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Anche in Francia l'Impeyrimatur di Daryl

04.06.2018 16:18

Il sudafricano vince la prima tappa in linea del Critérium du Dauphiné. Nibali tenta un allungo all'ultimo chilometro, Kwiatkowski sempre in giallo


La prima tappa in linea tra Valence e Saint-Just-Saint-Rambert era una delle uniche due occasioni di questa edizione del Critérium du Dauphiné in cui sulla carta c'era la possibilità di assistere ad una sfida tra i pochissimi velocisti in gara: alla fine volata è stata tra uomini veloci sì, ma dotati anche di resistenza perché il circuito finale presentava diverse insidie. Ad esultare per il successo è stato il campione nazionale sudafricano Daryl Impey, un corridore che spesso ha fatto valere il proprio spunto veloce in tracciato ondulati che tagliavano fuori un po' di concorrenza, esattamente le condizioni che si sono presentate oggi in Francia.

Festeggia anche la Mitchelton-Scott che nell'ultimo mese ha fatto di incetta di successi, con cinque tappe al Giro d'Italia, il Tour des Fjords e le varie prove delle Hammer Series, prima in Norvegia e poi in Olanda: la squadra australiana sta girando a meraviglia in questo periodo, anche se non può non avere rammirico per come è terminata la corsa rosa dominata fino a quel momento.

Tre corridori in fuga da lontano
Che quella di oggi non sarebbe stata una giornata del tutto scontata, lo si è capito subito con la partenza in salita sul Col de Leyrisse, gran premio della montagna di seconda categoria posto al chilometro 9: qui ci sono stati già alcuni corridori in difficoltà come i tedeschi Phil Bauhaus (Sunweb) e Rüdiger Selig (Bora) che poi sono comunque riusciti a rientrare in gruppo quando davanti è partita una fuga con Lawson Craddock (EF Education First), Brice Feillu (Fortuneo) e Nicolas Edet (Cofidis). I tre hanno preso un vantaggio massimo di poco superiore ai sei minuti, ma non sono mai usciti dal controllo del plotone: il Team Sky ha infatti trovato abbastanza presto il supporto di Quick-Step Floors e Vital Concept Cycling Club, una per lo sprinter olandese Fabio Jakobsen o in alternativa per Julian Alaphilippe, l'altra per il francese Bryan Coquard.

Feillu si è assicurato molto rapidamente la maglia di miglior scalatore ai primi tre dei sette gpm previsti oggi, poi il trio di testa non ha dovuto impiegare molto a capire che non avrebbe avuto grosse chance oggi: il plotone ha infatti recuperato molto velocemente buona parte dei sei minuti di distacco, poi è iniziata la classica fase ad elastico in cui gli inseguitori prima si avvicinano e poi rallentano per agguantare la fuga troppo presto. A 60 chilometri dall'arrivo il gap era di soli due minuti, ai meno 28 chilometri è sceso ancora sotto al minuto ma la fuga ha proseguito fino all'inizio dell'ultimo dei due giri locali attorno a Saint-Just-Saint-Rambert da 12 chilometri circa: gli ultimi ad arrendersi sono stati Nicolas Edet e Lawson Craddock, Brice Feillu invece aveva mollato una decina di chilometri prima nel corso del penultimo giro.

Circuito finale molto insidioso
I due giri del circuito finale si sono rivelati molto tecnici e insidiosi: c'era la salitella della diga di Grangent, discese, contropendenze, molte curve ed in più la strada leggermente umida per via di una leggera pioggia che ha caratterizzato la tappa ad intermittenza. Nel primo giro, quando la fuga doveva ancora essere ripresa, c'è stata una caduta a 18 chilometri dall'arrivo: tra i coinvolti c'erano lo sloveno Luka Pibernik (Bahrain), lo statunitense Kiel Reijnen (Trek), ma soprattutto lo scalatorino francese David Gaudu, potenziale uomo di classifica della Groupama-FDJ che però è arrivato molto malconcio al traguardo scortato da un compagno di squadra a quasi nove minuti di distanza dal vincitore. Un'altra caduta, innescata da un corridore dell'Astana, è avvenuta ai meno 9 chilometri: giù Domont e Vuillermoz, entrambi dell'AG2R.

