Simon Yates all'attacco nella Tolmezzo-Sappada © LaPresse - Fabio Ferrari
Simon Yates all'attacco nella Tolmezzo-Sappada © LaPresse - Fabio Ferrari

Provate a prendermi

Un nuovo bilancio sul Giro d’Italia alla vigilia della settimana decisiva: Yates sempre più leader. Mohoric e Bennett, non solo vittorie. Aru e Chaves, addio ai sogni di gloria

Il Giro d’Italia entra nella sua ultima e decisiva settimana di gara ed ecco quindi il nostro ultimo breve bilancio sui protagonisti della corsa rosa: le ultime tappe hanno fatto salire ancora di più le quotazioni di Simon Yates mentre molti altri uomini di classifica continuano a restare in ballo per un risultato importante alternando buone prestazioni ad altre meno, forse aspettando di giocarsi le carte migliori dei tapponi decisivi. Un po’ a giorni alterni anche Elia Viviani che da un lato ha conquistato la sua terza vittoria di tappa, dall’altro ha visto ridursi sensibilmente il suo vantaggio nella classifica della maglia ciclamino.

CHI SALE

Simon Yates (Mitchelton-Scott)
Non ci sono dubbi che al momento sia lui l’uomo più in forma di questo Giro d’Italia ed anche il favorito per la vittoria finale: in salita ha una marcia in più rispetto a tutti quanti e ha dimostrato di non aver paura di attaccare anche ad una distanza notevole dal traguardo; la cronometro sarà un test importante, ma è difficile pensare che Yates possa farsi spaventare da quei 34 chilometri tra Trento e Rovereto, almeno vedendo come stanno girando le gambe. La resa dei conti arriverà nei tapponi di Piemonte e Valle d’Aosta con salite lunghe ed impegnative in sequenza, uno scenario un poco diverso da quello incontrato finora.

Tom Dumoulin (Team Sunweb)
L’olandese campione uscente continua a gestirsi e ieri, salendo verso Sappada, è stato anche fortunato che i rivali non gli abbiano dato una mezzata bella pesante finendo invece con il regalargli addirittura un abbuono al traguardo. Adesso Dumoulin è atteso dalla “sua” cronometro dove sarà chiamato ad una grandissima performance per riaprire i giochi per la classifica: i 2’11” che lo separano dalla maglia rosa Simon Yates non sono un ostacolo insormontabile, magari non li recupererà tutti in un giorno solo, ma se c’è uno che può togliere il giro al britannico della Mitchelton-Scott, allora questo è proprio il campione della Sunweb.

Matej Mohoric (Bahrain-Merida)
Nella prima settimana si era visto poco, ma il numero che ha fatto per vincere la decima tappa a Gualdo Tadino è stato assolutamente notevole, una delle azioni più spettacolari del Giro d’Italia fino ad oggi. Quel giorno la Bahrain-Merida ha messo in mostra tutte le proprie qualità migliori: un saggio di classe, un perfetto mix di strapotenza fisica, abilità tecnica ed intelligenza tattica che per non poco non è stato bissato a Imola. Per il resto c’è tanto lavoro importante per il suo capitano Domenico Pozzovivo, ma senza mai mollare nei finali delle tappe più dure, dove sarebbe comunque giustificato: il tutto a soli 23 anni.

Fausto Masnada (Androni-Sidermec)
Non ha vinto tappe e non è in lotta per un piazzamento in classifica generale, ma non si può negare che il bergamasco dell’Androni-Sidermec si stia guadagnando visibilità e considerazione grazie alle sue fughe in questo Giro d’Italia. Masnada è solo al secondo anno da professionista, ha 24 anni e qualità molto interessanti: un ragazzo che merita di essere seguito con attenzione.

