Ivan Sosa alla partenza dell'ultima tappa della Vuelta a Burgos © Ciclismo Internacional
Ivan Sosa alla partenza dell'ultima tappa della Vuelta a Burgos © Ciclismo Internacional

Iván Sosa re di Lagunas de Neila per la terza volta, ma la Vuelta a Burgos è di Evenepoel

Un’incredibile score, nonostante la giovane età, per Iván Sosa, scalatore del team Ineos: per il terzo anno di fila il colombiano giunge primo sulla salita di Lagunas de Neila, arrivo-simbolo dell’ultima frazione della Vuelta a Burgos della quale Sosa tra l’altro deteneva gli ultimi due successi, costretto quest’anno invece ad abdicare sopratutto a causa dei ventagli nella tappa del Picón Blanco.

La frazione ha visto una fuga da lontano composta da Daniel Navarro (Israel Start-Up Nation), Ángel Madrazo (Burgos-BH), Arjen Livyns (Bingoal-Wallonie Bruxelles), Gotzón Martín (Euskaltel-Euskadi), Delio Fernández (Nippo Delko Provence), Joel Nicolau (Caja Rural-Seguros RGA): nonostante gli sforzi, vengono ripresi a 14 km dal termine, ai piedi dell’Alto del Collado, anticamera della salita finale (Madrazo durerà fino ai -10). I Mitchelton-Scott, già attivi nell’inseguimento, si occupano assieme ai Bahrain-McLaren del forcing nel tratto che precede gli ultimi 4 terribili chilometri con pendenza media all’11%.

È proprio il capitano della Bahrain a scatenare l’inferno: Mikel Landa attacca subito all’inizio del tratto duro, con George Bennett (Jumbo-Visma) che prova a stare a ruota ma rivela subito di non essere in giornata. A fare lo sforzo per chiudere è invece il capitano della Mitchelton Esteban Chaves, il quale però paga praticamente subito lasciando in compagnia di Landa il leader Remco Evenepoel e Sosa. Proprio Evenepoel tenta di fare la differenza ad 1 km e mezzo dall’arrivo, ma il suo scatto ha l’unico effetto di impedire il ricongiungimento da parte del suo compagno di squadra e maglia bianca Joao Almeida.

Nel finale viene fuori la sagacia di Sosa, unico rimasto passivo fino a quel momento, che ai 500 dall’arrivo piazza lo scatto secco. Evenepoel paga gli sforzi e perde qualcosina da Landa, ma niente che comprometta la sua vittoria finale: il basco arriva a 9″, Evenepoel a 11″, Almeida a 38″. Grande prestazione di Lennard Kämna (Bora-Hansgrohe), che chiude a 43″ scortando il suo capitano Rafal Majka, seguono David Gaudu (Groupama-FDJ) a 58″, Chaves ad 1’02” col compagno Simon Yates ad 1’10” e David De la Cruz (UAE Team Emirates) a chiudere la top ten, ad 1’12”.

La classifica generale finale è un successo per la Deceuninck-Quick Step, che fa 1° e 3° con i suoi giovanissimi: Evenepoel precede di 30″ Landa e di 1’12” Almeida. Quarto posto per Chaves ad 1’20”, il quale precede George Bennett a 1’40”, Richard Carpaz (Ineos) ad 1’58”, Ben Hermans (Israel Start-Up Nation) a 2’25” e David De la Cruz a 2’34”. Nono posto finale per Fabio Aru, che chiude con 2’36” di ritardo in classifica generale.

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