seconda settimana si prolunga con un viaggio atlantico verso ovest: in Cantabria si tornerà a Los Machucos, altra salita brutale (7 km al 9.2% con diversi tratti a 25%), per poi avere due tappe di montagna più canoniche nelle Asturie con diversi GPM di 1° categoria e arrivi al Puerto del Acebo nella 15esima e al lungo Alto de la Cubilla (17.8 km al 6.2%) nella 16esima. Saranno frazioni molto importanti, perché l’ultima settimana nel cuore della Spagna sarà piuttosto morbida: la 18esima tappa con arrivo a Becerril de al Sierra ha le classiche salite madrilene (Navacerrada, Morquera da entrambi i versanti e Puerto de Cotos con scollinamento a 26 km dall’arrivo), mentre la decisiva 20esima è abbastanza difficile da decifrare: 190 km, sei salite delle quali due di prima categoria, anche se l’arrivo è soltanto di terza: la classica situazione nella quale potrebbe succedere tutto e niente.

Al via si ha la sensazione di avere meno attesa del solito, complice la scarsa presenza di corridori di spicco dei grandi giri e non solo, oltre a qualche forfait dell’ultimissimo minuto (Richard Carapaz): appaiono così come favoriti altri corridori che si sono concentrati nella prima parte della stagione sul Giro d’Italia saltando poi il Tour. Sembra infatti una corsa perfettamente cucita sulle misure di Primoz Roglic, che potrebbe ambire a conquistare il suo primo grande giro coadiuvato da una Jumbo-Visma sempre più ambiziosa che gli metterà al fianco il recente podio al Tour Steven Kruijswijk, oltre che ottimi scalatori come George Bennett, Robert Gesink e i giovani americani Sepp Kuss e Neilson Powless.

Ma arriva combattiva anche l’Astana, che punta forte su Miguel Ángel López, terzo l’anno scorso e deludente e sfortunato al Giro d’Italia: come gregario di lusso c’è Jakob Fuglsang, costretto all’abbandono al Tour e che ha già dichiarato di non puntare alla graduatoria finale, preferendo concentrarsi su obiettivi parziali. A supporto Luis León Sánchez, Dario Cataldo ed i fratelli Izagirre. Col forfait di Carapaz il Movistar Team è costretto ad affidarsi, quasi sicuramente per l’ultima volta, a Nairo Quintana: e chissà che l’abbandono ormai certo riporti lo scalatore colombiano alla serenità d’animo che lo rese vincitore nel 2016. Alternative Alejandro Valverde, anche se la testa è più alla prossima difesa del titolo iridato, e l’emergente Marc Soler.

Come l’anno scorso, il Team Ineos in assenza di alternative si affida alle scommesse: Wout Poels dopo cinque anni di onorato servizio ha finalmente l’occasione di giocarsi le proprie carte: già due anni fa è arrivato sesto mentre era al servizio di Froome. In alternativa c’è Tao Geogheghan Hart, per riallacciare il discorso interrotto al Giro d’Italia e dimostrare di poter essere più di un gregario (se dovesse andare molto bene se la gioca con Lopez per la maglia bianca).

Sempre più alla colombiana l’EF Education First, a cerca di conferme in casa del trend positivo sudamericano: Vaughters arriva alla Vuelta con una squadra potenzialmente fortissima in salita, dove il capitano sarà Rigoberto Urán, settimo l’anno scorso, ma arrivano molto carichi Daniel Martínez e sopratutto Sergio Higuita, una delle tante rivelazioni del 2019; la presenza di Hugh Carthy e Tejay van Garderen impreziosisce ulteriormente la squadra. Nella UAE Team Emirates si guarda con confidenza ad un possibile riscatto di Fabio Aru, vincitore 2015, ma ancor più fiducia c’è nel primo GT di Tadej Pogacar: non sembra il tipo che si limita a fare esperienza. Si accettano scommesse sul rilancio di Esteban Chaves, unico leader in casa Mitchelton-Scott stante l’assenza dei gemelli Yates, con Simon che è vincitore uscente, mentre la Bora-Hansgrohe come al Giro si affida a Rafal Majka in primis col potenziale aiuto del campione italiano Davide Formolo.

Possibile sorprese? Mark Padun (Bahrain-Merida), dopo aver vinto l’Adriatica Ionica Race, parte esplicitamente coi gradi di capitano. James Knox (Deceuninck-Quick Step) riprova l’esperienza coi grandi giri dopo un Giro d’Italia non felice. Pierre Latour (AG2R La Mondiale), maglia bianca del Tour 2018, ha finalmente cominciato ad essere competitivo al Giro di Polonia dopo un fastidioso infortunio che ne ha condizionato la stagione. Amanuel Gebreigzabier (Team Dimension Data) forse è ancora acerbo, ma nelle ultime corse a tappe si è comportato bene. Difficile scommettere su Wilco Kelderman (Team Sunweb), troppi giri a vuoto per lui recentemente, ma finì solo due anni fa ai piedi del podio. Tra i casalinghi, occhio ad Óscar Rodríguez (Euskadi-Murias): recentemente secondo alla Vuelta Burgos, l’anno scorso vinse a La Camperona beffando Majka.

Buoni i protagonisti possibili per le sparute volate che i corridori si ritroveranno ad affrontare: Sam Bennett (Bora-Hansgrohe), lontani gli scomodi Ackermann e Sagan, si presenta alla Vuelta addirittura da esordiente, ma al contempo è uno dei velocisti più in forma in circolazione. I rivali più importanti sono da cercare tra il rientrante Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), il plurivincitore John Degenkolb (Trek-Segafredo), dieci successi conquistati tra 2012 e 2015 (accompagnato in casa Trek da Edward Theuns), e l’emergente Fabio Jakobsen, punta selezionata della Deceuninck-Quick Step al quale è stato affiancato nientemeno che Maxi Richeze. Possibili outsider sono Luka Mezgec (Mitchelton-Scott), Marc Sarreau (Groupama-FDJ), Max Walscheid (Team Sunweb) e Phil Bauhaus (Bahrain-Merida).

Ad impreziosire la start list ci saranno tra gli altri coloro che puntano al mondiale o quantomeno ad una convocazione: Deceuninck a caccia di tappe con Philippe GilbertZdenek Stybar, nella Bahrain-Merida prova Dylan Teuns a trovare il successo dopo aver battezzato il Tour de France. Il veloce Patrick Bevin è l’alfiere di un CCC Team decisamente votato alle tappe, così come la Lotto Soudal che ha corridori come Thomas De Gendt e Tobiasz Marczynski che sanno molto bene come si vince. Trazione austriaca per la Bora-Hansgrohe, con Felix GrossschartnerGregor Mühlberger a caccia del primo successo in un GT. Edvald Boasson Hagen cercherà di rendere positivo il bilancio della Dimension Data. Possibili sorprese dalla Caja Rural, con Jon Aberatsuri ed Alex Aranburu che hanno dimostrato numeri di primo livello recentemente alla Vuelta Burgos.

