Sepp Kuss vince ad Andorra La Vella © ASO
Sepp Kuss vince ad Andorra La Vella © ASO

“Oh sì!” di Sepp (è un genio montano)

Kuss vince in fuga la tappa pirenaica di Andorra al Tour, Valverde secondo e Nibali in lotta. Per la generale, Pogacar inattaccabile, balzo indietro di Guillaume Martin e Cattaneo esce dai dieci. Appassionante la lotta per i pois

Andiam, andiam, andiamo a riposar! Il Tour de France 2021 è a due terzi del cammino e pare più che mai saldamente nelle mani di Tadej Pogacar, che va al secondo giorno di stop con margini di massima sicurezza su tutti i rivali di classifica. Che poi definirli rivali stante l’attuale situazione è più un atto di fiducia che di pragmatico realismo. Oggi sui Pirenei andorrani non è che lo sloveno non sia stato attaccato, in particolare dalla Ineos che ha fatto fuori l’intera squadra della maglia gialla, ma che ha trovato come sbocco un unico scatto di Richard Carapaz, insufficiente a piegare la corsa verso logiche diverse. Dopodiché, punzecchiature, O’Connor, Vingegaard, Urán, ma niente che potesse far tramontare il sole sull’impero di Pogacar.

Dopodiché, la terza settimana è un’altra storia, lo sappiamo, mancano ancora tappe piene di salite e trabocchetti, e l’esperienza recente (cfr. TDF20) ci suggerisce di non dare per chiusa la corsa con troppe giornate d’anticipo.

La frazione di oggi è stata vinta da uno statunitense (non accadeva da 10 anni) che da tempo si è proposto come una promessa per le gare a tappe. Solo che è discontinuo. A volte si nasconde per giorni, come accaduto in queste prime due settimane francesi; poi però nella giornata giusta è capace di far volare ceffoni, e oggi evidentemente era una di quelle giornate. Sepp Kuss, è di lui che parliamo, a quasi 27 anni coglie la vittoria più importante in carriera dopo aver domato e dominato (con l’aiuto di Van Aert) una fuga piena di persone e titoli, talento e qualità. L’ultimo a resistergli è stato Alejandro Valverde, secondo al traguardo e con un altro bel tassello da aggiungere a una carriera straordinaria, ma nella fuga c’era pure Vincenzo Nibali, che non se n’è stato in disparte ma ha provato a far la corsa, in particolare sul Port d’Envalira, ma poi ha dovuto soccombere ai cambi di ritmo letali sul Beixalis. Comunque per lo Squalo una dignitosa giornata che risponde a qualche critica esagerata in chiave Tokyo: qualcosa, qualcosa, ma qualcosa potrà fare, in proprio o per aiutare gli altri azzurri di Cassani, questo ci ha comunicato oggi Vincenzo.

La 15esima tappa del Tour de France 2021, Céret-Andorra La Vella di 191.3 km, è partita con un attacco sulla salitella di Oms di Michael Woods (Israel Start-Up Nation) a cui ha risposto Nairo Quintana (Arkéa-Samsic): così era già chiaro in partenza che il motivo principale della giornata pirenaica sarebbe stata la ricerca di punti per la maglia a pois. Anche Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) si è mosso nei primi chilometri, e con più efficacia l’ha fatto Thomas De Gendt (Lotto Soudal), la cui persistenza ha portato a coagularsi intorno a lui al km 12 un drappello di 8 comprendente anche Steven Kruijswijk (Jumbo-Visma), Dan Martin (Israel), Julien Bernard (Trek), Ruben Guerreiro (EF Education-Nippo), Aurélien Paret-Peintre (AG2R Citroën), Dylan Teuns (Bahrain-Victorious) e Sergio Henao (Qhubeka NextHash).

Ancora non bastava: altri 24 erano a quel punto già usciti dal gruppo e si erano messi sulle tracce degli otto. Si trattava di Sepp Kuss e Wout Van Aert (Jumbo), Jonathan Castroviejo e Dylan Van Baarle (Ineos Grenadiers), ancora Woods, ancora Quintana, ancora Nibali col compagno Kenny Elissonde, Julian Alaphilippe e Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step), Alejandro Valverde (Movistar), Lukas Pöstlberger (Bora-Hansgrohe), David Gaudu, Bruno Armirail e Valentin Madouas (Groupama-FDJ), Rubén Fernández (Cofidis, Solutions Crédits), Mark Donovan (DSM), Wout Poels e Matej Mohoric (Bahrain), Michael Matthews (BikeExchange), Ion Izagirre (Astana-Premier Tech), Pierre Latour (TotalEnergies), Franck Bonnamour (B&B Hotels p/b KTM) e Neilson Powless (EF). Via via tutti son rientrati sui primi e al km 35 avevamo la composizione completa della fuga a 32. Il gruppo lasciava ormai ampiamente fare con un gap che già a quel punto lambiva i quattro minuti.

