Lorena Wiebes ha conquistato per il terzo anno di fila il traguardo di Wevelgem, sede d'arrivo della In Flanders Fields © Pagina Facebook SD Worx-Protime
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Good Wiebes In Flanders Fields: Lorena vince per la terza volta di fila a Wevelgem

Prestazione sensazionale della campionessa olandese, che impone una selezione durissima sul secondo Kemmelberg, portandosi dietro altre 4 atlete, per poi vincere allo sprint davanti a Moors e Swinkels. 5ª Gasparrini, 6ª Guazzini, 8ª Paternoster

29.03.2026 19:15

Perché accontentarsi di una vittoria allo sprint quando hai la possibilità di fare la differenza ben prima del traguardo di Wevelgem? Lorena Wiebes non ci ha pensato due volte: il suo attacco sul secondo Kemmelberg ha stroncato la resistenza delle velociste (che pure avevano l'avevano seguita sul Baneberg, dove si è accesa la rinnovata In Flanders Fields femminile), portandosi dietro un quartetto con cui ha viaggiato in armonia fino agli ultimi chilometri. Com'era prevedibile, la coppia della UAE ADQ formata da Eleonora Camilla Gasparrini e Karlijn Swinkels ha cercato di indispettire l'ex campionessa europea che, tuttavia, ha mantenuto i nervi saldi fino al rettilineo d'arrivo. La sua è stata una volata di prepotenza, a cui ha provato ad opporsi la sempre più brillante Fleur Moors, che ha cercato persino di rovinare la festa alla 27enne della SD Worx, già esultante prima ancora della linea bianca. A differenza di ciò che accadde all'Amstel Gold Race 2024, però, Wiebes ha conservato una ruota di vantaggio sull'emergente belga della Lidl-Trek, che ha preceduto a sua volta Swinkels, Chabbey e Gasparrini, i cui attacchi nel finale non hanno scalfito la superiorità dell'olandese. Vittoria Guazzini e Letizia Paternoster hanno presidiato la top 10: 6ª l'olimpionica di Parigi 2024, 8ª la trentina.

La cronaca della In Flanders Fields Women

Cambio d'abito anche per la versione femminile della gloriosa Gand-Wevelgem, ribattezzata In Flanders Fields - In Wevelgem: 135,2 chilometri con partenza e arrivo nella città delle Fiandre Occidentali. Nessuna difficoltà sul cammino fino ai due settori sterrati di Plugstreet 1-Hill 63 (2900 metri) e Christimas Truce (1400 metri), teatro di alcune delle più sanguinose battaglie della Prima guerra mondiale. Man mano che la carovana punta verso l'interno, il percorso si indurisce con il classico poker di strappi: Monteberg (800 metri al 5,5%), Kemmelberg-Belvedere (400 metri lastricati con una pendenza media del 9,5% e punte del 13% in cima), Scherpenberg (600 metri al 3%) e Baneberg (1000 metri che salgono al 7,2% e si arrampicano fino al 9%). A poco meno di 40 chilometri dall'arrivo, infine, il secondo e decisivo passaggio sul Kemmelberg, questa volta affrontato dal versante dell'Ossario: 900 metri di salita al 9% che raggiungono a metà il 16%. Qualche tratto in contropendenza e nulla più negli ultimi 36 chilometri di corsa.

Un paio di attacchi senza pretese prima che decolli l'attacco giusto, promosso dalla finlandese Heidi Antikainen (Minimax Cycling Team), dall'olandese Yonna Van Dam (Citymex Customm), dalla spagnola Idoia Eraso (Laboral Kutxa-Fundacion Euskadi) e dalla tedesca Lea Lin Teutenberg (Lotto-Intermarché Ladies). Il quartetto al comando accumulerà un vantaggio massimo prossimo ai 5' sul gruppo, pilotato dalla PicNic PostNL.

Lo scenario inizia a cambiare in prossimità del primo settore di strada sterrata: una caduta ai -84 dal traguardo coinvolge cinque atlete, tra le quali la belga Margot Vanpachtenbeche (Lidl-Trek) e l'italiana Martina Fidanza (Visma-Lease a Bike). Pochi chilometri più avanti, finiscono a terra altre 7-8 atlete, tre delle quali sono compagne di squadra: la francese Valentine Fortin (EF Oatly), la lussemburghese Nina Berton (EF Oatly) e l'olandese Mirra Knaven (EF Oatly). Il secondo settore di fuoristrada ispira un attacco potenzialmente interessante: ne fanno parte le australiane Georgia Baker (Liv AlUla Jayco) e Lauretta Hanson (Lidl), la belga Sterre Vervloet (Lotto-Intermarché), la britannica Josie Nelson (PicNic PostNL), l'irlandese Lara Gillespie (UAE ADQ), l'olandese Noä Jansen (Liv AlUla Jayco), la polacca Marta Lach (SD Worx-Protime) e la statunitense Megan Jastrab (UAE ADQ). Su di loro si riporteranno alcuni dei grossi calibri al via, tra le quali l'italiana Elisa Balsamo (Lidl) e la campionessa olandese Lorena Wiebes (SD Worx), ma la loro azione si esaurirà nello spazio di pochi chilometri. 