La startlist ufficiale

Movistar Team
1 VALVERDE Alejandro
2 ARCAS Jorge
3 ROJAS José Joaquín
4 ERVITI Imanol
5 OLIVEIRA Nelson
6 PEDRERO Antonio
7 QUINTANA Nairo
8 SOLER Marc
AG2R La Mondiale
11 LATOUR Pierre
12 BIDARD François
13 BOUCHARD Geoffrey
14 CHEVRIER Clément
15 DILLIER Silvan
16 GODON Dorian
17 JAUREGUI Quentin
18 VENTURINI Clément
Astana Pro Team
21 LÓPEZ Miguel Ángel
22 BOARO Manuele
23 CATALDO Dario
24 FRAILE Omar
25 FUGLSANG Jakob
26 IZAGIRRE Gorka
27 IZAGIRRE Ion
28 SÁNCHEZ Luis León
Bahrain Merida
31 PADUN Mark
32 ARASHIRO Yukiya
33 BAUHAUS Phil (DNF 9)
34 HAUSSLER Heinrich
35 NOVAK Domen
36 PERNSTEINER Hermann
37 PIBERNIK Luka
38 TEUNS Dylan
Bora Hansgrohe
41 MAJKA Rafał
42 ARCHBOLD Shane
43 BENNETT Sam
44 DRUCKER Jempy (DNS 20)
45 GROßSCHARTNER Felix
46 FORMOLO Davide (DNS 7)
47 MÜHLBERGER Gregor (DNF 5)
48 POLJAŃSKI Paweł
CCC Team
51 DE LA PARTE Víctor (DNF 6)
52 BARTA Will
53 BERNAS Paweł
54 BEVIN Patrick (DNS 15)
55 KOCH Jonas
56 SAJNOK Szymon
57 VAN HOOYDONCK Nathan
58 VENTOSO Francisco
Deceuninck-Quick Step
61 GILBERT Philippe
62 CAPECCHI Eros
63 CAVAGNA Rémi
64 DECLERCQ Tim
65 JAKOBSEN Fabio
66 KNOX James
67 RICHEZE Maximiliano
68 ŠTYBAR Zdeněk
EF Education First
71 URÁN Rigoberto (DNF 6)
72 CARTHY Hugh (DNF 6)
73 CRADDOCK Lawson
74 DOCKER Mitchell
75 HIGUITA Sergio
76 MARTÍNEZ Daniel
77 OWEN Logan
78 VAN GARDEREN Tejay (DNF 7)
Groupama-FDJ
81 SARREAU Marc
82 ARMIRAIL Bruno
83 DELAGE Mickaël (DNS 3)
84 FRANKINY Kilian
85 LUDVIGSSON Tobias
86 MORABITO Steve
87 SEIGLE Romain
88 THOMAS Benjamin (DNS 12)
Lotto Soudal
91 DE GENDT Thomas
92 ARMÉE Sander
93 HAGEN Carl Fredrik
94 MARCZYŃSKI Tomasz
95 VAN DER SANDE Tosh
96 VAN GOETHEM Brian (DNF 15)
97 VANHOUCKE Harm
98 WALLAYS Jelle
Mitchelton-Scott
101 CHAVES Esteban
102 BEWLEY Sam
103 GRMAY Tsgabu
104 HOWSON Damien
105 MEZGEC Luka (DNS 15)
106 NIEVE Mikel
107 SCHULTZ Nick
108 SMITH Dion
Team Dimension Data
111 MEINTJES Louis
112 BOASSON HAGEN Edvald
113 DLAMINI Nic
114 GHEBREIGZABHIER Amanuel (DNF 18)
115 KING Ben
116 O'CONNOR Ben
117 TILLER Rasmus
118 VENTER Jaco
Team Ineos
121 POELS Wout
122 DE LA CRUZ David
123 DOULL Owain
124 GEOGHEGAN HART Tao
125 HENAO Sebastián
126 KIRYIENKA Vasil (DNF 18)
127 PUCCIO Salvatore
128 STANNARD Ian
Team Jumbo-Visma
131 ROGLIČ Primož
132 BENNETT George
133 GESINK Robert
134 HOFSTEDE Lennard
135 KRUIJSWIJK Steven (DNF 4)
136 KUSS Sepp
137 MARTIN Tony (DNF 19)
138 POWLESS Neilson
Team Katusha Alpecin
141 NAVARRO Daniel
142 BATTAGLIN Enrico
143 CRAS Steff
144 FABBRO Matteo
145 GUERREIRO Ruben
146 KOCHETKOV Pavel
147 KUZNETSOV Viacheslav
148 SMIT Willie
Team Sunweb
151 KELDERMAN Wilco
152 ARNDT Nikias
153 PEDERSEN Casper
154 POWER Robert
155 ROCHE Nicolas (DNF 6)
156 STORER Michael
157 TUSVELD Martijn
158 WALSCHEID Max
Trek-Segafredo
161 BRAMBILLA Gianluca
162 DEGENKOLB John
163 EG Niklas
164 KIRSCH Alex
165 MOSCA Jacopo
166 REIJNEN Kiel
167 STETINA Peter
168 THEUNS Edward
UAE Team Emirates
171 ARU Fabio (DNS 13)
172 CONTI Valerio
173 GAVIRIA Fernando
174 HENAO Sergio
175 MARCATO Marco (DNF 19)
176 MOLANO Sebastián
177 POGAČAR Tadej
178 TROIA Oliviero
Burgos BH
181 MADRAZO Ángel
182 BOL Jetse
183 CABEDO Óscar
184 CUBERO Jorge
185 EZQUERRA Jesús
186 BICO Nuno
187 RUBIO Diego
188 VILELA Ricardo
Caja Rural-Seguros RGA
191 CHERNETSKI Sergei
192 ABERASTURI Jon
193 ARANBURU Alex
194 GONÇALVES Domingos (DNS 14)
195 LASTRA Jonathan
196 PARDILLA Sergio
197 RODRÍGUEZ Cristián
198 SERRANO Gonzalo
Cofidis, Solutions Crédits
201 HERRADA Jesús (DNS 17)
202 ATAPUMA Darwin
203 EDET Nicolas
204 HANSEN Jesper (DNF 15)
205 HERRADA José
206 MATÉ Luis Ángel
207 ROSSETTO Stéphane
208 TOUZE Damien
Euskadi-Murias
211 RODRÍGUEZ Óscar
212 BAGÜES Aritz
213 BARCELÓ Fernando
214 BARTHE Cyril
215 BIZKARRA Mikel
216 ITURRIA Mikel
217 SAMITIER Sergio
218 SÁEZ Héctor

La corsa in tv

La corsa verrà trasmessa tutti i giorni da Eurosport. Gli orari ed i canali di trasmissione sono rintracciabili nella guida tv di Cicloweb.

Le tappe

(Analisi del percorso a cura di Emiliano Manna)

Sabato 24/8 - 1a Tappa: Salinas De Torrevieja - Torrevieja (Cronosquadre - 13.4 km)

Partenza prima squadra: Salinas de Torrevieja ore 18.56
Arrivo ultima squadra: Torrevieja ore 20.30 circa

Sprint: Nessuno
Gpm: Nessuno

Analisi del percorso: Dopo l’eccezione dello scorso anno (una cronometro individuale vinta da Rohan Dennis) la Vuelta torna al suo abituale esordio sotto forma di cronometro a squadre. La prova inizia nell’irreale scenario delle Salinas de Torrevieja, riserva naturale famosa per le sue acque color rosa, e si dipana per 13 km (notare l’accorciamento di circa cinque chilometri rispetto ai piani originari) in un percorso prevalentemente urbano ma non estremamente tecnico: una decina le curve, ma poche quelle strette o ad angolo retto, con i 3 km centrali addirittura in completo rettilineo. Prova abbastanza corta, che non regalerà grandi distacchi tra i big.

