Filippo Ganna impegnato nella cronometro di Valdobbiadene © LaPresse
Filippo Ganna impegnato nella cronometro di Valdobbiadene © LaPresse

La potenza è nulla senza rapporto

Giro d’Italia, la cronometro trevigiana vede un nuovo successo di Ganna davanti a Dennis e McNulty. Almeida corre alla grande e guadagna in classifica

È arrivato l’atteso giorno della lunga cronometro del Giro d’Italia, quella tra Conegliano e Valdobbiadene di 34.1 km. Dopo i primi 6 km pianeggianti, a spezzare le gambe giunge il Muro di Ca’ del Poggio, 1100 metri terribili sempre in abbondante doppia cifra, con punte al 19%. Dalla vetta inizia un continuo saliscendi tra le colline del Prosecco, dove sarà possibile fare velocità se in possesso di ottime doti di guida del mezzo. Da Col San Martino si sale verso Giua, su strade affrontate da molti nelle categorie giovanili, per una pendenza costante che costringe continuamente a spingere.

Non parte Ciccone, Molano cade e va fuori tempo massimo
Una non partenza, purtroppo, quella di Giulio Ciccone: l’abruzzese della Trek-Segafredo è fermato dalla bronchite, in un autunno che per lui è stato completamente da dimenticare. Ad aprire le danze nella crono odierna alle 13 in punto è il britannico Jonathan Dibben (Lotto Soudal), che impiega 47’52”. Il primo tempo interessante lo fa segnare l’ottavo partente, l’austriaco Matthias Brändle (Israel Start-Up Nation), il cui 45’23” è un bell’andare. A pochi minuti di distanza arriva per lui un valido metro di paragone nel compagno di squadra Alex Dowsett: il britannico, che proprio a Brändle deve una parte della sua vittoria di Vieste, rimane sempre a stretto contatto ma sul traguardo gli si pone di poco dietro con 45’29”.

Chi vive una giornata molto difficile è Sebastián Molano: il veloce colombiano della UAE Team Emirates finisce rovinosamente contro le transenne pochi metri dopo il secondo intermedio a Pieve di Soligo, colpendo violentemente con il fondoschiena sull’asfalto. Il sudamericano riparte, pur dolorante, e arriverà sul traguardo in 58’31”, tempo che sfortunatamente lo pone fuori tempo massimo.

Cerny sotto i 44′, Dennis si pone al comando
Bisogna aspettare un po’ per avere qualche miglioramento; ci pensa il campione polacco Kamil Gradek (CCC Team) che, in virtù di un’ultima parte a tutta, va in testa in 45’14”. Gioia effimera, però, per lui, perché poco dopo Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling) abbassa di quasi mezzo minuto il suo tempo e in 44’46” ambisce a sogni di gloria. A mettere a freno il belga giunge Josef Cerny, anch’egli campione nazionale in maglia CCC Team: il ceco, sempre poco considerato in questo tipo di prove nonostante il suo ottimo valore, fa la differenza nella fase centrale e balza nettamente al comando in 43’56”.

4′ dopo, però, il mitteleuropeo non può nulla contro il due volte iridato della specialità: Rohan Dennis, che sin dalla partenza aveva indicato questa come la tappa preferita, conferme le attese andando forte sin dall’inizio, per poi procedere in progressione stampando un 43’06” che dimostra la buona condizione dell’australiano della Ineos Grenadiers. Gli tiene testa, ma solo nella fase centrale, Jan Tratnik: lo sloveno della Bahrain McLaren non può nulla nel confronto diretto sull’intero tracciato, ma il 44’40” lo mette provvisoriamente terzo.

Ottimo Sobrero, sottotono Bjerg. Ganna fa il solito
Dopo l’ottimo risultato dell’apertura palermitana, Matteo Sobrero si riconferma in una prova ben più lunga e mossa: il giovane piemontese della NTT Pro Cycling riesce persino ad avere la meglio nello scontro diretto interno al team sudafricano, dato che il suo 44’46” eguaglia il tempo di Campenaerts – con 4 centesimi a favore dell’azzurro. Per uno che piace, c’è uno che delude, date le aspettative: considerato da molti il principale rivale degli Ineos, il danese Mikkel Bjerg non carbura come sa e il suo 45’12” non lo fa sorridere.