Sam Bennett (Bora-Hansgrohe)
A Imola arriva una seconda vittoria di tappa, e che vittoria: per un velocista non era scontato resistere sullo strappo di Tre Monti, sotto la pioggia e dopo più di 200 chilometri, Bennett invece aveva addirittura attaccato in salita, poi allo sprint ha sorpreso tutti partendo lunghissimo per chiudere su Betancur e Mohoric e quasi togliendosi tutto il gruppo di ruota. Lo conoscevamo come un corridore molto dotato come punta massima di velocità ma piuttosto allergico alle salite, si sta dimostrando invece molto resistente sugli strappi brevi: 40 punti da recuperare a Elia Viviani sono tanti, ma i giochi per la maglia ciclamino non sono chiusi come poteva sembrare.

CHI SCENDE

Fabio Aru (UAE Team Emirates)
Ancora una volta, e sono tre negli ultimi quattro grandi giri disputati, è una giornata caratterizzata dalla pioggia e dal maltempo e chiudere il discorso di classifica di Fabio Aru, sempre se in questo Giro d’Italia si era mai aperto. Il sardo era andato in difficoltà su praticamente tutte le salite, sullo Zoncolan aveva perso tanto uscendo di nuovo dai primi 10 in classifica generale ma, dopo un minimo tentativo di reazione con un attacco da lontanissimo, ieri Aru ha definitivamente alzato bandiera bianca a 30 chilometri dall’arrivo sul Passo di Sant’Antonio. Non si è ritirato ed sembra determinato ad andare avanti: con 25 minuti di ritardo e meno pressioni addosso, potrebbe anche provare a cercare una vittoria di tappa.

Esteban Chaves (Mitchelton-Scott)
Lo scalatore colombiano della Mitchelton-Scott era arrivato al secondo giorno di riposo in ottime condizioni e preceduto in classifica generale solo dal compagno di squadra Simon Yates: in una settimana è sprofondato dal 2° al 67° posto a quasi due ore di ritardo dalla maglia rosa. Cosa gli sia successo tra quel giorno di riposo e la prima parte della decima tappa verso Gualdo Tadino è un mistero, ma c’è senza dubbio qualcosa che non va: per il momento resta in corsa per provare ad essere d’aiuto ai compagni di squadra in un momento così importante.

Thibaut Pinot (Groupama-FDJ)
Quella dello scalatore della Groupama-FDJ non è una bocciatura e non potrebbe mai esserlo visto che stiamo parlando di un corridore che si trova attualmente in quarta posizione in classifica a 9″ dal podio: è quindi in piena lotta per migliorare il quarto posto dell’anno scorso e tornare quindi tra i migliori tre di un grande giro dopo quattro anni. Però dopo la vittoria al Tour of the Alps ci si aspettava qualcosa da lui che finora è sempre rimasto passivo lasciando agli altri l’iniziativa: la tattica può dare i suoi frutti, ma negli ultimi due giorni Pinot è sembrato meno brillante che in precedenza.

Sacha Modolo (EF Education First-Drapac)
Sembra che gli manchi sempre un centesimo per fare un euro: non si può dire che non sia in forma perché in tutti gli arrivi in volata si è sempre fatto trovare nelle posizioni buone nel finale e comunque a volte ha provato anche a rendersi utile per i compagni, purtroppo però non è mai particolarmente fortunato ed in più nelle sue tappe ha commesso qualche errore di valutazione che lo ha costretto ad accontentarsi di piazzamenti. Può fare meglio di quarti e quinti posti.

Nicolas Roche (BMC Racing Team)
Il corridore irlandese ha quasi 34 anni e quindi ci può stare un calo di rendimento, ma alzi la mano chi si è accorto che Nicolas Roche fosse effettivamente al Giro d’Italia. Parliamo al passato perché Roche si è ritirato nel corso della quindicesima tappa da Tolmezzo a Sappada: una corsa assolutamente anonima, troppo brutta per essere vera ed in cui il miglior risultato è stato un ventisettesimo poto a Gualdo Tadino.

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