Nuova vittoria per Juan Ayuso, stavolta a Campo Moro © Giro d'Italia Under 23
Nuova vittoria per Juan Ayuso, stavolta a Campo Moro © Giro d'Italia Under 23

E gridare “Ayuso! Ayuso! È scappato, è un leone!”

Giro d’Italia Under 23, inarrestabile performance dello spagnolo del Team Colpack-Ballan: stacca tutti anche a Campo Moro, la maglia rosa è sempre più sua

La tappa più attesa dell’edizione 2021 del Giro d’Italia Under 23, la Sondrio-Lanzada di 119.4 km con il traguardo posto nei pressi della diga di Campo Moro, si è decisa, come ovvio che fosse, nella lunghissima (ben 29 km) salita conclusiva. E, come ormai è abitudine in questo Baby Giro, c’è un dominatore che non lascia le briciole agli avversari: anche oggi Juan Ayuso ha fatto la voce grossa, dominando e staccando la concorrenza, ipotecando la vittoria finale.

Dopo diversi tentativi, la fuga di giornata nasce attorno al km 30. Cinque i protagonisti, tutti italiani: si tratta del bolognese Gabriele Petrelli (Cycling Team Friuli), del varesino Alessandro Santaromita (Velo Club Mendrisio), dell’aretino Gabriele Benedetti (Zalf Euromobil Désirée Fior), del trevigiano Federico Guzzo (Zalf Euromobil Désirée Fior) e del veronese Leandro Masotto (Iseo Rime Carnovali).

Il loro vantaggio massimo sfiora i 4′ ma il quintetto si sfalda verso il gpm di Triangia dopo un’ottantina di km dal via: sia Guzzo che Masotto perdono le ruote in maniera irrimediabile. I tre superstiti iniziano così gli ultimi 30 km e la salita finale con circa 1’30” sul plotone, forte di una cinquantina di unità e tirato da Developmen Team DSM e Team Colpack-Ballan.

Gli attaccanti, ultimo dei quali Santaromita, vengono riassorbiti quando mancano oltre 15 km al termine. La selezione da dietro continua a mietere vittime; bisogna attendere il cartello dei meno 11 km per il primo scatto da parte del colombiano Jesús Peña (Colombia Tierra de Atletas). In un primo tempo assieme a lui restano altri nove atleti, fra cui la maglia rosa Juan Ayuso. Lo spagnolo del Team Colpack-Ballan si incarica di fare il ritmo e seleziona il drappello, tanto che ai meno 6 km il solo Peña rimane con lui.

Ma l’ennesima menata del futuro sposo dell’UAE Team Emirates è fatale al sudamericano, che ai meno 5 km alza bandiera bianca. Pedala come uno stantuffo, il diciottenne catalano, che prosegue la sua marcia sin sul traguardo. Per Juan Ayuso quello di oggi è il terzo centro in sette tappe, in un dominio che nel calendario giovanile italiano non si vedeva da inizio millennio con Yaroslav Popovych: oltre al bottino nel Baby Giro l’iberico ha già in carniere due classiche come il Trofeo Piva e il Giro del Belvedere oltre a due tappe e la generale del Giro di Romagna.

Alle spalle del gioiello del Team Colpack-Ballan si è piazzato a 52″ un generoso Jesús Peña (Colombia Tierra de Atletas), che finalmente batte un colpo dopo un Giro sinora insufficiente. Terza piazza a 1’14” per il belga Henri Vandenabeele (Development Team DSM), giunto assieme al britannico Thomas Gloag (Trinity Racing) e al norvegese Tobias Halland Johannessen (Uno-X Development Team).

Buon sesto a 1’55” il lucano Alessandro Verre (Team Colpack-Ballan), gregario d’eccezione della maglia rosa; settimo invece a 1’56” è il veronese Gianluca Mignolli (General Store). Completano la top ten il fermano Riccardo Ciuccarelli (Biesse Arvedi) a 2’18”, il valtellinese Davide Piganzoli (Kometa Under 23) e il danese Asbjørn Hellemose (Velo Club Mendrisio) a 2’20”.

La classifica generale è ormai in mano a Juan Ayuso: lo spagnolo del Team Colpack-Ballan ha ora 2’53” su Tobias Halland Johannessen, 3’42” su Henri Vandenabeele, 3’47” su Thomas Gloag e 4’36” su Alessandro Verre. Domani la corsa prosegue in direzione est con la Aprica-Andalo di 115.5 km. 2300 i metri di dislivello, con il Passo del Tonale dal versante lombardo da superare al km 30 prima di una lunga discesa che porta, di fatto, fino a Mezzolombardo, dove inizia la salta conclusiva di 15 km al 5%.

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