Miguel Ángel López vince all'Altu d'El Gamoniteiru © Vuelta a España-Gómez Sport
Miguel Ángel López vince all'Altu d'El Gamoniteiru © Vuelta a España-Gómez Sport

Miguel Ángel, un raggio di luce nella nebbia

López conquista il Gamoniteiru ma Roglic – secondo al traguardo – ha la Vuelta in tasca. Vani gli attacchi di Bernal, lo sloveno risponde a tono. Bene anche Mas, disfida Storer-Bardet per la maglia a pois

Non hanno ribaltato Primoz Roglic, ma in realtà non ci hanno nemmeno provato. L’Altu d’El Gamoniteiru, salita asturiana su cui oggi la Vuelta 2021 era chiamata a un appuntamento cardine, è stata lo scenario di una battaglia anche a tratti bella, ma priva del respiro di quella di ieri: si lottava per la gloria di giornata, non per tentare di riaprire la corsa, che appare sempre più blindata da Roglic. Era il momento che la Movistar muovesse uno dei suoi due alfieri di alta classifica verso un successo di peso, e oggi è toccato a Miguel Ángel López andare a conquistare l’ambito traguardo in quota. Per il colombiano il dolce sapore del riscatto dopo un Tour da dimenticare, nel contesto di tre settimane vissute da protagonista, saldo sul podio – almeno fin qui – del GT iberico.

Roglic fa in ogni caso il bello e il cattivo tempo, supportato da una supersquadra che ha in Sepp Kuss un gregario da top ten in classifica (è settimo) ma soprattutto da una gamba spaziale, grazie alla quale gestisce e all’occorrenza schiaffeggia, talvolta domina (vedi ieri), altre volte è costretto a riparare a qualche intoppo della strada (un paio di cadute in questa Vuelta se l’è fatte, Primoz). A tre giorni dalla conclusione della corsa, e con l’ulteriore bonus per lo sloveno rappresentato dalla crono finale, ci sarà per il capitano Jumbo-Visma solo da controllare senza ansie le due abbordabili (quella di sabato un po’ meno) tappe in linea che rimangono. I suoi avversari comunque possono dirsi assolti, hanno fatto senz’altro il possibile, e in particolare l’Egan Bernal degli ultimi giorni ci ha riempito gli occhi coi suoi attacchi, destinati all’insuccesso ma testimoni di un carisma da campione. Finirà quasi certamente fuori dal podio il colombiano, a conferma dell’assoluto livello di questa Vuelta destinata a essere ricordate come una delle migliori del decennio.

La 18esima tappa della Vuelta a España 2021 si sviluppava lungo i 162.6 km tra Salas e l’Altu d’El Gamoniteiru. Non partiti Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers) e Carlos Verona (Movistar), stavolta l’inizio non è stato carico di stress come in molti degli ultimi giorni, e la fuga si è attivata dal km 2 con James Piccoli (Israel Start-Up Nation), a cui si sono associati presto Pelayo Sánchez (Burgos-BH), Harm Vanhoucke (Lotto Soudal) e Bert-Jan Lindeman (Qhubeka-NextHash), e poco dopo anche altri 28 uomini: Koen Bouwman (Jumbo-Visma), Mikaël Chérel e Stan Dewulf (AG2R-Citroën), Floris De Tier e Eddy Planckaert (Alpecin Fenix), Gorka Izagirre (Astana-Premier Tech), Patrick Gamper (Bora-Hansgrohe), Carlos Canal e Ander Okamika (Burgos), Aritz Bagües (Caja Rural-Seguros RGA), José Herrada (Cofidis, Solutions Crédits), Mauri Vansevenant (Deceuninck-Quick Step), Jens Keukeleire (EF Education-Nippo), Gotzon Martín e Luis Ángel Maté (Euskaltel-Euskadi), Olivier Le Gac (Groupama-FDJ), Rein Taaramäe (Intermarché-Wanty), Salvatore Puccio (Ineos), Steff Cras (Lotto Soudal), Imanol Erviti (Movistar), Damien Howson e Nick Schultz (BikeExchange), Thymen Arensman e Michael Storer (DSM), Fabio Aru (Qhubeka), Gianluca Brambilla e Antonio Nibali (Trek-Segafredo) e Rafal Majka (UAE-Emirates).