Domenica 25/8 - 2a tappa: Benidorm - Calpe (199.6 km)

Partenza: Benidorm ore 12.20
Arrivo: Calpe ore 17.35 circa

Sprint: Moraira km 168.4
Gpm: Puerto de Confrides (967 m-20.4 km-3.6%-2a cat.) km 37.1, Alto de Benilloba (764 m-6.4 km-4.2%-3a cat.) km 54.2, Alto de Puig Llorença (340 m-3 km-9.5%-2a cat.) km 174.8

Analisi del percorso: La prima tappa in linea è, come spesso accade nel giro spagnolo, molto interessante ed aperta a molti scenari, dalla volata – più o meno ristretta – ad un colpo di mano nel finale. La partenza è in salita, con il lunghissimo Port de Confrides: oltre 25 km di ascesa, sempre facile a dir la verità: si sale a gradoni al 5-6% con lunghi tratti in falsopiano e rarissime punte dell’8%. Una salita perfetta per creare una grande bagarre per la fuga di giornata, dato che la classifica è ancora corta ed un successo di tappa potrebbe significare indossare la maglia rossa. Seguono un centinaio di chilometri della classica “pianura” spagnola, dolcemente ondulati a salire e scendere, prima di arrivare al lungo circuito finale di Calpe. Il piatto forte di giornata è sicuramente l’ascesa al Puig Llorenca, anche noto come Cumbre del Sol, muro estremamente scenografico dal punto di vista paesaggistico per le viste sulla costa alicantina e reso celebre dalla feroce battaglia che vide trionfare Tom Dumoulin nel 2015. Quattro chilometri al 9.5%, numeri simili al Civiglio ma che tradiscono una struttura ben più irregolare, con due tratti di respiro e rampe fino al 20% ad inizio salita: qualcosa di veramente serio, insomma. Lo scollinamento è a 27 km dal traguardo, seguito da un falsopiano che posticipa la fine della discesa solamente ai -5. Aspettarsi movimenti di alta classifica è abbastanza improbabile, ma c’è lo spazio sufficiente per fare fuori buona parte degli uomini veloci in gruppo.

Lunedì 26/8 - 3a tappa: Ibi - Alicante (188 km)

Partenza: Ibi ore 12.53
Arrivo: Alicante ore 17.35 circa

Sprint: Bussot km 167
Gpm: Puerto de Biar (810 m-2.7 km-4.8%-3a cat.) km 116, Puerto de Tibi (725 m-6.7 km-4.1%-3a cat.) km 150.2

Analisi del percorso: La prima di due tappe consecutive per velocisti dal disegno simile, con delle leggere ondulazioni intorno ai 40 chilometri dall’arrivo a rendere un poco più difficile la vita ai velocisti, che comunque non dovrebbero avere alcun problema. La parte altimetricamente più interessante è l’ultimo terzo di tappa, che prevede le scalate a Biar (breve e mai oltre il 6%) e Tibi, poco più complessa, a gradoni e con punte anche fino al 12%. Fortunatamente per i velocisti il traguardo è ancora lontano e i 38 chilometri rimanenti sono tutti in discesa, fatta eccezione per il breve strappo di Bussot (un paio di chilometri al 5%) in cima al quale è posto l’ultimo sprint intermedio di giornata. L’avvicinamento alla volata potrà essere caotico e con il gruppo estremamente allungato: la discesa termina a soli 8 km dal traguardo, sebbene di qui in poi il plotone incontrerà strade principalmente larghe e rettilinee. La volata sarà velocissima, in leggera discesa, al termine di un lungo rettilineo (800 metri) rotto solo da una praticamente impercettibile semicurva ai 300 metri.

Martedì 27/8 - 4a tappa: Cullera - El Puig (175.5 km)

Partenza: Cullera ore 13.19
Arrivo: El Puig ore 17.35 circa

Sprint: Náquera km 122.3
Gpm: Puerto del Oronet (495 m-5.8 km-4.5%-3a cat.) km 129.5

Analisi del percorso: Tappa altimetricamente simile alla precedente ma un poco più facile. Il Puerto del Oronet, unica asperità di giornata, è troppo abbordabile e lontano dal traguardo per dare problemi ai velocisti (5 km al 5%), che comunque hanno 45 km, divisi abbastanza equamente tra discesa e pianura, per recuperare. Il finale è caratterizzato da lunghi rettilinei e rotatorie, sette negli ultimi cinque chilometri: il nervosismo in gruppo, date anche le gerarchie non ancora delineate, sarà palpabile.

Mercoledì 28/8 - 5a tappa: L'Eliana - Alto de Javalambre (170.7 km)

Partenza: L’Eliana ore 12.51
Arrivo: Alto de Javalambre ore 17.35 circa

Sprint: Manzanera km 135
Gpm: Puerto de Alcubas (750 m-5.9 km-4.7%-2a cat.) km 31.7, Alto Fuente de Rubielos (1000 m-4.8 km-5.7%-3a cat.) km 98.6, Alto de Javalambre (1950 m-11.1 km-8.7%-1a cat) km 170.7 – Arrivo

Analisi del percorso: Prima tappa di alta montagna e primo arrivo in quota. Si inizia subito in salita con il lunghissimo Puerto de Alcubas, una scalata a gradoni che totalizza più di 20 chilometri di lunghezza e 1000 metri di dislivello, seppur con pendenze sempre blande. Il terreno successivo è sempre vallonato fino alla salita finale, pur non presentando ulteriori colli di rilievo: il dislivello totale, dignitosissimo, arriva a quota 3700 metri. La scalata che porta all’Osservatorio di Javalambre è un primo test assai impegnativo sia per l’altitudine raggiunta (poco sotto i 2000) che per la lunghezza (oltre 10 chilometri) e le pendenze: dopo un paio di chilometri dolci la strada si impenna con ostinazione attorno al 10%, fatto salvo un breve tratto in contropendenza a metà scalata. Un profilo che ricorda vagamente la Covatilla, usata nella scorsa Vuelta come secondo arrivo all’insù. Qui però, a differenza della salita castigliana, la strada è in doppia cifra fino alla fine. Il punto più duro è a 5 chilometri dal traguardo con 500 metri al 16%: il tratto ideale per chi vuole far saltare qualche testa già da subito. Essendo un primissimo test l’esito è estremamente incerto: non stupirebbe un certo marcamento tra i big ed un arrivo non estremamente selettivo.

Giovedì 29/8 - 6a tappa: Mora de Rubielos - Ares del Maestrat (198.9 km)

Partenza: Mora de Rubielos ore 12.04
Arrivo: Puerto de Ares ore 17.35 circa

Sprint: Catí km 139
Gpm: Puerto de Noguerelas (1535 m-9 km-4.5%-2a cat.) km 21, Puerto de Linares (1665 m-7.7 km-5.7%-3a cat.) km 36.5, Puerto de Culla (1045 m-4.4 km-5.8%-3a cat.) km 173.4, Puerto de Ares (1195 m-7.9 km-5%-3a cat.) km 198.9 – Arrivo

Analisi del percorso: Tappa di mezza montagna con un arrivo in salita ben più blando di quello della giornata precedente: una sorta di Montecassino in salsa valenciana con i suoi 8 chilometri al 5%, quasi sempre regolare al 6% fatti salvi il penultimo chilometro pianeggiante e l’ultimo chilometro un poco più duro. Una salita quindi per un gruppo ristretto di corridori forti in salita, in cui ciclisti dal discreto spunto veloce possono portare a casa tappa e preziosi abbuoni: due nomi su tutti, Alejandro Valverde e Primoz Roglic. Da segnalare la partenza caratterizzata da due salite in rapida successione, che possono cogliere in fallo corridori distratti nella coda del gruppo e dare vita a scenari tattici interessanti.