Al km 41 sei dei 32 (Kruijswiijk, Bernard, Nibali, Matthews, Powless e Ballerini) si sono avvantaggiati sugli altri che li hanno poi ripresi al km 53, quindi al km 67 Matthews ha vinto il traguardo volante di Olette, e si era sul primo Gpm di giornata, la Montée de Mont-Louis, col gruppo a 9′. Nacer Bouhanni (Arkéa) si è a questo punto ritirato.

Sono stati i corridori della Groupama a fare il ritmo su questa salita, dopodiché al Gpm del km 86 (a 105 dal traguardo) Poels ha preceduto Van Aert e Woods. Aggiornamento classifica a pois: il detentore della maglia Woods andava a quota 60, Poels saliva a 59, Van Aert a 51, Nairo fermo a 50. I primi quattro del Gpm (tre li abbiamo citato, c’era pure De Gendt) hanno allungato all’inizio della discesa, ma poi la situazione si è normalizzata ancora con Armirail a tirare tutti fino alla cima del successivo Col de Puymorens, al km 133 (-58). Qui il Gpm è stato conquistato da Wout su Wout: Van Aert su Poels, nel senso. Woods terzo, Valverde quarto; era un seconda categoria, classifica aggiornata con Woods raggiunto da Poels a 62, Van Aert salito a 56, Quintana ancora in corsa (a 50) anche se fin qui poco reattivo.

Anche in questo caso i primi del Gpm hanno più o meno continuato in allungo all’inizio della brevissima discesa, e anche in questo caso la situazione si è presto ricomposta, a parte l’uscita di scena di Armirail, esausto, ai -55. Il suo posto in testa al drappello dei fuggitivi è stato preso dal compagno Madouas. Intanto in gruppo le cose erano cambiate: toccato il margine massimo con 10′ ai -60, poco dopo la UAE-Emirates che fin lì aveva scandito un passo molle è stata rilevata dalla Ineos (con una breve tirata di Richie Porte) e poi, in maniera più cattiva, dalla Movistar con Iván García Cortina. I risultati si son visti subito col distacco sceso a 8’20” al Gpm di Puymorens.

Il Port d’Envalira ha rappresentato il punto di svolta per la fuga: sulle sue rampe, ai -50, i Trek hanno sostituito i Groupama al comando, importante spia delle ambizioni del Vincenzo Nazionale. Il gruppo, in avvicinamento a 7′, lanciava invece segnali non pacifici nei confronti dei 31 battistrada. L’aumento di ritmo della Trek ha fatto vittime nella fuga: fuori Matthews, fuori De Gendt, fuori Pöstlberger e Fernández, corsa a eliminazione insomma.

A 3 km dalla vetta si è mosso Woods, prima di farsi battere ancora in volata, ma ciò ha determinato l’immediata reazione di Kuss a beneficio di Van Aert, e dietro all’americano uno sveglio Nibali si è accodato con Powless e ha subito rilanciato, e di fatto la fuga è esplosa. Una bottarella di Quintana a 2 km dalla vetta, ma si procedeva a strappi e in balia del vento contrario, sicché chi provava ad avvantaggiarsi rimbalzava subito. Appena la strada ha svoltato a 1500 dal Gpm, Quintana, stavolta col vento a favore, si è involato ed è andato a transitare al Gpm ai -44 con 20″ su Van Aert, Poels, Woods e Valverde, i quali sullo slancio dello sprint avevano staccato di qualche secondo Nibali, Alaphilippe e altri cinque o sei uomini.

Aggiornamento classifica Gpm: Poels 68, Woods 66, Van Aert 64, Quintana 60. Una sfida appassionante assai. Ancor più appassionante il fatto che, sul martellamento Ineos (dopo Porte era toccato a Michal Kwiatkowski, quindi a Geraint Thomas), il gruppo maglia gialla era ridotto a una quindicina di unità, e – cosa più importante – Tadej Pogacar era senza compagni. Il gap dei resti del plotone al Gpm ammontava a 5’20” rispetto a Nairo. Presenti comunque in questo drappello i primi 12 della generale, a parte Mattia Cattaneo (Deceuninck) staccato di qualche metro e speranzoso di rientrare in discesa; il 13esimo (Paret-Peintre), il 15esimo (Gaudu) e il 16esimo (WVA) erano in fuga.

Subito dopo lo scollinamento, la Ineos – con gioco di squadra chirurgico – ha trovato Castroviejo e Van Baarle, che dalla fuga avevano atteso di poter dare il proprio contributo alla causa sulla larga picchiata verso Encamp. Guillaume Martin (Cofidis), secondo della classifica, ci si è addirittura staccato, sulla discesa, accodandosi poi a Cattaneo e al compagno Fernández, ex fuggitivo, nel non semplice tentativo di chiudere un gap che anziché diminuire si allargava via via; invece tra i primi la strada verso il fondovalle ha rappresentato lo scenario per un ricompattamento, di nuovo in 20 al comando, chiuso ai -32 il tentativo solitario di Quintana.

