Ion Izagirre a braccia alzate ad Aramón Formigal © La Vuelta
Ion Izagirre a braccia alzate ad Aramón Formigal © La Vuelta

Aramón baby and light my fire

La Vuelta si accende in maniera clamorosa: Ion Izagirre vince dalla fuga, giornata nera per Primoz Roglic e maglia rossa che passa sulle spalle di Richard Carapaz

Alla Vuelta a España quella di oggi doveva essere la grande giornata del tappone con Aubisque e arrivo in cima al Tourmalet ma, come avvenuto anche per il Giro d’Italia, l’impossibilità di sconfinare in Francia ha obbligato gli organizzatori a rivedere in fretta e furia il loro programma. Come nuovo percorso della 6a tappa, la Vuelta ha deciso di riproporre quello della 15a tappa dell’edizione 2016 caratterizzato dall’attacco di Contador e Quintana che sorprese Froome e diede la vittoria finale proprio al corridore colombiano: oggi c’era solo qualche chilometro in più di pianura all’inizio, ma per il resto la sequenza di salite era identica con l’Alto de Petralba, l’Alto de Cotefablo ed infine l’arrivo in salita ad Aramón Formigal.

Anche oggi, proprio come quattro anni fa, la tappa è partita a grande velocità con numeri attacchi sugli strappetti nei dintorni della cittadina di Sabiñanigo dove si era arrivati ieri (la partenza odierna era a Biescas): stavolta, però, a muoversi sono stati uomini forti ma non i grandi favoriti per la vittoria finale di questa Vuelta a España. A portare il primo attacco sono stati Rémy Mertz, Magnus Cort e Rémi Cavagna, ma da dietro ci sono attacchi e contrattacchi continui con la Jumbo-Visma che ha fatto anche un po’ di fatica per limitare il numero di corridori che provavano ad andare in fuga. In questa fase i distacchi erano nell’ordine di una manciata di secondi, e quindi il francese Cavagna ha deciso di provare a fare tutto da solo, attaccando ancora ed insistendo fino a quando alle sue spalle il gruppo non avesse dato via libera ad un drappello di fuggitivi.

Dopo circa una ventina di chilometri sui 146.4 totali della tappa di oggi, è riuscito a formarsi un gruppo di ventidue corridori che poco più avanti s’è riportato su Cavagna formando così un gruppo di 23 fuggitivi. Questa la composizione esatta del gruppo di testa: Mattia Cattaneo e Rémi Cavagna (Deceuninck-quick Step), Rui Costa, Sergio Henao, Alexandr Riabushenko (UAE Team Emirates), Robert Power, Michael Storer, Jasha Sütterlin (Sunweb), Ion Izagirre, Gorka Izagirre (Astana), Dylan van Baarle (Ineos Grenadiers), Magnus Cort Nielsen, Michael Woods (EF Pro Cycling), Quentin Jauregui (AG2r La Mondiale), Victor Lafay, Guillaume Martin, Pierre Luc Perichon (Cofidis), Michael Valgren (NTT Pro Cycling), Jorge Arcas, Carlos Verona (Movistar), Jonathan Hivert (Total direct Energie), Julen Amezqueta (Caja Rural-Seguros RGA) e Oscar Cabedo (Burgos-BH). Il drappello ha preso subito due minuti di vantaggio mentre la Jumbo-Visma ha potuto impostare un ritmo regolare.

Tra questi battistrada i migliori in classifica generale erano Gorka Izagirre (3’37”), Mattia Cattaneo (4’16”) e Sergio Henao (4’41”) che comunque non potevano impensierire più tanto Primoz Roglic anche nel caso in cui la fuga fosse andata a buon fine. Dopo il vantaggio conquistato molto rapidamente all’inizio, nei chilometri centrali della tappa la fuga sotto la pioggia battente gl attaccanti hanno continuato a guadagnare terreno secondo dopo secondo arrivando fino ad un margine di quattro minuti quando mancavano 50 chilometri al traguardo.