Venerdì 30/8 - 7a tappa: Onda - Mas de la Costa (183.2 km)

Partenza: Onda ore 12.30
Arrivo: Mas de la Costa ore 17.35 circa

Sprint: Onda km 130
Gpm: Puerto del Marianet (420 m-3.7 km-5.5%-3a cat.) km 93.7, Puerto de Eslida (660 m-6 km-4.5%-2a cat.) km 104.5, Puerto de Alcudia de Veo (585 m-4.2 km-4.4%-3a cat.) km 115.7, Puerto del Salto del Caballo (790 m-10.4 km-4.6%-2a cat.) km 161.1, Alto Mas de la Costa (985 m-4.1 km-12.3%-1a cat.) km 183.2 – Arrivo

Analisi del percorso: Una prima settimana completa, quella della Vuelta 2019: ci sono tappe non banali per velocisti, due frazioni collinari, un arrivo in salita serio, una cronometro a squadre. Cosa manca? La specialità di casa, ovviamente: l’arrivo in cima al murito! Quest’anno è la volta di Mas de la Costa, rampa irreale utilizzata già nel 2016 (sotto il nome di Camins del Penyagolosa) e conquistata da Mathias Frank. Quattro km lunghissimi, dalla pendenza media (sic!) del 12.3%, in una continua alternanza tra tratti al 20% e tratti “leggeri” attorno al 10% fino all’arrivo: una piccola bestia che non raggiunge i 1000 metri di altitudine. L’avvicinamento sarà condito da altre quattro salite, ovviamente non puntute come il muro finale ma per nulla banali: il Salt del Cavall, penultima salita di giornata, è la più interessante con i suoi 10 km di scalata irregolare, tra tratti semplicissimi e rampe fino al 13%.

Sabato 31/8 - 8a Tappa: Valls - Igualada (166.9 km)

Partenza: Valls ore 13.12
Arrivo: Igualada ore 17.35 circa

Sprint: Sant Joan de Villatoriada km 112.1
Gpm: Puerto de Montserrat (650 m-7.4 km-6.6%-2a cat.) km 139.4

Analisi del percorso: Tappa da fughe caratterizzata da una prima parte ondulata pur senza presentare gpm (si totalizzano quasi 2000 metri di dislivello positivo) e una scalata impegnativa a 27 km dal traguardo: forse troppo per aspettarsi movimenti di classifica importanti, tenendo conto che si è alla vigilia di una delle giornate chiave di questa Vuelta. Il Puerto de Montserrat è una salita lunga e regolare (7.5 km al 7%, con punte al 10% vicino allo scollinamento) seguita da una decina di chilometri in falsopiano – che nascondono un ulteriore strappo di un paio di chilometri – a precedere la non particolarmente ardua discesa che porta agli ultimi 5 km pianeggianti verso il traguardo, in leggera salita e rettilineo, di Igualada. Tappa che ricorda quella di San Giovanni Rotondo dell’ultimo Giro per disegno, panorami e conformazione dell’ultimo chilometro.

Domenica 1/9 - 9a tappa: Andorra La Vella - Cortals D'Encamp (94.4 km)

Partenza: Andorra La Vella ore 14.54
Arrivo: Alto Els Cortals D’Encamp ore 17.35 circa

Sprint: Santa Coloma km 72.2
Gpm: Coll D’Ordino (1985 m-8.9 km-5%-1a cat.) km 17, Coll De La Gallina (1910 m-12.2 km-8.3%-HC) km 56.6, Alto de Comella (1350 m-4.2 km-8.6%-2a cat.) km 76.4, Alto De Engolasters (1640 m-4.8 km-8.1%-2a cat.) km 83.8, Alto Els Cortals D’Encamp (2095 m-5.7 km-8.3%-HC) km 94.4 – Arrivo

Analisi del percorso: Da brava corsa di proprietà ASO anche questa Vuelta presenta la specialità della casa francese: la tappa-sprint, ingrediente fisso di Tour, Vuelta e Parigi-Nizza da almeno quattro anni. Il disegno è il solito: una tappa breve (94 km), intensa (3400 i metri di dislivello divisi in cinque salite classificate) e con arrivo in salita. Giornata in cui si sale o si scende: gli unici tre chilometri pianeggianti, come vedremo, saranno a loro modo particolari. Pronti, via e la strada inizia subito a salire con il Coll d’Ordino, scalata dolce ma interminabile: ben 17 km di salita al 5% di media, mai oltre all’8% e su strada larga, una salita perfetta per dare il via ad una bella bagarre tra i fuggitivi di giornata. Dopo la lunga e facile discesa che riporta ad Andorra la Vella inizia la più difficile asperità di giornata: il Coll de la Gallina, affrontato quest’anno nella sua interezza e non fino al Santuario di Canolich come nella scorsa edizione. Una salita irregolare che camuffa le sue rampe più dure con due lunghi tratti facili, che “abbassano” la pendenza media dei 12 km di scalata ad un comunque notevolissimo 8.5%. Lo scollinamento è a 38 chilometri dall’arrivo: forse troppo lontano per aspettarsi movimenti di alta classifica in una situazione ancora fluida (siamo solamente alla seconda tappa di montagna) anche se di qui al traguardo si sale e si scende, come dice qualcuno, senza soluzione di continuità. Dopo una discesa tecnica (oltre 30 i tornanti in poco più di 10 km) si inizia la scalata finale in tre tronconi molto simili tra loro: lunghi circa 5 km e attorno all’8% di pendenza media. Se la Comella è un classico nelle tappe della Vuelta (presente lo scorso anno, nel 2017, nel 2015 e nel 2013 per limitarsi alle edizioni più recenti) lo stesso non si può dire della salita che porta al Lac d’Engolasters, seguita da 3300 metri pianeggianti in un bellissimo sterrato all’ombra del bosco: un tratto forse ininfluente a livello sportivo ma che darà sicuramente un tocco “vintage” al finale di tappa. Lo sterrato termina a 5700 metri dalla conclusione, dove la strada si ricongiunge con il percorso del 2015 tanto caro a Mikel Landa e Fabio Aru. Di questo finale saranno durissimi i primi 2 km, sempre in doppia cifra, con i rimanenti 3.5 km più leggeri e adattissimi ad ampliare solchi già aperti.

Martedì 3/9 - 10a tappa: Jurançon - Pau (Cronometro - 36.2 km)

Partenza primo atleta: Jurançon ore 13.37
Arrivo: Pau ore 17.30 circa

Sprint: Nessuno
Gpm: Nessuno

Analisi del percorso: L’unico esercizio individuale della corsa si svolgerà a Pau prima dei Pirenei. No, nessuna confusione con il Tour: la cittadina capoluogo dei Pirenei Atlantici ospiterà l’arrivo di una prova contro il tempo anche alla Vuelta, compiendo una singolare doppietta in due grandi giri consecutivi. La prova, che parte dalla vicinissima Jurançon, è ben più lunga della controparte francese e supera i 36 km: lunghezza apprezzabile in un ciclismo in cui i Grandi Giri – ed il Tour su tutti – vedono ridurre drasticamente i chilometri contro le lancette. Il terreno sarà simile a quello della cronometro della Boucle, pur non essendone la copia conforme: si inizia subito con uno strappo relativamente impegnativo e ricco di tornanti (2300 metri al 7%) seguito da una decina di chilometri più tranquilli planimetricamente ma in costante saliscendi. La discesa è seguita da un paio di chilometri pianeggianti e, subito, dalla Côte de Saint-Faust: 3500 metri al 4% con una prima parte molto impegnativa ed un ultimo chilometro praticamente in falsopiano. La discesa porta agli ultimi 10 chilometri pianeggianti, gli unici veramente da specialisti con strade larghe e lunghi rettilinei. Il finale è leggermente a salire ma non si affronterà il breve ma terribile muro che rimarrà negli occhi della Francia intera per qualche anno, affrontato con insuperabile panache da Julian Alaphilippe. Un test molto esigente (ci si avvicinerà ai 50 minuti, più o meno come la cronometro di San Marino) che regalerà sicuramente distacchi importanti e renderà più piccante la lotta in salita fra i big.

