Alessandro De Marchi © Chris Auld
Alessandro De Marchi © Chris Auld

Alessandro De Marchi torna sulla caduta: «È stato il momento più duro della carriera»

Un Tour de France che pareva indirizzato nella solita maniera, ossia con tante fughe da protagonista. Ma la nona tappa dell’ultima Grande Boucle, la Saint Étienne-Brioude, ha rappresentato il punto di svolta nella stagione di Alessandro De Marchi; il friulano è stato coinvolto in una caduta nella fase iniziale della frazione, che lo ha costretto a varie operazioni e che solo ora gli permettono di tornare a pieno in bicicletta. Il trentatreenne di Buja ha ripercorso questa fase in un’intervista al sito della sua formazione, il CCC Team; ve la proponiamo per intero.

«Sapevamo immediatamente» spiega De Marchi «che si trattava di un incidente serio e con un tempo di recupero lungo. Tuttavia all’inizio pensavamo che sarebbe stato più semplice di quanto alla fine è stato. Quattro o cinque settimane dopo la caduta, con i medici avevamo compreso che la placca da inserire nella clavicola avrebbe creato problemi, specialmente per la posizione in bici ed eeravamo consci dei rischi di una eventuale nuova caduta. Con questo in mente, era logico che non potessi più correre in questa stagione per cui ci siamo concentrati sul 2020. L’adattamento della placca inserita è stato alquanto complesso dato che all’inizio mi ha reso difficile dormire, con il dolore alle costole particolarmente intenso. Nel primo mese, dunque, non è stato per nulla semplice. La riabilitazione alla spalla è stata lunga ma ora, con la placca rimossa (il 30 ottobre, ndr), il recupero dovrebbe essere ben più veloce. Dopo una decina di giorni di allenamento blando dovrei essere in grado di poter tornare ad allenarmi in maniera normale».

«Negli ultimi cinque o sei anni» prosegue il friulano «non ero mai stato a casa fra agosto e settembre per cui è stato strano, ma al tempo stesso è stato piacevole trascorrere tempo con la mia famiglia. Dopo 50 giorni dall’incidente ero in grado di pedalare e pian piano ho iniziato a sentirmi meglio; questo mi è servito per cominciare a pensare alla prossima stagione. Ero senza il minimo allenamento e il dolore per la postura diversa non mancava, ma è stato un sollievo e una pura gioia tornare in sella. Era solamente un’uscita di 50 km ma è stata importante per la mia testa: il corpo è fondamentale per un atleta, bisogna averne cura ed è chiave per avere performance di alto livello, ma questo è niente senza il centro di controllo principale, ossia la mente. Una mente forte e l’attitudine giusta sono cruciali. Questo è quello che ho imparato e mi sono chiesto se potessi essere ancora più forte e determinato. La risposta che mi sono dato è stata affermativa».

«È stato il momento più duro della mia carriera» rivela Alessandro De Marchi. «Ho imparato che le cadute sono parte del nostro lavoro e sfortunatamente non possiamo evitarle. Probabilmente sono stato fortunato nei primi dieci anni di carriera, ma questo incidente non lo dimenticherò. Penso mi abbia reso più saggio: più vecchio diventi, più trovi la forza per superare questi momenti e penso di averne realizzato la gravità. Quando sei più giovane tendi a prendere maggiori rischi. Ma spero di poter tornare a come ero prima dell’incidente, e magari ancora più forte».

«Sono curioso» conclude «di vedere come reagirò una volta tornato a correre perché sono ancora un po’ impaurito sull’argomento. Penso che ci vorranno alcuni mesi per tornare alla condizione ideale e a ricostruire la fiducia dopo una mezza stagione senza gare. Sono concentrato nell’iniziare l’anno in buona forma per poi pensare agli obiettivi, ossia le classiche di primavera, probabilmente il Tour de France e magari i Giochi Olimpici di Tokyo in estate».

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