Il vantaggio era già superiore ai 4′ quando i fuggitivi hanno approcciato il Puertu de San Llaurienzu, prima salita di giornata al km 45. Subito Gamper, Le Gac e Lindeman si sono staccati dal drappellone di testa, quindi Piccoli ha azzardato un tentativo solitario, ma al Gpm (ai -108) ha festeggiato Storer, che ha così lanciato ufficialmente la scalata ai pois del compagno di squadra Romain Bardet: 51-44 per il francese dopo il San Llaurienzu. Il gruppo è transitato a 4’47” dai primi, trainato dalla Bahrain-Victorious che poi in discesa l’ha pure frazionato col suo ritmo. È stata poi la Intermarché a riunificare i due tronconi principali.

L’azione dei Bahrain ha ridotto il gap a 3’18” ai piedi della seconda salita, La Cobertoria al km 87. Qui tra i fuggitivi Arensman ha imposto un ritmo molto elevato che ha causato una decina di defezioni prima che partisse l’uomo del knock-down: il suo compagno Michael Storer. L’australiano, già a segno a Balcón de Alicante e Rincón de la Victoria, ha preso il largo a 70 km dal traguardo e 2 dalla vetta della Cobertoria, sulla quale (ai -68) ha poi conquistato altri 10 punti Gpm grazie ai quali ha scavalcato Bardet: 54-51 per lui.

Storer è passato in vetta con un minuto su Pelayo Sánchez e 1’30” sugli altri inseguitori, col gruppo, che la Cobertoria l’ha fatta senza dannarsi, lontano 5’35”. Il margine è arrivato fino ai 5’45” toccati a 53 dall’arrivo, e a quel punto la Movistar ha iniziato a dare degli scrolloni, inframezzandosi coi suoi uomini al perdurante lavoro dei Bahrain. I distacchi si sono riequilibrati, 2’30” per gli altri fuggitivi e 4’20” per il gruppo quando si è giunti sulla terza salita della tappa, l’Alto del Cordal a 30 km dalla fine. Fabio Aru è scattato dopo il primo chilometro di scalata dal gruppetto intercalato, con lui si sono mossi Arensman in marcatura e Gianluca Brambilla.

In gruppo si son fatti largo gli UAE, con Majka che, fermatosi dalla fuga, ha dato una bella ripassata, tanto che tutti i corridori alle spalle di Storer (compresi Aru e Brambilla) sono stati ripresi ai -25. Ma poi il possibile attacco di David De La Cruz non è arrivato dopo che i suoi gregari hanno tirato il collo a tutti; e allora, appena gli UAE si son fatti da parte, è partito Mikel Bizkarra (Euskaltel) ai -23, seguito a ruota da Bardet in modalità reazione-pois. Al Gpm dei -22 Storer ha preso 5 punti e Bardet, secondo a 2’09” (il gruppo è passato a 2’22”), 3: totale 59-54 per l’australiano.

Ai piedi del Gamoniteiru, -15, Storer aveva un margine di 1’55” su Bardet e Bizkarra e di 2’30” sul gruppo. Romain ha staccato presto Bizkarra, ma si è visto a propria volta raggiungere dal plotone ai -13, è uscito allora ai -12 David Bouchard (AG2R), intanto Storer in perfetta gestione conservava sempre quel paio di minuti di margine. Agli 11.5 è arrivato l’atteso (già dalla salita precedente) allungo di De La Cruz, che è balzato su Bouchard e l’ha poi staccato ai -11. Il ritmo di David è stato notevole, in 3 km ha dimezzato il distacco da Storer e messo quasi un minuto tra sé e il gruppo maglia rossa, sempre tirato dai Bahrain (Damiano Caruso nella circostanza).