Mercoledì 4/9 - 11a tappa: Saint Palais - Urdax Dantxarinea (180 km)

Partenza: Saint Palais ore 12.51
Arrivo: Urdax Dantxarinea ore 17.35 circa

Sprint: Zugarramurdi km 171,9
Gpm: Col d’Osquich (500 m-4.9 km-6.1%-3a cat.) km 77.2, Col d’Ispeguy (675 m-7.2 km-7.1%-2a cat.) km 123.2, Col de Otxondo (600 m-7.6 km-4.7%-3a cat.) km 142.8

Analisi del percorso: Tappa con tre passi pirenaici bonsai: il più alto dei tre non arriva a 700 metri di altitudine. Il terreno è spesso corrugato: fatto che, unito alla discreta lunghezza della tappa (180 km), porta il computo del dislivello totale a poco meno di 3000 metri. Fattore molto frequente in questa Vuelta che, in maniera abbastanza sorprendente, assomma il dislivello maggiore fra i tre grandi giri dell’anno con oltre 53000 metri totali, pur rinunciando a tappe lunghe o colli ad altissima quota. I primi 50 km di giornata presentano almeno tre brevi strappi e saranno corsi con particolare energia alla caccia di una fuga che, con buone probabilità, arriverà fino al traguardo. Dopo il col d’Osquich la corsa entrerà nel vivo rientrando in Spagna con l’accoppiata Ispéguy-Otxondo. Il primo è il più lungo, 7 km regolari al 7% che allo scollinamento si immettono in Spagna con una discesa breve ma impegnativa nella sua prima parte; il secondo è più breve e molto meno duro, su strada larga e sempre dolce: sicuramente la zona offre di meglio. Una discesa non difficile porta ad un primo passaggio ad Urdax-Dantxarinea ed apre le danze del circuito finale di 30 km, complessivamente pianeggiante ma con qualche insidia planimetrica (strade strette e curve) ed altimetrica: l’ultimo strappo, sul quale è piazzato lo sprint intermedio, è molto irregolare e alterna tratti in doppia cifra a segmenti in falsopiano: il punto ideale per scattare e lasciare sul posto i compagni di fuga involandosi verso il traguardo.

Giovedì 5/9 - 12a tappa: Circuito de Navarra - Bilbao (171.4 km)

Partenza: Circuito de Navarra ore 13.12
Arrivo: Bilbao ore 17.35 circa

Sprint: Bilbao km 158.5
Gpm: Alto de Azaeta (887 m-4.9 km-3.9%-3a cat.) km 42.4, Alto de Urruztimendi (308 m-2.5 km-9.2%-3a cat.) km 134.7, Alto el Vivero (410 m-4.3 km-7.7%-3a cat.) km 144.8, Alto de Arraiz (320 m-2.2 km-12.2%-3a cat.) km 163.8

Analisi del percorso: La Vuelta si dirige in Biscaglia e lo fa, come di consueto, attraversando strappi brevi e ripidissimi. Dopo la partenza nel Circuito de Navarra, al ritorno nella corsa spagnola due anni dopo la cronometro vinta da Chris Froome, la prima metà di tappa è molto facile (l’Alto de Azáeta, unica difficoltà dei primi 100 chilometri, ha pendenze molto blande) e si dipana su strade larghe e rettilinee fino agli ultimi, decisivi quaranta chilometri. L’Urruztimendi è un vero muro da Vuelta per pendenze (media del 9.2% nei suoi 2500 metri, massima del 18%) e per carreggiata, stretta e ricca di tornanti: un collo di bottiglia importante per un gruppo che arriverà nutrito e lanciato, rischiando di prendere qualche big di sorpresa in fondo al gruppo. Il successivo Vivero è più “umano” e regolare all’8-9%, con una sede stradale più larga. La discesa che segue, facilissima ed estremamente scorrevole, porta rapidamente allo sprint intermedio di Bilbao ed al quasi-circuito cittadino di 13 km – che sarebbe bellissimo vedere in un Mondiale o in un Europeo! – concentrato sull’ultima asperità di giornata, l’Alto de Arraiz. Una cosa tipicamente basca, con i suoi 2200 metri al 12% di media, punte al 20% e strada non più larga di tre metri. Uno strappo simile a quello che conclude la Clásica di San Sebastián, insomma, ma ancora più estremo. Per la fortuna dei corridori, la strada in discesa si fa più larga e meno pendente, seppur con un paio di curve cieche che impongono attenzione. Discesa che in pratica termina solo in vista del rettilineo finale, amplissimo e lungo 500 metri, che porta al centro di Bilbao.

Venerdì 6/9 - 13a tappa: Bilbao - Los Machucos (166.4 km)

Partenza: Bilbao ore 12.58
Arrivo: Los Machucos ore 17.30 circa

Sprint: Arredondo km 154.6
Gpm: Alto de la Escrita (430 m-5.9 km-4%-3a cat.) km 39.4, Alto de Ubal (640 m-7.9 km-6%-3a cat.) km 56.8, Collado del Asón (695 m-13 km-3.9%-2a cat.) km 86, Puerto de Alisas (680 m-8.5 km-6%-2a cat.) km 106, Puerto de Fuente las Varas (450 m-6.3 km-4.5%-3a cat.) km 143, Puerto de la Cruz de Usaño (360 m-4.2 km-4.7%-3a cat.) km 147.2, Alto de los Machucos (880 m-6.8 km-9.2%-HC) km 166.4 – Arrivo

Analisi del percorso: La Vuelta è eternamente caratterizzata da un quasi bergsoniano slancio verso qualcosa di più: più estremo, più pendente, più feroce. Il frutto principe di questa ricerca verso l’impossibile è – finora – Los Machucos, una rampa con pendenze impossibili, tornanti in cemento ed arrivo in un brullo altopiano consacrato alla locale Vaca Pasiega. Su questa salita nel 2017 successe di tutto: la resistenza di uno stoico Denifl – poi squalificato – un Contador indiavolato, un Froome per la prima volta in difficoltà – è questo il giorno a cui risalgono i celeberrimi puff che lo hanno tenuto col fiato sospeso per lunghi mesi. Come al solito la tappa è impegnativa (3700 metri) pur non toccando mai quota 1000 metri: prima della scalata finale si hanno sei ulteriori gpm di seconda e terza categoria. Tra i più impegnativi il secondo, Alto de Ubal (7 km al 7%) ed il Puerto de Alisas (9 km al 6%): salite molto regolari, ben più dolci della stilettata finale ma che metteranno fatica nelle gambe del gruppo. La salita, che inizia subito dopo lo sprint intermedio di Arredondo, è lunga poco meno di sette chilometri. I primi tre sono a dir poco nevrotici, su una sede stradale bizzosa e continui cambi di pendenza: si passa da rampe al 25% a tratti in discesa senza neanche accorgersene. Per i tre chilometri successivi la strada torna a salire con decisione e maggiore regolarità – riaffiorano le letali punte al 25% – fino alla flamme rouge, dove prima una breve discesa poi un tratto di 500 metri in falsopiano portano al traguardo di tappa.