Sul primo passaggio sullo strappo della diga di Grangent è stata la Lotto Soudal ad accelerare per far soffrire i velocisti in vista della scalata successiva che sarebbe terminata a soli 4 chilometri dall'arrivo. A muoversi per primo, però, non è stato un corridore della squadra belga, bensì Dylan Teuns della BMC che poi ha trovato la reazione di Julian Alaphilippe e della maglia gialla Michal Kwiatkowski: i due hanno scollinato davanti assieme a Geraint Thomas, Pierre Latour e Michael Valgren, ma non sono riusciti a fare una vera differenza e così in discesa la prima parte del gruppo si è riunita. Il forte ritmo, però, è stato fatale per diversi uomini veloci e anche chi è riuscito a non staccarsi ha poi avuto le gambe troppo ingolfate per sprintare con le ultime centinaia di metri in leggera salita.

Nibali allunga, poi Impey batte tutti in volata
Nel finale il Team Sky era presente nelle prime posizioni del gruppo di testa, ma nessuna squadra è riuscita ad organizzare un vero e proprio treno: in questo contesto di poca organizzazione ha provato a farsi vedere Vincenzo Nibali che a 1100 metri dalla conclusione ha allungato in prima persona per cercare di sorprendere tutti. L'azione da finisseur del siciliano della Bahrain-Merida aveva i tempi giusti, ma poca convinzione: il numero era quasi impossibile con Gianni Moscon al suo inseguimento in testa al gruppo e Nibali si è accorto subito che anche spingendo a tutta non sarebbe andato lontano e quindi ha alzato il piede dall'acceleratore venendo ripreso a circa 700 metri dall'arrivo.

La situazione a quel punto sembrava favorevole alla Bora-Hansgrohe ha aveva ancora il tedesco Pascal Ackermann, ma a rovinare i loro piani ci ha pensato Michael Valgren che ha lanciato un'improbabile volata lunghissima proprio sul leggero strappetto verso l'arrivo: il danese dell'Astana ha tirato la volata a Julian Alaphilippe che ha chiuso la porta ad Ackermann che provava a passarlo lungo le transenne, senza considerare dall'altro lato Daryl Impey che è partito fortissimo e si è imposto con un margine nettissimo su tutti. Alaphilippe è riuscito comunque a chiudere secondo, terzo è arrivato Ackermann, quarto Tiesj Benoot e quinto Michal Kwiatkowski; tra gli italiani i migliori sono stati Damiano Caruso settimo e Gianluca Brambilla undicesimo.

Kwiatkowski resta leader della generale
Tra abbuoni e corridori attardati ci sono state alcune novità in classifica generale, anche se non per quanto riguarda la maglia gialla che è rimasta sempre sulle spalle di Michal Kwiatkowski: alle spalle del polacco del Team Sky c'è adesso Daryl Impey che ha solo 2" di ritardo, Gianni Moscon è sempre terzo a 3", poi quarto è Bob Jungels a 7", mentre i 6" di abbuono per il secondo posto di giornata hanno permesso a Julian Alaphilippe di risalire in quinta posizione a 8" dalla maglia gialla, oltre ovviamente a guadagnare tempo su tutti i rivali.

E domani si replica con un tappa altimetricamente abbastanza simile: nei 180.5 chilometri tra Montbrison e Belleville ci saranno cinque gran premi della montagna, uno di quarta categoria e quattro di terza, la differenza rispetto a oggi è che l'ultimo sarà posizionato a poco meno di 30 chilometri dall'arrivo e ci sarà lo spazio per recuperare su eventuali fughe.
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