Damiano Caruso batte Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo a Caltanissetta © Giro di Sicilia
Damiano Caruso batte Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo a Caltanissetta © Giro di Sicilia

Caruso contro Nibali, quanto orgoglio siculo!

Al Giro di Sicilia Damiano vince a Caltanissetta davanti a Vincenzo. Domenico Pozzovivo terzo si unisce alla festa dei veterani del nostro ciclismo, la nazionale di Daniele Bennati continua a dominare la scena

Guardate quell’ordine d’arrivo e trattenete un moto d’emozione: ci riuscite? Se sì siete senza cuore, andate a leggere un altro articolo e non tornate mai più su queste pagine! Scherzi a parte, come si può resistere dal lasciarsi andare dopo una volata in cui Damiano Caruso batte Vincenzo Nibali e Domenico Pozzovivo? Tutti insieme, in fila, due siciliani sul proscenio del Giro di Sicilia, un tripudio di sicilianità, Battiato Camilleri i pupi le arancine Franco&Ciccio, quant’è bella questa corsa e quanto è bravo chi l’ha ritirata fuori dai polverosi bauli del ciclismo tenuti ad ammuffire in soffitta? Ma quale muffa, questa storia meritava di ritrovare il suo sole, quello che la sta baciando in questi giorni d’aprile.

E Mimmo onestamente in questo quadretto ultraregionale ci sta benissimo, sia perché pure lui espressione del ciclismo meridionale che tanto ha contribuito a tenere a galla il nostro movimento nell’ultimo decennio, sia perché con gli altri due condivide una veteranità inossidabile, anzi pure di più, dall’alto dei suoi 39 e mezzo contro i 37 e mezzo dello Squalo e i 34 e mezzo del vincitore di giornata. Non è il Giro d’Italia, non è la Tirreno-Adriatico e non è nemmeno un Tour of the Alps o una Coppi&Bartali, è ancora un embrione di quel che potrà essere se lo si fa crescere bene, questo happening isolano, eppure non prendiamo con troppa sufficienza la reattività di Vincenzo alle sollecitazioni degli scatenati azzurri di Bennati. Perché se di Caruso già sappiamo che un mese fa alla Tirreno non si faceva mettere più di tanto i piedi in testa da quello slovencino che ci piace tanto, Nibalone lo aspettavamo al varco dopo il mesto epilogo dell’avventura in Trek. Ripartito dall’Astana, passato più o meno sottotraccia attraverso Valenciana e Coppi&Bartali, arriva oggi al primo mezzo squillo di stagione, sul percorso che lo porterà verso un’altra corsa rosa (che, per inciso, ripasserà pure lei dalla Sicilia). Quanto a Pozzovivo, cosa aggiunge di sé che già non sapessimo? Pignolo, preciso, puntuale, pertinace, pragmatico… Pozzovivo, insomma!

Seconda tappa del Giro di Sicilia 2022, la Palma di Montechiaro-Caltanissetta di 152 km offriva un finale su rampetta che chiamava all’azione gli uomini di classifica, pur non essendo un traguardo esiziale. Partenza a razzo e solo dopo 30 km si sono avvantaggiati in sette, Mattias Nordal (Biesse-Carrera), Andrés Liber Mancipe (Colombia Tierra de Atletas), Yusuke Kadota (EF Education-Nippo Devo), Stephen Bassett (Human Powered Health), Alessandro Iacchi (Qhubeka), Federico Burchio (Work Service Vitalcare Vega) e Cristian Rocchetta (Zalf Euromobil Fior); dopo una decina abbondante di chilometri sui primi sono rientrati anche i due Corratec Giulio Masotto e Stefano Gandin, il vantaggio dei fuggitivi è arrivato a 3′ ai -48 con la Nazionale Italiana a tirare il gruppo (anche col leader della classifica Matteo Malucelli, vincitore ieri) e la salita verso Enna a fungere da spartiacque.

Lungo l’ascesa uno scatto di Mancipe ha sfaldato il drappello di testa, e il solo Gandin è stato in grado non solo di rispondere al colombiano ma pure di vincere il Gpm ai -35, assicurandosi così la maglia di migliore scalatore; il problema per i primi era che la Eolo-Kometa aveva aumentato a dismisura l’andatura del plotone in salita, sicché allo scollinamento restavano solo 10″ ai battistrada; Mancipe ha deciso di rialzarsi, al contrario di Gandin che invece ha riallungato in discesa (fino a +25″) per resistere poi fino ai -7, quando è stato raggiunto su un altissimo viadotto ventoso.

A questo punto era di nuovo l’Italia di Daniele Bennati a dominare la scena, in contropiede si è mosso Cristian David Rico (Colombia), ai -6 una caduta a fondo gruppo ha coinvolto diversi atleti tra cui Luca Covili (Bardiani-CSF), quindi ai -4 il contrattaccante è stato ripreso. Da lì alla fine son rimasti tutti in fila dietro agli azzurri, in particolare con Nicola Conci che ha tirato l’anima al gruppo sullo strappetto di Caltanissetta. Ai 600 metri Conci si è prodotto nell’ultimo affondo prima di cedere il testimone al compagno Alessandro Fedeli che ha finalizzato il lavoro preparatorio per lo sprint.

Sul rettilineo d’arrivo alle spalle di Fedeli c’erano l’altro azzurro Damiano Caruso, deputato a sprintare, quindi Vincenzo Nibali (Astana Qazaqstan) e Kenny Elissonde (Trek-Segafredo), poi un buco che Domenico Pozzovivo (Intermarché-Wanty) si è impegnato a chiudere staccando Filippo Fiorelli (Bardiani). Ai 200 metri Caruso ha deciso di lanciare lo sprint e non c’è stata storia: Nibali l’ha seguito passo passo ma non è riuscito a mettere fuori il naso, se non sulla linea d’arrivo per comparire almeno nelle foto. Bella vittoria di Damiano che conferma lo stato di grazia da cui è baciato da almeno un biennio, ma c’è da dire che pure la reattività dello Squalo è degna di menzione. Così come degno di nota il finale di Pozzovivo, che ha saltato Elissonde assicurandosi il terzo posto di giornata.

Il francese è stato cronometrato con lo stesso tempo dei tre che l’hanno preceduto, quindi a 3″ hanno chiuso Fedeli, Vincenzo Albanese (Eolo), Conci, Fiorelli, Jefferson Alexander Cepeda (Drone Hopper-Androni) ed Edgar Pinzon (Colombia). La generale prende forma, in maglia rosso-gialla ritroviamo oggi Caruso con 4″ su Nibali, 6″ su Pozzovivo, 9″ su Fiorelli, 10″ su Elissonde, 13″ su Fedeli, Conci, Cepeda, Pinzon e Albanese.

Domani la terza tappa sarà la Realmonte-Piazza Armerina di 171 km, si può dire che di fatto non ci sia pianura, ma tutto sommato nemmeno salita vera: una mai finita sequela di falsopiani e dolci contropendenze contrappunta per intero una frazione che potrà essere terreno di caccia dei velocisti più resistenti o di qualche uomo da classiche particolarmente rapido: magari non arriverà al traguardo il gruppo compatto, ma è da escludere che ci sia eccessiva selezione. Visto che è festa di siciliani, occasione d’oro per Fiorelli per vincere e prendere la maglia.

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