Sabato 7/9 - 14a tappa: San Vicente de la Barquera - Oviedo (188 km)

Partenza: San Vicente de la Barquera ore 12.46
Arrivo: Bilbao ore 17.30 circa

Sprint: Gijón km 151.6
Gpm: Alto La Madera (350 m-8 km-3.5%-3a cat.) km 165.4

Analisi del percorso: L’arrivo ad Oviedo è solitamente sinonimo di una tappa mediamente impegnativa con finale in salita sull’Alto del Naranco: così è stato nel 2016, quando David De la Cruz visse uno dei momenti più indimenticabili della sua carriera conquistando tappa e maglia nella corsa di casa. Quest’anno il disegno sarà più leggero e rappresenterà una ghiotta occasione per i velocisti. La tappa si svolge quasi completamente sulla costa oceanica: il vento però sarà difficilmente un fattore dato che le strade sono raramente esposte e adatte alla formazione di ventagli. Delle numerose, piccole ondulazioni altimetriche presenti nel percorso, solamente l’ultima è considerata come gpm: non porrà alcun problema alle ruote veloci in quanto facile (8 km regolari al 3.5%) e lontana dal traguardo: 4 km di discesa e 20 di pianura. Il finale rettilineo e in leggera salita (gli ultimi 300 metri al 2%) richiede una volata di scaltrezza e potenza e sembra fatto apposta per due velocisti come Bennett e Gaviria, senza dimenticare il giovane idolo di casa Alex Aranburu.

Domenica 8/9 - 15a tappa: Tineo - Santuario del Acebo (154.4 km)

Partenza: Tineo ore 13.18
Arrivo: Santuario del Acebo ore 17.40 circa

Sprint: El Llano km 140
Gpm: Puerto del Acebo (980 m-8.2 km-7.1%-1a cat.) km 29.2, Puerto del Connio (1315 m-11.7 km-6.2%-1a cat.) km 73.2, Puerto de los Pozos des las Mujeres Muertas (1116 m-11.3 km-6.8%-1a cat.) km 114.3, Foix Prat d’Albis (1200 m-7.9 km-9.7%-1a cat.) km 154.4 – Arrivo

Analisi del percorso: Primo di due tapponi di montagna dall’importante dislivello e con arrivo in salita. Il menù prevede, rispetto alla tappa successiva, un dislivello minore (poco sotto i 3500 metri) ma una salita finale ben più dura. Tutto si svolge intorno a Cangas del Narcea, sede dei due circuiti che presentano le prime due asperità e città da dove parte la salita che porta al Santuario del Acebo. La prima salita altro non è che i primi 8 km della scalata “classica” all’Acebo, usata più e più volte come arrivo di tappa alla Vuelta Asturias: due tronconi di 3 km al 9% divisi da un più facile chilometro centrale quasi pianeggiante: una salita che i Movistar conoscono a menadito. Seguono il lungo ma più abbordabile Puerto del Conio e l’altisonante Puerto del Pozo de las Mujeres Muertas, salita da nome e pendenze per stomaci forti, divisa anch’essa in due tronconi impegnativi (soprattutto il primo) separati da un falsopiano centrale. I venti chilometri di fondovalle rendono comunque estremamente improbabile aspettarsi movimenti importanti prima dell’ultima salita, la più dura di giornata, che porta il gruppo fino al Santuario del Acebo. Si sfrutterà il versante inedito che parte da Castro de Limes, parallelo a quello affrontato in discesa nell’ultima Vuelta Asturias. Il primo chilometro e mezzo è da brividi, a una media del 12%, seguito da un chilometro interlocutorio al 6%. Per arrivare ad altri 500 metri facili – con tanto di piccola contropendenza – bisogna sopportare due chilometri all’11%. Gli ultimi 3 km sono un poco più facili, assestandosi al 9% di media.

Lunedì 9/9 - 16a tappa: Pravia - Alto de la Cubilla (144.4 km)

Partenza: Pravia ore 13.28
Arrivo: Alto de la Cubilla ore 17.40 circa

Sprint: Campomanes km 116.5
Gpm: Puerto de San Lorenzo (1350 m-10 km-8.5%-1a cat.) km 60, Alto de la Cobertoria (1180 m-8.3 km-8.2%-1a cat.) km 100.3, Alto de la Cubilla (1690 m-17.8 km-6.2%-HC) km 144.4 – Arrivo

Analisi del percorso: Il blocco montuoso si completa con un altro tappone (4000 metri) con arrivo in salita. La prima metà di tappa è stata pesantemente rimaneggiata una decina di giorni fa: via le prime due salite di terza categoria ed il difficile Puerto de Marabio per lasciare spazio a cinquanta chilometri pianeggianti – in falsopiano a salire – e all’ugualmente complesso Puerto de San Lorenzo, 10 km all’8.5% a gradoni sempre superiori al 9% (si arriva fino al 15% a metà salita) con due tratti centrali di respiro che abbassano la pendenza media. Segue uno dei valichi storici del ciclismo spagnolo, la Cobertoria, dal suo versante più facile: si tratta comunque di 8 km all’8.5% seguiti da una discesa abbastanza tecnica verso Pola de Lena. La Cubilla è un affaire differente dalle scalate precedenti: molto lunga (quasi 17 km) e mai eccessiva nelle pendenze (6% la media, 9% la massima brevemente toccata da inizio salita) ma che assomma comunque 1100 metri di dislivello. Sono cifre che non fanno propriamente tremare le vene dei polsi, ma bisogna comunque considerare di essere giunti ormai a quattro quinti di Vuelta con un gruppo ormai affaticato: una salita del genere, lunga e pedalabile dopo due salite difficili a intossicare le gambe dei corridori potrebbe essere ben più pericolosa di una rampa secca dalle pendenze impossibili.

Mercoledì 11/9 - 17a tappa: Aranda de Duero - Guadalajara (219.6 km)

Partenza: Aranda de Duero ore 11.49
Arrivo: Guadalajara ore 17.15 circa

Sprint: Atienza km 103.3
Gpm: Nessuno

Analisi del percorso: Rara tappa per le ruote veloci. Rispetto al disegno iniziale sono due le modifiche degne di nota: il chilometraggio sensibilmente innalzato – con quasi 220 km è la tappa più lunga di questa edizione – e, soprattutto, il finale in leggera salita verso Guadalajara: prima un chilometro e mezzo al 4% e successivamente un ulteriore chilometro e mezzo all’1-2% per uno sprint che vedrà esclusi i velocisti puri ma potrà dare una ulteriore chance a corridori come Bennett o Aranburu.