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L'irlandese Lara Gillespie all'attacco sulle strade della In Flanders Fields © Pagina Facebook UAE Team ADQ

Nel frattempo, l'avventura del quartetto di testa sta per terminare: vantaggio ormai ridotto in brandelli (1'30" circa) a ridosso degli ultimi 65 chilometri. La situazione comincia a cambiare a ridosso del Monteberg: Aintikainen e Van Dam perdono contatto dalla testa; alle loro spalle, invece, prova ad accelerare la francese Celia Géry (FDJ United-Suez), che non riuscirà tuttavia a trovare valide alleate. In compenso, cresce ancora il conto delle cadute: Berton finisce per la seconda volta sull'asfalto così come la belga Lani Vittewrongel (Lotto-Intermarché Ladies), che sarà peraltro costretta al ritiro. 

Giunge così il momento di scalare il Kemmelberg: tutte le principali favorite - da Balsamo a Wiebes, senza dimenticare l'olandese Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) e la tedesca Franziska Koch (FDJ United) - si fanno trovare pronte. L'idea di un blitz ristretto tramonta quasi subito, ma questa accelerazione è sufficiente per andare a riprendere sia Teutenberg, sia Iraso, che tornerà nei ranghi a fine discesa.

A questo punto della corsa, AG Insurance-Soudal, SD Worx e UAE ADQ provano a tenere cucita la corsa. Ciononostante, non mancano le sortite dal gruppo: ci provano prima l'olandese Laura Molenaar (VolkerWessels), poi la rediviva Baker. La nuova coppia di testa accumulerà un margine di 20" sul resto della compagnia, che si rifarà sotto appena prima del Baneberg. Prima di arrivare al penultimo muro di giornata, si segnalano un paio di incidenti che coinvolgono le canadesi Maggie Coles-Lyster (Human Powered Health) e Alison Jackson (EF Oatly), l'olandese Femke Gerritse (SD Worx) e la stessa Koch.

Dopo tante azioni a vuoto, la versione femminile della In Flanders Fields si accende sul Baneberg per merito della svizzera Eliza Chabbey (FDJ United) e ancor più dell'italiana Silvia Persico (UAE ADQ), che si porterà dietro un gruppo di una decina di atlete: in prima fila ci sono Balsamo, Kool e Wiebes, cui fanno compagnia anche la campionessa nazionale australiana Mackenzie Coupland (Liv AlUla Jayco), le belghe Shari Bossuyt (AG Insurance-Soudal) e Fleur Moors (Lidl), la campionessa britannica Millie Couzens (Fenix), le italiane Eleonora Camilla Gasparrini (UAE ADQ) e Letizia Paternoster (Liv), le olandesi Daniek Hengeveld (Visma) e Karlijn Swinkels (UAE ADQ) e le ripescate Chabbey e Jastrab.

La UAE ADQ prende di petto il tratto che precede l'assalto al Kemmelberg, affrontato dalla parte dell'Ossario. Tuttavia, sul tratto più duro della salita, posizionata a circa 35 chilometri dall'arrivo di Wevelgem, una straripante Wiebes polverizza il gruppo di testa, portandosi dietro Chabbey, Gasparrini, Moors e Swinkels. Alle loro spalle, le prime inseguitrici (Balsamo, Bossuyt, Coupland, Couzens, Hengeveld, Kool, Paternoster e Persico) rincorrono con una ventina di secondi di margine, mentre il resto del gruppo - trainato dalle Movistar, dalle Canyon//SRAM e dalle Uno-X Mobility - viaggia con un ritardo superiore al minuto quando il contachilometri segna -30. A questo punto, la sfida per il successo sembra ristretta alle battistrada e alle prime inseguitrici.

L'ottima collaborazione tra le cinque di testa rende ancora più improbo il compito del secondo gruppetto, che si presenterà a Ypres (-24 dal traguardo) con 40" da recuperare. Ritardo di 1'11" per ciò che rimane del gruppo, ormai pronto a piombare su Balsamo e compagne, tutte riprese (ad eccezione di Hengeveld, che sarà raggiunta più avanti) quando mancano 15 chilometri a Wevelgem. 

Non resta che seguire la sfida tra le fuggitive e il gruppo: il margine da difendere è ancora prossimo al minuto alle soglie degli ultimi 10.000 metri. Benché le inseguitrici siano in forte rimonta, la tendenza è ancora favorevole alle prime: una quarantina di secondi da difendere ai -4. Dal punto di vista tattico, le ragazze del team degli Emirati avrebbero la possibilità di giocare su due tavoli. Detto, fatto: Gasparrini parte a 4 chilometri dalla fine, costringendo Wiebes a chiudere in prima persona. L'operazione riesce a 2 chilometri e mezzo dal traguardo. Ancora un attacco (stavolta effimero) della ciclista piemontese prima di una fase di studio che precede la soluzione dell'enigma. Wiebes si incarica di pilotare il gruppo, seguita da Moors, Swinkels, Gasparrini e Chabbey. La campionessa olandese affronta la volata dalla testa, scattando a 250 metri dalla linea. La giovane belga della Lidl-Trek riesce a prenderne la scia per poi uscire dalla sua ruota negli ultimi 50 metri. In ogni caso, il ribaltone non riesce: Wiebes conquista il suo 123° successo (il 5° del 2026), precedendo Moors e Swinkels. Giù dal podio Chabbey e Gasparrini (a 3") L'italiana Vittoria Guazzini (a 17") inaugura la sfilata delle battute, precedendo Kool, Paternoster, l'altra olandese Femke Markus (SD Worx) e Gillespie.

L'ordine d'arrivo

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Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.