Note di viaggio: il Lago di Garda

Percorsi e suggestioni nella “circumpedalata” del Benaco, 150 km di puro godimento.

Nelle cronache trasmesse nelle notti di Auckland dedicate alle regate di Luna Rossa all’America’s Cup e a quel meraviglioso sport quale è la vela che più di ogni altro ha cambiato la propria fisionomia con i nuovi scafi di Coppa America, si sente nominare spesso il lago di Garda.

A buon diritto il Benaco, questo è nome latino del Garda, è la culla della barche “volanti” che partecipano alla regata più famosa al mondo in acque chiuse, la “Cento Miglia”, nonché, per le caratteristiche dei suoi venti, irrinunciabile palestra frequentata dai migliori timonieri del mondo. Quello che sul lago di Garda accomuna velisti e ciclisti è la lotta con il vento che, regolare come un orologio, spira forte, il Peler, la mattina da nord e l’Ora da sud il pomeriggio, quindi se vuoi battere i tuoi record ti conviene scendere da Riva lungo la gardesana orientale con il vento in poppa.

Circumpedalare il Garda per alcuni può essere una sfida, per altri uno dei più belli fra gli allenamenti invernali, per altri ancora una scoperta cicloturistica, ma per tutti saranno 150 km di puro godimento, lungo una strada sempre affacciata sul lago che, per dare un’idea, è come partire da Ravenna per arrivare ad Ancona lungo l’Adriatica, ma, non me ne vogliano romagnoli e marchigiani, molto più bella.

Considerando la guida a destra, il senso di percorrenza preferito intorno ai laghi è quello orario, perché fa pedalare a bordo riva e che, giocando con i termini velici, consente di avere il bordo di dritta sgombro, regalando una libertà di sguardo su panorami che confondono le idee per la loro varietà: da quello di Desenzano che quando l’orizzonte è velato di nebbia sembra mare a quello epico della Rocca di Manerba con le vestigia di un castello a dominio del lago; da quello in stile fiordo norvegese di Campione dove il ghiacciaio che ha scavato il Garda era costretto tra le montagne prima di appoggiarsi a sud sulle colline moreniche, a quello amalfitano di Limone, appunto.

E poi tutti gli scorci descritti da Giosuè Carducci nella poesia “Sirmione” nelle Odi Barbare: “Guarda là in fondo solleva la ròcca sua fosca sovra lo specchio liquido – cantando una saga d’antiche cittadi sepolte e di regine barbare”. O il rassicurante golfo di Salò dove il liutaio Gasparo Bertolotti inventò il violino. Tutta questa mutevole bellezza meglio gustarla lentamente, godendo di ogni metro i km scorrono facili quando si comincia a pedalare e lo si può fare con qualsiasi bicicletta, basta che sia munita di faro anteriore e posteriore. La Gardesana, quella occidentale (strada statale 45 bis) in modo particolare, è disseminata di gallerie non particolarmente pericolose, dove però è necessario porre attenzione alla guida almeno quanto quella di James Bond quando ha sfrecciato a tutta velocità su queste strade con la sua Aston Martin d’ordinanza durante le riprese di “007 Quantum of Solace”.

Per le gambe più allenate, o semplicemente più volonterose, non mancano le straordinarie divagazioni dal periplo costiero a cominciare dalla Strada della Forra, incredibile opera d’ingegneria, definita da Winston Churchill come l’ottava meraviglia del mondo; la Strada del Ponale, ardito sentiero militare che oggi offre un itinerario ciclabile, a tratti impegnativo ma indimenticabile e per finire in bellezza la grande difficoltà di Punta Veleno, che più che una salita è un decollo sul lago. Questi e molti altri motivi, insieme al clima temperato, sono tutte ottime ragioni per lasciare arrugginire i rulli in cantina, per questo nella stagione invernale è possibile incontrare professionisti che si allenano come Daniel Oss nella zona di Riva del Garda o Sonny Colbrelli tra Salò e Toscolano Maderno, o ancora gli atleti della Gazprom-Rusvélo a Lonato, dove ha sede il loro quartier generale. Certo a noi la soddisfazione di mettersi a ruota di un “pro” non allenerà verso una futura vittoria ma abbrevierà il tempo che ci separa dalla prossima sosta per bere una birra in riva al lago.

Enrico Carrara

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