Giovedì 12/9 - 18a tappa: Colmenar Viejo - Becerril de la Sierra (177.5 km)

Partenza: Colmenar Viejo ore 12.40
Arrivo: Becerril de la Sierra ore 17.45 circa

Sprint: Rascafría km 135.5
Gpm: Puerto de Navancerrada (1860 m-11.8 km-6.3%-1a cat.) km 40.3, Puerto de la Morcuera (1795 m-13.2 km-5%-1a cat.) km 78.2, Puerto de la Morcuera (1795 m-10.4 km-6.7%-1a cat.) km 120.8, Puerto de Cotos (1830 m-13.9 km-4.8%-1a cat.) km 151.9

Analisi del percorso: La riproposizione quasi esatta della tappa che quattro anni fa incoronò Fabio Aru come campione della Vuelta alle spese di uno stanchissimo Tom Dumoulin alla sua prima esperienza di altissima classifica in un Grande Giro. Non sarà facile assistere di nuovo a tali fuochi d’artificio, favoriti dalla situazione tattica – la squadra più forte in salita obbligata ad attaccare da lontano per recuperare rispetto al cronoman fin lì solidissimo – e dalla collocazione della tappa stessa, l’ultima prima della passerella madrilena. Di terreno ce n’è a iosa, comunque: quattro salite di prima categoria, 3700 metri di dislivello e una lunga discesa prima del traguardo. Le quattro salite in realtà sono solamente due, affrontate in un avanti-indietro che permette di esplorare i due versanti della Morcuera e i due colli che abbracciano la Cuerda Larga, ossia Navacerrada e Cotos. I quattro colli hanno struttura simile, lunghi circa 12 km con pendenze non impossibili e scollinamento intorno ai 1800 metri di altitudine. I più duri sono il Puerto de Navacerrada, prima salita di giornata, e la seconda scalata al Puerto de la Morcuera, penultima difficoltà, con una seconda parte di salita sempre attorno all’8%. L’ultima salita di giornata, il Puerto de Cotos, non è molto selettiva (i primi 9 km salgono addirittura al 4%) ed è seguita da un lungo falsopiano prima della discesa: è quindi una salita che non servirà a scavare grossi distacchi ma esclusivamente ad ampliare spaccature già aperte in precedenza. Dopo la lunga discesa, che conta una decina di tornanti su strada bella e larga, un leggero falsopiano di quattro chilometri al 2-3% porta al traguardo di Becerril de la Sierra. Tappa che permette attacchi da lontano ma che porta seco il grande rischio di un nulla di fatto.

Venerdì 13/9 - 19a tappa: Ávila - Toledo (165.2 km)

Partenza: Ávila ore 13.34
Arrivo: Toledo ore 17.20 circa

Sprint: Albarreal de Tajo km 134
Gpm: Alto de la Paramera (1420 m-12 km-2.5%-3a cat.) km 12

Analisi del percorso: Appaninata – se così si può dire – fra le due ultime giornate di montagna, questa tappa può essere considerata un giorno di riposo con un traguardo adatto ai velocisti: tutto giusto fino alla flamme rouge, dove inizia il tecnicissimo finale: uno strappo che si inerpica nella città vecchia di Toledo, su pavimentazione in sampietrini, con almeno tre curve secche e punte fino al 13%. Una scalata non estrema (5% la pendenza media) ma bellissima, serpeggiante attorno al parco dell’Alcazar in un gioco di tornanti e ponti. Un finale quindi non per velocisti puri (di nuovo!) ma per scattisti veloci, in cui gli uomini di classifica devono essere estremamente attenti a non farsi trovare intruppati a fondo gruppo per non perdere secondi preziosissimi: in un finale simile (ad Ávila, sede di partenza di oggi) Dumoulin riuscì a rosicchiare qualche secondo ad Aru prima della débâcle definitiva di Cercedilla.

Sabato 14/9 - 20a tappa: Arenas de San Pedro - Plataforma de Gredos (190.4 km)

Partenza: Arenas de San Pedro ore 12.11
Arrivo: Plataforma de Gredos ore 17.40 circa

Sprint: Hoyos del Espino km 179
Gpm: Puerto de Pedro Bernardo (1245 m-18.4 km-4.4%-1a cat.) km 34, Puerto de Serranillos (1575 m-9 km-4.8%-2a cat.) km 45.5, Alto de Navatalgordo (1235 m-5.3 km-7.2%-2a cat.) km 69.5, Puerto de Chía (1610 m-3 km-4%-3a cat.) km 119, Puerto de Peña Negra (1910 m-14.2 km-5.9%-1a cat.) km 156.2, Plataforma de Gredos (1750 m-9.4 km-3.8%-3a cat.) km 190.4 – Arrivo

Analisi del percorso: Un redde rationem particolarmente interessante, con un percorso che evita l’arrivo in salita difficile che ha caratterizzato gli ultimi tre anni, presentando invece una tappa molto esigente (la più difficile di tutte, con oltre 4400 metri di dislivello positivo) con le asperità più dure lontane dal traguardo. Dopo i 15 km iniziali non ci sarà più in metro di pianura: si inizia con la lunghissima scalata che porta ai 1570 metri del Puerto de Serranillos, in totale 31 km con pendenze quasi sempre attorno al 5-6% ed una discesa di due chilometri e mezzo a due terzi della salita. La parte centrale di tappa è molto corrugata ed accumula un notevole dislivello prima dell’imbocco del Puerto de Peña Negra, ultimo colle di Prima Categoria della Vuelta 2019: una salita poco vueltesca, senza pendenze estreme (si tocca a malapena il 10% per brevissimi tratti a cinque chilometri dal GPM: per il resto si rimane sempre tra 6 e 7%) ma lunga 14 chilometri ed uno scollinamento quasi in quota, a 1900 metri. Non si parla di un Mortirolo, ma i 34 km che seguono non sfavoriscono gli attaccanti, anzi: una discesa veloce e non troppo tecnica porta agli ultimi 20 km caratterizzati da tre strappetti (attorno al 7%) e lo sprint intermedio di Hoyos del Espino. Gli ultimi 4 km che portano alla Plataforma de Gredos sono i più duri (ma mai esagerati: non più dell’8%) ed esposti, in uno scenario naturale veramente stupefacente. Una tappa che non si limita alla battaglia sull’ultima salita: chi vuole ribaltare il risultato deve fare corsa dura e muoversi da lontano.

Domenica 15/9 - 21a tappa: Fuenlabrada - Madrid (106.6 km)

Circuito finale di 5.2 km da ripetere 9 volte

Partenza: Fuenlabrada ore 17.10
Arrivo: Madrid ore 20.05 circa

Sprint: Madrid km 60.2
Gpm: Nessuno

Analisi del percorso: C’è assai poco da segnalare: la Vuelta sta pian piano tentando di “istituzionalizzare” la passerella madrilena per i velocisti, ispirandosi evidentemente al glorioso esempio degli Champs Elysées: una cronometro conclusiva manca dal 2014, anno in cui a trionfare fu il nostro Adriano Malori. La tappa, come quella che conclude il Tour ogni anno, prevede un tratto in linea di circa 50 km da Fuenlabrada a Madrid, sede del circuito finale di 5800 metri da ripetere nove volte. Il circuito si svolge nel centro di Madrid, ovviamente su strade lunghe e rettilinee: tre sono le curve a gomito da affrontare, tutte molto ampie, l’ultima delle quali in corrispondenza del triangolo rosso. L’ultimo chilometro è tendenzialmente rettilineo, rotto solamente da una breve semicurva ai meno 300, e sale all’1-2% di media.