E poi c’è Filippo Ganna: con il suo 58 il piemontese vola sin da subito, andando a raccogliere in un battibaleno gli sfortunati che gli partono davanti. Il testa a testa con Dennis è fantastico: in cima a Ca’ del Poggio il vantaggio dell’azzurro è di 1″, che sale a cinque al secondo intermedio a Pieve di Soligo. Con il passare dei km, però, Ganna esonda e porta 18″ il margine a Col San Martino per poi planare sull’arrivo in 42’40”, a quasi 48 km/h di media per un attesissimo uno-due della Ineos Grenadiers.

De Gendt sale al terzo posto, bella prova di Geoghegan Hart
Non è un cronoman puro ma, quando vuole, Thomas De Gendt sa darci dentro: il belga della Lotto Soudal si mantiene relativamente vicino e va ad inserirsi al terzo posto in 43’51”. Dopo un Giro sinora anonimo, Tanel Kangert batte un colpo: l’estone della EF Pro Cycling si ricorda delle sue doti ed entra nella top 5 con un buon 44’13”, facendo meglio anche di Jonathan Castroviejo. Lo spagnolo della Ineos Grenadiers va senza infamia e senza lode, con un 44’24” che gli vale il sesto posto.

Ad aprire l’elenco dei migliori quindici della generale ci pensa James Knox: il minuto scalatore britannico della Deceuninck-Quick Step si difende bene, considerate le caratteristiche, in 46’06”. Il discorso non è dissimile per l’austriaco Hermann Pernsteiner (Bahrain McLaren), che giunge a 46’27”. Va invece male Antonio Pedrero: lo spagnolo del Movistar Team con 48’04” viene persino superato proprio prima del traguardo da un eccellente Tao Geoghegan Hart. Il britannico della Ineos Grenadiers sale di colpi con il passare dei km e in 45’04” si candida ad essere, forte di una buona condizione mostrata nelle ultime tappe, un outsider per il prosieguo della corsa.

McNulty brilla, Fuglsang crolla
Era già considerato come uno dei migliori big della giornata, ma Brandon McNulty si è superato: lo statunitense della UAE Team Emirates paga solo 5″ da Ganna al primo intermedio, mantenendosi vicino (15″) al rilevamento seguente. Dopo il giovane nordamericano tende a perdere nel secondo tratto, ma sempre in raffronto del leader; spingendo fino all’ultimo, McNulty diventa terzo in 43’49”, facendo così un gran balzo in chiave classifica.

Chi di sicuro stasera andrà a letto arrabbiato è Jakob Fuglsang: sin da subito, il danese dell’Astana Pro Team appare imballato e lontano dai suoi standard. Il 45’53” è ben al di sotto della sufficienza e le prospettive per il suo Giro si fanno meno serene: con pochi compagni al fianco e con un ritardo simile, il vincitore de Il Lombardia dovrà cercare il tutto per tutto sin da domani. Va di poco meglio rispetto a lui anche il bergamasco Fausto Masnada (Deceuninck-Quick Step), con un 45″40″ accettabile considerando che non è un cronoman.

Buon Majka, non altrettanto si può dire per Nibali
Date le sue qualità di certo non eccelse, Rafal Majka disputa una crono con i fiocchi: amministrandosi bene, il polacco della Bora Hansgrohe fa meglio di molti rivali con il tempo di 45’17” che gli consente di sorridere in vista delle sue salite. Paga troppo, invece, la maglia bianca in prestito Jai Hindley: l’australiano del Team Sunweb in 46’19” deve, verosimilmente, abbandonare i pensieri di classifica per dedicarsi in toto a favore del capitano. Un po’ come Patrick Konrad: l’austriaco della Bora Hansgrohe viaggia in 46’11”, forse qualcosina peggio di quanto prevedibile.

