Stephanie Morton © Richard Morton
Stephanie Morton © Richard Morton

Stephanie Morton molla di testa: la pistard australiana si ritira a pochi mesi dalle Olimpiadi. Si darà alla criminologia

La pandemia scombussola ben più di quanto non si pensi: per esempio ha portato al ritiro Stephanie Morton, una delle più forti velociste della pista mondiale. Di fatto l’australiana non ha retto all’idea dello spostamento di un anno delle Olimpiadi, che già sarebbero probabilmente state il suo ultimo impegno nei velodromi. “Ho passato gli ultimi 8 mesi a maturare questa decisione”, dice la 30enne di Adelaide, la quale alla fine ha sciolto la riserva: “Ho capito dove voglio stare da qui in avanti, e cosa devo fare per starci, e a quel punto ho fatto la mia scelta definitiva”. Può sembrare bizzarro ritirarsi a 8 mesi (forse) dal traguardo atteso oltre 4 anni, ma capita anche questo quando “arrivi quasi all’obiettivo e sul più bello te lo spostano in avanti. Semplicemente, stavolta non sono in grado di spostarmi insieme al mio traguardo”.

Per la Morton, campionessa mondiale nel 2019 nella Velocità a squadre, si aprono le porte di tutt’altra carriera: in questi anni non si è limitata a pedalare, ma ha conseguito una laurea in criminologia e diritto penale, per cui proseguirà per tribunali. Lascia il ciclismo col magone ma senza rimpianti, ringraziando tutti i componenti dello staff della pista australiana e in particolar modo la compagna nella Team Sprint, Kaarle McCulloch: “In questi anni siamo diventate ben più che compagne di squadra, e la nostra amicizia durerà per tutta la vita”. “Vincerò per tutte e due”, le ha fatto eco Kaarle via social.

Nei primi anni da élite della pista Stephanie aveva gareggiato – al di là delle prove individuali – con la grande Anna Meares nella Velocità a squadre. Ma in precedenza aveva vantato addirittura un oro olimpico e tre titoli mondiali nel paraciclismo: proprio così, era la guida dell’atleta non vedente Felicity Johnson. Ai Giochi ha partecipato poi a Rio 2016 restando ai piedi del podio nella Velocità a squadre, specialità in cui – come scritto più su – si è poi fregiata del titolo iridato nel 2019 a Pruszkow, risultato accompagnato da due argenti in questo ultimo quadriennio; tre piazze d’onore di fila anche nell’individuale, dal 2017 al 2019, e nell’inverno scorso, ai Mondiali di Berlino, ha completato il suo podio ideale nelle specialità veloci conquistando un bronzo nel Keirin. Nel suo palmarès anche 5 ori ai Giochi del Commonwealth, 15 titoli continentali oceanici e 13 nazionali.

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