Dai -8 ai -7 De la Cruz ha chiuso il gap su Storer, intanto in gruppo s’è messa a tirare forte la Intermarché, con Jan Hirt che ha creato una discreta selezione. Ma a raccogliere i frutti del lavoro del ceco non è stato il suo capitano Louis Meintjes, bensì Egan Bernal (Ineos), che ai -5 è partito forte, chiamando la reazione per primo di Primoz Roglic (Jumbo) supportato dal fido Sepp Kuss, ma anche della coppia Movistar Enric Mas-Miguel Ángel López; assente Jack Haig (Bahrain), quarto della generale.

Poco prima dell’attacco di Bernal, De La Cruz aveva mollato definitivamente Storer, ma i migliori erano a soli 30″ da lui, per cui non si profilava una giornata trionfale. Ai 4 km è scattato López, e a questo punto Kuss ha settato l’andatura su una velocità un briciolo inferiore, tanto che ai 3.5 son rientrati da dietro Haig, Meintjes, Adam Yates (Ineos) e Gino Mäder (Bahrain). Ai 3 km, superato un tratto di nebbia fitta, López ha raggiunto De La Cruz ed è ripartito subito in contropiede.

Ai 2 km è scattato Roglic, e con lui sono andati Mas e Bernal, e nel mentre i tre andavano a chiudere su De La Cruz, da dietro Haig provava a riportare sotto gli altri; l’australiano non ha fatto in tempo perché è partito in contropiede Bernal, e di nuovo con Roglic e Mas s’è riformato il terzetto dei più forti. Ai 1500 Bernal ci ha riprovato ma ancora non ha staccato gli altri due. Nell’ultimo durissimo chilometro, di nuovo nella nebbia, è stato Roglic a fare il ritmo, e col suo fare ha tirato l’anima a Bernal, mentre Mas appariva più che mai sul pezzo.

López ha completato l’opera vincendo a braccia alzate, e Roglic ai 200 metri ha piazzato una progressione grazie alla quale ha infine staccato Mas e Bernal; 14″ il ritardo di Primoz, 20″ per Enric, 22″ per Egan; a 58″ sono arrivati Haig, De La Cruz, Mäder e Meintjes, a 1’06” ha chiuso Kuss, a 1’07” Yates; ben più lontani tutti gli altri, citiamo Guillaume Martin (Cofidis) che era il quinto della generale e che oggi ha pagato 4’23” (18esimo all’arrivo), mentre Felix Grossschartner (Bora-Hansgrohe) addirittura 6’49” (27esimo).

Si rinsaldano le prime posizioni della classifica: Roglic è primo con 2’30” su Mas, 2’53” su López, 4’36” su Haig, 4’43” su Bernal, 5’44” su Yates, 6’02” su Kuss, 7’48” su Mäder, 8’31” su Martin, 9’02” su Meintjes; fuori dai 10 De La Cruz a 9’24” e l’ex maglia rossa Odd Christian Eiking  (Intermarché) a 13’15”, mentre Grossschartner crolla dalla nona alla 13esima posizione a 13’35”. L’interessante lotta per la maglia a pois si chiude oggi con Storer primo con 59 punti, Bardet secondo a 54 e Roglic in risalita a 48. Domani una 19esima tappa di tutt’altro disegno rispetto alle ultime due: da Tapia a Monforte de Lemos sono 191.2 km che non mancano di presentare varie asperità, soprattutto nella prima parte, ma poi nel finale le cose si semplificano abbastanza. Nemmeno da escludere uno sprint di gruppo, più facile assistere a una fuga di comprimari: se avrà successo, dipenderà dal ritmo tenuto sulle salite di inizio tappa.

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile