
Jonas Vingegaard in conferenza stampa: «Sono stato vicino all'esaurimento»
«Spingiamo sempre al massimo e dobbiamo farci trovare sempre pronti», confessa il danese, che ha trovato la forza di confidare i suoi problemi allo staff tecnico della Visma-Lease a Bike
L'improvviso ritiro di Simon Yates ha squarciato il velo sulla vita estenuante dei grandi campioni. Uno di questi, Jonas Vingegaard, ha valutato seriamente l'ipotesi di smettere dopo i gravi incidenti degli ultimi due anni.
Jonas Vingegaard: «Il ciclismo mi ha quasi portato all'esaurimento»
A margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la sua partecipazione al prossimo Giro d'Italia, il 30enne danese - due volte vincitore del Tour de France e campione in carica della Vuelta di Spagna - ha commentato la scelta del suo ex compagno di squadra per poi parlare di sé: «Spiace averlo perso proprio in questo momento, perché avrebbe avuto un ruolo cruciale al Tour, ma rispetto la sua decisione: non è arrivata a sorpresa. Simon ha perso la motivazione necessaria per correre e il ciclismo è uno sport che chiede tantissimo a chiunque. Quanto a me, sono stato sul punto di esplodere: l'agonismo è davvero impegnativo, anzitutto per i tanti ritiri. Dunque, posso capire quanto sia stata faticosa questa vita anche per lui».
A quel punto, i giornalisti non hanno potuto fare a meno di incalzarlo sulle dichiarazioni di sua moglie, Trine Marie Hansen, che ha accusato qualche mese fa i vertici della Visma-Lease a Bike di spremere i corridori «come limoni». Vingegaard ha parato il colpo, ma non per questo ha negato la realtà dei fatti: «Si parla tantissimo della vita che facciamo: quando siamo impegnati in altura, spingiamo sempre al limite delle nostre forze [perché] devi essere sempre pronto per le corse. Non puoi pensare di gareggiare per entrare in condizione: devi correre per vincere. Di conseguenza, c'è pressione su tutti i corridori. Non resta che ascoltare sé stessi e le proprie necessità e, da questo punto di vista, mia moglie mi ha aiutato moltissimo».

«Ho trovato la forza di confidare i miei problemi alla squadra»
Comunque sia, lo scandinavo non ha criticato le modalità di lavoro della sua squadra: «Non voglio incolpare il team: tocca a noi atleti spiegare se quel che facciamo diventa ingestibile e se occorre cambiare qualcosa. I tecnici ci chiedono davvero tanto e, alle volte, è davvero difficile ammettere che non sei in grado di fare qualcosa. Che è esattamente quello che ha fatto Simon. Lui ha scelto di pensare a sé stesso». Vingo avrebbe avuto il coraggio di fare la stessa cosa? Probabilmente no, ma il capitano dei gialloneri ammette di aver trovato la forza per confidarsi con lo staff tecnico: «Non sono abituato ad alzare la voce ed è questo il motivo per cui non se sarei capace. Tuttavia, ho capito che - se non lo avessi fatto - sarei arrivato all'esaurimento. Dunque, ho chiesto di poter fare qualcosa di diverso. E la squadra è stata d'accordo con me».
