La grande sfida Letizia Paternoster-Kirsten Wild © UCI
La grande sfida Letizia Paternoster-Kirsten Wild © UCI

Grande Letizia, adesso ci crediamo veramente! Seconda nell’Omnium iridato a una prova dalla fine

L’Eliminazione è un po’ la sua corsa, tra le quattro discipline dell’Omnium, e anche a Berlino 2020 Letizia Paternoster non ha tradito: autrice di una gara superba, la trentina ha chiuso al secondo posto alle spalle di Kirsten Wild, difficilmente battibile in certe situazioni. Ma quel che conta, considerando che comunque l’olandese era abbastanza indietro in classifica, è che l’azzurra si è lasciata alle spalle tutte le altre, a partire da Jennifer Valente che si è clamorosamente fatta eliminare per seconda (e alla partenza era seconda sì, ma nella generale!); Yumi Kajihara, leader dell’Omnium, ha portato a casa un più che onorevole terzo posto, ma pure qualche botta, essendo caduta con l’australiana Georgia Baker (entrambe sono poi rientrate in corsa).

La classifica che vien fuori ha contorni molto promettenti per l’italiana: Kajihara guida a 114, Letizia insegue a 94 ed è a sua volta inseguita dalla portoghese Maria Martins (88), dalla polacca Daria Pikulik (86), dalla belga Jolien D’Hoore (82), da Wild e dalla danese Amalie Dideriksen (76) e da Valente (scivolata in nona posizione a 74). Il podio non è cosa fatta, ma sarà difficile buttar giù l’azzurra da lassù. Alle 21 la resa dei conti, o dei punti se preferite.

La Corsa a punti maschile è stata invece avara di soddisfazione per l’Italia ma anche di colpi di scena: una caccia buona portata a segno a 120 giri dalla fine da un quartetto composto da Corbin Strong (Nuova Zelanda), Raman Ramanau (Bielorussia), Wojciech Pszczolarski (Polonia) e Roy Eefting (Olanda) e son rimasti loro quattro, raccogliendo punti qua e là, a giocarsi le posizioni che contavano fino a 10 giri dalla conclusione.

Il pepe sulla coda della prova ce l’ha messo lo spagnolo Sebastián Mora, che proprio a 2 tornate dal termine è andato a conquistare anche lui un giro (insieme al russo Viktor Manakov), ben contrato da Strong, che ha a sua volta riconquistato un giro e ha così brillantemente difeso la leadership dall’assalto dell’iberico. In tutto ciò, Michele Scartezzini è rimasto un po’ ai margini della contesa, vincendo il nono sprint e facendo punti in altre quattro occasioni, per un totale di 12 punti che gli valgono il nono posto. Il podio è di Strong (58), Mora (40) ed Eefting (36), che con il secondo posto all’ultima volata ha beffato Pszczolarski, rimasto a 32.

Le semifinali della Velocità femminile hanno premiato Emma Hinze, che nel tripudio del pubblico di casa ha battuto per 2-0 la campionessa uscente Wai Sze Lee, mentre Anastasia Voinova ha dovuto sudare fino alla bella per piegare la coriacea Kelsey Mitchell. Finali a partire dalle 20.50.

Si è poi disputata la finale del Chilometro da fermo, e Sam Ligtlee ha spodestato il campione uscente Quentin Lafargue: 59″495 per l’olandese, 59″749 per il francese; 1’00″103 per il bronzo dell’altro transalpino Mickael D’Almeida.

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