La vittoria di Alexander Kristoff a Koksijde © Bettiniphoto
La vittoria di Alexander Kristoff a Koksijde © Bettiniphoto

A La Panne urlano in due: il vento e Kristoff

Il norvegese della Katusha vince a Koksijde; tappa caratterizzata dai ventagli orchestrati da Philippe Gilbert, sempre più leader

A quattro giorni dal Giro delle Fiandre, tutti parlano di Peter Sagan e Greg Van Avermaet, come è giusto che sia, ma dalla Tre Giorni di La Panne 2017 vengono indicazioni che ci dovrebbero indurre ad allargare il nostro campo visivo oltre il dualismo che caratterizza questa fase della stagione. A un Philippe Gilbert tornato in auge in maniera inaspettata quanto gaudiosa (sfracelli ieri, sfracelli oggi), si aggiunge Alexander Kristoff, corridore che una Ronde ce l’ha già nel palmarès e che nella breve gara a tappe fiamminga dà sempre il meglio di sé.

Il norvegese della Katusha Alpecin ha ottenuto oggi a Koksijde il settimo successo di tappa a La Panne (è secondo dietro a Eric Vanderaerden, che ne conquistò 13), e come sempre nel suo caso conta molto soprattutto il “come” giungono tali vittorie. Nel caso odierno si è trattato di aver ragione di un gruppo di poco più di 20 unità, emerso dalla battaglia nel vento di De Moeren e arrivato al traguardo sulla spinta soprattutto della Quick-Step Floors del citato Gilbert.

Non è che nel gruppetto Kristoff fosse in assoluto il più veloce, basti citare la presenza di Marcel Kittel per far comprendere il livello della concorrenza; eppure, al termine della tappa, a esultare è stato proprio l’algido scandinavo, perché quando la corsa si fa dura (e oggi lo è ben stata) lui emerge.

 

Fuga di 10 in attesa del vento
Partenza da Zottegem, 193 km da affrontare, e i 10 fuggitivi di giornata ci hanno messo più o meno 20 km a mettersi in marcia incontro al vento che era atteso per la parte centrale del percorso. Lawrence Naesen (WB Veranclassic Aqua Protect, e sì, è il fratello di Oliver), Ben Perry (Israel Cycling Academy), Evgeny Shalunov (Gazprom-RusVelo), Stef Van Zummeren (Vérandas Willems-Crelan), Conor Dunne (Aqua Blue Sport), Robby Cobbaert (Cibel-Cebon), Brian Van Goethem (Roompot-Nederlandse Loterij)m Mark McNally (Wanty-Groupe Gobert), Piet Allegaert (Sport Vlaanderen-Baloise) e Bjørn Tore Hoem (Team Joker Icopal), questi i coraggiosi.

Il gruppo ha lasciato fare fino a un margine massimo di 5′, poi è arrivata la fase dei muri (su tutti e sei quelli previsti è transitato per primo Allegaert, assicurandosi così la vittoria della classifica Gpm), e il plotone stesso ha iniziato a frazionarsi.

Dopo il Vidaigneberg, a 85 dalla fine, si sono mossi in contropiede Pim Ligthart (Roompot) e Alex Kirsch (Veranclassic), e nel giro di una ventina di chilometri sono riusciti a rientrare sui 10 fuggitivi, che in quel momento avevano 1’40” sul gruppo. Ma il bello della giornata doveva ancora venire.

 

Il leader Gilbert si scatena nei ventagli
A 50 km dalla conclusione, nella zona di De Moeren, come al solito battutissima dal vento, la corsa ha assunto tutta un’altra fisionomia. Tra l’altro Google Translate ci suggerisce che “De Moeren” in fiammingo significhi “i dadi”, il che dà abbastanza il senso di casualità che a volte (o meglio: per qualcuno) percorre certe fasi di gara.

Nel nostro caso, non è stato casuale che sia stata la Trek-Segafredo a lavorare per portar via il ventaglio, visto che il team americano stava già lavorando da tempo in testa al plotone. Fatta la prima selezione, la situazione è rimasta assai fluida, e ai -47 c’è stata un’ulteriore frattura nel gruppo principale, e stavolta è stata decisiva: dietro, nel secondo gruppo, rimaneva Luke Durbridge (Orica-Scott), secondo della generale; ancor più indietro, nel terzo drappello, Simone Consonni (UAE Emirates), terzo in classifica.