Non è una giornata positiva per Vincenzo Nibali: il messinese della Trek-Segafredo, pur guadagnando su alcuni rivali, si intestardisce in un rapporto troppo lungo, non dando mai la sensazione di essere in pieno controllo della sua azione. Il tempo di 45’34” lo testimonia e, anche per lui, vale il discorso dell’amico-rivale Fuglsang: bisogna darci dentro, già da domani. Poco dietro all’azzurro arriva il miglior italiano della classifica, vale a dire Domenico Pozzovivo: il lucano del NTT Pro Cycling paga tanto nella fase centrale per poi riprendersi nel tratto finale, con 45’41”.

Kelderman si conferma, Almeida vola nel finale e bastona quasi tutti
Pur essendo campione nazionale della specialità, Pello Bilbao disputa una cronometro molto particolare: gestendosi forse troppo nella fase centrale, lo spagnolo della Bahrain McLaren dà tutto nel finale esprimendosi in 45’33”, comunque un po’ sotto alle attese. Chi va bene, e ce lo si aspettava, è Wilco Kelderman: sin da subito sul pezzo, davanti a quasi tutti gli avversari, il neerlandese del Team Sunweb rimane sempre attorno alla settima-ottava posizione di giornata, dando la paga sul traguardo nei confronti dei rivali in 44’27”.

Nella giornata più intensa della sua breve carriera da professionista, João Almeida risponde da campione: fortissimo a Ca’ del Poggio, solido nel tratto centrale ma splendido nella fase finale, il portoghese della Deceuninck-Quick Step con il suo 44’11” guadagna persino su Kelderman, fatto che pareva difficile all’ultimo rilevamento. E si cuce un pezzettino non banale di maglia rosa addosso.

Vince Ganna, Almeida resta in rosa. E domani si sale a Piancavallo
Vince dunque il piemontese Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) in 42’40”, a 47.953 km/h. Seguono l’australiano Rohan Dennis (Ineos Grenadiers) a 26″, lo statunitense Brandon McNulty (UAE Team Emirates) a 1’09”, il belga Thomas De Gendt (Lotto Soudal) a 1’11”, il ceco Josef Cerny (CCC Team) a 1’16”, il portoghese João Almeida (Deceuninck-Quick Step) a 1’31”, l’estone Tanel Kangert (EF Pro Cycling) a 1’33”, lo spagnolo Jonathan Castroviejo (Ineos Grenadiers) a 1’44”, il neerlandese Wilco Kelderman (Team Sunweb) a 1’47”, lo sloveno Jan Tratnik (Bahrain McLaren) a 2′.

La nuova classifica generale vede João Almeida non solo confermare, quanto rafforzare la sua maglia rosa. Secondo è Wilco Kelderman a 56″, quindi rimane terzo Pello Bilbao a 2’11”. Guadagna ben sette posizioni e diventa quarto Brandon McNulty, lontano 2’23”. Quinta piazza a 2’30” per Vincenzo Nibali, che ora deve iniziare il suo recupero. Seguono Rafal Majka e Domenico Pozzovivo appaiati a 2’33”, Fausto Masnada a 3’11”, Patrick Konrad a 3’17”, Jai Hindley a 3’33”, Tao Geoghegan Hart a 3’34” e Jakob Fuglsang a 4’08”.

Domani la seconda settimana si chiude con il primo arrivo in salita degli ultimi sette giorni, in quel di Piancavallo dopo 185 km dal via della base aeronautica di Rivolto. Quattro i gpm: nell’ordine, la Sella Chianzutan, tutt’altro che impossibile, la più insidiosa, anche per il tipo di conformazione stradale, è Forcella di Monte Rest. Profilo irregolare per la Forcella di Pala Barzana, i cui ultimi 4 km sopra il 7% rappresentano il momento più duro. Tutto, però, si risolverà nella salita conclusiva verso Piancavallo; da Aviano l’ascesa misura 14.5 km per una pendenza media del 7.8% ed è proprio la metà iniziale quella più difficile, dato che si è sempre sopra il 9%. Chi ne ha può attaccare qui, per poi capitalizzare nei seguenti 4.5 km al 7.5%. Con l’approssimarsi del traguardo la difficoltà cala, ma per l’unico arrivo in salita della settimana l’auspicio è che ci sia spettacolo.

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