Sull’Alto de Cotefablo la Jumbo-Visma ha iniziato ad accelerare leggermente ii ritmo, ma se in salita c’è stata solo selezione da dietro, le cose più interessanti sono avvenute in discesa: davanti ha allungato da solo Gorka Izagirre, dietro invece c’è stato il forcing della Movistar (già iniziato sugli ultimi chilometri di ascesa) che ha ridotto il gruppo principale ad una quarantina di unità con il leader Primoz Roglic che per un problema si era ritrovato staccato ed è riuscito a rientrare (ai meno 22 km) con l’aiuto di Bennett ma spendendo più energie del previsto. Qui le maglie e le mantelline della Jumbo-Visma sono completamente sparite dal gruppo, compreso l’americano Sepp Kuss che era anche lui ben messo in classifica.

Quella di Aramón Formigal è una salita abbastanza lunga ma molto discontinua come pendenze. Gorka Izagirre l’ha approcciata con una quindicina di secondi di vantaggio sul gruppetto dei suoi ex compagni di fuga che lo hanno tenuto a vista per parecchi chilometri e lo sono andati a riprendere quando mancavano 6.6 chilometri al traguardo. Il plotone invece era segnalato a due minuti di distanza dai primi ed era sempre tirato dalla Movistar che, con l’aiuto del maltempo, ha ridotto sensibilmente il numero dei corridori presenti, mentre Primoz Roglic era sempre attento nelle prime posizioni nonostante l’inseguimento precedente. Il tratto più impegnativo della salita era quello degli ultimi 3500 metri ed è stato proprio qui che Ion Izagirre ha piazzato lo scatto vincente dopo il lavoro del fratello Gorka che gli aveva permesso di restare coperto nel gruppetto inseguitore. Per il corridore basco si è trattato della prima vittoria del 2020 ed il primo in carriera alla Vuelta dopo essere già andato a segno a Giro e Tour: a 25″ sono arrivati Michael Woods e Rui Costa, a 27″ Rob Power, Michael Valgren e Guillaume Martin, mentre Mattia Cattaneo ha chiuso settimo a 38″.

Nel gruppo dei favoriti invece negli ultimi tre chilometri è successo di tutto. Ai primi attacchi di David de la Cruz, David Gaudu e Marc Soler non ha risposto nessuno e anche il Team Jumbo-Visma si era già sfaldato e non era più quel trenino giallonero capace di intimidire gli avversari: a quel punto hanno provato ad attaccare Hugh Carthy e soprattutto Richard Carapaz, ma anche in questo caso non c’è stata alcuna reazione da un sofferente Primoz Roglic che poi nel finale ha perso le ruote anche di Daniel Martin. Nelle ultime centinaia di metri il britannico Hugh Carthy si è letteralmente scatenato e s’è tolto di ruota anche Richard Carapaz andando a chiudere la tappa in ottava posizione a 48″ da Izagirre: lo scalatore della EF Pro Cycling ha rifilato 7″ a Carapaz e Soler, 26″ a Poels, 33″ a Grossschartner, 35″ a De La Cruz e Daniel Martin e addirittura 50″ alla maglia rossa Primoz Roglic; peggio ancora è andato Enric Mas che a sua volta ha perso 5″ nei confronti di Roglic.

Come era accaduto quattro anni fa, quindi, Aramón Formigal ha riscritto completamente la classifica generale. Il nuovo leader è infatti l’ecuadoriano Richard Carapaz che ha adesso 18″ di vantaggio su Hugh Carthy, 20″ su Daniel Martin e 30″ di Primoz Roglic: è da questo quartetto, racchiuso in appena mezzo unito, che con ogni probabilità uscirà il nome del vincitore finale di questa Vuelta 2020, anche perché il quinto è Enric Mas a 1’07” di ritardo.

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