Wout van Aert in maglia ciclamino nella crono della Tirreno-Adriatico © LaPresse
Wout van Aert in maglia ciclamino nella crono della Tirreno-Adriatico © LaPresse

I due mari incoronano due re

Tadej Pogacar vince la Tirreno-Adriatico, ma giù il cappello anche per Wout van Aert che vince la tappa conclusiva. Si ferma la striscia di vittorie a crono Filippo Ganna (oggi terzo)

La Tirreno-Adriatico 2021 si è conclusa così come si era aperta la settimana scorsa, con una vittoria di Wout van Aert: il belga del Team Jumbo-Visma è stato un assoluto protagonista di questa edizione della Corsa dei Due Mari trionfando proprio sia sul Tirreno, la volata d’apertura a Lido di Camaiore, sia sull’Adriatico con la zampata piazzata oggi nella cronometro conclusiva di San Benedetto del Tronto. In mezzo Van Aert ha dato battaglia sui muri ed in salita legittimando uno straordinario secondo posto in classifica generale che allarga ancora di più gli orizzonti di questo straordinario corridore.

Dopo le grandi fatiche di Prati di Tivo e dei muri marchigiani, Wout van Aert si era preso una sorta di giorno di riposo ieri quando ha preferito non spremere i compagni di squadra e rimanere lui stesso coperto nel gruppo nonostante un finale che poteva essere molto adatto alle sue caratteristiche. Un giorno per rifiatare e per essere nuovamente brillante al 100% oggi: e la prestazione fatta segnare dal belga lungo i 10.1 chilometri sul lungomare di San Benedetto del Tronto è stata al livello di quelle dei grandissimi specialisti, facendo segnare prima il miglior intertempo e poi fermando il cronometro in 11’06” alla fantastica media di 54.6 km/h.

L’esperimento di testarsi in classifica generale ha quindi dato un ottimo risultato, ma serviranno ulteriori valutazioni per l’eventuale transizione di obiettivi, visto anche che in circolazione c’è un Tadej Pogacar che al momento sembra quasi inattaccabile. Proprio il giovane sloveno della UAE Team Emirates ha ribadito oggi che la prestazione nella cronometro di La Planche des Belles Filles al Tour de France dell’anno scorso non era stata un caso: nonostante il tracciato relativamente breve e soprattutto piatto come un biliardo, Pogacar oggi ha fatto segnare il quarto tempo assoluto a soli 12″ da Wout van Aert. In classifica finale indica un distacco di 1’03” tra i due fenomeni con Pogacar capace di portare a casa la terza corsa a tappe consecutiva: e ricordiamolo, il tutto senza aver ancora compiuto 23 anni.

A confermare l’altissimo livello di questa Tirreno-Adriatico c’è anche l’ordine d’arrivo di questa cronometro: non solo Wout van Aert, ma i protagonisti del podio di tappa sono gli stessi che circa sei mesi fa hanno occupato le prime tre posizioni del Campionato del Mondo a cronometro di Imola 2020, anche se con piazzamenti diversi. Secondo è arrivato lo svizzero Stefan Küng che già nel finale della tappa di ieri aveva scaldato i motori con un allungo dal gruppo che aveva poco senso dal punto di vista tattico, ma che sapeva proprio di un lavoro mirato per poter essere competitivo oggi nella frazione che più era adatta a lui. Lo svizzero della Groupama-FDJ è rimasto a loro sulla poltrona del leader provvisorio, e proprio in extremis ha dovuto slittare al secondo posto: Van Aert lo ha preceduto di 6″, un margine netto e costruito in gran parte nella seconda parte del tracciato.

Ma per noi italiani, l’uomo più atteso oggi era il campione del mondo di specialità Filippo Ganna, già tre vittorie all’arrivo in questo 2021 e reduce da una striscia di vittorie consecutive nelle cronometro individuali che in anni recenti neanche Tony Martin, Fabian Cancellara o Bradley Wiggins erano riusciti a realizzare. Alla fine il giovane talento verbanese si è fermato a 8 successi di fila e oggi si è dovuto accontentare della terza posizione a 11″ di distanza da Wout van Aert: in assoluto non si può neanche considerare una prestazione negativa, ma proprio il fatto che rimanga un poco di amaro in bocca la dice lunga sul genere di aspettative che Filippo Ganna ha saputo attirare su di sé negli ultimi mesi.

Per quanto riguarda l’ordine d’arrivo della cronometro, dopo il quarto posto di Pogacar troviamo il francese Benjamin Thomas quinto a 16″, sesto è arrivato il nostro Alberto Bettiol (18″ di ritardo) che finora quest’anno è riuscito ad essere competitivo con i primi solo in prove contro il tempo, poi a seguire settimo posto a 24″ per Joao Almeida, ottavo per Kasper Asgreen, nono per Michael Hepburn e decimo per Tobias Ludvigsson. In classifica generale l’unico cambiamento è stato il sorpasso di Almeida ai danni di Wellens per la sesta posizione: dietro a Tadej Pogacar e Wout van Aert il terzo gradino del podio è andato a Mikel Landa che, pur perdendo qualche secondo, ha contenuto bene il tentativo di rimonta di Egan Bernal; tra gli italiani applausi a Matteo Fabbro per il suo quinto posto a 4’37” da Pogacar e 40″ da Landa, mentre Vincenzo Nibali, pur senza brillare, ha chiuso nono a 6’30” da vincitore.

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