Albo d’oro

2018Simon Yates (GBR)Enric Mas (SPA)Miguel Ángel López (COL)
2017Chris Froome (GBR)Vincenzo Nibali (ITA)Ilnur Zakarin (RUS)
2016Nairo Quintana (COL)Chris Froome (GBR)Esteban Chaves (COL)
2015Fabio Aru (ITA)Joaquim Rodriguez (SPA)Rafal Majka (POL)
2014Alberto Contador (SPA)Chris Froome (GBR)Alejandro Valverde (SPA)
2013Chris Horner (USA)Vincenzo Nibali (ITA)Alejandro Valverde (SPA)
2012Alberto Contador (SPA)Alejandro Valverde (SPA)Joaquim Rodríguez (SPA)
2011Juan José Cobo (SPA)Chris Froome (GBR)Bradley Wiggins (GBR)
2010Vincenzo Nibali (ITA)Peter Velits (SVC)Joaquim Rodriguez (SPA)
2009Alejandro Valverde (SPA)Samuel Sánchez (SPA)Cadel Evans (AUS)
2008Alberto Contador (SPA)Levi Leipheimer (USA)Carlos Sastre (SPA)
2007Denis Menchov (RUS)Carlos Sastre (SPA)Samuel Sánchez (SPA)
2006Aleksandr Vinokurov (KAZ)Alejandro Valverde (SPA)Andrej Kašeckin (KAZ)
2005Roberto Heras (SPA)Denis Menchov (RUS)Carlos Sastre (SPA)
2004Roberto Heras (SPA)Santiago Pérez (SPA)Francisco Mancebo (SPA)
2003Roberto Heras (SPA)Isidro Nozal (SPA)Alejandro Valverde (SPA)
2002Aitor González (SPA)Roberto Heras (SPA)Joseba Beloki (SPA)
2001Ángel Casero (SPA)Óscar Sevilla (SPA)Levi Leipheimer (USA)
2000Roberto Heras (SPA)Ángel Casero (SPA)Pavel Tonkov (RUS)
1999Ovest Jan Ullrich (GER)Igor González de Galdeano (SPA)Roberto Heras (SPA)
1998Abraham Olano (SPA)Fernando Escartín (SPA)José María Jiménez (SPA)
1997Alex Zülle (SVI)Fernando Escartín (SPA)Laurent Dufaux (SVI)
1996Alex Zülle (SVI)Laurent Dufaux (SVI)Tony Rominger (SVI)
1995Laurent Jalabert (FRA)Abraham Olano (SPA)Johan Bruyneel (BEL)
1994Tony Rominger (SVI)Mikel Zarrabeitia (SPA)Pedro Delgado (SPA)
1993Tony Rominger (SVI)Alex Zülle (SVI)Laudelino Cubino (SPA)
1992Tony Rominger (SVI)Jesús Montoya (SPA)Pedro Delgado (SPA)
1991Melchor Mauri (SPA)Miguel Indurain (SPA)Marino Lejarreta (SPA)
1990Marco Giovannetti (ITA)Pedro Delgado (SPA)Anselmo Fuerte (SPA)
1989Pedro Delgado (SPA)Fabio Parra (COL)Óscar Vargas (COL)
1988Sean Kelly (IRL)Reimund Dietzen (GER)Anselmo Fuerte (SPA)
1987Luis Herrera (COL)Reimund Dietzen (GER)Laurent Fignon (FRA)
1986Álvaro Pino (SPA)Robert Millar (GBR)Sean Kelly (IRL)
1985Pedro Delgado (SPA)Robert Millar (GBR)Pacho Rodríguez (COL)
1984Éric Caritoux (FRA)Alberto Fernández (SPA)Reimund Dietzen (GER)
1983Bernard Hinault (FRA)Marino Lejarreta (SPA)Alberto Fernández (SPA)
1982Marino Lejarreta (SPA)Michel Pollentier (BEL)Sven-Åke Nilsson (SVE)
1981Giovanni Battaglin (ITA)Pedro Muñoz (SPA)Vicente Belda (SPA)
1980Faustino Rupérez (SPA)Pedro Torres (SPA)Claude Criquielion (BEL)
1979Joop Zoetemelk (OLA)Francisco Galdós (SPA)Michel Pollentier (BEL)
1978Bernard Hinault (FRA)José Pesarrodona (SPA)Jean-René Bernaudeau (FRA)
1977Freddy Maertens (BEL)Miguel María Lasa (SPA)Klaus-Peter Thaler (GER)
1976José Pesarrodona (SPA)Luis Ocaña (SPA)José Nazabal (SPA)
1975Agustín Tamames (SPA)Domingo Perurena (SPA)Miguel María Lasa (SPA)
1974José Manuel Fuente (SPA)Joaquim Agostinho (POR)Miguel María Lasa (SPA)
1973Eddy Merckx (BEL)Luis Ocaña (SPA)Bernard Thévenet (FRA)
1972José Manuel Fuente (SPA)Miguel María Lasa (SPA)Agustín Tamames (SPA)
1971Ferdinand Bracke (BEL)Wilfried David (BEL)Luis Ocaña (SPA)
1970Luis Ocaña (SPA)Agustín Tamames (SPA)Herman Van Springel (BEL)
1969Roger Pingeon (FRA)Luis Ocaña (SPA)Marinus Wagtmans (OLA)
1968Felice Gimondi (ITA)José Pérez Francés (SPA)Eusebio Vélez (SPA)
1967Jan Janssen (OLA)Jean Pierre Ducasse (FRA)Aurelio González (SPA)
1966Francisco Gabica (SPA)Eusebio Vélez (SPA)Carlos Echeverría (SPA)
1965Rolf Wolfshohl (GER)Raymond Poulidor (FRA)Rik Van Looy (BEL)
1964Raymond Poulidor (FRA)Luis Otaño (SPA)José Pérez Francés (SPA)
1963Jacques Anquetil (FRA)José Martín Colmenarejo (SPA)Miguel Pacheco (SPA)
1962Rudi Altig (GER)José Pérez Francés (SPA)Seamus Elliott (IRL)
1961Angelino Soler (SPA)François Mahé (FRA)José Pérez Francés (SPA)
1960Frans De Mulder (BEL)Armand Desmet (BEL)Miguel Pacheco (SPA)
1959Antonio Suárez (SPA)José Segu (SPA)Rik Van Looy (BEL)
1958Jean Stablinski (FRA)Pasquale Fornara (ITA)Fernando Manzaneque (SPA)
1957Jesús Loroño (SPA)Federico Bahamontes (SPA)Bernardo Ruiz (SPA)
1956Angelo Conterno (ITA)Jesús Loroño (SPA)Raymond Impanis (BEL)
1955Jean Dotto (FRA)Antonio Jiménez (SPA)Raphaël Géminiani (FRA)
1951-1954Non disputato
1950Emilio Rodríguez (SPA)Manuel Rodríguez (SPA)José Serra (SPA)
1949Non disputato
1948Bernardo Ruiz (SPA)Emilio Rodríguez (SPA)Bernardo Capó (SPA)
1947Edward Van Dijck (BEL)Manuel Costa (SPA)Delio Rodríguez (SPA)
1946Dalmacio Langarica (SPA)Julián Berrendero (SPA)Jan Lambrichs (OLA)
1945Delio Rodríguez (SPA)Julián Berrendero (SPA)Juan Gimeno (SPA)
1943-1944Non disputato
1942Julián Berrendero (SPA)Diego Chafer (SPA)Antonio Andrés Sancho (SPA)
1941Julián Berrendero (SPA)Fermin Trueba (SPA)José Jabardo (SPA)
1937-1940Non disputato
1936Gustaaf Deloor (BEL)Alfons Deloor (BEL)Antonio Bertola (ITA)
1935Gustaaf Deloor (BEL)Mariano Cañardo (SPA)Antoine Dignef (BEL)

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