Nairo Quintana © Vuelta a Asturias
Nairo Quintana © Vuelta a Asturias

È questo il Nairo che mancherà al Giro

Quintana decisamente sul pezzo alla Vuelta a Asturias, chiusa con un successo di tappa e la generale. Gioie parziali anche per Héctor Carretero e Pierre Latour; Lorenzo Fortunato settimo oggi nella terza frazione

Una tre giorni di salite e di battaglie, e la Vuelta a Asturias 2021 va in archivio con il successo – il secondo in carriera dopo quello conseguito nel 2017 – di Nairo Quintana. Un esito che non fa che incrementare i rimpianti per il fatto che lo Sciamano di Cómbita non sarà al via del Giro d’Italia, nonostante la richiesta di wild card da parte dell’Arkéa Samsic e le insistite lusinghe dello stesso colombiano nei confronti della corsa rosa. La quale ha scelto diversamente, e va bene per il ciclismo italiano (premiato con gli inviti a tutte le sue Professional); ma resta l’idea che un Nairo con questa gamba avrebbe potuto regalare emozioni ai suoi tifosi sulle strade del Giro.

Intanto, come detto, Quintana si consola con questo successo, nell’attesa di ripresentarsi al top al Tour de France. Il corridore dell’Arkéa ha vinto la prima tappa della Vuelta a Asturias venerdì, sui saliscendi da Oviedo a Pola de Lena: tanto gli è bastato per assumere il controllo della classifica e non concedere nulla agli avversari. La seconda tappa, ieri da Candás a Cangas del Narcea (200.5 km con l’Alto del Acebo nel finale) ha visto l’affermazione di Héctor Carretero in una volata di gruppetto sul solito Quintana e su Einer Rubio (Movistar), Roger Adrià (Kern Pharma), José Manuel Díaz (Delko), Antonio Pedrero (Movistar), Victor De La Parte (Total Direct Énergie) e Ilnur Zakarin (Gazprom-RusVelo). Per il 25enne della Movistar si è trattato della prima vittoria in carriera.

Quindi oggi, l’epilogo: 125.3 km per la terza frazione della corsa asturiana, da Cangas del Narcea all’Alto del Naranco. Fuga a sette nel corso della tappa con Nelson Oliveira (Movistar), Jokin Murguialday (Caja Rural-Seguros RGA), Ángel Madrazo (Burgos-BH), Luis Ángel Maté (Euskaltel-Euskadi), Alexandre Delettre (Delko), Fabien Doubey (Total) e Xavier Cañellas (Gios), un paio di minuti scarsi di vantaggio massimo per loro, ma la battaglia tra i big era rinviata ai 6 km di ascesa (o Subida, se vogliamo essere filologici…) al Naranco. E qui è stato Pierre Latour a fare la differenza, staccando nel finale il gruppetto dei migliori selezionatosi lungo le rampe dell’Alto.

Il 27enne della Total, che torna al successo a quasi tre anni dal secondo titolo nazionale a cronometro, ha preceduto al traguardo Alejandro Osorio (Caja Rural), cronometrato a 2″; a 12″ Victor De La Parte ha preceduto Antonio Pedrero e Nairo Quintana; a 19″ ha chiuso Einer Rubio, quindi a 59″ un drappello con Lorenzo Fortunato (buon settimo posto per il 24enne della Eolo-Kometa), Jhojan García (Caja Rural), Roger Adrià e Daniel navarro (Burgos). Poco più indietro (a 1’04”) Ilnur Zakarin e José Tito Hernández (Medellín), recente vincitore della Vuelta a Colombia.

Tutto ciò produce la seguente classifica generale: Nairo Quintana vince con 36″ su Antonio Pedrero, 54″ su Pierre Latour, 1’01” su Victor De La Parte, 1’08” su Einer Rubio, 1’26” su Roger Adrià, 2′ su Ilnur Zakarin, 2’43” su Nelson Oliveira e 3’03” su Julen Amezqueta (Caja Rural). Lorenzo Fortunato ha chiuso al 13esimo posto a 3’12”, e nei 20 c’è pure Diego Rosa, 17esimo (a 4’54”) avendo anche lavorato strada facendo per capitan Nairo.

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