Nel primo invece mezza Quick-Step Floors (la vera artefice di quest’attacco): il leader Philippe Gilbert, l’uomo destinato a sprintare all’arrivo, ovvero Marcel Kittel, e due uomini del treno come Fabio Sabatini e Maxi Richeze; il quarto della generale, Matthias Brändle della Trek, scortato da Boy Van Poppel e da Edward Theuns, con quest’ultimo che puntava chiaramente alla tappa; il settimo in classifica, Alexander Kristoff (grande tradizione su questo percorso), col compagno Baptiste Planckaert; altri uomini veloci come Andrea Guardini (UAE), Adrien Petit (Direct Énergie, con lui Sylvain Chavanel), Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe), Coen Vermeltfoort (Roompot) e Maxime Vantomme (Veranclassic); quindi, a completare il quadro, Pierre-Luc Périchon (Fortuneo-Vital Concept) e Jonas Rickaert (Vlaanderen).

L’accordo davanti è stato presto fatto, con la Quick-Step ad accollarsi la gran parte del lavoro. Ai -45 è stata raggiunta la fuga, della quale i soli Dunne, Van Goethem, Allegaert e McNally sono riusciti ad accodarsi ai contrattaccanti e a resistere con loro fino alla fine.

Il secondo gruppo, con Durbridge e i Lotto Soudal (presi in castagna per l’ennesima volta in questa stagione) a tirare alla disperata, era destinato in ogni caso a soccombere: quelli davanti ne avevano di più, ed erano pure in numero superiore (22 contro 18), tanto che a un certo punto, diciamo ai -20, Durbo e i suoi colleghi di sventura hanno alzato bandiera bianca. Solo ai -10 Guillaume Van Keirsbulck (Wanty) avrebbe tentato un’azione personale, coinvolgendo poi nella sua evasione altri quattro o cinque uomini (tra cui il suo compagno Andrea Pasqualon): più un test sul fondo che una reale speranza di recuperare sui battistrada.

Nel frattempo Gilbert approfittava di un paio di traguardi volanti per conquistare 3+3″ di abbuono, che in classifica fanno sempre comodo.

 

Kristoff su Theuns e Kittel a Koksijde
Ci si attendeva che una volata ristretta assegnasse il successo di giornata, ma intanto ai -2.3 Brändle ha provato a sorprendere tutti. Sull’austriaco si sono portati rapidamente Gilbert (attivissimo per chilometri e chilometri) e Vermeltfoort, e il terzetto per un attimo è parso funzionare, ma la reazione del gruppetto dietro è stata veemente e l’azione è stata annullata ai 900 metri.

Van Poppel ha iniziato a impostare la volata ai 400 metri, in favore di Theuns, ma ai 200 è uscito sulla sinistra Alexander Kristoff che ha subito preso un sensibile margine. Con la sua proverbiale tenuta su velocità altissime, il norvegese è stato in grado di respingere al mittente il tentativo di rimonta di Kittel, e al tedesco alla fine è mancato anche quel briciolo di forza per difendere il secondo posto, che è andato invece a Theuns, rinvenuto ottimamente alla sinistra di Kristoff (che nel frattempo si era accentrato per contenere anche fisicamente Kittel).

Quarto posto per Ackermann, quinto per Guardini, poi la top ten è stata completata da Vantomme, Petit, Vermeltfoort, Périchon e Dunne. Fosse dipeso da quel terzo posto di tappa il bilancio odierno, la Quick-Step – tanto lavoro per una sconfitta – si sarebbe sentita in netto passivo. D’altro canto c’è però questo Gilbert che continua a fare faville, che ha allungato in maniera probabilmente definitiva in classifica, e che soprattutto si pone come uno dei massimi favoriti per il Fiandre; o se non altro, potrà rappresentare nel team di Lefévère una variabile in grado di far saltare i piani di molti avversari.

La generale, dicevamo: Gilbert domina con 50″ su Brändle, 1’07” su Kristoff, 1’11” su Theuns, 1’15” su Ligthart e Chavanel, 1’17” su Vantomme e Périchon, 1’22” su Van Poppel e 2’25” su De Buyst. Domani due semitappe in chiusura di corsa, De Panne-Zottegem (118 km) al mattino, per velocisti, e crono finale di 14 km a De Panne nel pomeriggio. Non diciamo che Gilbert abbia già vinto la corsa, certo per perderla dovrebbe fare qualche miracolo al contrario…

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