Olav Kooij sul palco delle premiazioni dopo la vittoria a Le Lude © Circuit Sarthe
Olav Kooij sul palco delle premiazioni dopo la vittoria a Le Lude © Circuit Sarthe

Kooij, un grande velocista all’orizzonte

Nella seconda tappa del Circuit de la Sarthe il gioiellino neerlandese della Jumbo-Visma vince battendo Pedersen, leader incontrastato della classifica generale; Manzin terzo, male Viviani e Cavendish. Problemi e conseguente ritiro per Peter Sagan

Oltre ad Arnaud De Lie, il quale si sta prendendo a suon di vittorie le luci della ribalta, c’è un altro giovane sprinter proveniente dal Benelux che da qualche anno, sin da quando correva fra gli juniores, fa fuoco e fiamme. Il suo nome: Olav Kooij. Adocchiato e messo sotto contratto dalla Jumbo già alla prima annata da under, Olav è passato professionista col team neerlandese nel corso della passata stagione, sull’onda dei successi impressionanti messi insieme nella propria categoria. Dopo una mezza annata di adattamento, in questo 2022 Kooij è partito subito col piede giusto, dimostrando di valere i migliori velocisti in quanto a spunto ed esplosività. La vittoria non era ancora arrivata prima di oggi principalmente a causa del treno, scarno e spesso rivedibile nei tempi e nei modi, che (non) ha supportato Olav nelle sue prime volate tra Italia ed Emirati Arabi. Nel finale odierno, invece, lo sprinter è stato guidato da quel Mick van Dijke  che già nel 2021, in Croazia, aiutò Olav a sbloccarsi. Van Dijke, a sua volta, pare destinato a combinare ottime cose al Nord; domenica ha sostituito Van Aert (il quale può tornare ad allenarsi e rientrerà probabilmente alla Parigi-Roubaix) al Giro delle Fiandre, mettendosi in mostra nell’attacco con, fra gli altri, Bettiol e Pedersen.

Proprio Mads è il grande protagonista di questi due giorni francesi. Ieri primo e oggi secondo, il danese è supportato da un eccezionale stato di forma che lo accompagna sin da febbraio e che vuole mantenere almeno fino al 17 aprile, data in cui si correrà la Regina delle Classiche, a cui arriva con grande fiducia. Sui muri fiamminghi che spesso lo avevano respinto, tra Gand e Fiandre si è mosso molto meglio che in passato, arrivando poco dietro ai primi inseguitori di Van der Poel e Pogacar. Ma alla Roubaix le carte cambiano ed il profilo fisico e tecnico di Pedersen sembrano perfetti per fare di lui uno dei maggiori contendenti al successo. Nonostante i risultati non certo brillanti facciano dubitare del suo feeling con le pietre francesi, magari portando ad accostarlo a Kristoff (mai in grado di replicare in Francia le grandi prestazioni della domenica precedente), le potenzialità del danese sul tremendo pavé della Roubaix sono ancora da scoprire. Nel 2020 la Regina fu annullata, mentre nel 2021 Mads si trovava nel gruppetto con Van der Poel e Colbrelli (era proprio a ruota del bresciano) prima che Luke Rowe lo buttasse a terra nella Foresta di Arenberg, costringendolo al ritiro.

Seconda tappa del Circuit Cycliste Sarthe, da Le Lude a Le Lude. 173 i chilometri conditi da tre GPM, il Montabon (0.4 km al 7.5%, 2^cat.), l’Aubigné-Racan (0.5 km al 5.6%, 3^cat.) e la Route de Chambrin (0.9 km al 4.4%, 3^cat.), tutti lontani dal traguardo e non decisivi per il destino della frazione, la quale ha il suo fulcro nell’insidioso circuito finale di 8.5 km da ripetere 8 volte. La fuga di giornata arriva a toccare i 5′ di vantaggio in prossimità delle prime asperità altimetriche, ma viene sempre tenuta a bada dalla Trek Segafredo per Mads Pedersen, il leader della generale, e dalla Ineos-Grenadiers per Elia Viviani. I 6 coraggiosi, Antoine Berlin (Nice Métropole Côte d’Azur), Maël Guégan (Team U Nantes-Atlantique), Marco Tizza (Bingoal Pauwels Sauces WB), Mattia Bais (Drone Hopper – Androni Giocattoli), Thibault Guernalec (Arkéa-Samsic) e Pierre Rolland (B&B Hotels-KTM), vengono raggiunti da Alexis Gougeard (B&B) e Anthony Maldonado (St Michel-Auber 93) a una trentina di chilometri dal traguardo. Grazie alle nuove forze fresche l’azione dei sette (Guégan si è staccato dopo aver raccolto punti ai GPM) riprende vigore, ma il plotone, guidato da Tim Declercq (Quick-Step Alpha Vinyl Team) e Jimmy Janssens (Alpecin-Fenix) si rifà sotto senza problemi.

Rolland è l’ultimo ad arrendersi ai -15, poche centinaia di metri prima erano stati raggiunti i suoi compagni. Inizia quindi la consueta fase frenetica che precede la volata, amplificata per colpa delle stradine strette che impediscono rimonte da dietro: bisogna stare costantemente attenti nelle primissime posizioni. Oliver Naesen (AG2R Citroën Team) guida Clément Venturini e Marc Sarreau; Declercq, Yves Lampaert e Bert Van Lerberghe il favorito Mark Cavendish (Quick-Step); Alex Kirsch (Trek) fa da pilota a Pedersen e Mick van Dijke scorta Olav Kooij (Jumbo-Visma). Elia Viviani rimane imbottigliato nel mezzo e solo a un paio di chilometri dall’arrivo guadagna la ruota di Cavendish. Il velocista inglese però, nonostante l’ottimo lavoro da stopper di Lampaert e il lead-out di Van Lerberghe, prende troppo indietro l’ultima curva (e come lui Viviani) ed è escluso dai giochi per il successo.

Pedersen si lancia da lontano, resiste di pura potenza alle risalite degli altri sprinter ma nulla può contro il purissimo spunto da velocista di Olav Kooij, al primo centro stagionale dopo essersi già piazzato varie volte in contesti primari come l’UAE Tour e la Tirreno-Adriatico. Lorrenzo Manzin (TotalEnergies) completa il podio salvando la squadra dopo il ritiro di Sagan. A questo proposito, è lecito chiedersi se il campione slovacco non stia solo vivendo un normale declino, ma una crisi fisica ben più grave e allarmante che minaccia anche la semplice partecipazione alle corse; al quarto posto Bram Welten (Groupama-FDJ), anch’egli un costante piazzato nelle corse minori, quinto Sarreau, sesto Pierre Barbier (B&B), settimo Viviani, ottavo Jason Tesson (St Michel-Auber 93). Nono e decimo i due Quick-Step Van Lerberghe e Cav. In classifica Pedersen allunga sugli inseguitori grazie agli abbuoni e mette in cassaforte la generale: Benoît Cosnefroy (AG2R) e Axel Zingle (Cofidis) a 13″, Lucas Plapp (Ineos) e Gougeard a 18″, Kévin Vauquelin (Arkéa) e Thibaut Pinot (Groupama) a 19″, Sean Quinn (EF Education EasyPost) a 20″, Kooij entra in top ten al nono posto con 30″ di ritardo dal danese e precede Julien Simon (Total), decimo a 40″.

Domani terza tappa in quel di Sablé-sur-Sarthe. Tracciato ancor meno esigente di quello odierno, volata garantita.

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