Mathieu van der Poel (a destra) e Wout van Aert (a sinistra) hanno attaccato a 36 km dal traguardo, ma sono stati ripresi a un chilometro dall'arrivo della In Flanders Fields 2026 © JASPER JACOBS / Belga/AFP
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Van Aert:"Avere Philipsen è un lusso". Van der Poel:"Ho seguito il piano. Ora penso al Fiandre"

Le dichiarazioni dopo la In Flanders Fields 2026: in casa Alpecin la scelta è stata presto Philipsen, Van Aert aveva già capito. Vermeersch: "Van der Poel e Van Aert hanno iniziato ad attaccarsi per farsi male a vicenda"

Jasper Philipsen si è aggiudicato la In Flanders Fields 2026 con una netta vittoria in volata, conquistando il suo 60° successo in carriera e il secondo stagionale. Il corridore dell'Alpecin-Premier Tech ha sfruttato alla perfezione il lavoro di squadra dopo che il tentativo di fuga di Mathieu van der Poel e Wout van Aert era stato vanificato dal rientro del gruppo proprio all'ultimo chilometro. I due fuoriclasse avevano infiammato la corsa con un'azione di forza sul secondo passaggio del Kemmelberg a 40 chilometri dal traguardo, costruendo un vantaggio che sembrava decisivo. Sul podio, insieme a Philipsen, sono saliti il danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) e il francese Christophe Laporte (Visma-Lease a Bike), rispettivamente secondo e terzo.

Tra gli italiani in evidenza spicca Matteo Trentin (Tudor), sesto al traguardo e migliore azzurro della giornata, seguito dal compagno di squadra Luca Mozzato, settimo. Fondamentale il contributo di Filippo Ganna (INEOS Grenadiers) che, dopo aver inseguito per rientrare nel gruppo principale a 80 chilometri dall'arrivo in seguito a ventagli, ha trascinato gli inseguitori negli ultimi 3 chilometri, azzerando il vantaggio di Van der Poel, Van Aert e Alec Segaert proprio in vista dell'ultimo chilometro. Il belga Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) ha chiuso quarto, mentre Jonathan Milan (Lidl-Trek) ha vissuto una giornata difficile, condizionato prima dai ventagli e poi da una foratura nel finale.

Jasper Philipsen festeggia il suo 60° successo in massima serie alla In Flanders Fields © Pagina Facebook In Flanders Fields
Jasper Philipsen festeggia il suo 60° successo in massima serie alla In Flanders Fields © Pagina Facebook In Flanders Fields

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti della In Flanders Fields 2026

Jasper Philipsen: “Mathieu fa risparmiare energie”

"Sì, naturalmente [il gioco di squadra con Van der Poel era la tattica prestabilita]. Con Mathieu all'attacco la situazione era ideale per noi. -ha dichiarato Philipsen ai microfoni di Wielerflits - Potevamo semplicemente stare a ruota e stare a vedere cosa succedeva davanti. Correre con Mathieu in squadra fa sì che la pressione svanisca un po'. Garantisce un comfort extra in diverse situazioni, permettendoci di tenere la corsa sotto controllo. Non è facile dire: 'questo è il piano' e poi realizzarlo esattamente così. Dobbiamo sempre valutare come evolve la gara e quale sia la situazione dopo l'ultimo passaggio sul Kemmelberg. Sapevo che c'erano ancora molti velocisti o squadre di velocisti presenti, quindi sai che scatta sempre una sorta di inseguimento. Ma non puoi mai sapere quale sarà la situazione nel gruppo di testa.

Che Mathieu fosse davanti non è stata una grande sorpresa. Tutto dipendeva da quanto fosse forte lui insieme agli altri fuggitivi. Penso che Mathieu abbia anche detto di non avere le gambe migliori dopo venerdì; quindi, non è andata male considerando che era comunque lì davanti. Ma io dovevo semplicemente farmi trovare pronto per un eventuale sprint, a prescindere dal fatto che il gruppo tornasse compatto o meno.

Sapevo che sulla carta era una corsa che avrei potuto vincere o per la quale avrei avuto buone chance. Ma sapevo anche dal passato che allo sprint di Wevelgem non sempre arrivavo con le gambe migliori, perché durante la gara sprecavo troppa energia sulle salite. Quindi ho cercato di correre in modo più calmo e rilassato per risparmiare energie. Con Mathieu in squadra, hai la possibilità di farlo.

Serve sempre tempo ai nuovi ragazzi per ingranare con la squadra e capire come funzionano le cose: come comunichiamo, come corriamo insieme e tutto il resto. Quando arrivi in un ambiente nuovo, devi sempre adattarti un po'. Nel finale non è stato facile trovarsi lì con Florian Sénéchal e Jonas Geens, che sono entrambi nuovi nel team. È stata un po' una scommessa, ma bisogna dare a questi ragazzi fiducia affinché facciano il loro lavoro al 100%, ed è quello che hanno fatto. Sapevo che avevano la potenza, ma tutto deve incastrarsi. Penso abbiano fatto esattamente ciò che ci aspettavamo, ed è bello vincere insieme.