Ai piedi dell’ultima salita di giornata, il Col de Beixalis, i 20 avevano 5′ sui 16 del gruppo maglia gialla. Appena la strada s’è messa all’insù, Quintana è ripartito secco e ha fatto malissimo a tanti, a partire da Van Aert che però sulla discesa aveva lavorato a beneficio di Kuss. Il colombiano è stato poi ripreso da nove colleghi, tra questi Nibali sempre sul pezzo ma anche Valverde, Alaphilippe, Kuss, Izagirre, Woods, Gaudu, Powless e Bonnamour. Più avanti è stato Woods ad aumentare il livello dello scontro, e clamorosamente a questo punto Nairo è saltato di botto.

A 20 precisi dal traguardo (5.3 dalla vetta) Gaudu ha proposto un affondo e s’è avvantaggiato per un attimo con Valverde e Kuss, poi in contropiede ci ha provato Guerreiro, e in tutto ciò Alaphilippe ha pagato dazio. Partito Kuss ai 19.5, son saltati tutti tranne Valverde che per un po’ ha tenuto le ruote dell’americano, salvo pagare il nuovo cambio di ritmo da parte dell’uomo Jumbo, rimasto così da solo al comando della corsa. Ai -18 poi Quintana, che si era riciclato nel drappello alle spalle di Valverde, ha tentato un nuovo allungo.

Nel gruppo maglia gialla la Ineos ha continuato a spingere, Martin e Cattaneo non sono più rientrati, e all’inizio del Beixalis il drappello si è ulteriormente ridotto, out Thomas tra gli altri. Poco male per Richard Carapaz, che dopo il lavoro di Castroviejo è partito forte ai -19 e ha trovato la risposta di Pogacar ma anche di Rigoberto Urán (EF) e Jonas Vingegaard (Jumbo); in seconda battuta è rientrato pure Enric Mas (Movistar), poco distanti son rimasti Wilco Kelderman (Bora) e Ben O’Connor (AG2R), più indietro Alexey Lutsenko (Astana).

Approfittando di un rallentamento, O’Connor, appena rientrato con Wilco, è partito in contropiede. Pogacar ha prodotto una progressione che ha ricacciato indietro Kelderman, quindi è stato Vingegaard a proporre uno scatto, trovando la pronta risposta di Tadej; meno pronta quella di Urán e Carapaz, intanto è stato ripreso O’Connor. Un secondo attacco di Vingegaard non ha causato maremoti, e allora il drappello ha nuovamente abbassato il ritmo e la banda dell’elastico (Mas, Kelderman, pure Lutsenko), è rientrata ancora. Su una stoccata di Urán si è verificato l’ennesimo strappo destinato a restare inespresso, e sul successivo rallentamento è quasi rientrato pure Pello Bilbao (Bahrain). O’Connor ci ha riprovato ma la museruola messa da Pogacar alla corsa ha di nuovo fatto effetto.

Al Gpm Kuss è passato con 20″ su Valverde e un minuto e mezzo abbondante sugli altri inseguitori, tra i quali Poels ha conquistato altri 6 punti Gpm e Quintana 4; classifica relativa chiusa per oggi con l’olandese a pois con 74 punti, Woods secondo a 66 e a seguire Nairo e Van Aert a 64. Il gruppetto dei big è passato a 5’30”, in discesa ha ripreso WVA che ha contribuito alla causa di Vingegaard mentre il loro compagno, al comando, difendeva e anzi rinforzava nella picchiata il margine su Don Alejandro.

Sepp ha vinto con 23″ su Valverde, 1’15” su Poels, Izagirre, Guerreiro, Quintana e Gaudu, 1’22” su Dan Martin, Bonnamour, Paret-Peintre, Nibali e Alaphilippe, con questi ultimi due che hanno tagliato il traguardo complimentandosi a vicenda. Il gruppo maglia gialla è arrivato a 4’51”, aperto da Van Aert (19esimo) su Mas, Vingegaard, Pogacar, Carapaz, Urán, Kelderman e O’Connor; a 5’22” hanno chiuso Lutsenko e Bilbao, a 7’14” Louis Meintjes (Intermarché-Wanty) ed Esteban Chaves (BikeExchange), 8’45” su Guillaume Martin, 9’48” su Cattaneo.

La classifica cambia volto ma non sostanza: Pogacar guida con 5’18” su Urán, 5’32” su Vingegaard, 5’33” su Carapaz, 5’58” su O’Connor, 6’16” su Kelderman, 7’01” su Lutsenko, 7’11” su Mas, 7’58” su Martin (che perde 7 posizioni) e 10’59” su Bilbao, che riscavalca Cattaneo, 11esimo a 14’45”; seguono Paret-Peintre a 21’15”, Chaves a 22’51”, Gaudu a 27’15”, Meintjes a 29’16”, Van Aert a 31’43”, Poels a 35’49”, Henao a 36’48”, Teuns a 43’14” e, a chiudere la top20, Guerreiro a 44’01”.

Domani vigerà il secondo giorno di riposo, si ripartirà sempre tra i Pirenei martedì con la 16esima, da Pas de la Case a Saint-Gaudens, 169 km con Port, Core, Portet d’Aspet e un muretto (Côte d’Aspret-Sarrat) a 7 km dal traguardo; le salite principali saranno lontane dal traguardo, facilissimo prevedere il successo di un’altra fuga e forse, in questo caso, nemmeno grandi sommovimenti tra i big. Chissà.

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