Sì, certamente [l'inizio difficile è dimenticato]. Ho lavorato duramente durante l'inverno e non ho avuto subito le migliori sensazioni, quindi sono felicissimo di esserne uscito e di aver colto questa vittoria. È una splendida corsa che ho sempre desiderato vincere. Ma mi rendo anche conto che tutto doveva andare per il verso giusto. Fortunatamente è successo. Eh, domanda difficile. Penso che la Parigi-Roubaix sia una corsa dove può succedere di tutto. È più facile vincere a Wevelgem, perché questa l'ho vinta, mentre la Roubaix finora non ancora. Vedremo se riuscirò mai a vincere anche quella.

No, no, non credo. Penso che il Giro delle Fiandre sia una corsa durissima e, a essere onesti, ci sono solo due o tre corridori in grado di vincerla.

Mathieu van der Poel: “Il nostro piano è stato presto quello di correre per Philipsen”

"Già piuttosto presto, nel corso della gara, il nostro piano è diventato quello di correre per Jasper [Philipsen]. Dovevo semplicemente assicurarmi di essere presente nei tentativi di attacco più importanti, così da poter continuare a mettere pressione sul gruppo.- ha detto Van der Poel a NOS

Non avevo affatto le sensazioni migliori in termini di freschezza e l'ho segnalato abbastanza presto. Sono rimasto costantemente in comunicazione con Jasper e lui si sentiva ancora bene. Ho fatto la mia parte per tenere sotto pressione il gruppo, ma con la speranza che alla fine tornassero su di noi, così che Jasper potesse finalizzare il lavoro.

Non ero al top per potermi sobbarcare la maggior parte del lavoro in fuga. Ho collaborato, certo, ma non mi sentivo sicuro della vittoria. In questi casi, Jasper è una carta migliore da giocare. Mi ero già trovato in una situazione simile in passato con Mads Pedersen e ne avevamo parlato proprio prima della partenza: non volevamo ripetere quell'errore [di sprecare energie inutilmente in un duello a due]. Ero in buona forma, ma non super.

Ora andrò in Spagna per allenarmi bene un'altra settimana in vista del Giro delle Fiandre, anche se non sarà affatto facile con Tadej [Pogačar] al via."

Wout van Aert: "Il risultato non è arrivato, ma è stata comunque una bella giornata"

“Nel finale si sentiva un po' che sarebbe andata così, perché il gruppo si stava avvicinando rapidamente. Pensavo che avessimo buone possibilità di restare davanti, ma non ci siamo riusciti. La collaborazione con Mathieu è stata buona, ma lui aveva il lusso di avere ancora Philipsen dietro. Per questo motivo ha potuto correre in modo un po' più difensivo nel finale. Questo è stato a mio svantaggio e alla fine ha fatto la differenza -ha dichiarato ai microfoni di Sporza-. Comunque guardo indietro a una bella giornata all'attacco. La sensazione era semplicemente buona. Sono riuscito a seguire Mathieu sull'ultima salita del Kemmelberg e sono soddisfatto di come ho potuto correre. Purtroppo il risultato non è arrivato, ma è stata comunque una bella giornata.”

Mathieu van der Poel e Wout van Aert all'attacco sul Kemmelberg, la salita-totem della In Flanders Fields © Pagina Facebook Alpecin-Premier Tech
Mathieu van der Poel e Wout van Aert all'attacco sul Kemmelberg, la salita-totem della In Flanders Fields © Pagina Facebook Alpecin-Premier Tech

Alec Segaert: "Ho iniziato a esitare: sperare nel podio o correre per vincere?

“Avevo fatto un piano prima della gara per scegliere un buon momento per attaccare. Avevo studiato anche il finale in anticipo e pensavo che ci fossero delle opportunità in quell'ultimo giro di sette chilometri. Matej (il compagno di squadra Matej Mohoric, ndr.) mi ha lanciato bene e poi ho dato un bel colpo sul ponte. Un tentativo tutto o niente per arrivare fino a quei due. Volevo chiudere il gap il più velocemente possibile, perché non vuoi rimanere bloccato nel mezzo -ha detto il corridore nella studio di Sporza-. Quando li ho raggiunti, ho iniziato a dubitare: devo subito collaborare per il podio o correre per vincere? Quel dubbio è ancora nella mia testa anche dopo la corsa, in realtà. Devi decidere molto velocemente in un momento del genere, ma corriamo comunque per vincere. Questa è una gara in cui voglio comunque ottenere un buon risultato nella mia carriera, quindi dopo si vedrà se questa è stata la decisione giusta. Spero che arrivino altre opportunità.”

Florian Vermeersch: "Van der Poel e Van Aert hanno iniziato ad attaccarsi per farsi male a vicenda"

“Sono soddisfatto della mia corsa. Alla fine il gruppo è rientrato, ma sapevo già in anticipo che qui è difficile vincere entrando in una fuga. Ci sono sempre squadre che riescono a organizzarsi per l'inseguimento; oggi, ad esempio, la Decathlon ha fatto un ottimo lavoro. Noi ci abbiamo provato, io ero lì davanti [nel vivo dell'azione], e più di così non potevamo fare”, ha dichiarato il corridore della UAE Emirates XRG a Sporza.

Speravo davvero che affrontassero la salita del Kemmelberg con un'andatura regolare, invece [Van der Poel e Van Aert] hanno iniziato ad attaccarsi per farsi male a vicenda. Ho dato il massimo per cercare di rientrare su di loro, ma contro quei due non è affatto facile."

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